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venerdì 17 ottobre 2014
Diagnosi di DCA nelle giovanissime: è davvero così terribile?
È difficile ignorare la nuova moda ultimamente lanciata dai Mass Media: i DCA che colpiscono le giovanissime, bambine che frequentano ancora le scuole elementari. Le storie che vengono raccontante s’incentrano spesso sul crescente numero di bambine (generalmente pre-adolescenti) che si presentano all’osservazione medica con un disturbo alimentare. Questi articoli/servizi televisivi consistono per lo più in asserzioni strappalacrime di quanto la situazione sia terribile, senza ovviamente trascurare il classico cliché dell’incolpare il mondo della moda e dello spettacolo per la crescente esposizione delle bambine ad immagini di modelle/attrici/cantanti magrissime.
Prendete, per esempio, QUESTO.
Alcune delle affermazioni ivi contenute recitano:
“Solo nell’ultimo anno, 42 bambine sotto i 10 anni sono state portate in ospedale e ricoverate.”
“Sconvolgentemente nuove statistiche rivelano che la “diagnosi primaria” era DCA.”
“Molti enti ritengono che i social media siano una delle maggiori cause, con molte giovani vittime della malattia che pubblicano selfie dei loro corpi emaciati su Twitter.”
(mia traduzione)
Bene, prima di rabbrividire di fronte a queste frasi roboanti, facciamo innanzitutto un attimo mente locale su quella che è la fonte di tali affermazioni: un giornale on-line in cerca di lettori. Secondariamente: dov’è la ricerca scientifica su cui si basano le affermazioni fatte dall’articolo in questione? In terzo luogo: cosa succederebbe se una maggiore attenzione nel diagnosticare i DCA anche nelle bambine non fosse una notizia così terribile come i Mass Media vorrebbero far credere?
Okay, non fraintendetemi: per me è orribile quando vengo a sapere che una qualsiasi persona si è ammalata di DCA. Proprio perché, avendolo vissuto sulla mia pelle, so quanto un DCA sia devastante. Per cui, non sto assolutamente dicendo che un DCA a qualsiasi età, inclusa l’infanzia, sia una cosa positiva. Proprio per niente. Detto questo, ciò che sappiamo è che:
Tanto più precoce è la diagnosi di DCA, tanto minore è la durata della fase acuta della malattia, e tanto più precoce è l’intervento sia sul piano psichico che su quello alimentare, tanto più facile è allontanarsi dal DCA stesso. [Fonte]
Per molti anni i medici hanno ritenuto che i DCA fossero “roba da adolescenti”. Se ci pensate, è anche un luogo comune piuttosto diffuso quello dell’adolescente malata di anoressia: sei non sei un’adolescente, non puoi avere un DCA. Quest’asserzione è, ovviamente, del tutto sbagliata. È sbagliata perchè non prende in considerazione il fatto che chi si ammala di DCA durante l’adolescenza può trascinarsi dietro brandelli più o meno ampi di malattia anche crescendo, e questo fa sì che le donne adulte malate abbiano maggiori difficoltà a veder riconosciuta la loro patologia e a chiedere e a ricevere aiuto, e allo stesso tempo incide negativamente sulle bambine e sulle pre-adolescenti che vengono considerate “troppo giovani per avere una malattia del genere”.
Pertanto, bambine malate di anoressia/bulimia possono non ricevere un’opportuna diagnosi, e non essere trattate adeguatamente. Se questo succede, quando diventano delle adolescenti, il loro DCA è ancora presente. Per cui, se anche poteva esserci, una diagnosi precoce è venuta meno. E questo fa sì che queste persone abbiano poi maggiori difficoltà nel percorrere la strada del ricovero. Per cui, se ad oggi i DCA vengono riconosciuti, diagnosticati e rapidamente trattati anche nelle giovanissime, non è forse una buona cosa?
Inoltre, sebbene certi articoli vogliano dare a credere che i DCA compaiono nelle bambine prima di quanto non sia mai successo sinora, in realtà non sono stati condotti dei veri e propri studi scientifici al riguardo, per cui non lo sappiamo per certo. Sappiamo solo che a più bambine viene diagnosticato un DCA, ma questo non significa che, in assoluto, ci siano più bambine malate di DCA, significa solo che i DCA vengono diagnosticati con più frequenza.
Invece di considerare l’incremento delle diagnosi di DCA nelle bambine universalmente come una Cosa Negativa, guardiamo al fatto che non è una cosa negativa come potrebbe sembrare a primo acchito, perché significa che più bambine ricevono aiuto psichico ed alimentare proprio nel momento in cui in DCA esordisce, e dunque nel momento più opportuno per avere maggiori possibilità di successo terapeutico. Questo non lo dico solo io, ma viene affermato anche da alcuni ricercatori, Dominique Meilleur ed i suoi colleghi. che hanno recentemente presentato il progetto della loro ricerca ad una conferenza che si è tenuta a Vancouver (Canada).
Nella loro ricerca, hanno creato dei dettagliati profili biologici, psicologici e sociali di 215 bambine/i di età compresa tra gli 8 e i 12 anni (campione piccolo, è vero, ma per lo meno è un inizio...) che hanno presentato dei “problemi alimentari” senza una specifica malattia fisica che li inducesse. I ricercatori hanno trovato che:
• Il 95% di queste/i bambine/i avevano dei comportamenti alimentari restrittivi
• Il 69,4% era a disagio con il proprio corpo
• Il 46,6% riteneva di essere sovrappeso
• Il 15,5% si induceva il vomito occasionalmente
• Il 13,3% metteva in atto dei veri e propri comportamenti bulimici
Nello studio in questione Meilleur afferma:
“Questi risultati sono molto sconcertanti, ma possono aiutare i medici a fare diagnosi precoce nel momento in cui prendano in considerazione questi aspetti. […] Molti medici ritengono che la bulimia sia una malattia che compare solo durante l’adolescenza, ma il nostro studio indica che il problema può comparire anche prima. […] E’ perciò possibile che i DCA siano attualmente sotto-diagnosticati per carenza di consapevolezze e di competenze.”
(mia traduzione)
Non solo, lo studio in questione mostra anche che i DCA non sono una prerogativa femminile. Sostiene Meilleur:
“Le profonde similitudini tra bambini e bambine nell’infanzia supporta, a nostro avviso, l’ipotesi che fattori comuni sia fisici che psichici presenti, insieme ovviamente a molte altre concause, nel periodo dello sviluppo, possano favorire la comparsa di DCA in ambo i sessi.”
(mia traduzione)
Io ritengo, molto semplicemente, che ricevere aiuto iniziando un percorso di ricovero sia millemila volte meglio che soffrire in silenzio. Certo, il considerare che anche i giovanissimi possano soffrire di DCA può inizialmente scombinare statistiche e conoscenze, e può far sembrare la situazione più complicata e tragica di prima. Ma se la consapevolezza che anche le bambine si ammalano di DCA significa diagnosi precoce e dunque trattamento più precoce, allora io la ritengo una cosa positiva.
Prendete, per esempio, QUESTO.
Alcune delle affermazioni ivi contenute recitano:
“Solo nell’ultimo anno, 42 bambine sotto i 10 anni sono state portate in ospedale e ricoverate.”
“Sconvolgentemente nuove statistiche rivelano che la “diagnosi primaria” era DCA.”
“Molti enti ritengono che i social media siano una delle maggiori cause, con molte giovani vittime della malattia che pubblicano selfie dei loro corpi emaciati su Twitter.”
(mia traduzione)
Bene, prima di rabbrividire di fronte a queste frasi roboanti, facciamo innanzitutto un attimo mente locale su quella che è la fonte di tali affermazioni: un giornale on-line in cerca di lettori. Secondariamente: dov’è la ricerca scientifica su cui si basano le affermazioni fatte dall’articolo in questione? In terzo luogo: cosa succederebbe se una maggiore attenzione nel diagnosticare i DCA anche nelle bambine non fosse una notizia così terribile come i Mass Media vorrebbero far credere?
Okay, non fraintendetemi: per me è orribile quando vengo a sapere che una qualsiasi persona si è ammalata di DCA. Proprio perché, avendolo vissuto sulla mia pelle, so quanto un DCA sia devastante. Per cui, non sto assolutamente dicendo che un DCA a qualsiasi età, inclusa l’infanzia, sia una cosa positiva. Proprio per niente. Detto questo, ciò che sappiamo è che:
Tanto più precoce è la diagnosi di DCA, tanto minore è la durata della fase acuta della malattia, e tanto più precoce è l’intervento sia sul piano psichico che su quello alimentare, tanto più facile è allontanarsi dal DCA stesso. [Fonte]
Per molti anni i medici hanno ritenuto che i DCA fossero “roba da adolescenti”. Se ci pensate, è anche un luogo comune piuttosto diffuso quello dell’adolescente malata di anoressia: sei non sei un’adolescente, non puoi avere un DCA. Quest’asserzione è, ovviamente, del tutto sbagliata. È sbagliata perchè non prende in considerazione il fatto che chi si ammala di DCA durante l’adolescenza può trascinarsi dietro brandelli più o meno ampi di malattia anche crescendo, e questo fa sì che le donne adulte malate abbiano maggiori difficoltà a veder riconosciuta la loro patologia e a chiedere e a ricevere aiuto, e allo stesso tempo incide negativamente sulle bambine e sulle pre-adolescenti che vengono considerate “troppo giovani per avere una malattia del genere”.
Pertanto, bambine malate di anoressia/bulimia possono non ricevere un’opportuna diagnosi, e non essere trattate adeguatamente. Se questo succede, quando diventano delle adolescenti, il loro DCA è ancora presente. Per cui, se anche poteva esserci, una diagnosi precoce è venuta meno. E questo fa sì che queste persone abbiano poi maggiori difficoltà nel percorrere la strada del ricovero. Per cui, se ad oggi i DCA vengono riconosciuti, diagnosticati e rapidamente trattati anche nelle giovanissime, non è forse una buona cosa?
Inoltre, sebbene certi articoli vogliano dare a credere che i DCA compaiono nelle bambine prima di quanto non sia mai successo sinora, in realtà non sono stati condotti dei veri e propri studi scientifici al riguardo, per cui non lo sappiamo per certo. Sappiamo solo che a più bambine viene diagnosticato un DCA, ma questo non significa che, in assoluto, ci siano più bambine malate di DCA, significa solo che i DCA vengono diagnosticati con più frequenza.
Invece di considerare l’incremento delle diagnosi di DCA nelle bambine universalmente come una Cosa Negativa, guardiamo al fatto che non è una cosa negativa come potrebbe sembrare a primo acchito, perché significa che più bambine ricevono aiuto psichico ed alimentare proprio nel momento in cui in DCA esordisce, e dunque nel momento più opportuno per avere maggiori possibilità di successo terapeutico. Questo non lo dico solo io, ma viene affermato anche da alcuni ricercatori, Dominique Meilleur ed i suoi colleghi. che hanno recentemente presentato il progetto della loro ricerca ad una conferenza che si è tenuta a Vancouver (Canada).
Nella loro ricerca, hanno creato dei dettagliati profili biologici, psicologici e sociali di 215 bambine/i di età compresa tra gli 8 e i 12 anni (campione piccolo, è vero, ma per lo meno è un inizio...) che hanno presentato dei “problemi alimentari” senza una specifica malattia fisica che li inducesse. I ricercatori hanno trovato che:
• Il 95% di queste/i bambine/i avevano dei comportamenti alimentari restrittivi
• Il 69,4% era a disagio con il proprio corpo
• Il 46,6% riteneva di essere sovrappeso
• Il 15,5% si induceva il vomito occasionalmente
• Il 13,3% metteva in atto dei veri e propri comportamenti bulimici
Nello studio in questione Meilleur afferma:
“Questi risultati sono molto sconcertanti, ma possono aiutare i medici a fare diagnosi precoce nel momento in cui prendano in considerazione questi aspetti. […] Molti medici ritengono che la bulimia sia una malattia che compare solo durante l’adolescenza, ma il nostro studio indica che il problema può comparire anche prima. […] E’ perciò possibile che i DCA siano attualmente sotto-diagnosticati per carenza di consapevolezze e di competenze.”
(mia traduzione)
Non solo, lo studio in questione mostra anche che i DCA non sono una prerogativa femminile. Sostiene Meilleur:
“Le profonde similitudini tra bambini e bambine nell’infanzia supporta, a nostro avviso, l’ipotesi che fattori comuni sia fisici che psichici presenti, insieme ovviamente a molte altre concause, nel periodo dello sviluppo, possano favorire la comparsa di DCA in ambo i sessi.”
(mia traduzione)
Io ritengo, molto semplicemente, che ricevere aiuto iniziando un percorso di ricovero sia millemila volte meglio che soffrire in silenzio. Certo, il considerare che anche i giovanissimi possano soffrire di DCA può inizialmente scombinare statistiche e conoscenze, e può far sembrare la situazione più complicata e tragica di prima. Ma se la consapevolezza che anche le bambine si ammalano di DCA significa diagnosi precoce e dunque trattamento più precoce, allora io la ritengo una cosa positiva.
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