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venerdì 27 febbraio 2015
"ED Awareness Week"... per chi?
Non so se lo sapete o meno, ma negli Stati Uniti d’America questa è la cosiddetta “ED Awareness Week” (tradotto letteralmente: “Settimana di Consapevolezza sui DCA”).
Così come noi in Italia abbiamo la giornata del fiocchetto lilla, negli U.S.A. “ben” 7 giorni all’anno vengono spesi per i DCA.
In questa settimana, bazzicando i più noti siti Internet americani (come quello del NEDA, dell’ANAD, dell’EDC, del NEDIC, giusto per farvi alcuni esempi) in cui si parla di DCA, ho notato come numerose iniziative siano state messe in atto per (cito testualmente, pur traducendo) “implementare la consapevolezza in merito ai DCA”
Tuttavia, pur vedendo quanto si siano dati da fare, mi è comunque sorta spontanea una domanda: ma a chi è destinata, veramente, la “ED Awareness Week”? Per chi viene fatta?
È per la gente che non ha mai vissuto sulla propria pelle un DCA? È per i familiari di chi ha un DCA? È per suscitare l’interesse dei mass media? È per le persone affette da DCA?... Insomma, chi è il target di questa settimana di consapevolezza sui DCA?
E in cosa esattamente spera di rendere la gente consapevole?
Che esistono persone che hanno un disturbo alimentare? A-ha. Embè?
Forse uno degli obiettivi è quello di spiegare che i DCA non sono meramente malattie adolescenziali, ma possono colpire persone di qualsiasi età. Oppure che i DCA non colpiscono soltanto le donne, ma si possono ammalare anche gli uomini. Okay, è bene che la gente venga a sapere questo genere di cose, ma poi... cosa?
Forse la “ED Awareness Week” vuol essere un modo per spingere le persone che hanno un DCA a chiedere aiuto? Sarebbe molto positivo, questo. Ma se andate a dare uno sguardo a come questo aspetto viene presentato in molti di questi siti (tra cui quelli che ho citato prima), vedrete che si tratta per lo più di un fare pubblicità a cliniche private e a psicoterapeuti, che ci guadagnerebbero non poco se un maggior numero di persone affette da DCA si rivolgessero a loro. Bè? E una cosa del genere, a chi dovrebbe essere d’aiuto?
Non che sia una male cercare di spronare le persone che hanno un DCA a rivolgersi a professionisti competenti per farsi affiancare nel loro percorso di ricovero, altro ci mancherebbe: io stessa sono la prima a dire che a mio parere è indispensabile essere seguiti da dietista e psicoterapeuta per poter combattere efficacemente contro l’anoressia. Tuttavia, il modo in cui la cosa viene presentata su quei siti mi appare molto buonista, e quindi mi sembra che ci sia del torbido: mi pare che l’interesse serpeggiante, subliminale, sia molto più quello di far guadagnare cliniche e psicoterapeuti, che non quello di aiutare chi ha un DCA.
E dunque, tornando alla domanda di partenza: a chi serve questa settimana? Vuole forse essere una sorta di “ogni cosa per chiunque”? Stile “La Festa Della Mamma” o “San Valentino”? Perchè questa è un po’ l’impressione che a me scaturisce.
O è forse una cosa del tipo “DCA Pride”?
Insomma, come dovrebbero reagire di fronte a tutto questo le persone che hanno effettivamente l’anoressia/la bulimia/il binge/un DCAnas? Perché la maggior parte delle persone affette da DCA afferisce proprio a questi siti (io stessa talvolta lo faccio, peraltro), per cui quali pensieri una cosa del genere può suscitare? Qual è il messaggio che alle persone con un DCA dovrebbe arrivare? “Tesoro, sei malata, fatti curare!”? Forse potrebbe anche spingere alcune persone in quella direzione, ma ho il sospetto che non sia così probabile come potrebbe sembrare.
Non so, forse è solo una mia impressione, ma tutto ciò che è riferito a questa “ED Awareness Week” mi sembra, come dire… molto monodirezionale, nonché molto cheerleaderesco (Go, ragazze, go! Ricoveratevi in clinica, go!).
Al di là di questo aspetto di “pubblicità” delle varie strutture di ricovero e dei vari psicoterapeuti, non mi sembra ci sia poi tanto altro. Anzi, in diversi siti ho visto, con mio grande disappunto, il fiorire di numerosi luoghi tanto comuni quanto assolutamente falsi sui DCA. Non viene spiegato praticamente niente di approfondito sulle dinamiche mentali di chi ha un disturbo alimentare, c’è solo una passiva raccolta di cliché che chiunque potrebbe leggere su un qualsiasi articolo di “Donna Moderna” o di “Grazia”: MAMMAMIA LE DONNE ODIANO IL LORO CORPO! Due domande: qual è la sensibilizzazione in questo? E che cosa mai questo ha realmente a vedere con i DCA?
Uno dei problemi, secondo me, è che anche questi grandi siti statunitensi che si occupano di DCA non comunicano abbastanza tra di loro: basti vedere di fatto che nella maggior parte di essi non ci sono neanche i link per afferire ad altri siti simili nei contenuti. Io credo che se ci fosse una maggior comunicazione, e una maggiore voglia di far luce sulla vera natura dei DCA, lavorando di squadra si otterrebbero risultati nettamente migliori. Perché anziché rivangare sempre i soliti luoghi comuni non vengono proposti articoli più dettagliati che vanno ad esplorare aspetti come il bisogno di controllo, l’autostima, le problematiche di compliance, le comorbidità, e via dicendo? Forse sarebbero tematiche più difficili da affrontare, più impegnative, più controverse e meno sensazionalistiche rispetto al mettersi a gridare che l’anoressia è causata dalla società che vuole solo donne magre, però credo che alla lunga i risultati conseguiti sarebbero migliori.
E voi cose ne pensate? Chi pensate siano i veri destinatari della “ED Awareness Week”? A cosa pensate dovrebbe mirare una campagna di sensibilizzazione sui DCA? E come credete si potrebbe agire per cambiare le stato attuale delle cose?
Così come noi in Italia abbiamo la giornata del fiocchetto lilla, negli U.S.A. “ben” 7 giorni all’anno vengono spesi per i DCA.
In questa settimana, bazzicando i più noti siti Internet americani (come quello del NEDA, dell’ANAD, dell’EDC, del NEDIC, giusto per farvi alcuni esempi) in cui si parla di DCA, ho notato come numerose iniziative siano state messe in atto per (cito testualmente, pur traducendo) “implementare la consapevolezza in merito ai DCA”
Tuttavia, pur vedendo quanto si siano dati da fare, mi è comunque sorta spontanea una domanda: ma a chi è destinata, veramente, la “ED Awareness Week”? Per chi viene fatta?
È per la gente che non ha mai vissuto sulla propria pelle un DCA? È per i familiari di chi ha un DCA? È per suscitare l’interesse dei mass media? È per le persone affette da DCA?... Insomma, chi è il target di questa settimana di consapevolezza sui DCA?
E in cosa esattamente spera di rendere la gente consapevole?
Che esistono persone che hanno un disturbo alimentare? A-ha. Embè?
Forse uno degli obiettivi è quello di spiegare che i DCA non sono meramente malattie adolescenziali, ma possono colpire persone di qualsiasi età. Oppure che i DCA non colpiscono soltanto le donne, ma si possono ammalare anche gli uomini. Okay, è bene che la gente venga a sapere questo genere di cose, ma poi... cosa?
Forse la “ED Awareness Week” vuol essere un modo per spingere le persone che hanno un DCA a chiedere aiuto? Sarebbe molto positivo, questo. Ma se andate a dare uno sguardo a come questo aspetto viene presentato in molti di questi siti (tra cui quelli che ho citato prima), vedrete che si tratta per lo più di un fare pubblicità a cliniche private e a psicoterapeuti, che ci guadagnerebbero non poco se un maggior numero di persone affette da DCA si rivolgessero a loro. Bè? E una cosa del genere, a chi dovrebbe essere d’aiuto?
Non che sia una male cercare di spronare le persone che hanno un DCA a rivolgersi a professionisti competenti per farsi affiancare nel loro percorso di ricovero, altro ci mancherebbe: io stessa sono la prima a dire che a mio parere è indispensabile essere seguiti da dietista e psicoterapeuta per poter combattere efficacemente contro l’anoressia. Tuttavia, il modo in cui la cosa viene presentata su quei siti mi appare molto buonista, e quindi mi sembra che ci sia del torbido: mi pare che l’interesse serpeggiante, subliminale, sia molto più quello di far guadagnare cliniche e psicoterapeuti, che non quello di aiutare chi ha un DCA.
E dunque, tornando alla domanda di partenza: a chi serve questa settimana? Vuole forse essere una sorta di “ogni cosa per chiunque”? Stile “La Festa Della Mamma” o “San Valentino”? Perchè questa è un po’ l’impressione che a me scaturisce.
O è forse una cosa del tipo “DCA Pride”?
Insomma, come dovrebbero reagire di fronte a tutto questo le persone che hanno effettivamente l’anoressia/la bulimia/il binge/un DCAnas? Perché la maggior parte delle persone affette da DCA afferisce proprio a questi siti (io stessa talvolta lo faccio, peraltro), per cui quali pensieri una cosa del genere può suscitare? Qual è il messaggio che alle persone con un DCA dovrebbe arrivare? “Tesoro, sei malata, fatti curare!”? Forse potrebbe anche spingere alcune persone in quella direzione, ma ho il sospetto che non sia così probabile come potrebbe sembrare.
Non so, forse è solo una mia impressione, ma tutto ciò che è riferito a questa “ED Awareness Week” mi sembra, come dire… molto monodirezionale, nonché molto cheerleaderesco (Go, ragazze, go! Ricoveratevi in clinica, go!).
Al di là di questo aspetto di “pubblicità” delle varie strutture di ricovero e dei vari psicoterapeuti, non mi sembra ci sia poi tanto altro. Anzi, in diversi siti ho visto, con mio grande disappunto, il fiorire di numerosi luoghi tanto comuni quanto assolutamente falsi sui DCA. Non viene spiegato praticamente niente di approfondito sulle dinamiche mentali di chi ha un disturbo alimentare, c’è solo una passiva raccolta di cliché che chiunque potrebbe leggere su un qualsiasi articolo di “Donna Moderna” o di “Grazia”: MAMMAMIA LE DONNE ODIANO IL LORO CORPO! Due domande: qual è la sensibilizzazione in questo? E che cosa mai questo ha realmente a vedere con i DCA?
Uno dei problemi, secondo me, è che anche questi grandi siti statunitensi che si occupano di DCA non comunicano abbastanza tra di loro: basti vedere di fatto che nella maggior parte di essi non ci sono neanche i link per afferire ad altri siti simili nei contenuti. Io credo che se ci fosse una maggior comunicazione, e una maggiore voglia di far luce sulla vera natura dei DCA, lavorando di squadra si otterrebbero risultati nettamente migliori. Perché anziché rivangare sempre i soliti luoghi comuni non vengono proposti articoli più dettagliati che vanno ad esplorare aspetti come il bisogno di controllo, l’autostima, le problematiche di compliance, le comorbidità, e via dicendo? Forse sarebbero tematiche più difficili da affrontare, più impegnative, più controverse e meno sensazionalistiche rispetto al mettersi a gridare che l’anoressia è causata dalla società che vuole solo donne magre, però credo che alla lunga i risultati conseguiti sarebbero migliori.
E voi cose ne pensate? Chi pensate siano i veri destinatari della “ED Awareness Week”? A cosa pensate dovrebbe mirare una campagna di sensibilizzazione sui DCA? E come credete si potrebbe agire per cambiare le stato attuale delle cose?
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