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giovedì 12 marzo 2009
Forza e debolezza
Mostrate la vostra forza, non la vostra debolezza.
Veramente, pensate a questa affermazione per un momento. Onestamente, è un’affermazione difficile da mettere in pratica. Inevitabilmente nella routine quotidiana finiamo per mostrare le nostre debolezze. Non diamo sempre il meglio di noi stesse. Siamo umane, e può capitare che siamo stanche e che non riusciamo a spingere fino in fondo.
A maggior ragione, questo vale nel momento in cui si decide d’intraprendere un percorso di ricovero contro l’anoressia: ci vuole molta forza, e non tutti i giorni è facile tirarla fuori. Anzi, molto spesso non è mai facile tirarla fuori. Cedere è molto più semplice. Però così si finisce solo per ricadere e per perpetrare il male che stiamo facendo a noi stesse.
Ma se la vostra forza supera in splendore e valore la vostra debolezza, anche solo di un infinitesimo… bè, questa è già una grande cosa. Quel che conta è la qualità, ragazze, non la quantità.
Perciò, chiedetevi semplicemente questo: La mia forza è maggiore della mia debolezza? Utilizzo ogni giorno la mia forza per impedirmi di ripetere i comportamenti del DCA? Mi sto davvero impegnando per percorrere la strada del ricovero?
Bè, se è così… allora state andando bene. Continuate a camminare.
Continuiamo a camminare tutte insieme.
Veramente, pensate a questa affermazione per un momento. Onestamente, è un’affermazione difficile da mettere in pratica. Inevitabilmente nella routine quotidiana finiamo per mostrare le nostre debolezze. Non diamo sempre il meglio di noi stesse. Siamo umane, e può capitare che siamo stanche e che non riusciamo a spingere fino in fondo.
A maggior ragione, questo vale nel momento in cui si decide d’intraprendere un percorso di ricovero contro l’anoressia: ci vuole molta forza, e non tutti i giorni è facile tirarla fuori. Anzi, molto spesso non è mai facile tirarla fuori. Cedere è molto più semplice. Però così si finisce solo per ricadere e per perpetrare il male che stiamo facendo a noi stesse.
Ma se la vostra forza supera in splendore e valore la vostra debolezza, anche solo di un infinitesimo… bè, questa è già una grande cosa. Quel che conta è la qualità, ragazze, non la quantità.
Perciò, chiedetevi semplicemente questo: La mia forza è maggiore della mia debolezza? Utilizzo ogni giorno la mia forza per impedirmi di ripetere i comportamenti del DCA? Mi sto davvero impegnando per percorrere la strada del ricovero?
Bè, se è così… allora state andando bene. Continuate a camminare.
Continuiamo a camminare tutte insieme.
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mercoledì 21 gennaio 2009
Anatomia "pro-ana" - Parte 7
PRO-RICOVERO
(Come si suol dire... "Call me pasionate"... ma questo è l'ultimo... ^_^")
Anoressiche, bulimiche, persone con DCA ed in ricovero per DCA… Sentite un po’ qua.
Voglio dirvi un segreto sul ricovero.
È un qualcosa che coloro che si autodefiniscono “pro-ana” e “pro-mia” non vogliono che voi sappiate.
L’anoressia è una malattia. La bulimia è una malattia. Malattie mentali. Questo sono. Malattie subdole perché riescono a far sentire bene, ma non per questo meno devastanti. Malattie che conducono su strade senza uscita, che portano prima o poi ad un inevitabile scontro con un muro. Ma è proprio perché si tratta di malattie subdole, malattie che rappresentano un placebo, un qualcosa che viene visto come un bene rispetto ad un male maggiore – poiché è ovvio che nessuno sceglie un male nella consapevolezza che è un male – e che sembrano la temporanea soluzione a tutti i problemi, che liberarsene è estremamente difficile. Perché è più facile, dà più sicurezza essere malate che decidere di ricoverarsi. E perciò ci vuole molta più forza di volontà, autocontrollo, decisione e determinazione a decidere d’intraprendere e proseguire giorno dopo giorno un percorso di ricovero, che non portare avanti un disturbo alimentare.
Ma la vera forza è resistere quando tutti si aspettano che tu cada.
Il ricovero è un processo, non un evento. Un processo che dura tutta la vita. Ma coloro che si autodefiniscono “pro-ana” e “pro-mia” distorcono il tutto.
“[…] Questo non è posto per le deboli, le mediocri, le isteriche, coloro che vogliono tornare indietro. Questo è posto per l’elite che persegue l’ideale di perfezione ad ogni costo, dimostrando giorno dopo giorno la loro forza, i loro sacrifici, e il risultato dell’applicazione di tutte quelle regole che fanno raggiungere il tanto desiderato corpo perfetto […]”
(tratto da un blog “pro-ana”)
Cioè, ci credete veramente?? Ragazze, sono tutte bugie!!
Se avete un disturbo alimentare, un vero disturbo alimentare, intendo – non una serie di atteggiamenti posti in essere per ostentazione e per coprire altri problemi – non è difficile restringere. Non è difficile digiunare. Non è difficile vomitare. Non è difficile fare attività fisica fino allo stremo delle forze. Niente di tutto questo è un sacrificio, niente è difficile.
Volete sapere cos’è veramente difficile? Scegliere di ricoverarsi. Iniziare e portare avanti un ricovero. Combattere la voglia di restringere. Mangiare 5 pasti al giorno – colazione, spuntino, pranzo, merenda e cena – anche se questo non fa sentire né felice né realizzata né soddisfatta.
Le ragazze “pro-ana” e “pro-mia” cercando di convincervi che perseguire la restrizione e/o vomitare dopo i pasti vi darà forza, controllo, sicurezza e onnipotenza, mentre chi sceglie il ricovero è debole ed incapace di raggiungere la perfezione… sono tutte bugie!
È questo che bisogna combattere. La menzogna camuffata da verità solo perché pronunciata a voce alta e sicura. Chi sceglie di ricoverarsi non è debole, anzi, è molto più forte di quanto le “pro-ana” e le “pro-mia” potranno mai immaginare. È chi sceglie di ricoverarsi che veramente ha forza, controllo, volontà, determinazione. Chi sceglie di ricoverarsi è una vera guerriera della luce.
Scegliere di essere “pro-ana” o “pro-mia” è essere deboli.
Scegliere di ricoverarsi e di portare avanti il ricovero giorno dopo giorno è essere forti.
Perciò, se siete imprigionate nelle spire di un DCA, non esitate. Scegliete il ricovero.
(Come si suol dire... "Call me pasionate"... ma questo è l'ultimo... ^_^")
Anoressiche, bulimiche, persone con DCA ed in ricovero per DCA… Sentite un po’ qua.
Voglio dirvi un segreto sul ricovero.
È un qualcosa che coloro che si autodefiniscono “pro-ana” e “pro-mia” non vogliono che voi sappiate.
L’anoressia è una malattia. La bulimia è una malattia. Malattie mentali. Questo sono. Malattie subdole perché riescono a far sentire bene, ma non per questo meno devastanti. Malattie che conducono su strade senza uscita, che portano prima o poi ad un inevitabile scontro con un muro. Ma è proprio perché si tratta di malattie subdole, malattie che rappresentano un placebo, un qualcosa che viene visto come un bene rispetto ad un male maggiore – poiché è ovvio che nessuno sceglie un male nella consapevolezza che è un male – e che sembrano la temporanea soluzione a tutti i problemi, che liberarsene è estremamente difficile. Perché è più facile, dà più sicurezza essere malate che decidere di ricoverarsi. E perciò ci vuole molta più forza di volontà, autocontrollo, decisione e determinazione a decidere d’intraprendere e proseguire giorno dopo giorno un percorso di ricovero, che non portare avanti un disturbo alimentare.
Ma la vera forza è resistere quando tutti si aspettano che tu cada.
Il ricovero è un processo, non un evento. Un processo che dura tutta la vita. Ma coloro che si autodefiniscono “pro-ana” e “pro-mia” distorcono il tutto.
“[…] Questo non è posto per le deboli, le mediocri, le isteriche, coloro che vogliono tornare indietro. Questo è posto per l’elite che persegue l’ideale di perfezione ad ogni costo, dimostrando giorno dopo giorno la loro forza, i loro sacrifici, e il risultato dell’applicazione di tutte quelle regole che fanno raggiungere il tanto desiderato corpo perfetto […]”
(tratto da un blog “pro-ana”)
Cioè, ci credete veramente?? Ragazze, sono tutte bugie!!
Se avete un disturbo alimentare, un vero disturbo alimentare, intendo – non una serie di atteggiamenti posti in essere per ostentazione e per coprire altri problemi – non è difficile restringere. Non è difficile digiunare. Non è difficile vomitare. Non è difficile fare attività fisica fino allo stremo delle forze. Niente di tutto questo è un sacrificio, niente è difficile.
Volete sapere cos’è veramente difficile? Scegliere di ricoverarsi. Iniziare e portare avanti un ricovero. Combattere la voglia di restringere. Mangiare 5 pasti al giorno – colazione, spuntino, pranzo, merenda e cena – anche se questo non fa sentire né felice né realizzata né soddisfatta.
Le ragazze “pro-ana” e “pro-mia” cercando di convincervi che perseguire la restrizione e/o vomitare dopo i pasti vi darà forza, controllo, sicurezza e onnipotenza, mentre chi sceglie il ricovero è debole ed incapace di raggiungere la perfezione… sono tutte bugie!
È questo che bisogna combattere. La menzogna camuffata da verità solo perché pronunciata a voce alta e sicura. Chi sceglie di ricoverarsi non è debole, anzi, è molto più forte di quanto le “pro-ana” e le “pro-mia” potranno mai immaginare. È chi sceglie di ricoverarsi che veramente ha forza, controllo, volontà, determinazione. Chi sceglie di ricoverarsi è una vera guerriera della luce.
Scegliere di essere “pro-ana” o “pro-mia” è essere deboli.
Scegliere di ricoverarsi e di portare avanti il ricovero giorno dopo giorno è essere forti.
Perciò, se siete imprigionate nelle spire di un DCA, non esitate. Scegliete il ricovero.
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