Come gli alchimisti trasformavano il ferro in oro… voi potete trasformare l’oscurità in luce. Siete tutte benvenute.

venerdì 18 luglio 2014

Anoressia e metabolismo (II)

Dato che mi è stato richiesto sempre più frequentemente anche tramite e-mail, soprattutto in seguito al post che ho scritto a Giugno 2013, oggi ritorno a parlare del metabolismo, e delle influenze che i disturbi alimentari hanno su di esso.

Premettendo il solito disclaimer: 

1) Non sono una dietista né una dietologa. Non studio Dietistica all’università, e non ho frequentato alcun corso specialistico in Scienze della Nutrizione Umana. Sono laureata in Medicina, attualmente lavoro come medico di 118 (contratto a tempo determinato... sigh...), e le mie conoscenze in merito all’alimentazione e al metabolismo derivano dall’esame di Nutrizione, che ho sostenuto nel contesto del corso integrato di Fisiologia. 

2) Questo blog, per quanto ne so basandomi sulle e-mail che ricevo, è letto anche da ragazze di 12 – 13 anni. Quello che scriverò in questo post vuol essere perciò fruibile anche per coloro che non hanno particolari competenze. Ergo, cercherò di esprimermi in maniera non troppo complicata, ed inevitabilmente dovrò ricorrere a delle semplificazioni. Chiedo scusa in anticipo a tutti i professionisti del settore sanitario che leggeranno questo post, che inevitabilmente presenterà delle imprecisioni e delle facilonerie; d’altronde l’obiettivo non è quello di scrivere un trattato medico, ma un qualcosa che possa essere letto e compreso anche da chi ha fatto tutt’altro genere di studi. 

3) Quello che scriverò in questo post ha carattere assolutamente GENERALE. Nessuna mi lasci commenti chiedendomi consigli sul suo caso specifico, perché NON sono una professionista del settore, quindi NON sono in grado di darvene. L’unico consiglio che do vivamente a tutte quante è quello di lasciar perdere i fai-da-te o i consigli chiesti a chi non se ne intende veramente, e rivolgersi invece appunto ad una figura professionale competente che possa aiutarvi ad impostare un piano alimentare personalizzato, perché credo che questo sia un elemento fondamentale per combattere contro l’anoressia. 

E dunque, torniamo a parlare di metabolismo.

Il principale consumo di energia per il nostro corpo deriva dal metabolismo basale, ovvero il bruciare quelle calorie che servono per mantenere attive, in una situazione di riposo completo, le funzioni vitali (battito cardiaco, respirazione, funzionamento cerebrale, etc…) che necessitano di energia per continuare a svolgersi. Il metabolismo basale rappresenta circa i due terzi del fabbisogno calorico quotidiano. Le altre “spese energetiche” quotidiane derivano dall’attività fisica (intendendo col termine “attività fisica” ogni qualsiasi tipo di movimento) e dai processi digestivi stessi.

Dato questo preambolo, voi penserete che la restrizione alimentare si basa sul presupposto che, riducendo le entrate di cibo e quindi di energia, il corpo preleverà quelle che gli servono per sopravvivere dalle riserve depositate, ovvero dal tessuto adiposo. Ebbene, vi stupirà sapere che le cose non funzionano affatto in maniera così semplice e lineare. E ora vi spiego il perché.

Dire che il metabolismo basale è velocizzato o rallentato, significa che cambia la velocità con cui l’organismo brucia le calorie introdotte con il cibo. La velocità del metabolismo, anche in chi non ha un DCA, varia in funzione del sesso, dello stile di vita, della tipologia di alimentazione, nonché dell’età: il metabolismo è infatti molto elevato durante l’infanzia, e si abbassa poi di circa il 2,5% in ogni decennio di vita. (Questo è il motivo per cui, al contrario di quello che molti ciarlatani affermano, è impossibile mantenere sempre il peso dei 20 anni).

Il metabolismo si abbassa a bestia quando si riduce l’assunzione di cibo, proprio come accade nel caso della restrizione alimentare dell’anoressia, e questo abbassamento comincia ad evidenziarsi già dopo le prime 48 ore dall’inizio della restrizione alimentare. Questo succede perché, nel momento in cui si riduce l’introito calorico quotidiano, il corpo risponde immediatamente risparmiando energia per assicurare la sopravvivenza delle sue funzioni vitali.

Inoltre, a differenza di quello che si potrebbe pensare, quando s’inizia una restrizione alimentare, il primo peso che si perde non è legato alla distruzione del tessuto adiposo, bensì alla perdita di liquidi, e alla iniziale consumazione delle proteine del tessuto muscolare.

Quando una persona restringe l’alimentazione, e quindi al suo corpo viene negata la quantità di energia necessaria, esso reagisce cercando di risparmiare il più possibile anche dai pochi cibi che ingerisce, per cui il metabolismo si abbassa progressivamente: ecco perché all’inizio della restrizione alimentare è più facile perdere peso, e poi la cosa diventa man mano sempre più difficile, anche se la restrizione prosegue. Il metabolismo infatti si riduce più velocemente ed in misura maggiore man mano che il corpo diviene più sensibilizzato alla riduzione del cibo. Ecco perché, quando dopo un lungo periodo di restrizione alimentare, una persona ricomincia a mangiare normalmente, recupera molto peso in poco tempo: perché il metabolismo è così basso che tutto viene percepito come un surplus che il corpo cerca di accaparrarsi per “farne scorta” in previsione di un ulteriore periodo di restrizione alimentare. Perciò, se state cominciato un percorso di ricovero e siete alle prese con il vostro primo “equilibrio alimentare”, non spaventatevi e non mollate se inizialmente il peso s’impenna: è perfettamente normale che ciò accada, ma non continuerete assolutamente a prendere peso all’infinito, anzi, quando il vostro metabolismo sarà ritornato ai livelli ottimali, il vostro peso si ripristinerà sul vostro set-point, e rimarrà sempre più o meno lì… purchè continuiate ad alimentarvi in maniera regolare.

Dovete però tener conto del fatto che ci vorrà un bel po’ di tempo affinché il vostro metabolismo, fiaccato dalla restrizione alimentare, ritorni a funzionare normalmente, e che al fine di arrivare a ciò, la vostra alimentazione dev’essere sempre regolare. So che all’inizio può essere ansiogeno, ma vi assicuro che la soluzione c’è, ed è quella di perseverare nel seguire il vostro “equilibrio alimentare”, e lasciare che il vostro corpo si assesti al suo set-point di peso naturale. Esiste un set-point di peso naturale per ciascuna di noi, ed è quello a cui ci si stabilizza naturalmente mangiando regolarmente con continuità.

Vorrei precisare inoltre che i cosiddetti “sgarri” dal proprio “equilibrio alimentare” non vanno assolutamente demonizzati: il metabolismo, infatti, quando ripristinato correttamente, funziona anche velocizzandosi, per cui se una persona assume più calorie di quante sarebbero necessaria per soddisfare il proprio fabbisogno calorico giornaliero, il metabolismo accelera in modo da bruciarle senza che queste incidano sul peso corporeo, perché l’obiettivo è sempre quello di mantenere il set-point (che è geneticamente determinato). Quindi, lasciate da parte quella cavolata di luogo comune che vuole che le calorie in eccesso vengano immediatamente trasformate in tessuto adiposo.

Bè, spero che questa integrazione al post che avevo scritto lo scorso Giugno 2013 possa esservi utile.
 Naturalmente, per qualsiasi chiarimento o domanda (ma NON consulenza personalizzata!!), chiedetemi pure nei commenti, o tramite e-mail (veggie.any@gmail.com).
E se c’è qualche medico/dietologo/dietista/nutrizionista che legge e vuole fare maggiori precisazioni rispetto alla mia trattazione semplicistica dell’argomento, è il benvenuto!!

25 commenti:

GaiaCincia ha detto...

Sul metabolismo si sente ogni sorta di panzana, grazie per aver fatto un po' di chiarezza.
Domanda spero non troppo specialistica: c'è un modo non empirico per determinare il proprio set-point?
Ciao, un abbraccio!

Anonimo ha detto...

Ciao! Post chiarissimo ed esaustivo! Una domanda xò ce l'avrei...e non riguarda prettamente le persone con un disturbo alimentare.
Mia madre ha un' erboristeria e una volta al mese un naturopata esegue su appuntamento visite x intolleranze durante le quali valuta anche il metabolismo...
Molto spesso gli sportivi (anzi quasi sempre direi...) che eseguono il test,risultano avere un metabolismo lento.
Dunque io di solito ho sempre sentito che lo sport accelera il metabolismo,perché invece persone che praticano regolarmente sport anche intensamente (senza avere un disturbo alimentare chiaramente!!) hanno un metabolismo lento?
Grazie
Raffa

Anonimo ha detto...

Un' altra curiosità....x accelerare il metabolismo ik naturopata consiglia proteine a pranzo e carboidrati a cena...perché?

PIEKNA_LALKA_38 ha detto...

nn sn x nulla d'accordo...sarà vero anche ma allora nn dovrebbe nemmeno esistere l'obesità e saremo tutti magri sempre xk da quello ke dici il metabolismo saprebbe regola rizzarsi in qualsiasi evenienza ipercalorica. Il fatto ke il metabolismo rallenti x la restrizione alimentare dovrebbe essere proprio 1 incentivo a nn sgarrare mai!!

Anonimo ha detto...

Da neolauerata in medicina nn posso che confermare tutto ciò che hai scritto, sia in base ai miei studi, sia in base alla mia esperienza personale (sigh) con l'anoressia...Là

Killer ha detto...

Da una parte quello che hai detto mi rassicura, dall'altra mi terrorizza. Il fatto che tu dica che la continua restrizione porta ad un rallentamento del metabolismo mi invoglia smetter di farlo, con la speranza che magari su lungo andare tutto si possa sistemare. Però il discorso del set point mi spaventa davvero. Insomma, tu dici che una volta raggiunto il set point che è determinato geneticamente dal nostro corpo, anche se mangiamo di più o di meno rimaniamo stabili. Il problema è capire quale sia il set point, perché se una ragazza ha deciso di voler dimagrire fino a ridursi così probabilmente è perché al suo peso iniziale (che penso coincida col set point) si trovava a disagio. Sinceramente io non ci vorrei tornare a quel peso, anche se ciò significherebbe essere guarita, o almeno dal punto di vista fisco
In ogni caso ti ringrazio per i tuoi post, che sono sempre molto chiari e molto utili per aprire gli occhi su complicazioni di cui altrimenti non ci renderemmo nemmeno conto

Euridice ha detto...

Post molto chiaro e molto utile. A suo tempo mi aveva fatto un discorso simile il dietologo al quale avevo indirizzato una caterva di invettive perché la sua "dieta" mi aveva fatta ingrassare di tre kg in un mese e l'avevo subito mollata lì. Aveva tentato di spiegarmi che dopo aver abituato il mio corpo a vivere con cinquecento calorie al giorno ci sarebbe voluta un po' di pazienza per riprendere un ritmo normale, ma non gli ho voluto credere perché per me era insostenibile anche mettere un solo grammo, anche per qualche settimana. Però, confortata anche dal tuo post, a settembre sarò più coraggiosa e lungimirante, voglio riacquistare un metabolismo normale, sono stanca di lottare contro un corpo che non ha equilibrio!
Un bacio.

Anonimo ha detto...

Ciao! Una cosa non capisco.
Se è vero che mangiando poco e facendo attività il metabolismo si abbassa,a rigor di logica mangiando di più e non facendo attività fisica,dato che il corpo ricerca naturalmente il set point uno non dovrebbe ingrassare ma restare sul suo set point e semplicemente accelerare il suo metabolismo....perché allora esiste il problema dell'obesità?

Clarissa Maria Segala ha detto...

Carissima anonimo,
Il problema dell'obesità sussiste quando la persona mangia più calorie di quelle che il corpo necessita e non consuma nulla in attività fisica. (Poi esistono casi in cui gente come Scwarcheneger o Sylvester Stallone, che secondo l'indice BMI sono obese, ma hanno tutti muscoli) cioè: se tu hai bisogno di 1800 kcal (senza attività fisica) e ne mangi 2400, allora è ovvio che poi si ingrassa a dismisura finché poi il tuo metabolismo non si adatta al nuovo regime alimentare, ma poi consumi tutto quello che mangi lo consumo e quindi hai fame e il cervello dice: ehi io ho ancora fame, mangiamo ancora un altro po', esattamente quello che capitava a me!

Jonny ha detto...

A cittina che nel nick ha numericamente indicato il proprio QI (ma no, via, 38 è troppo!):

Tralasciando l’italiano dubbio ed opinabile, che in altra occasione avrei detto “ti fa sembrare più imbecille di quel che non sei”, ma che nel tuo caso mi pare omettibile perché sembri proprio una cretina, ti rendi per lo meno vagamente conto delle minchiate che spari?
Non sei d’accordo?? Qui non si tratta di essere d’accordo, si tratta di dati di fatto. Guarda che 2 + 2 continua a fare 4 anche se la tua testolina bacata non è d’accordo. Quella che Veggie riporta (e che l’altro medico che ha commentato, tale Là, conferma) è una verità scientifica, e il fatto che tu non sia d’accordo non la cambia d’una virgola, dunque chi cazzo se ne fotte se tu non sei d’accordo. Una verità non cessa d’essere tale solo perché una demente non concorda.
Che poi, non solo hai le proprietà di scrittura di una gallina morta, ma manco sai leggere, perché tutto il discorso sull’obesità è un parto malato della tua scatola cranica acefala, di cui nel post non viene fatta menzione. Al massimo si parla di “sgarri”, e mi metterei anche a spiegarti cosa significa questa parola, ma non mi sembra che tu possa essere in grado di comprendere parole più lunghe dei monosillabi, quindi eviterei perché sarebbe troppo per i tuoi defunti neuroni.
Anyway, io spero che la restrizione alimentare sia per te un incentivo a non sgarrare mai quanto più a lungo possibile: se tiri le cuoia l’intelligenza media del Paese si alza vertiginosamente.

Anais N ha detto...


Veggie ho letto sia questo post che quello di giugno 2013 … e ti dico che per la prima volta dall’inizio del mio periodo-restrizione, ho paura. Ho avuto paura leggendo dei danni agli organi, paura di farmi veramente del male. Perché sì, mi detesto e vorrei cambiarmi dalla testa ai piedi, sì penso ancora che dimagrire sia un modo per esprimere il mio male, sì provo piacere a soffrire … ma cavolo no, non vorrei collassare. Né morire, in effetti. O almeno non in questo modo.
E leggendo il tuo post così scientifico, lucido e disincantato, senza tanti drammi, appunto, per uno yogurt mangiato fuori pasto o per un etto in più … mi sento in pericolo. Perché sto attuando una marea di comportamenti fortemente autodistruttivi, e soprattutto perché sento che la mia parte razionale non riesce a combattere forte quanto dovrebbe. Perché quello che leggo mi spaventa, ma non riesco a contrastarlo.
Spero tanto che questa ulteriore presa di coscienza mi aiuti, davvero. Grazie. Un abbraccio

Wolfie ha detto...

Veggie, grazie per questo aggiornamento!!!!!!!!!! Ogni tanto mi capita di leggere qua e là svariate notizie sul metabolismo, a volte anche contraddittorie, e dato che i miei studi si sono concentrati sul versante “umanistico” piuttosto che su quello “scientifico”, escluse le cavolate palesi, per il resto non riesco a distinguere sempre cosa sia vero e cosa sia gonfiato o distorto, per cui grazie per le precisazioni. Non sarai una specialista, ma di certo ne sai più della media della popolazione, dato il percorso di studi che hai fatto, e quindi se leggo quello che scrivi qui posso essere sicura che, per quanto riportate in forma semplificata, le notizie che dai sono scientificamente corrette. Poi penso che tutte sappiamo benissimo che per avere una consulenza personale occorra andare da uno specialista, ma io credo che nessuno ricerchi questo nel tuo blog, è semplicemente una fonte di informazioni che per lo meno sono certamente corrette.
Un abbraccione!!!!!!!!!!!!!!!!!!



Per Piekna-Lalka-38: Ciao, scusami se mi intrometto, ma da quello che hai scritto credo che tu abbia letto questo post con molta superficialità. Veggie parla chiaramente di “sgarri”: fare uno sgarro significa mangiare troppo in maniera occasionale e, come Veggie stessa scrive, se uno mangia troppo in maniera occasionale il metabolismo, se è a regola e non fiaccato dalla restrizione alimentare, risponde accelerando e bruciando l’eccesso per ritrovare il suo equillibrio. Non c’è alcun riferimento all’obesità in quello che Veggie ha scritto, e penso comunque che sia facilmente intuibile che una persona obesa non è una persona che “sgarra” occasionalmente, ma una persona che mangia troppo in maniera continuativa.

Vele Ivy Di Colorare ha detto...

Altro post interessante, non solo per chi soffre di disturbi alimentari. Il fatto che il metabolismo cambi con gli anni è una cosa da sapere, perché molti fanno di tutto per mantenere sempre lo stesso peso di quando si era ventenni, ma non è una cosa naturale! Non dico che bisogna prenderla come scusa per essere sovrappeso, ma un lieve aumento di peso ci sta crescendo e non deve spaventare.

αrilù ha detto...

Ciao cara ho bisogno del tuo aiuto perché sono disperata. È da un mese ormai che non mi vedo più la pancia piatta, fin dalla mattina presenta sempre un rigonfiamento (non esagerato ma fastidioso) soprattutto sul basso ventre. Ora, possibile che questo sia a causa dell aumento di peso? Dovrò rimanere con questa pancia a vita? O è temporaneo? Non mi manca molto al peso in cui mi è ritornato il ciclo, continuo a prendere l acido folico e la scorsa settimana mi è capitato di avere qualche perdita marrone mentre mi asciugavo, ma tipo 3/4 volte e niente più.. Ma è davvero frustrante vedersi così ogni giorno e non poterci fare nulla l unica cosa che vorrei è dimagrire e tornare al peso di partenza

Jonny ha detto...

Arilù, mera curiosità: quale parte delle frasi "Nessuna mi lasci commenti chiedendomi consigli sul suo caso specifico, perché NON sono una professionista del settore, quindi NON sono in grado di darvene." e "per qualsiasi chiarimento o domanda (ma NON consulenza personalizzata!!)",non ti è chiara, esattamente?

Anonimo ha detto...

Ciao Veggie, post interessante come sempre d'altronde ^^ vorrei fare una domanda, scusami, non c'entra niente in pratica con questo post! Scusa! .... Mi sto impegnando con la dieta ingrassante.... ma perché quando si inizia a prendere peso va tutto sulla pancia?? É normale? Le braccia e le gambe continuano ad essere ossute, ho preso 2 chili in una settimana e mezza, e vedo che sono ingrassata ma solo sulla pancia.... D:
Grazie mille Veggie...

Pulce ha detto...

Chiaro, semplice da capire... questo post è perfetto per far comprendere il percorso di ricovero che si può decidere di intraprendere quando si sceglie di provare finalmente a vivere... non ho altro da aggiungere a quello che hai scritto te... e hai ragione sul fatto che uno " sgarro" ogni tanto non porta ad un aumento del peso... sulla mia esperienza con posso sostenere che è così.
Grazie per i chiarimenti! Anche xkè in giro si legge di tutto!
Un abbraccio
E grazie mille per i commenti che lasci sul mio blog... mi stai aiutando molto, le tue parole mi danno sempre coraggio.
Grazie

Anonimo ha detto...

Ciao! A te Veggie e a tutti gli altri.
Post chiaro e completo. Domande e curiosità parecchie! Quello che più mi preme sapere è questo.
Ho letto con attenzione il tuo approfondimento e gli interventi fatti a proposito... Chi è d'accordo chi meno...quali sono le paure e le curiosità...ma in tutto questo discorso mi chiedo: come si fa? Cioè come si fa a mangiare quello che serve? Come si fa a sapere di aver bisogno di un tot fi calorie x non mandare a rotoli tutto il corpo in un verso o nell'altro?
Non ditemi andando da un nutrizionista...perché una persona con un disturbo alimentare ci va e deve seguire la dieta ma chi non ha nulla come fa a regolarsi e a sapere che non di fa del male? Che mangia la giusta quantità di carboidrati proteine grassi vitamine....?
C'è scritto che uno sgarro non ha conseguenze (naturalmente...) ma tanti e continuativi sì .... Sia x l'eccesso che x il restringimento! C'è scritto che se magi sempre 2400 calorie e hai bisogno solo di 1800 ingrassi...come fai a sapere di quanto hai bisogno?e inoltre torniamo al discorso che bisogna corteggiare le calorie!!!
Bella vita legati ad una dieta....proprio bella!
La dieta secondo me sì segue x riprendere o perdere peso ma poi deve subentrare un' alimentazione libera non sì può vivere ancorati a pesare e dosare tutto....questa non è vita!!!
Zoe

Veggie ha detto...

@ GaiaCincia – Nessun problema, tranquilla… Comunque no, non esistono formule per calcolare il proprio set-point… la fisiologia non conosce matematica.

@ Raffa – Cara Raffa, andare dal naturopata per una valutazione medica (su metabolismo, intolleranze, etc…) equivale all’andare dal fruttivendolo per comprare la bistecca. Verresti mai a chiedere a me, che ho studiato Medicina, di spiegarti una poesia di Ungaretti? O lo chiederesti ad una persona laureata in Lettere?... Ecco, è lo stesso discorso. Lascia da parte i ciarlatani e non farti confondere, ci sono solo 3 figure che sono professionalmente abilitate a dare consulenze alimentari/metaboliche: 1) Medici specializzati in Scienze della Nutrizione Umana (laurea in Medicina + 4 anni di scuola di specializzazione); 2) Diestisti (laurea triennale in Dietistica); 3) Nutrizionisti (laurea 3+2 in Biologia + corso di nutrizione). Se qualcun altro che non è in possesso di questi requisiti dà consulenze dietetiche/metaboliche, potrebbe essere tecnicamente denunciato per abuso di professione. Considera che a volte anche chi ha studiato può sbagliare… quindi, figuriamoci chi non ha studiato!... Non so a quale “test” per valutare il metabolismo tu ti riferisca, ma ti assicuro che NON E’ ASSOLUTAMENTE VERO che gli sportivi hanno un metabolismo lento. Se qualcuno afferma una cosa del genere, non sa evidentemente di cosa sta parlando. Cioè, può darsi che qualche persona che pratica sport abbia il metabolismo lento, ma questo è a prescindere dallo sport in sé, e dipende dalla genetica di quella persona nella fattispecie. Se vuoi informazioni serie sul metabolismo, comunque, lascia da parte la naturopata, e chiedi ad un medico/dietista/nutrizionista.
P.S.= La dieta dissociata cui fai riferimento nel tuo secondo commento non c’incastra una mazza con la velocizzazione del metabolismo. Ripeto: già da quello che hai scritto questa naturopata – niente di personale, per carità – mi sembra altamente incompetente, quindi se vuoi risposte precise alle tue domande rivolgiti a persone professionalmente preparate, e non alla prima ciarlatana che ti capita sotto mano.
Grazie a te per il commento!...

@ Piekna_Lalka_38 – Il fatto che tu possa essere o meno d’accordo, non cambia la realtà dei fatti, che è quella che io ho scritto. Può non piacerti, ma fattene una ragione perché le cose stanno così. Capsico che possa essere difficile da accettare, ma quella che io ho riportato è letteratura scientifica, di fronte alla quale le opinioni individuali non contano niente. Perché non dovrebbe esistere l’obesità?... L’obesità può esistere vuoi perché una persona mangia troppo e si muove poco rispetto al suo fabbisogno in maniera continuativa nel tempo, vuoi perché ha un proprio set-point di peso corporeo elevato, vuoi perchè ha altre patologie (per esempio endocrinopatie) che determinano secondariamente il peso in eccesso.

@ Là – Le conferme che arrivano da una collega sono quanto di più positivo possa esserci… Grazie mille per il tuo commento, Là!...

@ Killer – Grazie a te per essere sempre qui a commentarmi, Killer… Mi permetto di dirti che io credo che tu non abbia centrato il punto… Se veramente tu (o chi per te) ti fossi sentita a disagio col tuo peso, non saresti scivolata in un DCA: saresti andata da una dietista e ti saresti fatta seguire con un regime alimentare adeguato per perdere qualche chilo… che è quello che fa la stragrande maggioranza della gente che non si trova a proprio agio con la propria fisicità. Se invece tu sei scivolata in un DCA, mi sembra evidente che il problema non sia il mero peso – questo l’avresti appunto potuto risolvere semplicemente seguendo una dieta proposta da uno specialista – bensì tanti altri problemi che conosci solo tu, ma ben più profondi e radicati della semplice e ben risolvibile fisicità… E io credo che, nel momento in cui, grazie alla psicoterapia, avrai lavorato su quei problemi e li avrai risolti, o quantomeno affrontati, la fisicità che è solo un capro espiatorio passerà assolutamente in secondo piano…

Veggie ha detto...

@ Euridice – Purtroppo (o per fortuna, a ben vedere…) non sempre la verità è quella che vorremmo che fosse… Ciò nonostante, è e resta la verità, piacevole o meno che sia. Io ti auguro di tutto cuore che, a partire da Settembre (ma anche prima, magari!...) tu possa a poco a poco ritrovare un equilibrio, tanto con il corpo quanto con la mente… Ci vuole tempo e pazienza, questo è ovvio ed inevitabile, perché non siamo macchine, ma se segui le indicazioni di un professionista di certo il tempo il tuo metabolismo si rimetterà adeguatamente in sesto… In bocca al lupo per il tuo percorso!...

@ Anonima (20 Luglio 2014, ore: 13.40) – Ciao, quello che dici è effettivamente vero, ma entro certi limiti: infatti, come avrai notato, nel mio post parlo di “occasionali sgarri al normale regime alimentare”, non di costante e continua sovraalimentazione. Il problema dell’obesità esiste proprio per questo: perché ci sono persone che non si limitano a sgarrare occasionalmente, ma che in maniera continua e costante, giorno dopo giorno, si alimentano in maniera eccessiva, e non svolgono adeguata attività fisica. Il metabolismo fino ad un certo punto compensa (infatti le persone obese hanno un metabolismo basale che è sempre più alto di quello delle persone sottopeso e normopeso, proprio nel tentativo di preservare il set-point), però ovviamente non può fare miracoli, quindi se una persona per tanto tempo continua a mangiare in maniera eccessiva, e a stare seduta sul divano tutto il giorno, alla fine anche il meccanismo di compenso cede, e la persona prende peso… e la cosa poi diventa un serpente che si morde la coda: più la persona prende peso, più ha difficoltà a muoversi, più tende a diventare sedentaria, più mangia perché è sempre in casa e non sa come riempire il tempo, più continua a prendere peso. Questa è proprio in molti casi la patogenesi dell’obesità.

@ Clarissa – Grazie per avermi preceduta ed aver ampliato la mia risposta, tesoro!...

@ Anais N – Il post è disincantato e senza tanti drammi per il semplice fatto che la verità scientifica è tale, né più e né meno, Io posso solo riportarla, poi ovviamente sta al singolo scegliere. Per quel che può valere, io ti posso dire che l’anoressia anche solo da un punto di vista prettamente fisico mi ha causato diversi danni, e alcuni me li porterò dietro vita natural durante, quindi parlo con cognizione di causa… e così succederà a te (e a chiunque, del resto), se non sarai in grado di cambiare strada. E io spero davvero che tu ci riesca. Lo spero per te, bellissima… e non semplicemente perché hai paura, ma perché sei consapevole, e dunque sei in grado di scegliere per te stessa.

@ Wolfie – Grazie a te per il tuo feedback!... Ovvio che il mio post non sia in alcun modo sostitutivo di una consulenza specialistica individualizzata, è solo che leggo così tante cavolate su Internet a proposito del metabolismo, che mi sembrava quantomeno corretto mettere in chiaro le cose… per lo meno da un punto di vista assolutamente generale…

@ Vele/Ivy – Sì, l’aumento di peso con l’età (e in special modo in noi donne dopo la menopausa, quando si ha una grossa variazione dell’assetto ormonale) è una cosa assolutamente fisiologica… e questo vale per tutti…

@ Arilù - Ciao Arilù, come ho scritto nel post, io non sono una specialista, ma anche se lo fossi non ti ho di fronte a me e dunque non ti posso visitare né sottoporre ad alcun tipo di indagine, ergo non ho strumenti che mi permettano di rispondere alla tua domanda. Pertanto, ti consiglio vivamente di rivolgerti agli specialisti che ti seguono per illustrare loro il tuo problema, poiché sono certa siano le persone più indicate a darti una risposta circostanziata. Il gonfiore addominale può dipendere da un numero spropositato di cause, diversissime tra loro, per questo la cosa migliore è parlarne con i medici che ti seguono, che sapranno senz'altro individuare la causa e darti una corretta risposta.

Veggie ha detto...

@ Anonima (22 Luglio 2014, ore: 20.45) – Ciao, come scrivo nel post io non sono una specialista… Quindi ti consiglio vivamente di girare le tue perplessità al medico/dietista/nutrizionista che ti ha prescritto il regime alimentare che stai seguendo: solo così potrai avere una risposta mirata su te stessa e sul tuo percorso, e dunque una risposta effettivamente corretta. Un abbraccio e grazie mille per quello che hai scritto sui miei post!...

@ Pulce - Grazie a te per le tue parole ed i tuoi commenti... La testimonianza dell'esperienza diretta di chi c'è passato è la conferma migliore a qualsiasi cosa possa venire scritta...

@ Zoe - Ciao Zoe, benvenuta!... Se ho ben capito la tua prima domanda (altresì chiedo venia... fammelo sapere, e cercherò di risponderti in maniera più mirata) quando parli di "mangiare quello che serve" tu fai riferimento a persone che non hanno e non hanno mai avuto un DCA, giusto?... Bè, per chi non ha mai avuto un DCA, è tutta fisiologia: il corpo sa da solo quello che gli serve in termini di nutrienti ed in termini di calorie, e regola la secrezione ormonale di molteplici ormoni affinché la persona assuma quello che gli necessita sotto ogni punto di vista. Questo se consideriamo meramente la biologia... poi è ovvio che chi ha un DCA applica ampiamente processi mentali sull'alimentazione, che vanno a sovrastare il meccanismo biologico di base, per cui tutto il meccanismo salta sia perché l'alimentazione non è più fisiologica ma cerebralizzata, sia perché la restrizione alimentare riduce la secrezione ormonale, per cui i segnali che il corpo riceve sono di per sé sballati...
Il metabolismo basale di ciascun individuo può essere calcolato vuoi mediante formule matematiche (che sono però un po' approssimate...), vuoi mediante esami strumentali che qualsiasi dietista può eseguire (e che danno risultati più precisi). Sommando al basale il dispendio energetico giornaliero (che dipende da molteplici fattori... giusto per citarne qualcuno: sesso, età, lavoro svolto, sport praticati, temperatura ambientale, etc...), si ottiene in maniera più o meno approssimata il dispendio energetico giornaliero di ciascun individuo.
Infine, in quanto alla tua constatazione finale... Penso semplicemente che questa sia una cosa variabile da persona a persona, e dipenda dalle proprie scelte...
Un abbraccio e grazie per essere passata!...

Anonimo ha detto...

Ciao!innanzitutto grazie x aver risposto. Si era riferita a chi non ha un DCA ...ok ho capito perfettamente il discorso e il fatto che chi ha un DCA inevitabilmente ha una percezione errata del senso di fame e sazietà e della scelta degli alimenti. Per quanto riguarda il discorsi delle calorie...io intendevo dire che è un po'controsenso diread una persona con DCA di uscire dal conteggio quotidiano delle calorie se poi è necessario farlo x introdurre le calorie necessarie.
Zoe

Veggie ha detto...

@ Zoe - Grazie a te per essere ripassata!...
In quanto al discorso del conteggio delle calorie... io non ho mai contato le calorie, neanche quando ero nella face "acuta" dell'anoressia, quindi penso che sia una cosa che varia da persona a persona... In ogni caso, la dietista che mi segue non mi ha mai fatto contare le calorie, ci ha sempre pensato lei a prescrivermi un regime alimentare che fosse adeguato (sia in termini di calorie che di nutrienti) alle mie necessità... E, in effetti, la funzione dei dietisti (di quelli competenti, per lo meno...) è proprio quella di prescrivere regimi alimentari corretti, che la persona malata di DCA deve semplicemente seguire, mangiando quando e quanto prescritto, senza alcun eventuale bisogno di fare conteggi delle calorie...
Grazie ancora per essere ripassata, un abbraccio!...

Anonimo ha detto...

Ciao a tutte, ciao veggie ! Sono una donna di 31 anni e madre di due bimbe. Da tempo convivo con dca... Come ho potuto leggere i tuoi post, un dca non si basa sul bmi, sul peso... Ma è dentro ogni soggetto che sta la personale verità sul dca stesso. Ciò che si esterna è il sintomo corporeo di un qualcosa che si trova bel nostro inconscio. Personalmente, controllare ciò che mangio è il sintomo di una impossibilità nella vita reale di controllare eventi che mi hanno travolta e devastata. Ci sono traumi e ferite che come le piaghe sono difficili da risarcire. Spesso cronicizzano, si infettano... A volte si formano veri e propri cheloidi (si... Sono un sanitario pure io ;) ).
Che dire?? Spesso ho invidiato quelle donne che riuscivano a rendere visibile con la loro magrezza il loro disagio, perché il loro corpo riesce a parlare. Io il mio grido di dolore l'ho sempre soffocato... Il mio corpo si è sempre rifiutato di esternare la mia disperazione e richiesta di aiuto... Questo perché il mio inconscio era tappato da così tanti meccanismi di difesa che non sono stata in grado di sfogare tutto questo odio liquido che ho dentro.
Detto questo, sono quattro anni e mezzo che sono in psicoanalisi, studio e mi sto specializzando nel mondo dell'ascolto. Sono passata da te per caso, anche perché adesso è un momento difficile per me psicologicamente. Ho intrapreso questo percorso per me per le mie bimbe e il mio uomo. Credo che capire se stessi sia un grande atto di amore, senza aspettative idilliache di guarigioni miracolose ma con uno sguardo sicuramente teso verso il futuro. Iniziare a desiderare è il segno che la strada si sta via via costruendo. Auguro a tutte voi ed a te che il vostro Desiderio sia presente nella vostra vita. A presto. Desy.

Veggie ha detto...

@ Desy – Ciao!... Grazie mille per essere passata di qui ed aver voluto condividere con me e con tutte le altre ragazze la tua preziosa testimonianza…! Sono perfettamente d’accordo con te in merito all’importanza della psicoterapia, e al significato che deve esserle ascritto… e ti auguro di tutto cuore che il percorso che stai facendo possa permetterti di stare meglio, per la tua famiglia, ma soprattutto per te stessa. Un abbraccio forte, a presto…

 
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