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mercoledì 10 febbraio 2010
Scusate Superchick!
ATTENZIONE!: POST MOLTO IRONICO.
ATTENTION!: VERY IRONIC POST.
ATTENTION!: POST TRèS IRONIQUE.
ВНИМАНИЕ!: “POST” (-ПOCTь-) ОЧЕНЬ ИРОНИЧЕСКИЙ.
(chiunque conoscesse altre lingue è caldamente pregata di fornire traduzione... ^___^)
Allora, ecco il punto. C’è questa band che si chiama Superchick, che ha scritto, tra le altre, una canzone – appartenente all’album “Beauty from pain” – che io trovo bellissima: “Courage”.
Il soggetto di questa canzone è indubbiamente l’anoressia e, anche se non sono riuscita a capire bene il perché, le ragazze che si definiscono “pro-ana” l’hanno adottata come una sorta di loro “inno nazionale”. Su YouTube, infatti, ci sono centinaia di video “pro-ana/thinspo” che utilizzano questa canzone come colonna sonora. Questo, secondo me, è semplicemente assurdo e insensato.
A parte il fatto che non posso fare a meno di chiedermi come si sentiranno i Superchick se sono venuti al corrente di questa notizia…
Ad ogni modo, sebbene le ragazze che si dicono “pro-ana” abbiano dissacrato in ogni modo questa meravigliosa canzone, io credo che, viceversa, questo sia un pezzo che si limita a dare una descrizione di quella che è la vita quotidiana con l’anoressia, nonché una serie d’incoraggiamenti ad abbandonare questo vicolo cieco per unirsi alle persone che già vi stanno lottando contro, al fine d’intraprendere la strada della luce. Tutto il contrario della "linea di pensiero pro-ana", insomma...
Ve ne riporto alcuni stralci, tanto per farvi capire quello che intendo dire…
“…I don't know the first time I felt unbeautiful / The day I chose not to eat / What I do know is how I've changed my life forever / I know I should know better…”
“…Non so quand’è stata la prima volta in cui mi sono sentita male con me stessa / Il giorno in cui ho deciso d’iniziare a restringere / Quel che so adesso è che ciò ha cambiato per sempre la mia vita / e mi rendo conto che avrei dovuto saperlo meglio…”
E non è forse così? S’inizia quando non ci si sente più a nostro agio con noi stesse. E si continua. E quando ci si rende conto di tutto quello che abbiamo distrutto, ci si chiede come abbiamo fatto a non rendercene conto fin dall’inizio. Questo non è quello che le ragazze “pro-ana” tanto decantano come “delirio d’onnipotenza”… questo è semplicemente delirio d’impotenza.
“…There are days when I'm OK / And for a moment, for a moment I find hope / But there are days when I'm not OK / And I need your help / So I'm letting go…”
“…Ci sono giorni in cui mi sento OK / e per un momento, per un momento trovo la speranza / Ma ci sono giorni in cui non mi sento affatto OK / e ho bisogno del vostro aiuto / per non lasciarmi andare…”
Non è così per tutte la strada del ricovero? Ci sono giorni in cui si sta meglio, giorni in cui camminare per questa via sembra più semplice, giorni in cui ci sembra di riuscire a vedere la luce, e altri giorni in cui ci sentiamo nuovamente risucchiate dalle tenebre dell’anoressia. Ed è proprio in questi momenti che, come dice la canzone, dobbiamo sostenerci a vicenda… per non lasciarci andare.
“…You should know you're not on your own / These secrets are walls that keep us alone / I don't know when but I know now / Together we'll make it through somehow…”
“…Devi sapere che non sei sola / Questi segreti sono mura che ci isolano lasciandoci da sole / Io non so quando, ma lo so con certezza / Insieme possiamo andare avanti in un modo o nell’altro…”
E queste sono le parole che vorrei rivolgere a tutte voi, ragazze. Non siete sole. Io sono qui. Noi tutte siamo qui. Forse non sarà oggi, nè domani, nè tra un anno… ma possiamo continuare a camminare. E, insieme, possiamo farcela.
“…I need you to know / I'm not through the night / Some days I'm still fighting to walk towards the light / I need you to know / That we'll be OK / Together we can make it through another day…”
“…Voglio che voi sappiate / che non sto più nelle tenebre / ogni giorno combatto per camminare verso la luce / Voglio che voi sappiate / che andrà tutto bene / Insieme possiamo andare avanti almeno per un altro giorno…”
Che sono le parole che auguro a tutte di riuscire a pronunciare, prima o poi. Sì, ragazze, insieme possiamo riuscire ad andare avanti almeno per un altro giorno. E per un altro ancora. E per tutti quelli a venire.
Questa, in conclusione, non mi sembra per niente una canzone “pro-ana”! E se queste ragazze la vedono come tale… bè, Sucperchick, vi chiedo scusa anche a nome loro… del resto, è noto che la malnutrizione altera i circuiti neuronali causa carenza di serotonina, quindi… SCUSATE!!
Del resto, ci vuole un ENORME “COURAGE” per intraprendere la strada del ricovero e continuare a percorrerla giorno dopo giorno… perciò, questa canzone non può in alcun modo essere “pro-ana”! ^___^
ATTENTION!: VERY IRONIC POST.
ATTENTION!: POST TRèS IRONIQUE.
ВНИМАНИЕ!: “POST” (-ПOCTь-) ОЧЕНЬ ИРОНИЧЕСКИЙ.
(chiunque conoscesse altre lingue è caldamente pregata di fornire traduzione... ^___^)
Allora, ecco il punto. C’è questa band che si chiama Superchick, che ha scritto, tra le altre, una canzone – appartenente all’album “Beauty from pain” – che io trovo bellissima: “Courage”.
Il soggetto di questa canzone è indubbiamente l’anoressia e, anche se non sono riuscita a capire bene il perché, le ragazze che si definiscono “pro-ana” l’hanno adottata come una sorta di loro “inno nazionale”. Su YouTube, infatti, ci sono centinaia di video “pro-ana/thinspo” che utilizzano questa canzone come colonna sonora. Questo, secondo me, è semplicemente assurdo e insensato.
A parte il fatto che non posso fare a meno di chiedermi come si sentiranno i Superchick se sono venuti al corrente di questa notizia…
Ad ogni modo, sebbene le ragazze che si dicono “pro-ana” abbiano dissacrato in ogni modo questa meravigliosa canzone, io credo che, viceversa, questo sia un pezzo che si limita a dare una descrizione di quella che è la vita quotidiana con l’anoressia, nonché una serie d’incoraggiamenti ad abbandonare questo vicolo cieco per unirsi alle persone che già vi stanno lottando contro, al fine d’intraprendere la strada della luce. Tutto il contrario della "linea di pensiero pro-ana", insomma...
Ve ne riporto alcuni stralci, tanto per farvi capire quello che intendo dire…
“…I don't know the first time I felt unbeautiful / The day I chose not to eat / What I do know is how I've changed my life forever / I know I should know better…”
“…Non so quand’è stata la prima volta in cui mi sono sentita male con me stessa / Il giorno in cui ho deciso d’iniziare a restringere / Quel che so adesso è che ciò ha cambiato per sempre la mia vita / e mi rendo conto che avrei dovuto saperlo meglio…”
E non è forse così? S’inizia quando non ci si sente più a nostro agio con noi stesse. E si continua. E quando ci si rende conto di tutto quello che abbiamo distrutto, ci si chiede come abbiamo fatto a non rendercene conto fin dall’inizio. Questo non è quello che le ragazze “pro-ana” tanto decantano come “delirio d’onnipotenza”… questo è semplicemente delirio d’impotenza.
“…There are days when I'm OK / And for a moment, for a moment I find hope / But there are days when I'm not OK / And I need your help / So I'm letting go…”
“…Ci sono giorni in cui mi sento OK / e per un momento, per un momento trovo la speranza / Ma ci sono giorni in cui non mi sento affatto OK / e ho bisogno del vostro aiuto / per non lasciarmi andare…”
Non è così per tutte la strada del ricovero? Ci sono giorni in cui si sta meglio, giorni in cui camminare per questa via sembra più semplice, giorni in cui ci sembra di riuscire a vedere la luce, e altri giorni in cui ci sentiamo nuovamente risucchiate dalle tenebre dell’anoressia. Ed è proprio in questi momenti che, come dice la canzone, dobbiamo sostenerci a vicenda… per non lasciarci andare.
“…You should know you're not on your own / These secrets are walls that keep us alone / I don't know when but I know now / Together we'll make it through somehow…”
“…Devi sapere che non sei sola / Questi segreti sono mura che ci isolano lasciandoci da sole / Io non so quando, ma lo so con certezza / Insieme possiamo andare avanti in un modo o nell’altro…”
E queste sono le parole che vorrei rivolgere a tutte voi, ragazze. Non siete sole. Io sono qui. Noi tutte siamo qui. Forse non sarà oggi, nè domani, nè tra un anno… ma possiamo continuare a camminare. E, insieme, possiamo farcela.
“…I need you to know / I'm not through the night / Some days I'm still fighting to walk towards the light / I need you to know / That we'll be OK / Together we can make it through another day…”
“…Voglio che voi sappiate / che non sto più nelle tenebre / ogni giorno combatto per camminare verso la luce / Voglio che voi sappiate / che andrà tutto bene / Insieme possiamo andare avanti almeno per un altro giorno…”
Che sono le parole che auguro a tutte di riuscire a pronunciare, prima o poi. Sì, ragazze, insieme possiamo riuscire ad andare avanti almeno per un altro giorno. E per un altro ancora. E per tutti quelli a venire.
Questa, in conclusione, non mi sembra per niente una canzone “pro-ana”! E se queste ragazze la vedono come tale… bè, Sucperchick, vi chiedo scusa anche a nome loro… del resto, è noto che la malnutrizione altera i circuiti neuronali causa carenza di serotonina, quindi… SCUSATE!!
Del resto, ci vuole un ENORME “COURAGE” per intraprendere la strada del ricovero e continuare a percorrerla giorno dopo giorno… perciò, questa canzone non può in alcun modo essere “pro-ana”! ^___^
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