Come gli alchimisti trasformavano il ferro in oro… voi potete trasformare l’oscurità in luce. Siete tutte benvenute.

venerdì 14 marzo 2014

Un'immagine di prevenzione (NON) vale mille parole

Dato che domani, 15 Marzo, è la Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, ovvero la giornata nazionale dell’informazione e della prevenzione sui DCA (date un’occhiata QUI per maggiori informazioni), mi sembra opportuno dedicare anche il post di oggi a parlare della prevenzione dei disturbi alimentari.

Immagino che sappiate tutte cosa sono le infographics. Bene, recentemente ho scoperto che esistono delle infographics che dovrebbero essere state miratamente create per la prevenzione dei disturbi alimentari.

Allora, vi dirò una cosa: a me le infographics in genere piacciono molto. Mi è sempre piaciuto disegnare, fin da quando ero una bambina, e mi piace pensare al modo in cui sia possibile presentare delle informazioni in forma visiva. Per cui, in generale, ho un’opinione positiva sulle infographics. Il problema sorge nel momento in cui si va a considerare il contenuto di alcune di queste infographics, specie se parliamo di prevenzione dei DCA.

Due nelle fattispecie sono le infographics inerenti l’informazione e la prevenzione dei DCA, che ho visto essere più spesso condivise su Internet, e di cui voglio parlare oggi.

Questa è la prima (click sull'immagine per ingrandire):

Dunque, esaminiamo quest’immagine. I 2/3 superiori della infographic non hanno in effetti NIENTE a che vedere con anoressia e bulimia. Sono inerenti diete ed immagine corporea. Questo non c’entra con le vere problematiche di chi ha un DCA. È come dire che io so come ci si sente ad essere decapitate, perchè una volta mi sono tagliata un polpastrello con la carta mentre sfogliavo un libro. NON E’ LA STESSA COSA. Però, se ci pensate, la maggior parte delle informazioni che vanno per la maggiore quando si parla di prevenzione dei disturbi alimentari sono relative proprio a diete ed immagine corporea. Okay, a tutti coloro che pensano che questo sia il focus di un DCA: non scherziamo davvero. Tenete da parte questa roba per la “Giornata Nazionale Anti-Dieta” o per la “Giornata Dell’Immagine Corporea Positiva”.

Questa è l’altra infographic (click sull'immagine per ingrandire):

Di nuovo, circa la metà delle cose listate hanno semplicemente a che fare con la dieta. È un po’ una contraddizione, visto che si dovrebbe parlare di prevenzione. Il secondo punto della lista dice che l’anoressia è nel 50-80% dei casi determinata geneticamente (e vi assicuro, basandomi su alcuni recenti studi scientifici che sono stati condotti al riguardo, che non è assolutamente vero), dopodiché in molti altri punti si va avanti a parlare di diete ed immagine corporea. Mi sembra un po’ come se per la “Giornata Nazionale Dell’Informazione e Della Prevenzione Sulla Depressione” indossassimo tutti quanti magliette con su scritto: “Don’t Worry, Be Happy!”.

Infographics di questo tipo mi irritano un po’ perchè mi sembra che manchino completamente l’obiettivo. Ci sono molte persone che hanno vissuto e che vivono l’esperienza dei DCA che potrebbero raccontare la verità su queste malattie, anziché limitarci a volantini che un sembrano un po’ come pacche sulle spalle per persone che non sanno cosa sia veramente un DCA, cercando di spostare la loro attenzione su cose che non c’entrano neanche un granché con la malattia.

Le verità sui DCA, di fatto, non vengono mai dette esplicitamente nelle campagne rivolte alle grandi masse: non viene spiegato loro che i DCA sono malattie mentali potenzialmente letali, che hanno poco a che vedere col cibo e molto a che vedere col bisogno di controllo o con altre necessità, che sono solo un sintomo superficiale che maschera problematiche ben più profonde e variabilissime da persona a persona, che la riabilitazione nutrizionale e la psicoterapia sono di fondamentale importanza per poter stare meglio, che le lunghe liste d’attesa ai pochi centri specializzati esistenti in Italia ritardano gli accessi e rendono più difficile curare una malattia quando non è più in fase precoce, che ci sono persone che muoiono in attesa che si liberi un posto in questi centri. Persone che vedono il venir meno della terapia perché, secondo i terapeuti, non sono complianti. Persone cui non viene fatta diagnosi di DCA perché hanno un aspetto fisico che non risponde allo stereotipo di emaciazione che la gente normalmente pensa sia tipico di chiunque abbia un DCA. Persone che ricevono un trattamento inadeguato rispetto alle loro esigenze perché negli ospedali il personale non è specializzato, famiglie che vengono dilaniate dai DCA, genitori che non si rendono conto. Il fatto che in Italia i centri specializzati sono per lo più privati, e a meno di non accedere ad una convenzione con la ASL di pertinenza, costano uno sfondo e molti non se li possono permettere. Il fatto che i medici spesso non hanno competenze mirate sui DCA, e psicologi che continuano a ripetere la solita vecchia (e falsa!) storia che un DCA deriva da un alterato rapporto madre-figlia.

Dovremmo averne abbastanza. Dovremmo fare qualcosa… di diverso.

Effettivamente quanto ho appena scritto non è esattamente il piacevole genere di cosa che si presta alla realizzazione di un’infographic. È una verità amara. Ma è pur sempre la verità. Bisognerebbe che ci fossero molti più siti Internet che trattano della tematica dei DCA in maniera corretta, preventiva, educativa. Lo so che leggere certe cose non è allegro né piacevole. E dunque? Ci sono persone che MUOIONO a causa dell’anoressia/della bulimia/del binge/dei DCAnas, e tutto quello che si riesce a fare sono delle figurine che parlano di come dovremmo amare il nostro corpo? È questo? Questo è il meglio che riusciamo a fare?

Io penso che la prevenzione dei DCA sia molto importante, ma il punto è: tutti sanno che sarebbe importante prevenire i disturbi alimentari. Non serve a niente focalizzare l’attenzione sulle diete o sull’immagine corporea, perché sennò la gente guarderà solo quello, e non servirà a niente, perché non è quello il vero problema. Serve maggiore informazione. Corretta. E il modo migliore per informare le persone è farle parlare con chi ha vissuto/vive personalmente queste problematiche. Non servono a niente i poster, le locandine, le pubblicità-progresso, le infographics artistiche. Serve che le persone che hanno vissuto/vivono un DCA ci mettano la faccia e vadano a parlarne nei corsi universitari di Medicina, di Scienze Infermieristiche, di Dietistica, che vadano a parlarne nelle classi delle scuole superiori, nelle riunioni dei genitori. Serve che parlino della REALTA’ dell’avere l’anoressia/la bulimia.

Una infographic a largo target non sarà mai efficace. Perché allora non impiegare più saggiamente le proprie risorse

16 commenti:

AlmaCattleya ha detto...

Proprio ieri sera, leggevo questo post ovvero Se le altre malattie fossero trattate come la depressione: http://xiiiblackcat.blogspot.it/2014/03/se-le-altre-malattie-fossero-affrontate.html
leggendoti mi è venuto in mente proprio questo ovvero, come ho commentato in quel post, "Quando una persona ha un male interiore, viene fatto passare per un visionario oppure per uno sfaticato come se la mente e la psiche fossero cose di poco conto.
Magari viene detto a loro "Pensa a quelli che soffrono veramente.".
Che cosa vuol dire quel "veramente"?" Mi immagino a quante ragazze e ragazzi che hanno il DCA viene fatta questa frase.

PrettyLittleGirl ha detto...

Sono d'accordo che sarebbe ottimo se davvero si potessero riportare più esperienze personali. Parlare è sempre (secondo me) il mezzo più efficace per trasmettere qualcosa, niente rende di più di una parola sincera, del racconto di un vissuto simile e allo stesso tempo diverso da tanti altri..
Io ricollego queste immagini alle campagne di prevenzione che molto spesso vediamo e che avevi anche citato: immagino vogliano essere solo "rappresentative" e sensibilizzare..mi sembra voglia essere più un tentativo di parlare del problema più che un modo per essere davvero esplicativi..
Anche perchè dare un'informazione corretta di cosa sia un Dca, sia estremamente difficile anche per la natura ovviamente eterogenea e non omologabizzabile (si dice cosi?:/) dei dca stessi.. Non a caso c' è un libro intitolato "Anoressie e Bulimie" e non "Anoressia e Bulimia" ma questo penso possa valere per ogni dca e ogni problema psicologico. Nonostante il sintomo poi sembri uguale per tutti, i fattori che conducono a ciò, il modo in cui viene vissuto e cosa sia per il malato stesso la stessa "malattia" , nonchè molte volte lo spettro di manifestazioni con cui si presenta uno stesso dca, possono essere estremamente variegati.
Credo sia anche qui la difficoltà nel parlarne. Forse si cerca di farlo, ma l'immagine che se ne da è un po stigmatizzata. Ma questo succede anche per altre cose che sia una malattia, un comportamento o quando si esalta una caratteristica di personalità..mi viene da pensare al fatto di immaginarsi una persona depressa con la faccia sempre triste e una lametta in mano che si sta per tagliare le vene. Recentemente ho conosciuto una persona che all'apparenza non mi ha dato quell'idea e anzi, mai avrei detto che soffrisse di depressione. Questo mostra che forse anche le malattie stesse non sono sempre tutte uguali ma sono come un'abito su misura cucito addosso alla persona..
Detto questo, però, io sono dell'idea che le persone debbano comunque continuare a parlare della loro esperienza, lasciare una loro traccia perchè è solo cosi che si possono conoscere varie realtà ed essere più preparati a fronteggiare le difficoltà quando si presentano..
Ti abbraccio

GaiaCincia ha detto...

Sono completamente d'accordo con te. L'anoressia non è "una dieta finita male", la bulimia non è "la dieta delle deboli" e il disturbo da alimentazione incontrollata non è "essere dei maiali che non si sanno contenere". Non si può prevenire (o diagnosticare tempestivamente) un DCA se anche associazioni come la NEDA continuano a foraggiare i soliti stereotipi. Stereotipi che alimentano a loro volta "filosofie di vita ipocaloriche" (perché anoressia e bulimie sono diete, giusto? -.-").

Sfortunatamente oggi sono pacifica, di solito me la prendo molto di più per questa disinformazione.

Ciao, a presto!! Un super abbraccio ^_^

Anonimo ha detto...

Ciao
Hai scritto cose giuste; purtroppo, pure la giornata del fiocchetto lilla è a rischio banalizzazione. Fino a quando non si fa comprendere che dieta, bilancia e calorie sono solo il sintomo e che non è il peso a catalogare il disturbo, ma l'atteggiamento mentale verso ciò che dovrebbe essere solo fonte di sostentamento, i rischi sono due:
- ricadere nel luogo comune che vuole la dieta come capro espiatorio dei DCA, piuttosto che sintomo di un malessere dalle radici più profonde;
- discriminare tra anoressia, bulimia e binge.
Ho sofferto di binge per dieci anni, dopo due anni di anoressia. Il binge, fortunatamente, non ha lasciato danni metabolici (specie metabolismo dei lipidi e dei glucidi). Però assicuro che avere un IMC di 22 (quindi nella norma) alternando mangiate capaci di provocare gli acetoni a periodi di digiuno, è stato emotivamente devastante. A livello fisico le smagliature testimoniano i repentini cambiamenti di peso (5/9 chili). A livello emotivo ero devastata; ero arrivata a un punto che non compravo più vestiti, perché già sapevo che, tempo tre mesi, avrei avuto bisogno di due taglie in più.
Guarire è stato faticoso, perché la causa madre del problema si annidava nell'abuso sessuale subito a quattro anni, ad opera di amici di famiglia.
Ritornando al discorso iniziale, spero che si possa arrivare un giorno a parlare seriamente di DCA. Non è vero che tutto nasca da una dieta; semmai la causa già c'è. Con la dieta si cerca una soluzione apparente, nella speranza di stare bene. Ecco, se proprio volgiamo uno slogan, diciamo che chi soffre di DCA soffre di un grande, incontenibile, bisogno di attenzioni. Attenzioni e carezze buone, capaci di lenire le paure e le ferite di un passato poco generoso in termini affettivi

Laura C. ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
mara ha detto...

Concordo pienamente con te ,come dicevo anche nel mio post la gente non sa neanche cos è questa malattia per questo dovrebbe esserci qualcosa che trasmetta a tutti la verità senza soffermarsi sull' aspetto fisico o sulle diete ma soprattutto soffermandosi su cosa comporta davvero questa malattia ,su come la persona si senta realmente psicologicamente ...
se non sbaglio proprio qualche anno fa su rai uno hanno fatto un ' intervista ad una ragazza che aveva scritto un libro in cui raccontava della malattia (poiché si era ammalata di anoressia )...eppure la gente ancora continua a fraintendere ..bisogna fare qualcosa, magari come hai detto tu facendo interviste a ragazze che hanno provato realmente cosa significa ...
un abbraccio
Mara

Lucy May ha detto...

Post bellissimo, davvero da applauso... Il problema è la vergogna sociale di una società che bolla, discrimina, etichetta, abbandona, giudica... Per questo nessuno ha voglia di metterci la faccia... Per quale motivo immolarsi sulla croce di fronte ad un popolo di gentaccia indelicata o, al massimo, di Ponzi Pilati?...Le persone che soffrono di un dca vanno protette ed aiutate, esporsi è un po' come darsi in pasto ai leoni. Ci vorrebbero contesti adatti, modalità studiate per diffondere l'informazione senza rischiare di fare ancora più male a chi è malato: dove sono le strutture e gli specialisti deputati a tutto ciò?... Se vedi in casella, c'è posta per te! ^_^

* Viellina * ha detto...

La disinformazione e la superficialità legata a queste tematiche mi sconvolge.
Per non parlare degli stereotipi... Possibile che bisogni sempre sottolineare le questioni "immagine corporea-dieta-cibo-influenza dei mass media"? Questi messaggi contribuiscono a sminuire i disturbi alimentari, alimentando l'erronea convinzione che si tratti di capricci superficiali. Siamo nel 2014, dio santissimo... Vogliamo chiarire che i DCA sono delle MALATTIE? Non sopporto il fatto che la gente non capisca che il cibo è solo la punta dell'iceberg... È chiaro che se si fa apparire la magrezza e il cibo come il fulcro di tutto le persone che non hanno un determinato aspetto non ricevono le dovute attenzioni. Che schifo. Sono malattie mentali, quando diavolo verrà messo in chiaro?
Dio mio, che nervi!
Scusa se ho scritto da cani, ma sono irritata ahahah xD

Wolfie ha detto...

Non potrei essere più d’accordo con quanto scritto in questo post. Rimango veramente allibita di fronte a come certe immagini possano essere reputate fonti attendibili per spiegare cosa sia un dca!!!!!!!!!!!!!!! Mi sembra invece che non facciano altro che contribuire all’enorme massa di disinformazione che già c’è su queste malattie. Sottolineano quelli che non sono altro che luoghi comuni, e allontanano ancora di più da cosa significa veramente avere un dca: se vengono diffuse cose del genere, poi ci credo che la gente pensa che i dca sono malattie delle diete, della magrezza, e compagnia bella. A vedere queste cose nessuno pensa al fatto che i dca sono malattie mentali. Ma il problema è che finché verrà diffuso questo tipo d’informazione, le cose non cambieranno. La realtà dei dca è ben diversa da ciò che queste immagini vogliono far credere, e noi dovremmo gridarlo forte e chiaro. Bisogna fare educazione su queste malattie, ma sul serio, raccontando le cose per come stanno veramente: è proprio vero che far parlare chi ne ha sofferto è importante, perché è chi vive una certa cosa che poi sa com’è, e può spiegarla veramente agli altri, e cercare di far capire come sia la verità di un dca.

Anonimo ha detto...

Sinceramente sono del tutto delusa riguardo ai metodi di prevenzione e conoscenza riguardanti i disturbi alimentari, ho letto diversi articoli nel tempo e sembrano soltanto peggiorare, ad esempio alcune testate giornalistiche non sanno più dove battere la testa, vogliono avere voce in capitolo laddove non dovrebbero, come ad esempio arrivare a dire che un apparecchio odontoiatrico può portare i bambini/ragazzi a sviluppare un dca. Forse sarò io ad andare controccorente, o comunque poche di noi, il punto è che non sopporto non ci sia distinzione tra perdita di peso causata da un chissà cosa e perdita di peso causata da un disturbo alimentare.

Meg.

Vele Ivy Di Colorare ha detto...

In effetti leggendo queste Infographics ho la sensazione che vengano trasmessi i "soliti" messaggi sull'anoressia che passano attraverso i media: tutto nasce dalla volontà di apparire magre, belle, e non dal bisogno di controllo. Era anche quello che pensavo io, da profana, prima di conoscere il tuo blog. Mi chiedo per quanto tempo ancora si continuerà a divulgare questo tipo di informazione sbagliata.

(Mai più)Enigma ha detto...

a proposito di quello che dici in fondo...
Ti piace il "manifesto" che ho pubblicato sul mio blog?
L'ho creato insieme ad altre due ragazze che sono in cura insieme a me.. Tra l'altro.. quella nella foto sono pure io ;P

Veggie ha detto...

@ AlmaCattleya – Ho visto il link che hai postato, quell’immagine è davvero significativa, e credo che la riutilizzerò in qualche mio post futuro. Perché è totalmente vero quello che scrivi: è facile comprendere e riconoscere la malattia fisica perché è tangibile, è sotto gli occhi di tutti, si palesa… molto più difficile invece arrivare a capire quello che non si percepisce con i 5 sensi, perché è estremamente più difficile fare un attribuzione di significato, con il che la patologia viene ad essere sottovalutata… Ma in realtà non si possono dire frasi come: “Pensa a quelli che soffrono veramente”… semplicemente perché la sofferenza non può essere misurata. È un valore assoluto, ed è uguale per tutti, quale che sia la condizione, o la patologia di base… Perché quando si sta male, a prescindere dal motivo per cui, lo si sta e basta.

@ PrettyLittleGirl – Sono del tutto d’accordo con te sul fatto che la parola di chi ha avuto esperienza diretta dia il mezzo comunicativo migliore e più efficace… e sono d’accordo anche con tutto il resto che hai scritto, in effetti. Sai qual è, secondo me, il problema? Che nel tentativo di costruire un’immagine stigmatizzata per sensibilizzare la gente al problema, quello che si ottiene è che la gente, “ignorante”, identifica la malattia nell’immagine proposta. E poiché l’immagine proposta per i DCA, in quanto tale, costituisce una forma di comunicazione visiva, l’accento non può essere che posto sulla fisicità… e cosa capisce la gente che non conosce i DCA da questo? Che i DCA sono le malattie del voler essere magre come modelle, del guardarsi allo specchio e vedersi grasse anche a pesi bassissimi, e tutti quegli altri stereotipi che sono lontani mille miglia dalla realtà dei DCA. E l’altro rischio è che la gente si fermi a quell’immagine, e non riesca ad andare oltre, e a capire la vera realtà mentale di anoressia/bulimia, nonché la loro estrema soggettività. A maggior ragione per questo è importante far parlare chi vive certe cose sulla propria pelle: perché è questo che può dare alla gente la misura sia della realtà, sia dell’eterogeneità della malattia…

@ GaiaCincia – Sì, e il problema è che la gente che non ha mai vissuto un DCA è una spugna nei confronti degli stereotipi, perché sono facili da interiorizzare e classificare… Per cui una (dis)informazione di questo tipo genera ulteriore confusione tra la gente su cosa sia veramente un DCA… e, in effetti, mi stupisce che persino la NEDA – che, ci tengo a precisarlo, tendenzialmente stimo – sia ricaduta in un errore così banale…
P.S.= La prossima volta ti voglio incazzosa, allora, che son proprio curiosa di leggere quello che scriverai!... ^__^

@ Anonima (14 Marzo 2014, ore: 16.54) – Cara Anonima, purtroppo hai ragione quando dici che anche la Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla è a rischio di banalizzazione… e lo è esattamente per i motivi che tu elenchi. Però io credo anche che sia possibile partire dalla consapevolezza di ciò per cercare di fare di questa giornata un qualcosa di diverso da un bagno nei luoghi comuni. Io credo che anoressia, bulimia e binge differiscano principalmente nel sintomo alimentare. Dietro ad esse, poi, ci sono tantissime concause che sono senz’altro diverse da persona a persona… ma quello che ci accomuna tutte, a prescindere dal sintomo, credo sia il fatto che noi tutte abbiamo utilizzato/utilizziamo il DCA, quale che sia, come strategia di coping. Ecco, credo che sarebbe importante far capire questo: CHE IL DCA E’ FONDAMENTALMENTE UNA STRATEGIA DI COPING. Poi, certo, ognuna di noi mette in atto questa strategia, questo sintomo, per ragioni differenti che dipendono dal proprio carattere e dal proprio background. (continua...)

Veggie ha detto...

(...continua) Tu, come hai raccontato, hai trovato la radice principale dei tuoi disordini alimentari negli abusi che avevi subìto da piccola. Personalmente, la mia anoressia è dipesa da un fortissimo (e ovviamente patologico, anche se sul momento non lo percepivo come tale) bisogno di controllo su tutto. E qui ogni singola persona che legge questo blog potrebbe commentare raccontando la causa predominante del proprio DCA. E questa è un’altra cosa che dovrebbe passare: che c’è una causa dominante, che affianca millemila altra cause magari meno rilevanti, e che sono comunque variabili da persona a persona, per cui è veramente impossibile fare generalizzazioni sui DCA. E lo stesso vale per quello che hai scritto in conclusione al tuo commento: hai spiegato in maniera molto chiara e vera quella che è stata la matrice della tua sofferenza, e quello di cui avresti avuto bisogno. Io ovviamente non mi rispecchio nelle tue parole, ma semplicemente perché vengo da una storia di vita e da un’esperienza diversa. E sicuramente ogni persona ha la sua versione. Ma una cosa è certa: la dieta in ogni caso non c’entra proprio una mazza.

@ Laura C. – Guarda, pur di avere uno stipendio decente mi accontenterei di qualsiasi sottosegretariato!!... No, scherzi a parte… Io spero davvero che il Ministero della Salute un giorno arrivi ad occuparsi di questo in maniera seria. Perché direi che ad oggi non ci siamo proprio. E nel dire questo mi ricollego alla tua domanda: il motivo per cui ho messo in questo post delle infographics in inglese (della NEDA, per inciso) è dettato semplicemente dal fatto che non esistono (o, per lo meno, io non sono riuscita a trovarne) analoghi in italiano. Per quanto riguarda l’italiano, ho visto su YouTube che esistono dei brevi “spot”, tipo pubblicità, sui DCA, ma per l’amor del cielo, sono delle cose pressoché inguardabili da quanto trasudano di luoghi comuni (vedi cose come lo spot “Se ami qualcuno dagli peso”… ma per carità!). E di immagini stile infographics, come ti dicevo, nisba. Come si sul dire, se non si fa niente di sicuro non si fa niente di sbagliato… ecco, in Italia siamo messi così. Io spero davvero che questa Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla possa smuovere qualcosa…

@ Mara – Eh sì, penso che una maggiore informazione dovrebbe essere assolutamente necessaria… Come hanno fatto parlare la ragazza che hai citato nel tuo commento, dovrebbero dare voce a più ragazze che hanno vissuto l’esperienza di un DCA… Così, poco a poco, potrebbe essere possibile riuscire a trasmettere delle giuste informazioni…

Veggie ha detto...

@ Lucy May – Guarda, sono pienamente d’accordo con te… C’è sicuramente una stigmatizzazione sociale dei DCA che rende complesso l’esporsi… Ed è anche e proprio per questa ragione che sarebbe ancor più importante far conoscere la verità sui DCA: per allontanare la stigmata sociale. Perché è una cosa che si potrebbe ottenere solo facendo aprire gli occhi alla gente in merito alla realtà di queste problematiche…

@ Viellina – Condivido in pieno la tua irritazione e tutto ciò che hai scritto. Non credo ci sia altro da aggiungere, perché il tuo commento è assolutamente preciso e corretto.

@ Wolfie – E io non potrei essere più d’accordo col tuo commento… Dovremmo creare un’informazione seria, in grado di soppiantare l’enorme disinformazione che tuttora grava sui DCA…

@ Meg – Meg, guarda, condivido in pieno la tua delusione rispetto a quanto è stato fatto sinora in merito alla prevenzione dei DCA. La storia dell’apparecchio odontoiatrico non la sapevo, ma mi fa drizzare tutti i capelli in testa, considerato quanto questo presidio sia utile per risolvere i problemi dentali… e, indirettamente, prevenire i mal di schiena, che talora dipendono proprio dalla malocclusione dentaria che si può appunto correggere con gli apparecchi. Una notizia del genere sugli apparecchi, peraltro assolutamente falsa, diventa quindi doppiamente dannosa!!... La tua indignazione è assolutamente condivisibile, credimi. E finché si continuerà a dare in pasto alla gente tutta questa confusione, è ovvio che sarà veramente difficile spiegare cosa sia davvero un DCA…

@ Vele/Ivy – Eh, me lo chiedo anch’io… E’ normale che la gente continui ad avere convinzioni erronee sull’anoressia, se si continuano a passare messaggi altrettanto erronei…

@ (Mai più)Enigma – Sì, ti avevo riconosciuta!... ^__^ E direi che è una sorta di infographic tutta all’italiana, in un certo senso… !! E’ forte che tu e le altre 2 ragazze abbiate avuto quest’idea… avete anche pensato ad un qualche modo per diffondere questo manifesto?... In maniera tale che possa avere una più larga distribuzione, ed essere appannaggio di un più vasto pubblico?...

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo col post e con tutte le ragazze che l'hanno scritto prima di me: ritengo le infographic pubblicate del tutto banalizzanti ed inappropriate.
Ci vorrebbe molto di meglio.
Bisognerebbe che le disegnassimo noi delle infographic, perchè sapendo com'è avere un d.c.a., le renderemmo sicuramente più efficaci.

 
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