Come gli alchimisti trasformavano il ferro in oro… voi potete trasformare l’oscurità in luce. Siete tutte benvenute.

venerdì 23 maggio 2014

Alcuni comuni misconcepts sull'anoressia - Approfondimento

Questo è un approfondimento in merito al post che ho pubblicato Venerdì scorso. Se non lo avete letto, vi consiglio di farlo adesso, perché sennò avrete difficoltà a seguire ciò che sto per scrivere. Nel post di oggi mi voglio concentrare su questo: dato che effettivamente esistono tanti falsi luoghi comuni in merito ai DCA che la gente si beve indiscriminatamente, cosa potrebbero fare le persone malate di anoressia/bulimia/binge/DCAnas, nonché le associazioni che si occupano di DCA, per rettificare, migliorare, e rendere veritiero il modo in cui i DCA vengono percepiti dalla gente?

[Nota a margine in merito al mio post precedente: Mi sembra di non aver sottolineato abbastanza il fatto che ho usato quel tweet solo come esempio e punto di partenza per le mie riflessioni. Non intendevo in alcun modo puntare il dito contro la persona che ha scritto quelle parole nella fattispecie. Il mio obiettivo non è quello di sfuriare contro chiunque abbia dei misconcepts sull’anoressia. La persona che ha scritto quel tweet non è la prima, né l’ultima, né l’unica persona al mondo ad aver detto cose del genere sull’anoressia – ho preso quella frase solo perché l’avevo vista appena un paio di giorni prima.] 

Ma torniamo a noi.

Prima cosa: per chi ha un DCA, sappiate che quello che sto per scrivere è ciò di cui credo dovremmo essere consapevoli e prestare attenzione quando si parla della nostra malattia a persone che non hanno mai vissuto questa patologia. 

La mia non sarà ovviamente una lista completa – centrerò la mia attenzione solo sugli aspetti principali. Se pensate comunque che abbia tagliato fuori qualcosa d’importante, o se c’è qualsiasi cosa che vogliate aggiungere, fatelo pure nei commenti! (Adoro i vostri commenti.)

1. Spesso, quando in TV si parla di DCA, viene posto l’accento su quanto poco si mangia, su quanto poco si pesa (spesso e volentieri ciò viene accompagnato da fotografie di ragazze scheletriche) o da quanto spesso ci sono le abbuffate e/o il vomito autoindotto nella face più acuta della malattia. 

Io trovo sbagliatissimo che i mass media lancino questo tipo di messaggio. Sono forse informazioni rilevanti? Sono necessarie? Qual è lo scopo del fornire simili informazioni? Io penso che siano cose che fanno più male che bene.

Non penso che il sentire resoconti di restrizioni alimentari, descrizioni di sessioni di vomito, o il vedere foto di ragazze scheletriche possa essere un trigger per chi è già malate di DCA (bah, forse in alcuni rari casi, ma mi pare superfluo soffermarmi su questo), tuttavia in questo modo:

• si manda un messaggio completamente errato a chi è ancora nella fase acuta della malattia, dicendo implicitamente a queste persone che 1) non sono ancora abbastanza malate, 2) non necessitano perciò di alcun aiuto e, cosa pure peggiore 3) che non stanno correndo il rischio di andare incontro a complicanze psicofisiche perché mangiano di più, pesano di più, o vomitano di meno rispetto agli scheletri ambulanti trasmessi in TV.
• si manda un messaggio totalmente sbagliato alla gente che non ha mai vissuto un DCA sulla propria pelle, perché questi servizi televisivi gli dicono che una ragazza che ha “veramente” un DCA assume XX clorie al giorno, o pesa XX chili. Se così non è, allora la ragazza in questione non ha “veramente un DCA, ma è solo una drama queen o una che vuole soltanto attirare l’attenzione.
• si manda un messaggio sbagliato a medici, infermieri, impiegati nelle professioni sanitarie in merito a come deve “essere esteriormente” una persona con un DCA (per esempio, quali sintomi/comportamenti ricercare).

In realtà, sono tutti dati completamente empirici, e generalizzazioni da manuale del tutto erronee. I numeri non fanno statistica, perché ogni persona è una storia a sé. Ed è quindi sbagliatissimo che i servizi televisivi si concentrino sui numeri per descrivere i DCA. Anche perché questo porta ad un ulteriore falso luogo comune: il credere che quando quei numeri sono tornati nella norma, allora la persona è automaticamente guarita dal DCA. Quando invece noi sappiamo benissimo che non è affatto così.

Non voglio dire che i numeri non siano assolutamente mai rilevanti – in alcuni casi possono pure esserlo. In fin dei conti, nei post in cui vi racconto degli studi scientifici che sono stati condotti su anoressia/bulimia, utilizzo sempre un sacco di numeri. Si può anche parlare dei propri numeri personali, purché in privata sede. Ma io credo che quando le informazioni vengono date in pasto al pubblico, bisognerebbe essere molto più cauti e riflettere molto di più in merito al tipo di messaggio che viene passato, perché se la gente sente parlare di numeri a proposito dei DCA, poi è ovvio che ricercherà nelle persone che ha accanto quegli stessi numeri, per determinare o meno se la persona sia malata di DCA (ed ovviamente sbagliando).

E’ per questo motivo che ho bandito i numeri personali dal mio blog: ho raccontato la mia storia, per esempio, ma ho accuratamente evitato di scrivere, sia lì che altrove, la mia altezza, od il peso minimo che ho raggiunto durante il periodo peggiore dell’anoressia. Penso che questi numeri siano fini a se stessi e penso anche che sia opportuno evitare paragoni e confronti tipici di chi ha un DCA, nonché non permettere che chiunque non sia ancora del tutto convinta di voler combattere contro l'anoressia, leggendo determinati dati numerici, possa avere il tipico pensiero disturbato: "Se lei è arrivata a TOT allora io posso scendere di più", reiterando così ancora di più il loop distruttivo dell’anoressia. Allo stesso modo, non voglio che qualcuno possa pensare: “Ma io ancora non peso così poco come pesava lei, quindi va tutto bene, posso continuare così, e non ho alcun bisogno di chiedere aiuto perché evidentemente non solo malata abbastanza”. Allo stesso modo, non ho mai scritto e non scriverò mai quanto/cosa mangiavo nel periodo peggiore dell’anoressia, o quanto/cosa mangio adesso. Non penso che tutto questo abbia alcuna rilevanza: penso che l’unica cosa che conta è come ci si sente, a prescindere dal peso e dal comportamento alimentare.

2. Spesso, quando in TV si parla di DCA, viene posto l’accento su quale sia il significato dei DCA, e su quali aspetti caratteriali abbiano le persone malate. 

Questo potrebbe anche non essere totalmente sbagliato – per esempio, effettivamente la ricerca del controllo è una tendenza che la maggior parte delle persone malate di anoressia, chi più chi meno, ha. Penso però che la cosa diventi profondamente errata quando vengono fatte assurde generalizzazioni, passate come fossero oro colato, vero ed imprescindibile per tutte coloro che sono affette da anoressia. Vi faccio peraltro notare che la maggior parte di suddette generalizzazioni non ha per niente un base scientifica, e non è neanche supportata dall’evidenza. Pensate a quando viene detto che il DCA è dovuto ad un cattivo rapporto con la propria madre, ad un rifiuto di crescere, ad un rifiuto della sessualità, alla voglia di fare le modelle, erc… quante caselle spuntereste? Personalmente, neanche una.

Bisognerebbe pertanto che venisse sottolineato con forza il fatto che ogni persona è una storia a sé. Ognuna di noi ha il proprio carattere, il proprio background, e le proprie millemila concause che la portano ad ammalarsi, nonché il fatto che non esiste “l’Anoressia” per antonomasia, bensì “le anoressie”, una per ogni paziente che ne è affetta. Ergo, fare generalizzazioni è del tutto sbagliato ed impossibile. I DCA sono malattie fortemente personalizzate: se viene fatta una generalizzazione, potete giurarci che è una falsità.

Il fatto che il focus principale della mia anoressia sia stato il bisogno di controllo, non significa assolutamente che questo valga per chiunque altra abbia questa malattia. Allo stesso modo non tutte le persone malate di anoressia/bulimia/binge/DCAnas hanno dismorfofobia o contano le calorie o si pesano molto frequentemente (io non ho avuto nessuno di questi, appunto). Non tutte le persone malate di DCA hanno cattivi rapporti con la loro famiglia, hanno subìto molestie sessuali, hanno vissuto esperienze traumatiche, o erano ossessionate dall’esteriorità. Questi sono solo falsi luoghi comuni, se generalizzati: va chiesto alla singola persona quali sono i fattori che l’hanno portata verso il DCA.

Proprio per questo penso che sia importante che ognuna di noi possa raccontare la propria storia: perché siamo tutte differenti, e perciò così facendo rendiamo testimonianza del fatto che anche i DCA sono malattie estremamente eterogenee.

È inutile che i mass media perdano tempo a definire quali sono le caratteristiche caratteriali della “persona standard malata di anoressia”, e quali sintomi e comportamenti sono propri di chi ha “veramente” un DCA, soprattutto quando non c’è neanche una base scientifica a sostegno di ciò che viene detto. Il parlare a vancera non aiuta né chi è malata, né chi le sta vicino, né i medici.

Seconda cosa: ci sono 2 principali cose che vorrei vedere dalle associazioni che si occupano di DCA. 

E con questo NON sto puntando il dito contro qualcuno – senz’altro alcune associazioni sono migliori di altre, la mia vuole essere soltanto una sorta di generale “wishlist”.

1. Date MOLTA MENO importanza all’immagine corporea, alle diete, all’esteriorità. 

La stragrande maggioranza delle donne, prima o poi, nel corso della propria vita, si mette a dieta, non fosse altro che per perdere qualche chilo in vista dell’Estate. Eppure, tra tutte le donne, soltanto un infinitesima parte si ammala di DCA, e non sono necessariamente quelle che avevano fatto una dita. Perché? Perché i DCA non sono conseguenza di diete fai-da-te andate a finire male. Sono malattie vere e proprie, e il sintomo alimentare è solo il capro espiatorio di una serie di molteplici problematiche retrostanti: è proprio su queste ultime che bisognerebbe puntare l’attenzione.

Ergo, penso sia piuttosto inutile demonizzare le diete o andare per scuole facendo campagne sulla corretta alimentazione: poiché i problemi che spingono verso un DCA sono ben altri, con questo tipo di informazione chi si deve ammalare lo farà comunque.

E basta con le brochures in cui i DCA vengono tipicamente rappresentati come una povera tizia pelle e ossa che si guarda allo specchio e si vede obesa, o come una ragazza imbronciata davanti ad un piatto semivuoto, o come una deficiente disperata in piedi su una bilancia che si misura la circonferenza coscia! Sono immagini stereotipate che vanno a rinforzare l’immaginario comune sul fatto che i DCA siano malattie che c’entrano prettamente con il voler dimagrire, e non fanno in alcun modo capire alla gente la vera natura interiore dei DCA, sono immagini assolutamente sbagliate e fuorvianti!

Piuttosto, in quanto associazioni che si occupano specificatamente di DCA, dovreste promuovere la diffusione delle testimonianze di chi ha veramente vissuto/vive queste malattie. Dovreste spiegare quali sono le millemila concause e problematiche, diverse da individuo ad individuo, che possono spingere una persona verso il DCA. Dovreste cercare di impedire ai mass media di mandare il messaggio che l’immagine corporea, la diete, la ricerca della magrezza come le modelle sono ciò che spinge verso un DCA, perché sappiamo benissimo che tutto questo non c’entra una pippa con i disturbi alimentari.

2. Date MOLTA PIU' importanza agli studi scientifici che vengono condotti sui DCA, perchè possono svelare aspetti inattesi e fornire nuovi appigli terapeutici. Ma fatelo in maniera corretta, riportando le vere informazioni fornite da questi studi, e non semplificandoli e manipolandoli al fine di ridurli a ciò che vi piace venga detto. 

Giusto per dire, vi faccio un esempio tratto dal sito della NEDA (National Eating Disorder Association):

“I ricercatori stanno ancora cercando possibili cause biochimiche e/o biologiche dei DCA. In alcune persone affette da DCA, alcuni neurotrasmettitori nel cervello che controllano la fame, l’appetito, e la digestione sono stati trovati essere sbilanciati. Il significato e le implicazioni di questi sbilanciamenti sono ancora oggetto di studio.” 
(mia traduzione) 

Sbagliato. Sbilanciati? Lo sapevate che lo sbilanciamento chimico è un fattore che gioca un enorme ruolo nel mantenimento di un DCA durante la sua fase peggiore, e che non è poi così difficile spiegare alla gente quello che è venuto fuori dalle più recenti ricerche su anoressia, bulimia e DCAnas? Certo, il farlo è molto più faticoso del semplice buttare giù 2 paroline di comodo. Io stessa troverei difficile spiegare alcuni concetti medici e biochimici. In effetti, in tutto il blog non credo di aver mai parlato di cose come lo splicing alternativo, le modificazioni epigenetiche, o gli alleli. Sì, è difficile, eppure è possibile spiegare tutti questi concetti senza ricorrere ad eccessive semplificazioni che modificano il senso dello studio e fanno estrapolare false conclusioni.

È quello che io cerco sempre di fare quando vi presento degli studi scientifici fatti sui DCA. Sin da quando ho iniziato a scrivere su questo blog, infatti, mi sono rapidamente resa conto che la gente è affamata d’informazioni. Sia chi è malata di DCA, sia chi gli sta vicino. Tutti quanti vorrebbero sapere cose succede nella loro testa quando sono nel pieno di un DCA, o cosa succede nella festa delle loro figlie/i, o nella testa dei loro amici.

Mi piacerebbe perciò che venisse dato da parte delle associazioni che si occupano di DCA, maggiore risalto agli aspetti più strettamente scientifici di queste malattie. Penso che siano utili ed interessanti.

Ecco, queste sono le 2 principali cose che mi piacerebbe vedere in future da parte delle associazioni che si occupano di DCA: un minor focus sulla fisicità, per concentrarsi invece su quelle che sono le vere problematiche individuali nascoste dietro i DCA, e una maggiore attenzioni per gli studi scientifici che vengono condotti su queste malattie, da cui estrapolare importanti informazioni.

In definitiva, vorrei che venisse dato uno stop alla propaganda di falsi miti che tuttora imperano a proposito di anoressia/bulimia, perché le poche volte che mi capita di vedere in TV servizi o programmi sull’anoressia, sento ripetere sempre le solite bischerate da manuale e i soliti falsissimi luoghi comuni. Penso che bisognerebbe concentrarci di più sull’interiorità di chi ha un DCA, sul miglioramento dei servizi offerti a chi soffre di queste malattie, sulla prevenzione (soprattutto secondaria) e sull’abolizione dei tanti falsi miti esistenti, cui la gente purtroppo crede indiscriminatamente.

Qual è la vostra “wishlist”, invece? Cosa vorreste dalle associazioni che si occupano di DCA? Su cosa dovrebbe essere posto l’accento quando si parla di DCA?

22 commenti:

Elle; ha detto...

Hey! Rispondo prima di tutto al tuo commento :)
Per quanto riguarda la sciatica ho fatto i raggi, e hanno trovato una scoliosi e un arto più lungo dell'altro, ma niente che spieghi un dolore scatenato improvvisamente e che non passa con gli antinfiammatori.
Dovrei fare la risonanza, ma abito in una città molto lontana dalla mia, dove non ho un medico e quello universitario può far solo ricette bianche. L'ortopedico da cui sono andata non mi è sembrato molto competente, perché non mi ha prescritto alcuna risonanza ancora, nonostante il dolore persista e non passi in nessun modo. Fortunatamente fra 10 giorni mi scade il contratto e finisco di lavorare, in questo modo posso tornare a casa dei miei e consultare degli specialisti un po' più seri.

Per quanto riguarda la dietologa, invece, io avevo messo i soldi da parte per anni per andarci, e quest'incompetente ha scialacquato i miei risparmi :( per questo motivo ora provo con le diete fai da te, nonostante sappia quanto è essenziale (oltre che motivante) l'aiuto di chi se ne intende..

In fondo, è più che normale per chi non conosce da vicino un DCA cadere nei luoghi comuni, il vedere una persona normopeso o sovrappeso e non considerare possibile la malattia, oppure addirittura ritenerla una malattia esclusivamente femminile.

Wolfie ha detto...

Veggie, sono del tutto d’accordo con quello che hai scritto.
E quello che mi fa più arrabbiare è proprio il considerare l’enorme potere che hanno i massmedia: le persone vengono tantissimo influenzate da quello che viene detto in televisione, e se molte persone hanno un’idea completamente sbagliata dei dca, è perché in televisione hanno sentito dire cose sbaglliate a proposito dei dca stessi. Anche perché i dca sono tematiche di cui la gente non è che si informa così tanto per fare, non li calcola nemmeno, e se sa qualcosa deriva appunto da quel poco che ha occasionalmente sentito dire in televisione. Ecco perché tante persone hanno idee così completamente sbagliate sui dca. Se pertanto la televisione si mettesse a dire le cose per come stanno veramente, avrebbe un grandissimo potere perché veicolerebbe alle persone le informazioni corrette, e quindi tanti luoghi comuni non avrebbero più ragione di esistere. (però magari le cose corrette non fanno così tanto share come le cavolate che invece incollano persone su persone allo schermo, purtroppo).
Alle associazioni che si occupano di dca richiederei anche più visibilità e più impegno proprio nel far passare le informazioni corrette, magari anche facendo delle “tavole rotonde” a cui invitare persone che non hanno niente a che fare coi dca, proprio per educarle adeguatamente su queste malattie. E sottolineo il fatto già scritto nel post delle immagini, perché veramente ci sono tante immagini stereotipate su anoressia e bulimia, che mettono l’accento sugli aspetti esteriori, ma non dicono proprio niente della vera malattia in sé per sé.

V. ha detto...

Come al solito concordo con tutto ciò che hai scritto e sarei davvero felice se più gente possibile potesse leggere un post come questo, che chiarisce bene certi luoghi comuni che ancora esistono e che purtroppo, saranno difficili da combattere. Commento di rado i tuoi post perchè sono così chiari e dettagliati che aggiungere qualcosa mi sembrerebbe superfluo. Sai davvero approfondire la tematica dei dca in un modo che non ho visto fare in nessun altro blog. Ne parli con obiettività ed è chiaro che hai "studiato" parecchio la tematica, come ho fatto anch'io in questi anni, divorando libri su libri sull'argomento. Ma il nostro documentarci deriva sicuramente dal fatto che abbiamo noi stesse un dca e ci interessa dunque documentarci in merito. Alla gente che non ne soffre purtroppo frega molto poco andare ad approfondire l'argomento (a meno che non abbiano un/a parente o amico/a che ne soffre) e continueranno a nutrirsi di quello che i media propinano, contribuendo così ad allargare la cerchia degli ignoranti. Dovrebbero mandare in onda documentari seri ogni tanto, magari basati su testi scientifici... e non le solite cazzate sui modelli irraggiungibili (per poi continuare a propinarne a iosa!!). Volevo poi ringraziarti per il tuo ultimo commento (ti ho già brevemente risposto sul mio blog)... la parte indirizzata a mia madre mi ha fatto pensare: "è tutto quello che vorrei dirle ma non posso!!" (se no mi ritroverei a dover urlare per minimo 2 ore e non mi va proprio...). Per quanto riguarda il "fai da te" di cui parlavi, è l'unica salvezza ora come ora :) heheheh... anch'io lo trovo un'utile valvola di sfogo! Un bacione e grazie ancora per i tuoi commenti sempre molto graditi!

Jonny ha detto...

A Elle:

(In riferimento alle ultime 3 righe di commento)

Più che normale un cazzo.
Certo che è più che normale.
Ed è del tutto ANORMALE il fatto che sia così normale.
Così normale che persino una persona con un disturbo alimentare come te fa spallucce e se la sbologna con 2 cazzo di righe di commento, come se assodato il fatto che le cose stanno così, non si può fare nulla per cambiarle, e quindi tanto vale rassegnarsi.
E' perchè c'è gente che, pur malata, la pensa come te, che non cambierà mai una sega in come vengono visti generalmente i disturbi alimentari.
Nessuno che non abbia mai vissuto in prima persona una qualsiasi malattia può conoscerla davvero da vicino.
Eppure, se uno si rompe un braccio, anche chi non se l'è mai rotto empatizza e ne riconosce lo status, e non va in giro a sparare minchiate su cosa significi o come ci si senta a rompersi un braccio.
Non vedo perchè la cosa dovrebbe essere diversa per l'anoressia - eppure lo è.
E se la smettessimo noi per prime di considerare un comportamento del cazzo del genere da parte della gente come fosse "normale", forse potremmo iniziare a cambiare qualcosa.
A cominciare dal far smettere TV e compagnia bella di sparare puttanate a raffica sui disturbi alimentari.
NOI possiamo essere fautrici del cambiamento.
Ma certo non se abbozziamo e diamo una pacca sulla spalla alla gente dicendogli "oh no, povera stellina, è normale che tu non capisca se non l'hai vissuto, non ti preoccupare, continua pure a credere a qualsiasi stronzata venga detta".

mara ha detto...

concordo perfettamente con quello che hai detto ..nella prima parte ,quando parli della tv che quando parla di DCA mostra sempre immagini di persone magrissime o da dei numeri ai quali le ragazze sono arrivate a pesare ,io penso sia una cosa sbagliatissima perché fanno credere alla gente che una persona è anoressica solo se ha un determinato peso solo se è magrissima ...prima di ammalarmi anche io la pensavo così solo quando ci sono entrata ho capito che non era cosi ...che il peso non centrava quasi niente ...pensa che io ancora oggi quando sento che qualcuno è più magra di me o che mangia di meno mi dico che io devo essere o meglio diventare più magra di lei o che non sono malata perché non sono cosi magra eppure sono consapevole che il mio peso non centra che io se sono malata lo sono mentalmente a causa dei miei ragionamenti del mio star male

per quanto riguarda il secondo punto concordo come te in parte far capire alla gente che le problematiche dei disturbi alimentari dipendono da vari fattori potrebbe far capire alla gente che non è solo un capriccio essere anoressiche ....dall ' altra parte però non dovrebbe concentrarsi sulle stesse problematiche ma dovrebbe raccogliere testimonianze diverse in modo da far capire che variano da persona a persona...


per quanto riguarda i centri di DCA dovrebbero distaccarsi dall' immagine corporea e soffermarsi più sulla psiche su come sta la persona malata ect...a me la psicologa si era soffermata sull' immagine corporea e quindi non mi aveva preso seriamente . qual è stata la conclusione di questo suo comportamento ??? che io ancora ora sto male ...non sono guarita totalmente ...
quindi bisogna aprirsi mentalmente e non soffermarsi solo ad una determinata immagine...

Clarissa Maria Segala ha detto...

Veggie, pur non soffrendo di alcun DCA, come detto precedentemente, se io fossi la direttrice di un centro che si occupa dei DCA, mi concentrerei soprattutto ad insegnare alle ragazze anche solo ad accettare, non per forza amare, il proprio corpo, accettare le proprie forme. Per un'adolescente è fondamentale a mio parere che gli venga insegnato ad accettarsi così come si è, a spingere le ragazze ad accettare la femminilità e a valorizzarla. Anche se per noi donne, anche per chi non ha un DCA, è difficile lo stesso accettare il proprio corpo. Ad esempio la sottoscritta non riesce proprio ad accettare i fianchi larghi, pur sapendo che essi, un giorno, servono ad "ospitare", veder crescere dentro di sé un bimbo. Ma è soprattutto difficile accettare che noi donne mettiamo su "lipidi" in particolar modo su cosce e sedere.
Ed è inoltre necessario, come hai già ricalcato tu, che i medici per primi siano "coscienti" ed abbiano soprattutto studiato le malattie mentali, poiché avendo un amico medico, so che la studiano la psiche umana diamine, e se lavorano in un reparto psichiatrico (suppongo sia lì che vengono ricoverate le anoressiche) hanno il dovere di conoscere bene a cosa andranno incontro, alla tipologia di pazienti che andranno ad incontrare ecc... Voglio dire, sono dei professionisti!
Detto questo, grazie dell'aggiornamento di questo post, come al solito molto esaustivo! Un abbraccio!

Hereisirene ha detto...

Per l'ennesima volta concordo con ciò che hai detto. Bisognerebbe condividere questi post di più, far conoscere la cosa alle persone, ma sono convinta che purtroppo essendo una malattia mentale è DIFFICILISSIMA da capire. Un problema al cuore è più semplice da comprendere, i DCA fanno paura e non si vogliono affrontare. In più finchè non toccano personalmente noi stessi o comunque qualcuno con cui abbiamo un rapporto stretto non ci si informa, ci si limita alle informazioni che danno i mass media.
Bisognerebbe innanzitutto cambiare il tipo di prevenzione che si crede di fare, ed ascoltare chi ci è passato.
Comunque, credo bisognerebbe anche far passare il messaggio che la gente con un DCA non è "matta", cosa che ho sentito dire molto, ma è semplicemente in difficoltà. Non vuole attirare l'attenzione, anzi molto probabilmente il contrario. E bisognerebbe far capire che l'anoressia non è una moda! Un sacco di "ragazzine" uso questo termine perchè mi sembra da immaturi scherzare su queste cose, spacciano in giro di non mangiare per sentirsi dire di essere belle e poi raccontare di essere state anoressiche per un po'. Che i blog pro-ana non incitano, perchè una persona NON sceglie di cadere in questo tunnel, c'è qualcosa di inconscio che la fa diventare la tua dipendenza nonostante tu abbia la consapevolezza che senza vivresti meglio.
Purtroppo le notizie sbagliate su questo argomento di trovano ovunque, bisognerebbe insegnare a filtrarle meglio, perchè essere identificate in quei giudizi, in quegli schemi è frustrante e non fa bene a nessuno. Nemmeno a chi ci crede!
Un abbraccio

justvicky ha detto...

Mi sono sempre incazzata quando in tv , in programmmi come il bivio o pomeriggio 5, lanciano foto di ragazze incredibilmente ed eccezionalmente magre. Spesso in oltre, siccome c'è necessità di fare audience, le storie che hanno vissuto queste persone sono piccole tragedie. Stupri, abbandoni, abusi . Facci caso. Nessuna normale studentessa di 15 anni. Nessuna oordinaria bambina ai limitari dell'adolescenza che semtte di mangiare.
Questo ovviamente non lo dico per dubitare dell'autenticità del loro dolore, ci mancherebbe. Ma è un ulteriore messaggio che viene lanciato: hai bisogno di una tragedia per avere un dca. Se no non hai un dca.
io per tanto tempo in maniera del tutto inconscia ho pensato di non avere alcuna scusa per comportarmi così. Quando non ci sono scuse, ci sono sentimenti . E ogni sentimento, ogni dolore e paura sono autentici dal momento in cui auteticamente vissuti. E questo è inopinabile.
Io mi incazzo sempre quando leggo di ragazze qua ingiro che sostengono di non avere un problema. Non perchè io voglia appioppare problemi a tutti, ma perchè se passi più ore con il culo incollato alla ciclette che fuori con gli amici un problema c'è.
Forse si associa la magrezza all'avere un reale problema perchè quando si va sotto una certa soglia di peso il mondo intorno a te inizia ad accorgersene. è facile fare finta di niente quando non mangi e sei circa sul normopeso, ma se per casa hai una figlia che sembra un detenuto dei lagher non puoi più girare la testa. E se una cosa è universalmente riconosciuta allora non può che essere reale. Allora anche "noi" stesse non abbiamo altra via che "finalmente" poter riconoscerci malate.
Se nessuno vede qualcosa , quel qualcosa esiste davvero?
La mia risposta personale è :dipende. Dipende da quanta fiducia e propriacezione del tuo io ti è rimasta. Dipende quanta capacità hai di riconoscere dove ti sei ingabbiata, e ancor più quanta voglia hai di ammatterlo. E per carità, non sto giudicando nessuno.Ognuno si infogna nella propria maniera . Però fin tanto non lo ammetti un po' di magia ti rimane. Fin tanto hai l'illusione di qualcosa, anche se ormai flebile, puoi ancora lavorare di fantasia e raccontarti che fai la cosa giusta.
Una cosa che mi piacerebbe è che si riuscisse a pescare tutto questo agli esordi. Prima che scoppi il mondo e prima che una persona inizi a logorarsi. Mi piacerebbe , ma so che è fantasia. Non esiste un identikit , come hai detto, del prototipo dell'anoressica\bulimica. Ma io sono convinta che dei segnali ci siano, che noi tutti li abbiamo dati. Forse il timore che c'0è nel parlare di queste cose impedisce ai nostri famigliari di coglierli, non lo so.
Però è questo che mi piacerebbe.
ti stringo

justvicky ha detto...

@Jonny
io sono completamente d'accordo con ciò che affermi.
Che è Anormale che sia Normale.
Il problema e la sostanziale differenza con il rompersi un braccio è che ognuno ci arriva in modi diversi , la vive in modi diversi e se mai ne esce anche in modi diversi.(ok se la vogliamo mettere sul filosofico anche rompersi un braccio è vissuta in modi diversi da un giocatore di basket o uno studente...ma torniamo al punto)
Il problema è che è una malattia mentale. E come tutto ciò che non si conosce fa una cosa : spaventa. E quando qualcosa spaventa si cerca di riportarla in parametri conosciuti.
Ti faccio un es: mia madre era la schizzata che anni fa a tavola urlava che ero una pazza viziata e magari aggiungeva il fatidico "fissata con la moda". Tolgo subito l'ipotesi che mia madre non mi volesse bene o mi odiasse. Mi voleva bene eccome. Ma cosa ha fatto? Le persone di moda sono attente all'aspetto fisico alla stregua di un'anoressica che misura con le mani ogni centimetro di corpo. In più il clichè della modella=anoressia va sempre per la maggiore. Ma perchè...perchè è VERO. NON é VERO CHE TUTTE LE MODELLE SONO ANORESSICHE ma è innegabilmente vero che tutte le indossatrici da passerella sono molto magre. E so per certo, che molte perdono peso ai fini di entrare in un vestito . Questo non implica un dca, ma una madre che non sa che pesci pigliare trova facile l'accostamento. E facile non è giusto, ma quanto meno umano.
Tornando a noi,
devi considerare l'ignoranza generale. L'ignoranza generale che non vuol dire cattiveria. Trno a un esempio: mio padre dice che le anoressiche, i depressi, i malati di alzheimer, i vecchi con la demenza senile e tutto quel che ti viene in mente sono matti. Tutto sto gran calderone di matti.
Purtroppo, se il problema fosse mio padre , 55 anni con a stento un diploma, sarebbe tutto sommato non troppo grave. Il problema è ben altrove. Il problema è la ragazzotta della mia età che al liceo inizia a sparare veleno e diagnisi di dca sull'amica cn le gambe troppo sottili. Che poi magari lo è per costituzione. Il problema sta nella mia e tua generazione che ancora non hanno capito l'assoluta prevalenza della sofferenza mentale su quella fisica.
E perchè no?
perchè c'è canale cinque , c'è la Durso, c'è il grande fratello e gli insulti mansueti. Ci sono i luoghi comuni che barricano in una fittizzia sicurezza che però garantisce una generale accetazione sociale. Ci sono emisferi emotivi fragili perchè pieni di cazzate e croste di superficie.La menzogna emulatoria dell'istruzione. Le filosofie di successo seriale e le correnti di pensiero new age. Nel nostro mondo è tutto compreso nel prezzo, la società ci offere il miglior pacchetto in base alle nostre esigenze. Il miglior pacchetto di pensiero, magari facendoci credere che sia addirittura nostro. Ho sconfinato ed allargato ad altri argomenti, ma credo che se la gente non vede è perchè non vuole. O gli hanno insegnato a non farlo. Dopotutto si parla di istinti primordiali...l'empatia dovrebbe essere innata, non l'ha inventata nessuno.
Per rispondere al tuo commento , noi possiamo fare la differenza, possiamo testimoniare. Ma
"loro "possono scegliere di non ascoltare.

Scusa il papiro , e sia chiaro che ciò che ho detto è una mia opinione e non ho intenzione di sollevare polveroni

Annina ha detto...

Peccato che non hai Tumblr, ti seguirei molto volentieri.

Anonimo ha detto...

Ciao Veggie, partendo dal presupposto che ammiro tantissimo te e tutto quello che fai, a volte rimango un po perplessa da alcune tue affermazioni; nel senso che alcune cose mi fanno sentire non abbastanza "malata". Una delle cose che affermi più spesso è che l'anoressia non è legata all'aspetto ma ad un bisogno di controllo; ed è qui che sento che per un capriccio o per moda mi autodiagnostico un dca e quindi non trovo il coraggio per chiedere aiuto. Per me tutto il mio mondo gira attorno al mio aspetto fisico, al mio peso corporeo, a quante ossa si vedono. La cosa "più bella" che questa ossessione (perché non so nemmeno come definirla) è la forza, il potere e l'invincibilita che provo quando sento lo stomaco vuoto, quando corro e mi sembra di sentire il mio peso scivolare via. Clinicamente avrei tutte le caratteristiche per avere un dca, ma mentalmente no. Mi giustifico dicendomi che la mia è solo voglia di dimagrire, e allora perché anche adesso che sono dimagrita questo desiderio non passa? Mi sembra un tunnel senza fine.

Jonny ha detto...

A justvicky:

Nessun polverone, figurati, anche perché basilarmente hai ragione te.
La principale differenza tra il braccio rotto e l’anoressia sta nel fatto che quest’ultima priva la gente di quel set standard di certezze inamovibili dove molti tirano avanti crogiolandocisi.
Io non mi sono mai sentita definita da nessuno standard, qualsiasi cosa mi sia mai stata detta l’ho messa in discussione, l’ho rispedita al mittente, l’ho fatta a pezzi e sfanculata, ci ho dato contro, facendo sì che mai nulla mi definisse con certezza.
Tuttavia qualche anno fa condividevo un appartamento con un’imbecille di coinquilina la cui massima espressione culturale consisteva nel guardare “Amici di Maria De’Filippi”. ‘Sta idiota, pure cattolica, tutte le sere parlava ad alta voce con la foto della sorella morta qualche anno prima in un incidente, e si diceva convinta che l’anima della sorella fosse sempre vicino a lei e la ascoltasse. Io – atea – l’ho mandata a cagare miriadi di volte, e ho tirato fuori tutti i ragionamenti più logici per dimostrarle in maniera inoppugnabile che l’unica cosa che si fa da morti è guardare le margherite dalla parte delle radici, e che perciò col cazzo che sua sorella era lì e stava a sentire le sue fregnacce logorroiche. E ‘sta demente ogni volta a dirmi “Ah, è pure possibile che l’anima di mia sorella non sia qui e non mi senta, però per me deve esserci, perché ho bisogno che sia così”.
Una frase così mi lascia a bocca aperta e coi coglioni girati ma, a suo modo, è illuminante: mi fa capire che ognuno costruisce il proprio mondo su una base puramente soggettiva e che, per giunta, sceglie quello in cui vuole credere.
E qui mi riallaccio al tuo primo commento: perché è proprio questo il motivo per cui la D’Urso et coglione similia tirano fuori l’anoressica dai pregressi devastanti, piuttosto che la 15enne comune. Vuoi perché i film che sbancano al botteghino sono quelli in cui succedono le cose più surreali, e se facessero un film sulla vita quotidiana di un comune impiegato non se lo inculerebbe nessuno; vuoi perché quello in cui la gente vuole credere è che l’anoressia sia frutto di chissà quali magagne precedenti, perché così si sente rassicurata, così pensa che poiché non ha subìto chissà quali traumi, allora l’anoressia non li toccherà mai, e possono continuare a vivere felici e contenti nella loro beata ignoranza. Se gli dici che l’anoressia in realtà colpisce per lo più ragazze comuni che non hanno niente di che alle spalle, tutte le loro certezze vanno a puttane. Non è solo che non lo sanno, manco lo vogliono sapere. E allora scatta il gioco dello struzzo, testa sotto la sabbia.
E già che è difficile comunicare con chi non vuol stare a sentire, se poi ci mettiamo pure branchi di Elle che nemmeno si prendono la briga di parlare, allora tutti ‘sti stronzi che continuano a pensare che l’anoressia sia la malattia delle modelle, ce li meritiamo. Lasciamo che ci sbattano nella feccia del mondo, dentro quel grullaio di cui parla tuo padre, al di fuori del set standard di certezze inamovibili che è poi ciò che costituisce l’immaginario collettivo. Neanche del tutto invisibili, peggio: non degne di nota.
Io non penso che le testimonianze cambino il mondo, non fraintendere, perché come dici tu la gente può comunque scegliere di voltarsi dall’altra parte. E se dall’altra parte trova qualche schifida trasmissione TV che li bomba di luoghi comuni, ci si attaccheranno come sanguisughe. Ma se dall’altra parte trovassero altre testimonianze, allora comincerebbero a non sapere più da che parte voltarsi. Possono comunque coprirsi le orecchie con le mani, ma quando i muscoli s’intorpidiscono per i crampi e la guardia s’abbassa, quella contro cui sbatterebbero sarebbe la verità, e non le fregnacce edulcorate che ad oggi vengono vomitate dalla TV.

Jonny ha detto...

All'anonima che ha commentato subito prima di me:

Una slungagnata di commento per dire che t’interessa solo del tuo aspetto fisico e del dimagrimento, e poi ti contraddici da sola affermando che pur essendo dimagrita stai immersa nella merda delle ossessioni fino al collo.
Ma non lo vedi che non ti riesce di prendere per il culo neppure te stessa?
Non biasimare Veggie se sei tu per prima quella che ha paura a considerarsi malata quale è, perché questo implicherebbe il tirare fuori quelle palle, che probabilmente tu non hai, per chiedere aiuto e tirarsi quotidianamente calci in culo per combattere l’anoressia anziché assecondarla.

Vele Ivy Di Colorare ha detto...

Sono andata a recuperarmi il post di venerdì, che mi ero persa... cercherò per quanto posso di seguire sempre con una certa regolarità il tuo blog, anche perché avendo una femminuccia da crescere penso sia ancora più importante cercare di comprendere certe problematiche...

Anonimo ha detto...

A @Jonny io assolutamente non incolpato veggie o altro, il mio forse era semplicemente uno sfogo e credo che ci sia modo e modo per dire le cose non c'era mica bisogno di prendersela tanto, placa l'animo.

Veggie ha detto...

@ Elle – Spero allora che gli specialisti che consulterai ti possano dare una mano a trattare al meglio la tua sciatica… Non l’ho mai avuta, ma posso immaginare quanto sia fastidiosa… Mi dispiace davvero per la pessima esperienza che hai avuto con la dietologa… spero che tu abbia modo di lavorare e di mettere da parte qualche altro soldino per cominciare una dieta seria, data da una persona veramente competente… Parlando d’altro… Sì, è vero, è “normale”… ed è tristissimo che lo sia. Concordo con le 2 ragazze che mi hanno preceduto nel sottolineare questo… Perché non dovrebbe esserlo… la gente non dovrebbe considerare normali dei luoghi comuni presi per oro colato, senza neanche approfondire né verificare le info ricevute.... Per questo penso che dovrebbe essere fatta MOLTA più informazione corretta.

@ Wolfie – Hai perfettamente ragione… se l’informazione fosse corretta, la TV potrebbe fare grandi cose. Forse dovremmo essere noi a metterci la faccia e a raccontare le nostre storie per far capire veramente come funzione un DCA… Concordo anche con quel che hai scritto a proposito delle associazioni: chi meglio di loro potrebbe fornire alla gente informazioni adeguate su DCA?!...

@ V. – Quello che scrivi è vero in generale: se non si ha personalmente una problematica, o se non si conosce nessuno che ha una determinata problematica, raramente si è portati a prestargli particolare interesse… e, di conseguenza, si tende a prendere per buono tutto quello che viene detto… Ed è proprio perché le cose vanno così che bisognerebbe che i mass media facessero un’informazione corretta… Perché così, anche chi non ha interesse personale sulla malattia, anche chi non ha alcun interesse ad approfondire dunque, potrebbe per lo meno ricevere delle informazioni di base corrette, anziché tutti i luoghi comuni che vengono tirati fuori… A parte questo, sappi che anche i tuoi commenti sono sempre graditi… Non pensare mai di non avere niente d’interessante da aggiungere, qualsiasi cosa tu possa scrivere è certamente un compendio prezioso ai miei post… e ciò vale per chiunque lasci un commento, naturalmente…
P.S.= Fai leggere il mio messaggio a tua mamma, allora… almeno poi viene a prendersela con me…! ^__^”

@ Jonny – E’ anormale che sia normale… hai tristemente ragione…

@ Mara – Penso che sia normale che, prima di vivere personalmente un DCA, si pensino delle cose che non sono vere… proprio perché, fino al momento dell’esordio della malattia, veniamo bombardate di cose non vere… E poi, anch’io reputo del tutto inutili le comparazioni. Non servono ad un cavolo, se non a far nascere idee sbagliate e a stagnare ancor di più nella patologia comunque. Sono d’accordo con te sulla necessità di raccogliere una variabilità di opinioni… perché anche questo permette alla gente di capire che l’anoressia è una malattia non standardizzabile, ma che varia da persona a persona…Concordo anche sul tuo ultimo discorso… e ti consiglio caldamente di rivolgerti ad un'altra psicologa!... Le incompetenti ci sono ovunque… si tratta solo di mandarle a quel paese, e di riprendere la ricerca per trovare persone in gambe che veramente siano in grado di darti una mano…

Veggie ha detto...

@ Clarissa – Sono d’accordo con te sul fatto che il concetto di “accettazione” sia più importante del concetto di “amare”… In fin dei conti, il nostro corpo dev’essere funzionale per permetterci di tener dietro a tutte le cose positive che ci va di fare nella nostra vita… e per questo non penso sia per forza di cose necessario amarci, credo che accettarsi sia più che sufficiente… Hai ragione per quello che scrivi sui medici… considera però che solo chi si specializza in psichiatria riceve delle informazioni mirate e una formazione professionale completa e corretta… Per tutti noialtri medici che con la psichiatria non c’entriamo un bel niente, di info ne vengono date proprio poche e punte… se si esclude un esamuccio di psichiatria del 6° anno, che è veramente molto banale e superficiale… Per questo poi si incappa in medici (non-psichiatri) che trattano in maniera magari impropria ragazze che hanno un DCA, proprio perché nessuno gli ha insegnato come relazionarcisi correttamente, ed in cosa consistono davvero queste malattie… Se mai tu dovessi dirigere un centro che si occupa di DCA, anche solo da quello che hai scritto credo che faresti un ottimo lavoro…

@ Hereisirene – Non posso far altro che quotare in pieno quello che hai scritto. Non solo il mio post dovrebbe avere maggiore diffusione, ma anche commenti come il tuo, perché le tue semplici parole racchiudono delle verità imprescindibili…

@ justvicky – A chi lo dici… anche a me certi servizi che servono solo per speculare sulla spettacolarizzazione di casi umani mi fanno solo venir voglia di prendere a testate chiunque dia il permesso di metterli in onda… Poi, certo, sono la prima a dire che ogni persona è una storia a sé, e che le strade che conducono all’anoressia sono diversissime da persona a persona e assolutamente soggettive… però mi pare palese che in TV venga fatta un’accurata selezione di quei rari casi che sono più “spettacolari”, al fine di vincere la guerra dell’audience… il che fa ovviamente passare un messaggio del tutto erroneo all’italiano medio che vede questi programmi in TV, e che associa automaticamente l’anoressia alla persona che ha subìto chissà quali traumi, e non perché è deficiente, ma perché questa è l’informazione che viene fornita… La fisicità è certamente quello che più colpisce l’occhio di chi non ha mai avuto un DCA, perché è un qualcosa di tangibile, e dunque un qualcosa che può essere contenuto negli schemi mentali di chi percepisce le malattie solo dal loro versante fisico… il sintomo mentale, essendo del tutto impalpabile, non permea la mentalità di chi non ha vissuto sulla propria pelle tali malattie. Ma questo non significa che la persona con quel determinato pattern mentale, pur normopeso che sia, non stia male. Tu chiedi: se un qualcosa non si vede, esiste davvero? E io ti rispondo con una citazione: “Certo che sta succedendo dentro la tua testa. Ma perché diavolo dovrebbe voler dire che non è vero?” – e credo non occorra aggiungere altro. Infine, sì, sono d’accordo con te su fatto che prima che esordisca la malattia vera e propria possano esserci dei segnali. Non saprei dire quali, e magari sono pur diversi da persona a persona… però concordo con te sul fatto che c’è la possibilità che ci sia qualcosa da cogliere…
P.S.= Nessuna polemica e nessun polverone, figurati… Qui sei liberissima di esprimere la tua opinione e di dire tutto ciò che ti pare a chi ti pare, altro ci mancherebbe…

@ Annina – Ciao Annina, no, non ho Tumblr… Però ho Twitter, YouTube e DeviantArt… puoi seguirmi lì, se ti va!... Un abbraccio…

Veggie ha detto...



@ Anonima (27 Maggio 2014, ore: 18,37) – Cara Anonima penso che, pur leggendo il mio blog, tu ti sia soffermata solo a vedere quello che ti comoda vedere. Mi spiego. E’ verissimo che ho scritto che l’anoressia non è legata all’aspetto fisico, e lo ribadisco perché ne sono convinta, poiché sono dell’idea che l’aspetto fisico sia solo la punta dell’ice-berg, il capro espiatorio dietro il quale ciascuna di noi cela i propri veri problemi ben più profondi e complessi. Però, ho scritto anche almeno millemila volte che ogni persona è una storia a sé, che le molteplici cause che portano all’anoressia sono diverse per ciascuna di noi, che le cose su cui ci si fissa o a cui si punta sono perciò parimenti diverse, tanto che sarebbe più corretto parlare di “anoressie”, una per ogni persona che ne soffre, piuttosto che di “Anoressia” per antonomasia… tutte queste cose – che, se proprio vogliamo, t’includerebbero a pieno nella diagnosi da manuale, ammesso e non concesso che un manuale abbia una qualche importanza a fronte del modo in cui ci sentiamo, poiché non penso proprio si possano stendere criteri clinici o scale di valore per la sofferenza interiore – ecco, tutte queste cose tu non le nomini, non le vedi neanche. Non le vuoi vedere. Perché, oso dire, non ti fanno comodo. Pensaci bene: tu stai disperatamente cercando di auto-prenderti per i fondelli, dicendoti che l’unica cosa che t’interessa è la fisicità. Perché, se questa fosse la verità, se tu riuscissi ad auto-convincerti che questa è la verità, allora non avresti una malattia, e quindi non dovresti affrontare l’enorme difficoltà del chiedere aiuto, e l’altrettanto enorme difficoltà del cominciare ad intraprendere un percorso di ricovero che, per quanto indiscutibilmente importante, è tutt’altro che facile e divertente. Ti stai impegnando con tutte le tue forze per mentire a te stessa, per cercare di convincere il mondo e te stessa in primis, che tu non hai una malattia ma vuoi solo perdere qualche chilo. Tu hai paura di metterti faccia-a-faccia coi tuoi veri problemi (il che è peraltro più che comprensibile, perché se fosse facile non ci sarebbe bisogno del DCA come strategia di coping…), e allora ti aggrappi ostinatamente al tuo capro espiatorio, cercando d’illuderti che esista solo quello e nient’altro.
(continua...)

Veggie ha detto...

(...continua)
Eppure guarda: non fai fesso nessuno. A mala pena riesci a fare la finta tonta con te stessa. Ma neanche questo ti riesce tanto bene, perché alla fine del tuo commento ammetti esplicitamente che adesso, pur essendo dimagrita, ti senti come in un tunnel perché non riesci a scrollarti di dosso certe ossessioni. E qui la risposta, che tu voglia o meno vederla, te la sei già data da sola: se davvero il tuo fosse stato tutto solo un problema di fisicità, adesso che sei dimagrita tutto sarebbe a posto e non avresti più alcun tipo di ossessione né di problema. Il fatto che, nonostante il tuo dimagrimento, tu ti senti comunque “intrappolata in un tunnel”, è la tangibile testimonianza del fatto che la fisicità è proprio l’ultimo nei tuoi problemi. Problemi che, certo, io non so quali possano essere, perché non ti conosco. Forse ora come ora non lo sai neanche tu, perché sei stata troppo impegnata a raccontarti la balla del “ma a me interessa solo dimagrire” per cercare di capire quali fossero le vere problematiche retrostanti, e tentare di arginarle… Anche perché un lavoro del genere richiede un’introspezione che certo fa molta più paura del semplice utilizzare l’aspetto fisico come capro espiatorio e lasciare tutto a mero livello superficie. A costo di essere noiosa e ripetitiva, ovviamente il consiglio che ti do è quello di rivolgerti ad uno psicoterapeuta e ad un dietista, affinché ti possano seguire vuoi sotto il profilo alimentare, vuoi sotto quello psicologico… perché l’aiuto di figure professionalmente competenti è davvero importantissimo quando si tratta di DCA. Ma, soprattutto, il consiglio che ti do di tutto cuore è quello di cercare di cominciare a smettere di mentire a te stessa. Perché tanto prima o poi tutti i nodi vengono al pettine. E, perciò, prima sarai sincera con te stessa, prima potrai cominciare a lavorare su ti te, ad individuare, affrontare, e magari anche risolvere i tuoi veri problemi, prima riuscirai a vedere la luce in fondo a quel tunnel.
Ti abbraccio forte e ti faccio un enorme in bocca al lupo!...

@ Vele/Ivy – Grazie per essere ripassata… Immagino quanto questo momento della tua vita possa essere impegnativo per te, con la tua piccola nata da poco…anche se, naturalmente, spero di tutto cuore che tutto quello che c’è su questo blog rimanga ben lontano dalla tua bambina!...

Jonny ha detto...

A anonima:

Ho detto quel che pensavo, e non devo certo rendere conto a nessuno, e men che meno a te, del modo in cui scrivo.
Non ti piace? Cazzi tuoi.
Placati te, invece di fare la ficalessa offesa.

Anonimo ha detto...

Ciao!mi farebbe piacere scriverti...hai una mail?ti lascio la mia raffa.torri@gmail.com
vorrei chiederti qualcosa relativamente alla guarigione...ho 35 anni...sono una maestra...mi sono ammalata

Veggie ha detto...

@ Anonima (01 Giugno 2014, ore: 08.32) - Ciao, la mia mail la trovi sulla colonnina di destra qui del blog, in alto: è proprio la prima cosa. Comunque: veggie.any@gmail.com
Scivimi quando vuoi, e ti chiedo scusa in anticipo se per impegni lavorativi e sportivi non potrò essere molto puntuale nel risponderti... ma abbia pazienza e ti risponderò sicuramente!...

 
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