Come gli alchimisti trasformavano il ferro in oro… voi potete trasformare l’oscurità in luce. Siete tutte benvenute.
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venerdì 21 novembre 2014

Forza e ricovero: L'altra faccia dei messaggi positivi

Non è un segreto che io usi Twitter molto spesso. Tutti i giorni faccio un salto sul mio account, e lascio un tweet. È un po’ come la mia seconda casa virtuale, subito dopo il blog.

Alcuni giorni fa, tuttavia, mi sono imbattuta in questo tweet:


[Traduzione: Avere un DCA non è una dimostrazione di “forza”. È forte chi ha la capacità di superare i propri demoni dopo essere stata malata per tanto tempo.]

Ora, generalmente io sono molto a favore delle frasi positive: io stessa spesso e volentieri le posto su Twitter. Non penso ovviamente che queste frasi possano far “guarire” (e sennò si sarebbe trovata la magica medicina per i DCA, e tante grazie…) nessuno, però penso che possano servire da spunto di riflessione. Se non le si lasciano essere fini a se stesse, ma si agiscono, possono condizionare positivamente il nostro comportamento. Anche perché i nostri neuroni sono coazioni a ripetere, per cui fisiologicamente più ci si concentra su quello che c’è di positivo, più il cervello impara a vedere il positivo. Ma il mio gradire le frasi positive è solo la mia opinione. Ci sono persone a cui
queste frasi positive non piacciono, e va bene ugualmente.

Ci sono parimenti senza dubbio un sacco di persone cui piace Demi Lovato ma, forse per la differenza di età, a me questa ragazza non dice granché, e certo non la prenderei a modello. Per carità, mi sembra una brava ragazza, ha fatto un sacco di cose, e sono felice per lei che abbia ottenuto del successo. Se la conoscessi di persona, probabilmente sarebbe una persona che mi piacerebbe pure.

Tuttavia, il tweet sovramensionato che lei hai scritto non mi piace.

Prima di calamitare tutte le peggiori infamate da parte delle fan di Demi Lovato che leggono questo blog, ci tengo a precisare: sono sicura che l’obiettivo di Demi Lovato quando ha scritto questo tweet fosse quello di essere fonte di ispirazione, ed incoraggiare le persone a combattere per superare la malattia. E non c’è niente di male né di sbagliato in questo.

Il mio storcere il naso di fronte a queste parole prende in considerazione l’altra faccia della medaglia: e se una persona, in un determinato momento della sua vita, non riesce a combattere contro l’anoressia per superarla, vuol dire che è una debole?

Conosco diverse persone che si sono fatte culi come rosoni per combattere contro il proprio DCA, ma che ancora non l’hanno superato e non vivono dunque attualmente una fase di remissione. Talvolta queste persone non sono riuscite a ricevere il supporto terapeutico di cui avrebbero avuto bisogno. Talvolta il percorso terapeutico intrapreso non ha funzionato. I DCA sono malattie estremamente difficili da affrontare e da trattare. No, avere l’anoressia non significa in alcun modo essere forti, così come non significa essere forti l’avere ogni qualsiasi malattia. Significa semmai avere erroneamente scelto una strategia di coping patologica, in un momento della vita in cui la sua erroneità non è stata correttamente percepita. Ma non riuscire a superare un DCA non significa che quella persona non ce la stia comunque mettendo tutta nel combattere. Significa solo che in quel momento non riesce a stare meglio.

Quello che non mi piace del tweet di Demi Lovato, è la sua potenziale estrema negatività se si guarda l’altra faccia della medaglia. Di fronte ad una frase apparentemente positiva di questo tipo, è difficile guardare oltre perché queste parole sembrano così, appunto, positive. Il problema nasce nel momento in cui si prende in considerazione il messaggio subliminale che passa alle persone che stanno ancora combattendo contro l’anoressia e non riescono, sul momento, ad avere la meglio. È come dire ad un paziente malato di diabete che non riesce ad avere un buon controllo della propria glicemia, che non si sta impegnando abbastanza a combattere contro la sua malattia. È sciocco. Le persone che combattono contro un DCA e cominciano a stare meglio, possono comunque avere delle ricadute, e devono ricominciare a combattere per riportarsi in una condizione di remissione… ma questo non ha niente a che vedere con la loro forza interiore. Non dice niente in merito a che tipo di persone siano. Ma dice tutto in merito a cosa possa essere l’anoressia/la bulimia/il binge/il DCAnas.

Il mio timore è che qualcuna che sta ancora combattendo contro la fase più acuta dell’anoressia, e sta ancora male, possa leggere la frase di Demi Lovarto e pensare che, poiché è ancora prigioniera dell’anoressia, allora questo significa che non è forte abbastanza per superarla… il che la farebbe soltanto sentire ancora peggio. Questo, per lo meno, è quello che io percepisco.

Forse la mia può sembrare mera pignoleria, ma penso che ci sia un luogo comune diffuso proprio tra le persone che hanno un DCA: il fatto che, se tenti abbastanza volte, tu, sì, proprio TU, puoi superare l’anoressia. Mi dispiace, ma io non credo sia così. Non è la “quantità” di tentativi che permette di arrivare ad una remissione dell’anoressia. Non è così semplice. Ed ho letto peraltro altri tweet che dicono che guarire completamente dall’anoressia è possibile, se si tenta abbastanza. Di nuovo, non credo che sia possibile, e comunque non credo sia una mera questione di numero di tentativi fatti. Io credo che quel che conta sia la “qualità” dei tentativi fatti.

In ogni caso, ripeto: io sono assolutamente a favore dei messaggi positivi come fonte di auto-aiuto nella lotta quotidiana contro l’anoressia, quindi continuate pure a circondarvi di messaggi di questo tipo… semplicemente, tenete a mente il fatto che superare un DCA arrivando ad una remissione non significa che voi siete forti e che chi invece in questo momento non ci riesce non lo è, perché non è segno di debolezza il continuare a combattere, anzi, io credo che il combattere in sé sia già una vittoria.

mercoledì 8 dicembre 2010

Domanda #19: Trovare amore per noi stesse

Oggi rispondo alla domanda di Jimmy, che mi ha scritto:

“Leggendo i tuoi post, sembra davvero che scegliere la strada del ricovero valga la pena. So che il processo di ricovero dall’anoressia è un qualcosa che si verifica gradualmente, ma come si può scegliere la strada del ricovero quando non si ha amore per se stesse, quando si è abbandonato l’amore necessario per salvare se stesse? Bisogna trarre il coraggio necessario dalle persone che ci stanno intorno e che ci vogliono bene? È possibile odiarsi più di quanto già non facciamo nel momento in cui scegliamo un DCA? I tuoi post mi hanno davvero dato molto da pensare rispetto al mio vissuto. E ti ringrazio per essere riuscita a parlare di quest’orrore silenzioso. Spero che un giorno tutte noi potremo guardare all’anoressia come a una nemica da cui dobbiamo difenderci, e non come un qualcosa per cui avere vergogna di noi stesse. Forse, quando avremo acquisito questa consapevolezza, sarà più facile chiedere aiuto e conseguentemente combattere”.

Jimmy, credimi, non sai quanto spero che un giorno i DCA non vengano più considerai dalla società un marchio d’infamia, un qualcosa di cui dobbiamo vergognarci. E spero altrettanto che tutte le ragazze che ne sono attualmente prigioniere possano trovare quanto prima la forza e il coraggio necessari per chiedere aiuto. Rompere il silenzio è certamente un primo passo nella giusta direzione. Tutte noi abbiamo una voce e possiamo usarla se decidiamo di farlo. Non è facile, ma la prima parola è sempre la più ardua: dopo, diventerà più semplice ad ogni parola pronunciata.

Innanzitutto, comunque, lascia che te lo dica: scegliere la strada del ricovero VALE LA PENA. Talvolta la decisione d’intraprendere la strada del ricovero è repentina e illuminante, altre volte è un lento processo di realizzazione. Talvolta è un momento “A-ha!”, altre volte ti rendi conto che è successo, che hai intrapreso la strada senza neanche rendertene conto. Ma, per venire alla tua domanda – Come si può scegliere la strada del ricovero quando non si ha amore per se stesse? Bè, si può cominciare cercando di capire quello che si può fare per volere bene a noi stesse. Dimentica il ricovero per un momento, e focalizzati su te stessa.

Innanzitutto, è importante circondarsi di rinforzi positivi. Attaccare nella propria stanza frasi positive, mettersi davanti allo specchio e ripetersi frasi incoraggianti, e così via. Non importa se in quelle parole non ci credi. Chiaro? Non importa. Fallo comunque. Circonda te stessa con qualsiasi cosa possa spingerti verso la strada del ricovero. Continua a ripetere quelle parole tipo mantra. Obbligati a crederci. E vedrai che, un giorno, ti accorgerai che non c’è più bisogno di nessuna costrizione… perché ti renderai conto da sola che quelle parole corrispondono a nient’altro che alla verità.

All’inizio tutto questo ti farà sentire un po’ scema, me ne rendo conto. Ma è comunque… necessario. Ho attaccato all’armadio della mia camera un Post-It con su scritto: “I like myself”. Ogni mattina, quando mi sveglio ed apro gli occhi, leggo “I like myself”. E’ il mio armadio che mi dice che devo cercare di apprezzarmi per quello che sono. Sono io che mi dico che devo cercare di apprezzarmi per quello che sono. E non devo più odiarmi, Jimmy. E non lo stacco, quel Post-It. Perché ho ancora bisogno di leggere quel messaggio.

Prova a fare qualcosa del genere. Attacca un foglietto sul tuo specchio in modo che ogni mattina, quando lo guardi, leggi qualcosa di positivo. Qualcosa che ti dice che devi piacerti per come sei, perché non c’è niente di meglio al mondo. Che devi amarti per come sei. Che stai andando bene. Potrebbe non essere vero. Potresti non piacerti o non amarti in prima battuta, ma a forza di leggerle quelle parole ti scivoleranno dentro. Lascia che questo succeda.

Pensi che non sia vero?, che non sia possibile? Bene, prova a vedere la cosa dall’altra parte, allora. Se tu ti senti ripetere più volte ogni giorno della tua vita: “Sei brutta” o “Sei stupida”, prima o poi comincerai a credere che sia vero, non è così? Okay, se tu ti sentirai ripetere più volte ogni giorno della tua vita: “Sei una persona che vale” e “Sei una persona che merita affetto”, comincerai a credere che anche questo sia vero. Forte, no?! Fai inversione di marcia. Se all’inizio ti viene da sorridere per la stupidità del messaggio… bè, è già un primo passo: per lo meno adesso stai sorridendo.

E, tra l’altro, sì, puoi trarre il coraggio necessario dalle persone che ti stanno accanto e che ti vogliono bene ma, in ultima analisi, il coraggio che ti deriva dagli altri deve incentivare il tuo proprio coraggio. Si può fare qualcosa per gli altri per un po’ di tempo, ma se non c’è una motivazione forte sottostante che viene da noi stesse, non durerà a lungo. Sei tu la prima che deve decidere cosa vuole per se stessa e darsi da fare per ottenerlo. Il coraggio di base dev’essere il tuo, non è sufficiente un rimpiazzo. Però, il supporto degli altri indubbiamente aiuta.
Pertanto, cerca di circondarti di persone che ti vogliano bene e siano disposte ad aiutarti. Il supporto è vitale. Lascia che loro siano il tuo salvagente, e stringi la loro mano quando le acque si fanno particolarmente agitate, in maniera tale che ti aiutino a non affondare e a ricominciare a nuotare nella giusta direzione. Col tempo, poi, ti accorgerai che avrai acquisito forze abbastanza per poter passare incolume la tempesta anche da sola.

Una mano testa non va mai allontanata. Ricorda soltanto che l’obiettivo finale è quello di aiutarti ad aiutare te stessa.

Rispondendo all’altra tua domanda, è sempre possibile odiarsi di più. Ma è anche sempre possibile amarsi di più. Non scegliere il lato sbagliato del muro. La scelta di per sé è un qualcosa di semplice. È il seguirla che diventa difficile, ma tu devi comunque continuare a credere che ce a puoi fare. Non puoi mollare con te stessa – anche se in questo momento questa Te Stessa non ti piace.

Spero di averti fornito qualche elemento in più su cui riflettere. Lo so che, per come l’ho messa giù, sembra tutto molto semplice… ma so anche che non lo è affatto. E non potrò mai dire che lo sia. Ma ricordati sempre: le cose più semplici sono sempre le cose migliori che possiamo fare per noi stesse. Perciò, non trovarti più scuse: oggi è il giorno perfetto per iniziare a combattere.

Tutto il mio amore,

Veggie

lunedì 20 settembre 2010

Sei bellissima!

Ricordate il mio post relativo al “Beauty Message Challenge”? Bene, i miei 10 giorni sono terminati, e sono pronta a condividere la mia esperienza con voi.

Primo giorno

Ho pubblicato un messaggio sul mio account di Twitter scrivendo: “You are beautiful, no matter your size… you are beautiful the way you are!”

Inoltre, ho dato alla mia migliore amica del cuore, Duccia, una piccola cosa che le avevo scritto. Questo:


Secondo giorno

Di nuovo ho pubblicato su Twitter un messaggio con su scritto: “You are beautiful because you are one of a kind and very strong”.

Inoltre ho telefonato a Sara, una ragazza che ho conosciuto durante il mio secondo ricovero in clinica, per spiegarle in cosa consistesse il “Beauty Message Challenge” – e per dirle quanto sia bella.
“Perciò, Sara” le ho detto “Volevo solo dirti che TU sei bellissima. E la ragione per cui…”.
Lei ha iniziato a ridere, interrompendomi.
“Sara, perchè ridi? Non ridere, io sono seria adesso! Tu sei bellissima, e volevo proprio dirtelo”.
Lei è rimasta in silenzio, così io ho proseguito: “La ragione per cui sei bellissima è che sei divertente e non hai più paura di essere te stessa. Lotti con coraggio ogni giorno contro l’anoressia, sei un tesoro e…”.
E più o meno a questo punto lei mi ha interrotta di nuovo dicendomi: “Okay, adesso basta o scoppierò a piangere…”.
Perciò io ho ribattuto: “Bè, anche questa è una cosa bellissima come te” per poi concludere: “E comunque sei una persona meravigliosa e ti voglio un sacco di bene”.


(Estate 2003... quanto tempo!)

Terzo giorno

Innanzitutto, ho pubblicato su Twitter questa frase: “What does beauty means to me? There's beauty in appearance, and beauty inside you, which is the most important...”, la cui autrice è Lena, una delle due cantanti delle t.A.T.u., il mio gruppo musicale preferito.

Inoltre, ho dato ad una mia collega di lavoro, Lola (anche lei è arbitro di karate come me, abbiamo la stessa età, ed abbiamo arbitrato sempre insieme, fin dalla prima gara) un bigliettino che ho realizzato appositamente per lei.


Inoltre, dato che anche lei tiene un blog (sebbene non inerente i DCA), le ho suggerito di raccogliere la sfida del “Beauty Message Challenge” e di fare altrettanto. Lola è bellissima, e sta programmando il suo matrimonio (si sposerà alla fine di Novembre!) perciò questo biglietto lo meritava proprio tutto.

Quarto giorno

Ho dato un bigliettino ad un’infermiera, Mariagrazia, che lavora nel reparto dove io sto facendo tirocinio. Un bigliettino che dice quello che volevo dirle – ma che non sono mai riuscita a dirle. Che cosa ci ho scritto dentro? Che è bellissima perché è stata la prima persona che mi ha dato una mano quando mi aggiravo insicura per le corsie, mi ha sempre supportata ed aiutata in tutto quello che ho dovuto fare ai pazienti, è sempre stata gentilissima e molto paziente con me, quasi come una mamma. Non sono riuscita a descrivere solo con le parole la bellezza di Mariagrazia, ma spero che lei abbia recepito comunque il messaggio.



Quinto giorno

Anche oggi ho pubblicato su Twitter una frase: “Don't know what's beautiful or ugly. There's something ugly in everyone of us. Beauty exists in the soul of a person...”, di nuovo una citazione dell’altro membro delle t.A.T.u., Yulia.

Ho dato inoltre uno speciale bigliettino a C., una ragazza che è ricoverata nel reparto in cui sto facendo tirocinio. E, per sicurezza, ci ho scritto dentro: “Sei bellissima C., volevo proprio dirtelo! Un biglietto speciale per una ragazza speciale”. Mi ha detto che metterà questo biglietto nel suo diario quando verrà dimessa e tornerà a casa. Per ora l’ha messo sul comodino.



Sesto giorno

Ho mandato un’e-mail alla mia amica Ellie per dirle quant’è bella e spiegarle nei dettagli il perchè. Oh, insomma, chi non vorrebbe ricevere una e-mail che abbia come oggetto “You are beautiful!” alle 7.30 del mattino? Ellie è una delle mie amiche più care, ed è bella fuori e soprattutto dentro.

Settimo Giorno

Ho mandato un SMS alla mia dietista. Le ho detto quant’è bella e quanto sono stata fortunata ad averla incontrata nel mio percorso di lotta contro l’anoressia. Lei, col suo lavoro, sta aiutando un sacco di ragazze che combattono contro i DCA, quindi è bene che sappia quant’è bella!

Ottavo giorno

Ho dato un biglietto speciale a una delle mie allieve del corso di karate, Tina. Ci ho scritto quant’è forte e, ovviamente, bellissima. Quando l’ha letto è scoppiata a piangere. Cos’ha fatto dopo? Mi ha abbracciata e mi ha detto: “Bè, anch’io volevo dirti che sei bellissima! Te lo dico sempre!”, il che mi ha davvero strappato il primo sorriso assolutamente sincero della giornata.



Nono giorno

Ho mandato un messaggio alla mia amica Carla, che purtroppo abita lontano e che posso vedere solo di rado, spigandole del “Beauty Message Challenge” e dicendole perché penso che sia bellissima. Accetterà la sfida, e dirà a se stessa che è bellissima per i prossimi 10 giorni? Non lo so… ma spero proprio di sì, perché è veramente bellissima.

Decimo giorno


Il decimo giorno è oggi – l’ultimo giorno del “Beauty Message Challenge”. Ho messo un bigliettino nella mia borsa: passando dall’ufficio postale, lo spedirò a Simy. Avrei dovuto farlo prima affinché la missiva le arrivasse oggi, ma purtroppo non ho avuto modo…

In ogni caso, oggi voglio dire a TE che sei bellissima. Proprio a TE. È la verità. Tu che leggi questo blog, tieni le mie parole nel tuo cuore, e combatti contro l’anoressia giorno dopo giorno affrontando tutte le sfide che la vita ti mette davanti – c’è un sacco di bellezza in questo.

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C’è anche una cosa che ho scoperto durante questi 10 giorni di “Beauty Message Challenge”: le donne cui ho rivolto i miei messaggi s’imbarazzavano quando ho detto loro che sono bellissime, e si sono imbarazzate ancora di più quando ho cominciato a spiegargli il perché. Alcune sono arrossite, altre mi hanno interrotto per la sorpresa, altre si sono messe a piangere. In che razza di mondo viviamo, se le donne debbono avere reazioni del genere quando qualcuno le dice la VERITA’, e cioè che sono bellssime??!

Mi sono inoltre accorta che nel dire alle varie ragazze che sono bellissime (e perché) in tanti modi differenti, anche io mi sono emozionata. Ho detto loro quello che pensavo con sincerità, e mi sono accorta che dovrei dirglielo molto più spesso, perché non è vero che le parole esautorano i sentimenti, anzi, quando pensi qualcosa di bello di una persona devi dirglielo forte e chiaro, e poi pure ripeterglielo spesso. Perché la gente dimentica.

Una delle mie frasi positive preferite, che non a caso potete leggere anche nella colonnina di destra di questo blog, recita: “Beauty is not a state of body. It’s a state of mind”. Questo me lo ripeto e me lo scrivo spesso. Adoro questa frase positiva. E la sapete una cosa, ragazze? Anche il vostro corpo è bellissimo, esattamente per come è adesso.

E adesso, non arrabbiatevi con me per ciò che ho appena scritto. Accettate il fatto che siete bellissime. Accettate il fatto che io pensi che siete tutte bellissime. E la sapete un’altra cosa? Anch’io sono bellissima. ^^”

sabato 11 settembre 2010

Iniziativa: Beauty Message Challenge

Ho deciso di partecipare al “Beauty Message Challenge”, e spero che farete altrettanto anche voi, perché mi sembra un’ottima idea per combattere le bugie che l’anoressia ci racconta!

Di che si tratta? Fate click QUI per scoprirlo.

Dunque, questo è proprio ciò che ho intenzione di fare a partire da oggi. E quindi, ecco cosa farò per la mia sfida personale:

1 – Ogni giorno, per i prossimi 10 giorni (partendo oggi), dirò a una delle donne importanti nella mia vita quotidiana che è bellissima, e le dirò il perché. Progetto di farlo in molti modi differenti, a seconda della donna in questione – tramite e-mail, per telefono, con dei bigliettini, di persona, etc…

2 – Cercherò inoltre d’impegnarmi a raggiungere il principale obiettivo del “Beauty Message Challenge”, ripetendo ogni giorno a me stessa che sono bellissima, senza ascoltare quello che invece mi suggerirebbe l’anoressia.

3 – Scriverò un post speciale per tutte le lettrici di questo blog in data 20 Settembre. In questo post racconterò per filo e per segno com’è andata questa esperienza, condividerò i miei “messaggi di bellezza” con tutte voi e, insomma, vi dirò un po’ come la penso al riguardo.

Utilizzate anche voi quest’ulteriore arma di lotta contro l’anoressia ripetendovi ogni giorno che siete bellissime, nei prossimi giorni, okay?!

lunedì 6 settembre 2010

Domanda #16: Trovare amore per noi stesse

La domanda cui rispondo oggi è tratta da un’e-mail che mi ha scritto Emanuela. Vorrei condividere le sue parole e la mia risposta con tutte voi, nella speranza che possano esservi d’aiuto.

Emanuela mi ha scritto, in sintesi:

“Leggendo i tuoi post, sembra davvero che scegliere la strada del ricovero valga la pena. So che il processo di ricovero dall’anoressia è un qualcosa che si verifica gradualmente, ma come si può scegliere la strada del ricovero quando non si ha amore per se stesse, quando si è abbandonato l’amore necessario per salvare se stesse? Bisogna trarre il coraggio necessario dalle persone che ci stanno intorno e che ci vogliono bene? È possibile odiarsi più di quanto già non facciamo nel momento in cui scegliamo un DCA? I tuoi post mi hanno davvero dato molto da pensare rispetto al mio vissuto. E ti ringrazio per essere riuscita a parlare di quest’orrore silenzioso. Spero che un giorno tutte noi potremo guardare all’anoressia come a una nemica da cui dobbiamo difenderci, e non come un qualcosa per cui avere vergogna di noi stesse. Forse, quando avremo acquisito questa consapevolezza, sarà più facile chiedere aiuto e conseguentemente combattere”.

Emanuela, credimi, non sai quanto spero che un giorno i DCA non vengano più considerai dalla società un marchio d’infamia, un qualcosa di cui dobbiamo vergognarci. E spero altrettanto che tutte le ragazze che ne sono attualmente prigioniere possano trovare quanto prima la forza e il coraggio necessari per chiedere aiuto. Rompere il silenzio è certamente un primo passo nella giusta direzione. Tutte noi abbiamo una voce e possiamo usarla se decidiamo di farlo. Non è facile, ma la prima parola è sempre la più ardua: dopo, diventerà più semplice ad ogni parola pronunciata.

Innanzitutto, comunque, lascia che te lo dica: scegliere la strada del ricovero VALE LA PENA. Talvolta la decisione d’intraprendere la strada del ricovero è repentina e illuminante, altre volte è un lento processo di realizzazione. Talvolta è un momento “A-ha!”, altre volte ti rendi conto che è successo, che hai intrapreso la strada senza neanche rendertene conto. Ma, per venire alla tua domanda – Come si può scegliere la strada del ricovero quando non si ha amore per se stesse? Bè, si può cominciare cercando di capire quello che si può fare per volere bene a noi stesse. Dimentica il ricovero per un momento, e focalizzati su te stessa.

Innanzitutto, è importante circondarsi di rinforzi positivi. Attaccare nella propria stanza frasi positive, mettersi davanti allo specchio e ripetersi frasi incoraggianti, e così via. Non importa se in quelle parole non ci credi. Chiaro? Non importa. Fallo comunque. Circonda te stessa con qualsiasi cosa possa spingerti verso la strada del ricovero. Continua a ripetere quelle parole tipo mantra. Obbligati a crederci. E vedrai che, un giorno, ti accorgerai che non c’è più bisogno di nessuna costrizione… perché ti renderai conto da sola che quelle parole corrispondono a nient’altro che alla verità.

All’inizio tutto questo ti farà sentire un po’ scema, me ne rendo conto. Ma è comunque… necessario. Ho attaccato all’armadio della mia camera un Post-It con su scritto: “I like myself”. Ogni mattina, quando mi sveglio ed apro gli occhi, leggo “I like myself”. E’ il mio armadio che mi dice che devo cercare di apprezzarmi per quello che sono. Sono io che mi dico che devo cercare di apprezzarmi per quello che sono. E non devo più odiarmi, Emanuela. E non lo stacco, quel Post-It. Perché ho ancora bisogno di leggere quel messaggio.

Prova a fare qualcosa del genere. Attacca un foglietto sul tuo specchio in modo che ogni mattina, quando lo guardi, leggi qualcosa di positivo. Qualcosa che ti dice che devi piacerti per come sei, perché non c’è niente di meglio al mondo. Che devi amarti per come sei. Che stai andando bene. Potrebbe non essere vero. Potresti non piacerti o non amarti in prima battuta, ma a forza di leggerle quelle parole ti scivoleranno dentro. Lascia che questo succeda.

Pensi che non sia vero?, che non sia possibile? Bene, prova a vedere la cosa dall’altra parte, allora. Se tu ti senti ripetere più volte ogni giorno della tua vita: “Sei brutta” o “Sei stupida”, prima o poi comincerai a credere che sia vero, non è così? Okay, se tu ti sentirai ripetere più volte ogni giorno della tua vita: “Sei una persona che vale” e “Sei una persona che merita affetto”, comincerai a credere che anche questo sia vero. Ganzo, no?! Fai inversione di marcia. Se all’inizio ti viene da sorridere per la stupidità del messaggio… bè, è già un primo passo: per lo meno adesso stai sorridendo.

E, tra l’altro, sì, puoi trarre il coraggio necessario dalle persone che ti stanno accanto e che ti vogliono bene ma, in ultima analisi, il coraggio che ti deriva dagli altri deve incentivare il tuo proprio coraggio. Si può fare qualcosa per gli altri per un po’ di tempo, ma se non c’è una motivazione forte sottostante che viene da noi stesse, non durerà a lungo. Sei tu la prima che deve decidere cosa vuole per se stessa e darsi da fare per ottenerlo. Il coraggio di base dev’essere il tuo, non è sufficiente un rimpiazzo. Però, il supporto degli altri indubbiamente aiuta.
Pertanto, cerca di circondarti di persone che ti vogliano bene e siano disposte ad aiutarti. Il supporto è vitale. Lascia che loro siano il tuo salvagente, e stringi la loro mano quando le acque si fanno particolarmente agitate, in maniera tale che ti aiutino a non affondare e a ricominciare a nuotare nella giusta direzione. Col tempo, poi, ti accorgerai che avrai acquisito forze abbastanza per poter passare incolume la tempesta anche da sola.
Una mano testa non va mai allontanata. Ricorda soltanto che l’obiettivo finale è quello di aiutarti ad aiutare te stessa.

Rispondendo all’altra tua domanda, è sempre possibile odiarsi di più. Ma è anche sempre possibile amarsi di più. Non scegliere il lato sbagliato del muro. La scelta di per sé è un qualcosa di semplice. È il seguirla che diventa difficile, ma tu devi comunque continuare a credere che ce a puoi fare. Non puoi mollare con te stessa – anche se in questo momento questa Te Stessa non ti piace.

Spero di averti fornito qualche elemento in più su cui riflettere. Lo so che, per come l’ho messa giù, sembra tutto molto semplice… ma so anche che non lo è affatto. E non potrò mai dire che lo sia. Ma ricordati sempre: le cose più semplici sono sempre le cose migliori che possiamo fare per noi stesse. Perciò, non trovarti più scuse: oggi è il giorno perfetto per iniziare a combattere.

Tutto il mio amore,

Veggie

martedì 27 luglio 2010

Un messaggio positivo

Sono veramente convinta che leggere parole positive serva a rinsaldare l’autostima, e questo vale per chiunque e per qualsiasi cosa. A maggior ragione per le ragazze con disturbi alimentari.

Perciò, ecco quello che ho fatto ieri. Causa turno di guardia, sono dovuta rimanere in ospedale tutto il giorno. Dunque ad un certo punto, durante la pausa-pranzo, è stato necessario che usassi il gabinetto di facoltà. Ed ho avuto l’idea di lasciare attaccato al porta-salviette vicino al lavandino un Post-It su cui ho scritto: “Non importa come si colpisce, ma come si reagisce ai colpi della vita!!”, a cui ho aggiunto ovviamente l’URL di questo blog.


(click sull'immagine per ingrandire)














Ho deciso che, da oggi in poi, quando esco di casa metterò sempre in borsa un pacchetto di Post-It, nel caso possa trovarmi da qualche parte in cui poter lasciare un messaggio positivo per chiunque possa trovarlo. Chissà, forse qualcuna leggerà il Post-It che ho lasciato nel bagno della facoltà, e le strapperà un sorriso.

Tutte – con disturbi alimentari o meno – abbiamo bisogno di messaggi positivi per illuminarci la giornata…

P.S.= In Agosto l'Internet Point che abitualmente uso per andare su Internet sarà chiuso per ferie... Non so se, quando e con quale frequenza riuscirò a postare... Cercherò comunque di farlo ogni qualvolta mi sarà possibile, promesso!

venerdì 6 novembre 2009

Twitter!

Dunque, ragazze… so che probabilmente penserete “meglio tardi che mai!”, ma è da pochissimo che ho scoperto questo Social Network chiamato Twitter.

Immagino che la maggior parte di voi sappia perfettamente di cosa si tratta, per quelle che ancora non lo sanno (e per quelle che, come me, l’hanno scoperto da poco), invece, una rapida spiegazione: Twitter è una sorta di microblog che fornisce a tutti gli utenti una pagina personale aggiornabile tramite messaggi che abbiano una lunghezza massima di 140 caratteri. Sì, un po’ come gli SMS, infatti gli aggiornamenti possono essere fatti sia tramite il sito, sia per mezzo del cellulare.
I messaggi che vengono di volta in volta scritti sono aggiornati immediatamente nell’account, e vengono direttamente comunicati e quindi possono essere letti da tutti gli utenti che si sono registrati per riceverli.

Quando l’ho scoperto, ho pensato subito che fosse un’idea geniale! E così, ieri ho aperto un account su Twitter che potete trovare QUI.

Cos’ho in mente? Voglio usare la mia pagina di Twitter per pubblicare, ogni giorno, una frase positiva che possa darvi (darci) una mano nel percorrere la strada del ricovero dall’anoressia.

Quella che ho scritto oggi e che potete già trovare lì sul mio account Twitter, per esempio, è:
“Inside the loop there’s always to find the way to get outside” (t.A.T.u.)

Quindi, se vi va, potete aprire un account su Twitter, (o usare il vostro account su Twitter, se già ne avete uno) e potete registrarvi alla mia pagina semplicemente cliccando sul tasto “Follow” che c’è sotto il mio avatar. In questo modo, iscrivendovi al mio account, ogni volta che accederete a Twitter, troverete le mie frasi positive sulla vostra home page, e avrete un ulteriore rinforzo positivo per continuare a portare avanti la nostra comune battaglia contro l’anoressia.

Che ne dite, vi piace l’idea?

Seguitemi anche su Twitter, allora… vi aspetto numerose!

venerdì 26 dicembre 2008

Mantenere la positività

Buonasera ragazze…

Com’è andato il vostro Natale??

Spero che ieri sia stato per voi un giorno, se non proprio sereno, almeno quanto meno ansiogeno possibile…

Spero che abbiate avuto modo di scrivervi una letterina o anche solo qualche frase positiva d’incoraggiamento… Personalmente, per cercare in passare quanto più possibile “indenne” la giornata natalizia, mi sono presa un foglietto colorato e mi sono scritta sopra l’indirizzo dei questo blog – per ricordare a me stessa che anche questo è un posto dove posso combattere e cercare di mantenere una mentalità positiva e propositiva – e poi la frase “Sei come sei… e non c’è niente di meglio al mondo!!”.















L’ho ripiegato e l’ho messo nella tasca dei pantaloni. E ogni qualvolta mi sono sentita sul punto di cedere, sul punto di restringere, l’ho tirato fuori rapidamente e l’ho letto. Può sembrare una sciocchezza, ma è riuscito a darmi forza.

E allora, ho pensato: perché solo a Natale?

Penso che circondarci di qualcosa di supportivo che possa aiutarci nel percorrere la strada del ricovero sia estremamente utile e benefico non soltanto nel giorno di Natale, ma anche in ogni qualsiasi altro giorno. Ricordare l’obiettivo è fondamentale, e per tenerlo bene a mente non c’è niente di meglio che un costante rinforzo positivo. Così anche oggi ho tenuto il bigliettino nella tasca dei pantaloni, ed ogni tanto l’ho tirato fuori e l’ho letto. E credo che lo farò anche domani. E dopodomani. E così via. E magari ne farò uno anche per le tasche di un paio di jeans, e per quelle del bomber, e persino per quelle della vestaglia…

Perciò, ecco quello che voglio proporvi. Circondatevi di messaggi positivi. Scrivetevi dei brevi pensieri, o anche solo delle frasi positive, e mettetele nelle tasche dei vostri jeans, o dei vostri cappotti, o nel vostro borsellino… fate in modo di averle con coi ovunque andiate e qualsiasi cosa abbiate da fare. E quando sentite che state per mollare, tiratele fuori e leggetele. Non c’è niente di meglio delle parole giuste al momento giusto. E che siano le parole giuste non ci sono dubbi, visto che sono le vostre parole. Quindi, quando leggerete quelle frasi, credeteci fino in fondo. È la parte di voi che sta percorrendo la strada della luce che le ha scritte. Perciò, contengono assolutamente la verità.

P.S.= Ricordatevi che il 5 Gennaio ci sarà il nuovo appuntamento con "A voi la parola"... Sono qua in attesa delle vostre parole... Spero che vogliate condividerle con me...

mercoledì 17 settembre 2008

Messaggi positivi

Il paesetto in cui abito è attraversato da un fiume, che è costeggiato su entrambe le sponde da due viali alberati dove la gente va spesso a fare passeggiate o a fare jogging. In effetti questi due viali sono bellissimi, soprattutto adesso che arriva l'autunno, quando un letto di foglie gialle-arancio-rosse ricopre la strada. Vado spesso a passeggiare lungo il viale che si trova dalla “mia” sponda del fiume, perciò mi capita sempre di vedere persone (soprattutto ragazze e donne) che vengono a fare jogging qui, quindi mi è sembrato un buon posto per condividere alcune note positive…

Ieri pomeriggio, dunque, sono andata a fare una passeggiata lungo l’argine portandomi dietro un Post-It su cui avevo già scritto qualcosa, ovvero: “La bellezza non è quella che si vede, è quella che si sente: sei come sei, e non c’è niente di meglio al mondo”. A cui ho aggiunto l’indirizzo di questo mio blog.
Ho attaccato questo Post-It su un albero con una piccola puntina (era davvero molto piccola e non credo che l’albero abbia sentito male), e poi ho continuato la mia passeggiata.


























Quando sono tornata indietro, ho visto che c’era una ragazza in tenuta da jogging che stava correndo in direzione opposta alla mia e che di lì a poco sarebbe passata davanti a quell’albero.

Sono tornata a casa sentendomi bene.
 
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