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venerdì 2 agosto 2013

Le cose che possono rimpiazzare l'anoressia

Scoprendo l’acqua calda, una delle cose che credo possa aiutare di più nella lotta quotidiana contro l’anoressia, è il trovare qualcosa che sia per noi interessante e coinvolgente come lo è stata a lungo l’anoressia stessa. Nel momento in cui si decide di combattere contro l’anoressia, infatti, c’è bisogno di avere per lo meno una ragione che mantenga la nostra motivazione. È relativamente facile rimanere “recovery-oriented” fino a che siamo ricoverate in una clinica, non lo è altrettanto quando ci troviamo, al momento della dimissione, a re-immergerci nella nostra vita quotidiana. Una delle cose che rende più difficile il mantenere la motivazione nel momento in cui si viene dimesse è l’improvviso venire meno del supporto fornito sia da tutti i medici che lavorano nella clinica, sia dalle altre ragazze ricoverate. L’altra cosa che manca, spesso, è un qualcosa di concreto per cui poter dire che vale la pena combattere contro l’anoressia. Ed è questo qualcosa che sarebbe importante riuscissimo a trovare.

In parole povere: occorre cercare di dare più importanza ad altre cose, quali che siano, e cercare poco a poco di costruirsi una vita autonoma al di là dell'anoressia, poiché nel momento in cui si arriva ad avere una vita che compendia numerosi interessi “sani” e positivi, ci si rende conto che l’anoressia non ci serve più poi così tanto.

Non fraintendetemi, non penso che questa sia la cura tout-court per l’anoressia. Anzi, credo che pur trovando interessi che non hanno niente a che vedere col DCA, si abbiano comunque ricadute più o meno pesanti (per lo meno, questa è stata la mia esperienza). Trovare cose da fare che derogano completamente dall’anoressia non è la bacchetta magica della guarigione né la panacea, ma penso che possano aiutare ad allontanare la testa da certi pensieri ossessivi, nonché a scoprire un angolo di mondo che ci offre opportunità positive che ci possano far sentire che allora vale veramente la pena il cercare di distaccarsi quanto più possibile dal DCA per poterci dedicare ad altro. Trovare un qualcosa che ci faccia sentire che, ributtandoci del tutto nell’anoressia, avremmo qualcosa da perdere. Trovare qualcosa che ci stia veramente a cuore. Perché questo può fare una significativa differenza.

Personalmente, il mio lavoro come istruttrice ed arbitro di karate, e i miei studi e tirocini universitari, si sono col tempo rivelati cose in grado di prendere il posto dell’anoressia. Vuoi perché mi hanno dato qualcosa da pensare al di là del DCA, vuoi perché sono attività che mi hanno veramente interessata e presa molto. In poche parole, sono cose che mi piace tantissimo fare, e che mi danno soddisfazione.

Penso che questa possa essere universalmente considerata una buona cosa.

Tuttavia.

(c'è sempre un "tuttavia" in tutto ciò che faccio... ^__^")

Fin da piccola ho sempre avuto un carattere molto “quadrato”, analitico e tendente al controllo, ben prima dell’anoressia. E ho avuto un carattere “quadrato”, analitico e tendente al controllo durante il periodo peggiore dell’anoressia. Per cui, penso che nessuno si sorprenderà se dico che sono ancora oggi fatta così.

La differenza sta nel fatto che prima concentravo tutti questi miei aspetti caratteriali solo ed esclusivamente sull’anoressia, rinfocolando continuamente la malattia, adesso ho la possibilità di spaziare su cose decisamente più sane.

La principale difficoltà del trovare interessi che non abbiano niente a che vedere con l’anoressia sta nel fatto che siamo noi a dover decidere tutto, come se fossimo delle lavoratrici freelance: siamo noi a dover ripartire i nostri impegni durante la giornata. Certo, se una persona studia ci sono delle date in cui si svolge la sessione di esami (o il compito in classe, o l’interrogazione), e se una persona lavora ci sono delle scadenze da rispettare, ma in generale si è libere di scegliere come ripartirci quel che c’è da fare quotidianamente. E qui può nascere un problema, ovvero il non aver abbastanza da fare. Perché non si lavora/studia/fa sport 24 ore su 24, e quindi rimangono dei tempi morti in cui il DCA torna all’attacco.

L’anoressia non muore, non svanisce come per magia, bisogna tenerle testa.

Ed è proprio quando l’anoressia ci suggerisce di restringere l'alimentazione, che essa si sta mangiando noi, la nostra vita, la nostra libertà. E in quei momenti in cui non si ha niente da fare, perciò, tornano i soliti pensieri, il timore che non saremo mai abbastanza, che prima o poi manderemo tutto a puttane e ricadremo in pieno nel DCA, che lo studio finirà e non sapremo più come riempire il tempo. Perciò, dobbiamo acquisire la consapevolezza che questi sono solo pensieri indotti dal disturbo alimentare: capire che non siamo destinate a niente, ma siamo noi che ci costruiamo il nostro futuro giorno dopo giorno. Capire che quegli spazi ancora vuoti possiamo riempirli con qualcos’altro, perché l’unica cosa veramente vuota è l’anoressia stessa.

L’unica cosa cui bisogna stare attente è che il lavoro/lo studio/lo sport non prenda il posto dell’anoressia anche per quello che concerne gli aspetti negativi: perché se l’ansia che prima riversavamo sull’anoressia finiamo per riversarla sull’attività che la sostituisce, il lavoro/lo studio/lo sport diventerà un inferno e non sarà di alcun aiuto. Bisogna approcciarci ad altre attività/hobby NON con la smania di dedicarsi ad esse come delle ossesse, e di ottenere solo i risultati migliori possibili, perché sennò non se ne scaturiranno altro che frustrazioni; occorrerebbe piuttosto scegliere cose che ci interessano e che svolgiamo con piacere, cercando di non fissarci sui risultati.

Non voglio dire che questo sia facile, anzi, tutt’altro: io per trovare cose che veramente m’interessassero e potessero fornirmi una valida alternativa all’anoressia ci ho impiegato anni ed anni, con un bel po’ di ricadute in mezzo. Però alla fine sono riuscita a trovare delle cose che quotidianamente mi motivano a non mollare la presa, e a continuare a combattere contro l’anoressia, perché se mi arrendessi ora avrei veramente tanto da perdere. Per cui quel che dico, semplicemente, è che non è facile, ma ne vale la pena. 

È lontanissimo dall’avere una bacchetta magica, ma io credo che impegnarci per ricercare cose che c’interessano e dedicarci ad esse, è una cosa che TUTTE possiamo fare, nessuna esclusa. Non cambia la vita, non fa sparire l’anoressia dall’oggi al domani, ma sicuramente è una cosa che aiuta: provato & confermato.
 
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