Come gli alchimisti trasformavano il ferro in oro… voi potete trasformare l’oscurità in luce. Siete tutte benvenute.

lunedì 7 febbraio 2011

Vivere nella soluzione

Ieri sera guardavo in TV un programma in cui una ragazza in terapia per alcoolismo raccontava la sua storia e l’importanza dell’auto-aiuto e del supporto reciproco trovato negli Alcoolisti Anonimi. Sebbene possa quotare in pieno l’importanza del mutuo aiuto e del sostegno tra persone che si trovano a dover affrontare uno stesso problema – se non la pensassi così, questo blog non sarebbe mai nato! – è stata un’altra la frase pronunciata da questa ragazza che ha attirato la mia attenzione:
“Non c’è cura per l’alcoolismo” ha detto “ma c’è una soluzione. Ed è quella di rimanere sobri”.

E’ veramente raro trovare una combinazione di realismo e speranza in una vasta esposizione riguardo le dipendenze, ma questa frase ha rispecchiato perfettamente il mio punto di vista in merito alla strada del ricovero dall’anoressia: non c’è una cura, ma c’è una soluzione. E la soluzione è continuare a nutrirmi seguendo il “regime alimentare” che mi ha assegnato la mia dietista, mantenendo così un peso adeguato (e per “peso adeguato” intendo dire “peso fisiologico”, lasciando un attimo da parte tutti i discorsi inerenti il BMI), evitando di restringere l’alimentazione, e cercando aiuto nel momento in cui sento che sto per avere una ricaduta.

L’altra verità è che la soluzione all’alcolismo, a un DCA, o ad una qualsiasi altra forma di dipendenza, non è come la soluzione di un problema di matematica. Quando risolvi un problema di matematica, identifichi i dati utili, applichi la formula predefinita, e quello che esce è il risultato. La Risposta. Puoi aver risolto il problema correttamente o puoi aver fatto un errore di calcolo che porta il risultato a sballare, ma in ogni caso puoi procedere all’esercizio successivo. Viceversa, la soluzione all’anoressia e ai vissuti ad essa connessi, non è un qualcosa che si può trovare applicando una qualche procedura o prendendo un qualche farmaco specifico. Siamo noi stesse che ogni giorno dobbiamo elaborare una procedura che ci permetta di andare avanti, un giorno dopo l’altro, per il resto della nostra vita. Ed è una sfida difficile da affrontare. Veramente difficile. Così difficile che la scelta di una singola soluzione sembra semplicemente ridicola. Ma quando si affronta un percorso di ricovero dall’anoressia, ci sono milioni e milioni di soluzione, soluzioni che bisogna scovare e scegliere giorno dopo giorno.

Sinceramente? Quando andavo alle scuole superiori, la mia materia preferita è sempre stata la matematica. ^__^”

Per la maggior parte della gente che non ha vissuto sulla propria pelle una dipendenza, la “soluzione” appare ovvia: Non vuoi più essere tossicodipendente? Smettila di farti le pere! Non vuoi più essere depressa? Smettila di essere triste! Non vuoi più essere anoressica? Smettila di restringere l’alimentazione! Non vuoi più essere bulimica? Smettila di vomitare! Non vuoi più avere binge? Smettila di abbuffarti! Esteriorità e superfici. Quante di voi si sono sentite dire frasi del genere? Per anni ed anni ho sentito gente che mi diceva che se volevo guarire dall’anoressia dovevo semplicemente mangiare e riprendere peso. In un certo senso, poteva pure avere la sua parte di ragione, perché è ovvio che quando pesavo XX chili ero sul filo di un rasoio per quanto inerente la salute. Ma, alle persone che dicono cose del genere, io vorrei fare una domanda: Mangiare di più e recuperare il normopeso fa davvero stare meglio sotto ogni punto di vista e guarisce dall’anoressia? Secondo me, la “soluzione” non sta nel mangiare adeguatamente raggiungendo un peso decente, la “soluzione” sta nel capire cosa ci ha portato all’anoressia e di cosa abbiamo bisogno veramente per stare meglio con noi stesse e continuare a nutrirci anche quando è l’ultima cosa che vorremo fare. Trovare la “soluzione” non significa non avere più il desiderio di perdere peso di nuovo, o approcciarsi con gusto ad un pasto. Significa piuttosto riuscire ad approcciarsi al pasto.

Mi piacerebbe da pazzi che ci fosse una medicina in grado di guarire dall’anoressia, ma purtroppo non esiste. Perciò dobbiamo essere noi stesse la nostra medicina. Ci sono tante cose che ancora non sappiamo del nostro percorso di ricovero. Ma fintanto che giorno dopo giorno riusciamo a trovare una soluzione, possiamo continuare ad andare avanti lavorando su noi stesse.

28 commenti:

dony ha detto...

Il lavoro su me stessa al momento è sospeso, richiede molte energie e preferisco dedicarle ad altro, in senso costruttivo, naturalmente...ma non ho proprio nessuna voglia di avere troppo a che fare con me!
Sto lavorando piu' che altro sull'alimentazione, a piccoli gradi...
Certo, non è una soluzione, ma un compromesso...
Pero' in fondo si puo' vivere anche di quelli...
Quanto alla faciloneria della gente, non riesco neanche piu' a sconvolgermi, tanto mi ci sto abituando...
Un abbraccio Veggie!
Dony

Ester* ha detto...

veggie ogni volta che leggo un tuo post mi metto a riflettere su cio che scrivi e sono perle davvero!! cioè hai ragione, uscire da una dipendenza non è come uscire di casa, e la gente fino a che non c'è dentro non lo sa.. le persone pensano di essere forti, di poter resistere ma non è questa la realtà, tutti siamo dei deboli non chi meno ne chi piu..
e la verità è che la nostra dipendenza è da astinenza e dire vuoi guarire dall anoressia? allora magna normalmente, persino i miei sono arrivati a dirmi ciò.. l unica medicina siamo noi, dobbiamo tirar fuori le palle per esprimere il dolore dentro di noi..la medicina è la comunicazione.

Wolfie ha detto...

Mi hanno fatta rabbrividire le parole di quella ragazza ex alcolista, perché ho pensato che potrebbero essere le mie riguardo la bulimia. Adesso è un po’ che non mi chiudo in bagno, ma tutte le volte devo lottare con me stessa per non farlo: non è diminuita la voglia, ma è aumentata l’autoconsapevolezza e la volontà di non distruggere il mio corpo e la mia mente ulteriormente.
Anch’io la vorrei una medicina che cancellasse tutto quello che è stato e che disegnasse un lieto fine, ma purtroppo non esiste, sono io l’unica che più scriversi il suo “e vissero tutti felici e contenti”, e posso farlo nel momento in cui non mi arrendo e continuo a… sì, Veggie, proprio come scrivi tu, “vivere nella soluzione”.
Il lavoro su me stessa credo sia un qualcosa che non si esaurirà per tutta la vita, perché ci sarà sempre qualcosa di nuovo che potrò scoprire su di me. E vorrò farlo, perché solo così potrò crescere.

_amery♥ ha detto...

quant'è vero quello che hai scritto...
superficialità e banalità....tutto quello che circonda una persona con un problema...solo nel momento in cui raggiungi il fondo e lo spacchi..forse e dico forse...solo allora la superficialità diventa vera preoccupazione...
troppa gente vive ancora con i prosciutti sugli occhi...quando basterebbe anche solo un poco più di attenzione per migliorare le cose...
scusa lo sfogo...

un abbraccio <3

AlmaCattleya ha detto...

purtroppo la superficialità ci sarà sempre soprattutto da persone che pensano, anche in buona fede, di avere loro la soluzione, ma bisogna specificare che un DCA non è una dieta prolungata o altro, ma un problema della psiche.
A volte poi si pensa a chi ne soffre come uno che voglia solo attirare l'attenzione e in un certo senso è così, ma è più un grido d'aiuto

AlmaCattleya ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Iwillbe ha detto...

Sono convinta come te che per guarire sia necessario trovare le cause della dipendenza, e non nasconderne i sintomi.. Purtroppo come dici è difficile farlo capire a chi non l'ha mai sperimentato..
Per ora, il mio sogno deve restare un po' nel cassetto.. Ma non vuol dire che non lo asseconderò per sempre.. Però il mio cervello mi dice che è ancora troppo presto, ne sono fin troppo consapevole per seguire questa sensazione alla cieca..
Grazie Veggie, un abbraccio, giu

Vele Ivy ha detto...

Già, non ci può essere una cura univoca perché è un problema che viene da dentro e quindi la soluzione deve essere applicata con la forza di volontà. Però è importante sapere che C'E' una soluzione.

Aisling ha detto...

Grazie Veggie, le tue parole e quelle della ragazza in tv mi hanno dato molta speranza, una cosa mi sto ripetendo spesso in queste settimane, una cosa a cui per anni non ho mai creduto: c'è sempre una soluzione, una via d'uscita, solo che a volte siamo così poco lucidi che non la troviamo!
Sto piano piano accettando di mantenere un peso normale, un peso che mi permetta di fare tutte le cose e che faccia funzionare a dovere la mia testa. (le flebo, soprattutto quelle di Esafosfina mi stanno facendo diventare intelligenteeee!^^)
Sento che la mia testa sta cambiando, è un mese che nonostante le mille crisi che per fortuna hanno detto non c'entrano niente con l'epilessia, riesco a non vomitare,grazie anche alla chiusura del bagno, per quanto riguarda l'autolesionismo devono ancora fisicamente fermarmi, non riesco ancora da sola ma arriverò anche a quello!
E quando starò meglio verrò a trovarti naturalmente, questo pensiero mi rallegra un sacco!!!!!
Continuiamo a lottare insieme e a tenerci per mano, significa molto per me....
Ti stringo forte!

Anonimo ha detto...

Di quello che dice la gente – per lo più imbecille per antonomasia – non c’è manco da farci specie. Una volta ho chiesto a un po’ di cretini se secondo loro si potesse guarire dall’anoressia. Le risposte più frequenti sono state puttanate del tipo:
- E' difficilissimo, ma possibile... ci sono persone che dopo 10 anni di cura non se ne sentono completamente uscite, anche se sono felici di tornare a mangiare normalmente...da fuori sembra che stiano bene!
- La maggior parte non riesce ad uscirne.. perchè molte pazienti non ammettono neanche di avere questa malattia... ma comunque c'è sempre una percentuale che ce la mette tutta, ma davvero tutta e ce la fa!
- Certo, ma non solo pensando a mangiare e a mettere su peso, ma con una grande forza di volontà e la voglia di uscire fuori da questo tunnel.
- Si può ingrassare ma prima bisogna avere superato lo scoglio mentale che ti fa cadere nell'abisso... e comunque anche una volta guariti resta sempre una traccia di quello che si è passato.
- Certo! basta avere la forza di volontà e delle persone vicine.
- Sì se vai dal medico e ti curi
- Sì... basta che mangi e mangi!
Superfici. Solo superfici. I cretini non vedono che queste, e ci rimbalzano contro. Peggio del muro di gomma.
Solo chi si è fottuto anni di vita con la maledetta anoressia al proprio fianco sa cos’è veramente, come ci si sente, com’è che quella merda si attacca in testa e non si schioda.
Chiunque sia quella ragazza della TV, la stimo. Quello che ha detto è assolutamente valido per tutte le stronze di dipendenze. Anch’io mi sento così: nel mezzo. Non più infognata a palla, ma ancora ben lontana dall’avere la testa sgombra di certi pensieri.
Quello che per tanti anni ho fatto è stato, in effetti, vivere nel problema. Perché credevo che il mio viaggiare in direzione ostinata e contraria me conferisse un marchio speciale di disperazione eroica. Vorrei imparare come si fa a vivere nella soluzione.

Jonny

Giulin@ ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Giulin@ ha detto...

Grazie Veggie,grazie davvero per questo post che è davvero tanto significativo e importante. Complimenti di nuovo perchè stai facendo davero un ottimo lavoro su te stessa secondo me,lo dico sulla base di quel poco che leggo,però mi sembri sempre più matura e consapevole. Avanti così!! :)
Tante volte anche io mi sono sentita dire "ma che ci vuole,basta che riprendi a mangiare!"Magari fosse tutta una questione di cibo e di corpo...
La cura...l'anoressia non è un influenza...ma da essa se ne può uscire COMPLETAMENTE! E ci sono davvero tante soluzioni per arrivare a stre bene...ognuno ha la sua,ma credetemi che c'è!!!
per questo è così importante affidarsi a qualcuno,un terapeuta, che non sia la nostra mente,per far si che questo ci faccia vedere le cose come stanno...il concetto di normalità,che seppur soggettivo non lo abbiamo più da tempo...
Quando ho iniziato a stare meglio? Quando mi sono concessa di vivere le emozioni. Vivere nella soluzione,vivere in quella situazione. bella o brutta che sia. Senza sentire il bisogno di autodistrufefrmi. Perchè paradossalmente è più facile distrugegrsi che iniziare a metetrsi in gioco davvero...perchè la distruzione è l'unico mezzo comunicativo conosciuto da una vita...ma io vi assicuro che ne esiste un altro molto più efficace:la parola. E la preziosità di essa davanti a chi la sa cogliere e chi vi può aiutare. E soprattutto,la preziosità di quando noi riusciamo ad affidarci e farci aiutare. Perchè stando nelle situazioni possiamo lavorarci,capire l'origine storica delle nostre sensazioni...metabolizzarle e infine liberarcene dopo tanto lavoro che vale davvero la pena fare...
Lo dico e lo so,perchè a me qualcuno la vità l'ha salvata.
So che non è semplice,anzi....a volte fa talmente male che vorresti mandare a quel paese tutto...ma è proprio li che bisogna stare nella situazione,perchè quel dolore se non lo senti,se non lo vivi,non puoi mai superarlo...
Forza ragazze!
un abbraccio a tutte,un abbraccio grande a te Veggie <3

Giulin@ ha detto...

X Aisling:

Tesoro...non so se ti ricordi di me...ci eravamo sentite su facebook e io mi ero tanto affezionata a te come tu a me..parlavamo tanto tanto...sono Giulina di Mondosole! ti ricordi? Ora non ho più facebook,mi sono cancellata perchè mi portava via troppo tempo...ma non mi sono mai dimenticata di tutte le ragazze che ho conosicuto e che mi sono rimaste nel cuore...
ti stringo forte e ti mando un bacio grande grande tesoro

Giulina

Mia Wallace ha detto...

Non c'è cura ma c'è una soluzione.
E' vero, è una frase che spiega tutto sulle dipendenze.
Ed è vero anche quando parli della superficialità della gente in merito alle dipendenze. Credo che sia importante non farsi toccare minimamente da questi tipi di affermazioni e andare avanti per la propria strada, facendosi aiutare da chi sa coem trovare una soluzione. Le frasi di circostanza non servono a nessuno, nè a chi le dice, nè a chi le riceve. Ci vogliono fatti e consapevolezza e il coraggio di farsi aiutare.
Probabilmente non si può guarire da certe malattie (anche se in verità mi piace pensare il contrario) ma una soluzione la si trova e il diretto interessato con il suo desiderio di guarire, è il fulcro del successo di qualsiasi terapia.

ShadeOfTheSun ha detto...

quando ero nel pieno dell'anoressia, ero fidanzata con un ragazzo..ex tossicodipendente, 10 anni più grande di me..e non mi sorprende constatare (da quegli anni a oggi) che è stata l'unica persona che mi comprendeva appieno quando gli parlavo di me e di come mi sentivo. Riusciva a "sentire" nel vero senso della parola quello che dicevo. Non è un caso che ci siamo scelti in un periodo difficile per me (visto la "tossicità" di entrambi) e non mi sorprende il fatto che ci siamo lasciati perchè non riusciva ad accettare il fatto che io avevo bisogno di aiuto più di quanto ne dovesse avere lui in quel momento. Il fatto è che entrambi dovevamo essere aiutati, ma se io ero quasi pronta ad accettare una sorta di aiuto, lui no e io non potevo farci niente perchè dovevo pensare a me.Hai visto ieri a Matrix che hanno parlato di anoressia? Come ti è sembrato? Io avrei qualche commento a riguardo.. Un abbraccio forte, Alis_86

Giulin@ ha detto...

Si io l'ho visto tutto ieri sera Matrix....che tristezza e che schifezza di interventi...Oliviero Toscani è da prendere a schiaffi...che nervoso...
Non so qulalcuno l'ha visto,ma oltre a non capirne nulla in materia,è venuto li praticamente a deridere e a prendere in giro le nostre patologie...seduto li sulla sedia ad un certo punto salta su e ridendo fa "chi non vorrebbe essere anoressico? Anche io vorrei perdere qualche chilo! Tutti siamo anoressici secondo me,perchè nessuno vuole essere grasso...chi vuole essere grasso? da una parte hanno ragione le anoressiche! " o una cosa del genere e se la rideva.... tanto che la terapeuta ad un tratto lo ha bloccato dicendo che non le piaceva il modo in cui ne parlava toscani....

La trasmissione NON mi è piaciuta perchè a parte la terapeuta che ci capiva un p di più e il padre di una ragazza malata:
1)La ragazza "guarita" che portava la testimonianza in teoria doveva dare speranza e invece ha concluso dicendo che a volte lei ha dei periodi in cui il mostro prende il sopravvento perchè non si guarisce mai del tutto...
2)arianna david ha detto che a volte le capita di non non stare bene ma sono i suoi figli che le danno forza per andare avanti...
3)i servizi che hanno mnandato in onda hanno dato meno speranza di prima ma anzi,a me un tempo avrebbero fattpo venire pure più voglia di restare nella malattia vedendo tutte quelle ragazze malate e magre che parlavano della patologia (e forse paradossalmente erano più consapevoli loro della gente li in studio)
4)quell'altra che lavora nella moda dice di aver sofferto di disturbi alimentari ma di non essere anoressica perchè non è arrivata a pesi limite...

....poi si è parlato di moda alla fine della trasmissione...

....e in qua e la Toscani (che non c'entrava nulla con l'argomento)che delirava con qualche sparata delle sue...

boh!! O.o

Parlarne così di queste patologie MORTALI...a che serve? sia a livello di conocenza delle patologie ma anche di speranza per chi guarda...che peccato,mi viene una gran rabbia e dispiacere...poi per ribadisco,questo è semplicemente il mio punto di vista...

Giulina

Aisling ha detto...

Giulinaaaaaaaa!!!! Non ero sicura fossi tu, sono contenta di sentirti tesoro, che bello! Mi ero chiesta dove fossi finita, hai fatto bene a toglierti da facebook se ti prendeva troppo tempo, anche se mi manchi proprio tanto, come posso contattarti? Non mi ero segnata la tua e-mail quanto eri su facebook,la mia è scritta lì...
Le tue parole sono sempre piene di speranza e voglia di vivere, quella voglia che mi sta tornando piano piano ed è merito anche tuo!

Ti stringo forte, spero di sentirti presto!

Giulin@ ha detto...

X Aisling

Che bello tesoro che ci siamo ritrovate...la cosa che mi è dispiaciuta di più nel cancellarmi è stata perdere molti dei contatti con cui avevo anche stretto dei legami e soprattutto tu!!!
Che bello parlarti di nuovo :) è bellissimo vedere quanto continui a lottare ogni giorno e mi fa piacere sentire le tue parole così positive seppur stai affrontando tanto dolore...
FORZA COSì TESORO!!!
La mia mail per te e per chiunque volesse scrivermi in privato è giulina.sunpepper@hotmail.it
Ti stringo fortissimo tesoro,ci sentiamo presto!!!!

Giulina

Ellie ha detto...

Post molto interessante, come sempre dopotutto..
Non mi vengono in mente molte cose da dire..solo è tutto vero,soprattutto che le persone si fermano solo a quello che vedono fuori, non pensano che questa sia solo il risultato di qualche cosa...ma in fondo non è neanche colpa loro..è solo che nessuno dice come stanno veramente le cose.
Lo sapevi che a tutti i presidenti degli USA presentavano (e presentano tuttora) un libretto con i problemi nel mondo che ci sono stati nella giornata e devono trovare una soluzione entro un ora da quando si sono alzati?Magari sembra che non abbiano mosso un dito..ma non si può arrivare alla pace in una sola mattinata..no?Come non si può guarire in un momento.

Vorrei ringraziarti per come mi sei stata vicina, nonostante io non abbia mosso un dito per farti capire che leggevo e che apprezzavo il tuo affetto...e mi scuso per questo.Ora pian piano torno (di nuovo) a commentare e a scrivere qualche post magari..
Grazie.
Ti abbraccio,
Ellie.

Allegra ha detto...

Io riporto un passo del meraviglioso post che ha scritto IlFioreDelMale nel suo blog:

"...al contempo non anestetizzare il cuore: il dolore va vissuto fino in fondo, così come la gioia. Le emozioni costruite, con la droga, con l'alcool o con l'autolesionismo, o negate, non portano da nessuna parte, solo il dolore vero ci fa crescere ed apprezzare ancor di più la vera gioia."

Credo non avrei saputo usare parole migliori di queste per un commento a questo post!
Bellissimo come sempre!
Un abbraccio forte!

ChocolateMilk ha detto...

ciao ^^ scusami per l'intrusione, ma trovo il tuo blog estremamente interessante.
non ho problemi di dipendenze patologiche, purtroppo ne soffrono delle persone della mia vita molto care.
nel tuo ultimo post mi hanno colpito molto le parole della ragazza della trasmissione; cure non ce ne sono, in fondo l'ho sempre pensato, ed è per questo che da anni cerco, mi informo, leggo e vivo... per saperne di più sui meccanismi mentali, emotivi, fisiologici per poter dare una mano, per non cadere io stessa negli stereotipi descritti nei commenti. Perché è vero, chi non ci passa non potrà mai sapere realmente cosa si prova e come funzionano questi problemi, ma almeno ci provo...
un bacione ^_^

I (h)ate ha detto...

Ciao..Mi piace molto il tuo modo di scrivere. Io più che altro ho il problema contrario del tuo, perchè mangio troppo. Mangiare è proprio una dipendenza, ma nel mio caso mi sento cose se stessi cercando di smettere di drogarmi, ma devo assumere lo stesso un po' di droga al giorno per sopravviere. Ed è così difficile darmi un freno una volta iniziato..

Ilaria ha detto...

Ricompaio dopo un sacco di tempo,
leggo i tuoi post e mi rendo conto che praticamente qua non c'entro più nulla.
Sono stata bollata come "guarita", rigettata nel mondo "reale", ho passato mesi in cui ci ho creduto davvero, adesso tutto mi ripiomba addosso e io non so come dovrei sentirmi.
E' come se il mondo andasse avanti mentre io resto ferma... mi accorgo che la gente prosegue con la propria vita, e io mi sto allontanando sempre di più da tutti quanti. Che tristezza.

Veggie ha detto...

@ Dony – Bè, anche quello che stai facendo – il lavoro sull’alimentazione, intendo – è comunque un modo per lavorare su te stessa, non credi?!... Perché quando starai meglio fisicamente, anche la tua testa ragionerà meglio, e allora sì che potrai iniziare il vero lavoro su te stessa, quello duro, quello da olio di gomito… Non a caso – e questo l’ho imparato dai miei ricoveri in clinica – nessuna inizia mai una psicoterapia se non ha recuperato un peso minimo, perché la sua testa non funzionerebbe correttamente e non sarebbe capace di lavorare su se stessa… All’inizio pensavo fosse una cavolata, col senno di poi mi sono accorta che è assolutamente vero… Quindi, Dony, fai con tranquillità i tuoi piccoli passi… E vedrai che tanti piccoli passi messi insieme fanno un grande passo…

@ Ester – Hai scritto una cosa su cui bisogna davvero riflettere: l’importanza della comunicazione… cosa che nei DCA è sempre difettiva… Non a caso, si usa il corpo per esprimere un disagio che non riusciamo a mettere giù in parole… Ma la voce ci è stata data proprio per provarci… perciò dobbiamo cercare di non chiuderci in noi stesse, e di non ascoltare ciò che dice la gente che non c’è passata e che certe cose non le sa… Bisogna imparare ad ascoltare noi stesse… e a essere oneste con noi stesse… Questo è tutto ciò che possiamo fare…

@ Wolfie – Dovremo sempre lottare per non assecondare i pensieri malati che il DCA ci mette in testa… ma è una battaglia in cui possiamo avere la meglio. Se le voci non possono essere tacitate… abbiamo comunque tutta la forza necessaria per tenerle a bada. Le bacchette magiche purtroppo ancora non le hanno inventate… ma noi abbiamo un qualcosa di più ponete di una bacchetta magica: la nostra forza di volontà… quella che ci permetterà di costruire la vita che vorremo…

@ amery – Figurati, qui puoi scrivere tutto quello che vuoi… se questo spazio ti serve per sfogarti, ben venga… E’ vero, molta gente è superficiale, si ferma all’apparenza, perché così è più facile… Altri, invece, semplicemente non ci arrivano… e non lo fanno per cattiveria o stupidità, ma semplicemente perché chi non ha vissuto certe cose sulla propria pelle non le può capire… questo è un dato di fatto, un limite altrui che va accettato… ricordando però che noi comprendiamo la profondità del nostro dolore, e non dobbiamo far finta di nulla, ma darci da fare per lenirlo…

@ AlmaCattleya – Hai detto cose molto giuste… ma ce ne vorrà prima che la gente apra gli occhi riuscendo a vedere tutto ciò…

@ Iwillbe – Solo tu puoi sapere il momento e l’occasione giusta per te stessa… ma non perdere mai di vista i tuoi sogni… perché sono quelli che rendono la vita degna d’essere vissuta… E non ti stancare mai di scavare alla ricerca delle ragioni… perché sono quelle che cancelleranno i sintomi…

@Vele/Ivy – La forza di volontà è fondamentale… certo, ognuna ha le proprie cause perché siamo tutte persone differenti… e bisogna scavare per scoprirle, questo è importantissimo… Ma dove c’è volontà, c’è sempre una via… e ci si può riuscire a farcela…

Veggie ha detto...

@ Aisling – Intelligente a me mi sei sempre sembrata fin dalla prima volta che ci siamo scritte, comunque… Non pretendere troppo da te stesa: stai già facendo tantissimo, i progressi arriveranno pian piano senza voler spingere troppo sull’acceleratore… E vedrai che pian piano la testa ricomincerà a ragionare, e saremo capaci di trasformare positivamente tutta questa forza negativa che abbiamo dentro… Non mollare… perché anch’io non vedo l’ora d’incontrarti!...

@ Jonny – Stai già imparando, Jonny… perché è la vita che c’insegna come fare… anche quando non ce ne rendiamo conto, stiamo sempre imparando… Lascia stare quello che dicono gli altri, di gente con le orecchie foderate e con i salami sugli occhi ce ne sarà sempre a dismisura… concentrati su quello che sai essere vero per te stessa… Del resto, l’hai detto anche tu, chi non c’è passato non può capire… solo se si vive, si capisce… E, forse, certi pensieri rimarranno sempre nella testa… però possiamo scegliere quanto spazio dargli… se esserne dominate o dominarli… per provare a fare ogni giorno un piccolo passo verso l’esterno del problema… e verso l’interno della soluzione…

@ Giulin@ - Io credo che il cibo e il corpo siano semplicemente la punta dell’ice-berg… l’esteriorità su cui si riversa quella che è la vera essenza del problema, che sta nell’interiorità… ovviamente non si può generalizzare perché ogni persona è una storia a sé, ed ognuna ha le sue cause… ma sicuramente per tutte quante il problema è ben più profondo e va molto oltre del semplice approccio al cibo o al rapporto col corpo… E proprio perché siamo tante e tutte diverse, ogni persona deve scegliere il percorso che è più adatto a lei, perché quello che ha funzionato per una persona potrebbe essere più o meno inefficace su un’altra… L’importante è non stancarsi mai si cercare questo percorso… provare e riprovare… e non mollare anche a fronte delle ricadute… perché i progressi non si vedono dopo che abbiamo mosso i primi 4 o 5 passi, ma solo quando, arrivate in fondo alla strada, potremo voltarci e vedere quanto terreno abbiamo macinato… E’ vero anche che, come giustamente dici, distruggersi è più facile che provare a costruire qualcosa di positivo… fosse anche solo per la forza dell’abitudine… fosse anche solo perché il male è morbosamente più interessante del bene… Però, a ben pensarci, non tutti sono capaci di distruggersi, perché anche il distruggersi richiede una grande forza… Perciò, quel che dobbiamo imparare a fare è rivoltare questa forza, capovolgerla… metterla in positivo… e allora davvero saranno tantissime le cose che potremo costruire…

@ Mia Wallace – La comprensione che ci si trova in una situazione antifisiologica e il desiderio di cambiare le cose veramente, credo stia alla base di un processo di ricovero… La gente che giudica senza sapere purtroppo ci sarà sempre… ma ci deve essere anche la consapevolezza che a queste persone non bisogna mai prestare attenzione… e che quello che è giusto per noi stesse, la strada che dobbiamo fare, la sappiamo solo noi… Dobbiamo solo trovare il coraggio per riuscire a percorrerla…

Veggie ha detto...

@ ShadeOfTheSun / Alis – In un certo senso, mi rispecchio in quello che hai scritto: anche io mi sono sentita compresa a pieno solo e soltanto dalle ragazze che ho incontrato durante i miei ricoveri… anoressiche o bulimiche o con DCAnas che fossero… perché il punto cruciale del DCA è proprio la dipendenza… che forse solo chi ha toccato la profondità di certi abissi è in grado di comprendere a pieno… In quanto a te, io credo che tu abbia fatto benissimo a pensare a te stessa… questo è egoismo sano… quello che ti è servito a salvarti la vita… quello che ci vuole…
In quanto a Matrix (e in questo rispondo anche a Giulin@), posso solo dire che è la classica rappresentazione che la TV vuole dare dell’anoressia… non è stata una trasmissione poi molto diversa dalle mille che abbiamo visto in passato, no?!... Seguono tutte lo stesso pessimo copione… Oliviero Toscani, dalla pubblicità con Isabelle caro in poi, sarebbe da rinchiudere da qualche parte e buttare via la chiave… non me ne voglia, ma la stima che ho per lui è pari a quella che ho per un attaccapanni. Senza offesa per l’attaccapanni, s’intende. E non parliamo di quella ragazza che lavora nella moda… certe cose non si possono nemmeno sentire per sbaglio… Perché, poi, se non ci mettono la moda nel mezzo quando si parla d’anoressia, oh, si sentono morire, eh?!... Come se fosse davvero questo il punto chiave… quando invece è d’una marginalità assoluta… Mah, che volete che dica… la solita pappardella di chi non ne capisce niente e, in fondo, neanche gliene frega…

@ Ellie – Peso che la “vicinanza” tra 2 persone vada ben oltre qualche post e qualche commento su un blog… Io ti sto vicina perché ti voglio bene, a prescindere da tutto il resto… Tu devi solo prenderti cura di te stessa prendendoti i tuoi tempi, quali che siano… io sarò sempre qui ad aspettarti e a fare il tifo per te… Hai detto una cosa molto importante con la metafora del libretto dei presidenti USA, e te la rivolgo a te: proprio come hai scritto, non si può guarire in un momento… è un percorso che dura tutta la nostra vita, e con il quale dobbiamo relazionarci giorno dopo giorno… Non bisogna avere fretta, ma cercare di compiere piccoli ma durevoli progressi…

@ Allegra – Usando un’altra citazione, allora, ti rispondo… “E’ dal letame che nascono i fiori”…

@ ChocolateMilk – Ciao ChocolateMilk, benvenuta!... Sono contenta che tu abbia lasciato questo commento, perché è sempre bello leggere che c’è qualcuno che si cura delle persone che gli stanno intorno cui vuole bene, e che non si accontenta di risposte preconfezionate ma cerca di guardare oltre… Ti auguro di conservarti sempre così, con tutto questo cuore… e spero che ciò che ho scritto in questo post e negli altri possa essere anche solo un po’ d’aiuto per la tua situazione… Non esiste una cura tradizionale, ma ci si può sforzare di trovare soluzioni… e tutti coloro che ci circondano possono essere parte della soluzione…

Veggie ha detto...

@ I (h)ate – Bè, io penso che le nostre siano le 2 facce di una stessa medaglia, non credi?!... è vero, la relazione che s’instaura col cibo in un DCA, in un senso o nell’altro, è davvero una forma di dipendenza… e, come tale, più si tira la corda, più si resta impantanate in quello che si sta facendo… per questo credo sia bene correre ai ripari quanto prima possibile… facendoci aiutare da persone esperte, se necessario… affinché ci diano una mano per trovare e premere quei freni che da sole non riusciamo a vedere…

@ Ilaria – Se veramente tu fossi convinta che tu qua non c’entri nulla, non saresti tornata a leggere e a lasciare il tuo commento, non pensi?!... In ritengo che la proiezione che ognuno di noi ha del mondo circostante sia estremamente soggettiva… per questo non ha alcun senso soffermarsi sulle etichette che attaccano gli altri (e chi dice che, comunque, siano più giuste delle nostre?...)… Come ti senti lo sai solo tu, ed è un qualcosa che gli altri non possono definire… Se cammini se ricadi… questo è un lungo percorso, è perfettamente normale, non sei né da più né da meno di nessun altro… Non “devi” sentirti in alcun modo… ti senti e basta, senza nessun dovere (e nei confronti di chi, poi?... neanche di te stessa…). Sì, il mondo va sempre avanti… e ci lascia indietro perché, in fin dei conti, agli altri di noi gliene frega veramente il giusto… Ma chi l’ha detto che bisogna andare sempre avanti per forza?... Io credo che nella vita debbano esserci i momenti di corsa e i momenti di sosta, e che entrambi siano necessari per mantenere il nostro equilibrio… ognuna ha il proprio passo. La tristezza ce la porteremo sempre appresso… però, si può decidere come reagirvi: se farcene sopraffare iniziando ad auto commiserarsi, o se utilizzarla come propulsore per trovare nuove strategie volte a batterla…
Bentornata, Ilaria… ^__^

Giulin@ ha detto...

Grazie Veggie per ciò che mi hai scritto...:)
farò tesoro in particolare di una tua frase,perchè è anche vero che "non tutti sono capaci di distruggersi, perché anche il distruggersi richiede una grande forza… Perciò, quel che dobbiamo imparare a fare è rivoltare questa forza, capovolgerla… metterla in positivo… e allora davvero saranno tantissime le cose che potremo costruire"
GRAZIE! <3

Per quanto riguarda Matrix,condivido in pieno ciò che hai scritto anche perchè io sono un'altra che se potesse toscani lo prenderebbe a schiaffi...e il mio dispiacere è per la società,per tutti noi,perchè quando c'è una trasmissione del genere tutti ci perdiamo. Tutti gli sforzi che tanti bravi terapeuti fanno per far comrpendere a tutti cosa realmente sono queste malattie servono a poco se ancora ci sono trasmissioni che mandano messaggi inutili come questi....E bisogna combattere contro l'ignoranza che è inutile nasconderlo ancora c'è.Almeno ad oggi se ne parla,è vero,ma nella maggior parte dei casi se ne parla molto male.E non so cosa sia peggio.

Ti stringo forte

Giulina

 
Clicky Web Analytics Licenza Creative Commons
Anoressia: after dark by Veggie is licensed under a Creative Commons Attribution-NoDerivs 3.0 Unported License.