Come gli alchimisti trasformavano il ferro in oro… voi potete trasformare l’oscurità in luce. Siete tutte benvenute.

venerdì 9 settembre 2011

Questione di standard

E dunque, non ho mai ristretto l’alimentazione oggi: ho seguito con scrupolosa attenzione l’ “equilibrio alimentare”! Non sono forse stata bravissima??!

Penso che, come ricompensa, mi concederò di mangiare un po’ meno stasera a cena.

Lo so che c'è chi bisbiglia che sono un’anoressica. La dottoressa mi ha detto che potrei morire per questo, ma i miei organi non hanno ancora dato segni evidenti di cedimento, perciò penso che posso andare avanti ancora per un po’.

E comunque, non è che io restringa sempre l’alimentazione. Cerco di togliere qualcosa a colazione, ed infine qualcosa a cena. Dormo meglio se vado a letto più leggera, sapete?

Alcuni dei miei colleghi di lavoro hanno notato che sono un po’ pallida e smagrita, ma questo potrebbe dipendere da un sacco di cose, non vuol dire niente. Non sono certo l’unica pallida, in questa palestra. In fin dei conti, non faccio mica del male a nessuno, non do mica noia a nessuno. Non è come se mi mettessi ubriaca al volante e rischiassi di investire qualcuno, non faccio niente di pericoloso.

Questo pomeriggio devo andare a farmi le analisi del sangue. Non penso di averne bisogno, comunque, anche se l’ha detto il dottore. Sono anch’io una studentessa di Medicina, me ne accorgerei se fossi davvero malata. E anche se sono un po’ dimagrita, perciò, so per certo che ora come ora non sono abbastanza malata da averne bisogno. Ho solo fatto la cresta alla colazione, allo spuntino e al pranzo, non è che abbia saltato un pasto in toto, quindi non ho ristretto un granché.

So che dovrei ripensare a come mi sono comportata nei confronti del cibo nei giorni scorsi, ma è difficile. La vita è difficile quando non restringo l’alimentazione, e oggi devo andare all’università e fare tirocinio. Sì, ho decisamente bisogno di restringere un po’ a colazione. Il pranzo me lo porterò dietro da casa, così non dovrò andare a mensa, e gli altri penseranno che comunque mangio qualcosa. Qualche volta potrò avere un piccolo svenimento, ma sarà colpa del caldo, mi riprenderò subito. Se non dovessi riprendermi subito, il tirocinio comunque lo faccio in un Pronto Soccorso. Per cui non potrebbe succedermi niente di male.

Fintanto che mi limito a ridurre le dosi di quello che dovrei mangiare, ci può stare. Non è come se saltassi completamente un pasto. E quindi, non è che io sia proprio malata. Non sono una di quelle donne tutte pelle-e-ossa che si vedono sui libri di medicina sotto la voce “anoressia” e che sembrano proprio giunte ad uno stadio terminale. Non faccio chissà quale attività fisica forsennata per perdere ulteriore peso. Non vomito, e non prendo diuretici né lassativi. Perciò, io non ho veramente un problema.

Ho solo bisogno di mangiare qualcosina di meno, adesso. E non sto facendo nulla di male a nessuno. In fin dei conti, vado a letto ogni sera e mi sveglio ogni mattina. Può capitare che mi senta un po’ debole, ogni tanto, ma che sarà mai prendersi una giornata di ferie da lavoro? Tutti possono stancarsi.

Posso contare solo su me stessa. Quelli che dicevano di essere miei amici si sono tutti allontanati. Va bene, tanto non avrebbero potuto capirmi, avrebbero solo continuato a dirmi che dovevo mangiare un po’ di più. Meglio se non esco più con loro, meglio se sto da sola: così nessuno potrà più fare alcuna osservazione sulla mia alimentazione. Figuriamoci che alcuni di loro erano così preoccupati che mi hanno detto che dovrei parlare con un dottore… non capsico proprio perché. Non sono eccessivamente emaciata, non mi cadono montagne di capelli, la mia pelle non è eccessivamente disidratata, e i miei organi non danno evidenti segni di cedimento. Dunque non sono certo malata abbastanza da aver bisogno di ricorrere ad un medico!

Non svengo in continuazione. Certo, qualche giorno capita, ma solo una volta ho avuto bisogno di andare al Pronto Soccorso. In ogni caso, ho visto ragazze che stanno molto peggio di me: passano giornate in cui mangiano solo una mela e uno yogurt magro, fanno ore ed ore di cyclette, sono in amenorrea da anni, indossano vestiti con taglie da bambine, sembrano scheletri ambulanti, e hanno attacchi di bradicardia tutti i giorni. A me non capita molto spesso di avere bradicardia, il che significa che sto comunque bene. È una perdita di tempo andare dal dottore, perché non sono malata come quelle altre ragazze, me ne preoccuperò se mai dovessi raggiungere quello stadio.

O-ops, sto restringendo l’alimentazione anche stasera a cena. Meglio ridurre solo un pochino, adesso, e poi magari semmai toglierò qualche altra cosina domani. Ma va tutto bene, perché so quello che sto facendo, è tutto sotto controllo e sto bene. Non capisco perché le persone si preoccupino. Non sto mangiando esageratamente poco, va bene anche se mangio così, e comunque ho visto che se mangio così ce la faccio a tirare avanti per tutta la giornata, quindi posso farlo anche domani.



Okay…

Ovviamente stavo scherzando. Questo voleva essere un post ironico, un’estremizzazione.

Ma avete capito qual è il punto?

Immagino che la maggior parte di voi l’avessero già capito. Però, perché quando siamo alle prese con l’anoressia facciamo continuamente discorsi del genere, e ci sembrano normali? Perchè lasciamo che la malattia alteri il nostro standard di ciò che è accettabile/sano e ciò che non lo è? Perché tentiamo di giustificarla, di normalizzarla, e di provare ad essere ancora più malate?
La trappola peggiore dell’anoressia è proprio questa: che ci fa credere di andare bene, di essere normale, ci illude della sua stessa bugia di finzione.

“Non sono malata abbastanza”. Questa frase credo sia storia per ognuna di noi. Certo, ci sarà sempre qualcuna più malata di noi. E quelle persone saranno morte.

26 commenti:

I (h)ate ha detto...

Non credo di aver intuito che fosse tutto finto, sai, noi cambiamo umore tanto spesso e c'è sempre qualche pericolo di "ricaduta". Più che altro ti seguo da diverso tempo e diciamo che da quello che scrivi, da come ti poni, non mi sembrava una cosa da te. E meno male, direi...

AlmaCattleya ha detto...

Ammetto che mi avevi fatto preoccupare. Però leggendo il finale mi sono rincuorata.
Spero che qualche ragazza che soffra di anoressia riconosca alcune sue parole e così da rendersi conto di aver bisogno di aiuto.

Rachele ha detto...

Vedi, però, c'è chi pensa "non sono malata abbastanza" ma che invece lo è palesemente e chi, invece pensa proprio "non sono malata", perché è OGGETTIVO il fatto che non lo sia.
Ti dico, io sono una qualsiasi ragazzina tracagnottella che desidera con tutto il cuore di perdere quei dannati chili di troppo...
Nessuno si preoccupa per le mie idee distorte proprio perché sul mio corpo non ci sono segni che possano far pensare a quelli di una malattia.
Sono troppo grassa per essere malata, penso io.
(Attenzione, troppo grassa per essere definita malata, so di non esserlo obiettivamente).
Ed è in questi momenti che io mi chiedo: cos'è allora questa stramaledetta "anoressia"? E' la mancanza di pelle, ossa lucide, sporgenti che fendono delicatamente le carni oppure c'è altro?
Oppure ne sono affetta e non lo so?
E può considerarsi già persone malate quando si desidera esserlo?

(Scusa le stronzate, mi eclisso)

Ilaria ha detto...

Ehi... sei la mia eroina :)
un abbraccio

Bianca ha detto...

Capito benissimo: il punto sta in mezzo a tutti quei "fintanto che", "ci può stare", "in fin dei conti".
Il punto sta lì, e da lì non si muove.
Dannazione :-(

Isibéal ha detto...

Oh mamma allora non sono l'unica ad aver frainteso all'inizio ... menomale^^
Hai ragione, il punto è che pensiamo sempre che in fin dei conti non può succedere nulla di male ... l'idea è proprio questa : "A chi? A me? Proprio a me???" e non se ne esce più, fin quando arrivano, ovviamente, i problemi di salute che ti costringono (forse...) a renderti conto che sei malata ...

Sonia ha detto...

mamma mia, mi è preso un colpo leggendo le prime righe... non avevo per niente intuito che voleva essere un post ironico... per fortuna invece sei sempre la solita Veggie, la Veggie che incoraggia e fa il possibile per accompagnare tutte noi in questo percorso! ;)

Mi capita spesso di fermarmi a riflettere sul perchè vada da una psicologa, prenda dei farmaci, segua una dieta... contro la mia volontà, o per meglio dire, contro una parte della mia volontà.
Ecco, finisco sempre col pensare che non sono "abbastanza anoressica" se non addirittura che non lo sono del tutto (pur essendo sottopeso -.-).
Scientificamente non riesco proprio a ragionare... di impulso ragiono "anoressicamente".

Ellie ha detto...

Ma sono l'unica scema che aveva capito sin dall'inizio che era una farsa?Maremma, mi sento intelligente, ahahahahahaha XD
Io non mi sono mai sentita malata abbastanza da avere il diritto di avere un aiuto. "Non abbastanza", quante volte me lo sono ripetuta?(e immagino anche le altre).
Non abbastanza intelligente.
Non abbastanza bella.
Non abbastanza simpatica.
Non abbastanza carismatica.
Non abbastanza magra.
Non abbastanza disinvolta.
Non abbastanza affettuosa.
Non abbastanza auto ironica.
Non abbastanza unica.
Non abbastanza brillante.
Non abbastanza malata.
Non abbastanza TUTTO.
Ma a che serve ripetersi queste cose? A un bel niente.
Un abbracciooo
Ellie.

Wolfie ha detto...

L'ho dovuto rileggere due volte questo post: la prima è stata una lettura ingenua, inconsapevole, la seconda una lettura conscia, mirata.
E questo mi ha permesso di rendermi conto di una cosa: la prima lettura, come molte altre ragazze che hanno commentato prima di me, l'ho fatta da "credulona"; questo perchè sono scivolata nelle parole scritte nelle quali ho ritrovato un mio pattern di pensiero passato (e sbagliato!!!!!), e ho come "dato per scontato" che fosse una sorta di flusso di pensiero vero. Ovviamente, più andavo avanti più mi rendevo conto che c'erano scritte assurdità, però in maniera convincente, nella stessa maniera convincente in cui te le dice il dca, per cui non puoi fare a meno di adagiarti.
Il finale è stato un po' una "scossa", nturalmente, quello di cui c'era bisogno. Ho riletto il post con molta più consapevolezza, e mi sono accorta di quanto ancora sia facile, nonostante tutto, instradarsi su pattern di pensieri malati.
Io non credo si possa quantificare un "abbastanza malata", io credo che ognuna di noi sappia quanto il dca ci ha fatte e ci fa star male, ed è questa la cosa che ci deve spingere a "ribellarci", a cercare di cambiare le cose, prima che sia troppo tardi.

Kiara ha detto...

Sarà che penso che non ti faresti mai più prendere in giro in questo modo dall'anoressia, sarà stato il tono da "storiella" ma..no, non ho creduto nemmeno per un secondo che tu stessi raccontando di te (di te ora).
Sai, lo scorso post è stato davvero un piacere da leggere. Capita di rado che tu parli di te nel tuo blog, di ciò che vivi ora, delle emozioni, delle fatiche e dei desideri. Io avverto sempre un notevole distacco, mi sembra spesso di leggere un manuale più che un blog. Poi invece arrivano post dove traspare l'umanità ed è una goduria. Anche perchè credo che post così possano aiutarti nel tuo percorso più di quello che possono fare i precisissimi, puntualissimi e completissimi post anti-anoressia che sei solita pubblicare.
Con questo non voglio togliere nulla al tuo esemplare lavoro e impegno, sia chiaro! E so che tante persone hanno bisogno di quel "rigore" che trovano in ciò che scrivi e che dà loro sicurezza.
Ma, forse, liberarsi della malattia (liberarsene totalmente, perchè si può, Veggie!) implica anche smollare un po' quel rigore...
Rimani unica e speciale.
Ti abbraccio.

Ima Sickone ha detto...

@Rachele: fino a un po' di tempo fa ero nella tua stessa situazione, ma sai cosa ho notato? Nonostante il mio peso sia diverso da allora, i miei pensieri, le mie ossessioni, i miei turbamenti.. sono sempre gli stessi. Mi aggrego però alle tue domande, che non penso davvero siano stronzate :)

sorridente ha detto...

Ho capito subito quale fosse il tuo intento perché quei pensieri li conosco fin troppo bene...
Come tutte le dipendenze, anche l'anoressia è difficile da ammettere, prima di tutto a se stesse. Un bacione

Vele Ivy ha detto...

Ma dai, io non ho pensato neanche per un secondo che fossi seria all'inizio :-)
E' un'ottimo modo per mettere nella "giusta ottica" le giustificazioni con cui si maschera l'anoressia.

Vele Ivy ha detto...

Ma dai, io non ho pensato neanche per un secondo che fossi seria all'inizio :-)
E' un'ottimo modo per mettere nella "giusta ottica" le giustificazioni con cui si maschera l'anoressia.

Wolfie ha detto...

A Rachele:

Non è importante quanto peso, tu in questo momento stai male. Gli standard medici possono dire quello che vogliono, ma la sofferenza non si pesa in chili su una bilancia. La sofferenza la si vive. E' per questo che si può dire che si sta male, non per quello che è il nostro BMI. Perchè la sofferenza non può essere oggettivizzata.
Chiedi aiuto, non per quello che è il tuo peso, ma per come stai male dentro, perchè è solo quando risolverai questo malessere interiore che portai venire a patti col tuo corpo.
Ti faccio un enorme "in bocca al lupo" e ti lascio un forte abbraccio.

Milen B. Scrouge ha detto...

Ciao (:
Mentre leggevo qwuasi sono rimasta sconvolta nel ritrovare i miei stupidi pensieri. Mi sono detta 'eh, no, non è possibile... anche io faccio così! E non me ne rendo mai conto!'
E soprattutto l'ultima frase, sì. La ritrovi proprio nel mio ultimo post, scritto qualche ora fa.
Non so comem ai io mi sia fermata alla consapevolezza della malattia, alla comprensione dei suoi giochi sporchi, dei suoi imbrogli... ma continui a non far niente per aiutarmi veramente.
Forse perché, appunto, non mi sento malata abbastanza.

Lucy May ha detto...

è difficilissimo ammettere di stare male (soprattutto quando sei molto dentro al problema, lo senti come la tua energia, la tua vita, la tua personalità) ed è ancora più difficile chiedere aiuto (a volte intorno non si hanno davvero condizioni favorevoli e avverti dinamiche familiari e sociali che ti remano contro). Poi, se il tuo corpo non cede, e in qualche modo stai in piedi e magari sei anche efficiente e carina... dov'è il problema? è più facile negare tutto, anche perché questa malattia per molte di noi diventa normalità e non sapremmo immaginare un'esistenza diversa, perché sono passati troppi, ma troppi anni da quando eravamo come gli altri...

Padme ha detto...

ciao bella :) ti seguo da oggi.
Magnifici post.. ho visto anche il tuo video.. mi ha toccato il cuore.
Un bacione
Pad

Pupottina ha detto...

ciao Veggie
è vero, facciamo quel tipo di discorsi per trovare una giustificazione a ciò che facciamo... le ricompense a volte consistono nel mangiare meno, altre nel fare eccessivi strappi alla regola

Anna ha detto...

Non ho creduto che la prima parte del post corrispondesse a verità perchè ti conosco, però devo ammettere che è un'impostazione molto efficace. Un ottimo modo per guardare la cosa da dentro e da fuori, perchè i discorsi che facevo quando ero dentro somigliano davvero molto a quello qui riportato, ed erano totalmente sbagliati e malati. Menomale che adesso almeno lo riconosco.

perlanera ha detto...

Mi hai fatto prendere 1 accidente!!!!!!!!!! Non farlo più perchè stava per venirmi 1 infarto!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
cmq si.. "non si è mai malate abbastanza" quando si è malate.. Quando invece è proprio li che bisogna chiedere aiuto e agrapparci a qlc..

Un bacione...

La Ely ha detto...

sì, ovviamente non c'ero cascata: ormai un po' ti conosco, ma soprattutto conosco la lucidità con cui DOPO si inquadrano le cose.
Chi ha una dipendenza dal dolore, dal controllo, da tutto ciò che vuoi, ne è, in fondo, consapevole e crede di poterla controllare, di poterla "normalizzare" perchè lei/lui è normale.
Però ci si sbaglia, e di grosso.

Marcella ha detto...

Ineccepibile. Complimenti.

Veggie ha detto...

@ I (h)ate – Sì, naturalmente intendevo essere ironica, giusto per far capire quanto la malattia possa far passare per “normali” pensieri che non lo sono affatto… Sicuramente il pericolo di ricadute ci sarà sempre per tutte noi… ma io credo che noi abbiamo tutta la forza per rialzarci dopo ogni ricaduta…

@ AlmaCattleya – E’ quel che spero anch’io…

@ Rachele – Ma quali stronzate?... Hai espresso il tuo parere, e quello che uno pensa non è mai una stronzata… Quindi non ti eclissare, e torna qui tutte le volte che vuoi, e scrivi tutto ciò che ti va… Se quelle che hai scritto sono “stronzate”, allora ben vengano queste stronzate!... a me sembrano ottimi spinti di riflessione. Comunque, rispondendo al tuo commento… ti rimando a questo post, che penso già possa rispondere a gran parte di quello che hai scritto…
http://anoressiabulimiaafterdark.blogspot.com/2011/03/chiedere-aiuto.html
Detto questo post succitato, che credo esaurisca il grosso del tuo commento, voglio solo aggiungere altre 2 parole. Sbattitene di che cosa è l’anoressia. Non hai bisogno di un’etichetta per definire il tuo dolore. Non importa se il tuo male di vivere ha un nome scientifico o è semplicemente un disagio… quello che conta è come tu ti senti dentro. Perché il dolore non ha bisogno di etichette né di definizioni, lo si vive e basta… e fa male. Ed è per questo che tu, in realtà, non desideri affatto essere malata. Non si sceglie un male sapendo che è tale ma solo se, per sbaglio, momentaneamente ci appare un bene rispetto ad un qualcosa che si percepisce come un male maggiore. Tu non vuoi nessun tipo di male. Tu desideri semplicemente uscire da questa sofferenza, da questo disagio che adesso stai provando. Ma, Rachele, non si esce da questo con una malattia, quale che sia. Ci si nasconde solo. Il dolore resta comunque, fino a che non lo affronti di petto. E so che questo può fare male, e soprattutto può fare paura, ma credimi, è davvero l’unico modo per farlo venire meno.
“And even if somebody else has it much worse, that doesn’t really change the fact that you have what you have”.

@ Ilaria - …e tu sei il mio tesoro. Sei sempre così dolce… spero che tu stia meglio adesso, lo spero con tutto il cuore, perché te lo meriti davvero…

@ Bianca – Ma lo capisci. All’inizio, è importante anche solo questo: che lo capisci. Poi, dai tempo al tempo… i nodi si sbroglieranno… Non è mai tardi per iniziare a correre.

@ Isibéal – L’hai detto, a me è successo proprio così… le cose non sembrano mai reali finché non accadono, e quando accadono purtroppo a volte è troppo tardi… per questo è importante razionalizzare e correre fin da prima ai ripari…

@ Sonia – E’ ovvio che l’impulso sia quello di mandare avanti il pensiero anoressico, visto che è ciò che abbiamo fatto per molto tempo… il cervello ha bisogno di un po’ di tempo per riabituarsi a staccarsi da certe ossessioni e riprendere un passo razionale… Io non credo che tu vada dalla psicologa, prenda dei farmaci o segua una dieta contro la tua volontà… pensaci, Sonia: non si fa mai quello che non si vuole veramente fare. Io penso che tu faccia tutte queste cose perché Sonia (non l’anoressia, ma SONIA) sa che è giusto così, e le vuole davvero fare perché vuole tornare a stare meglio, perché vuole tornare a vivere… e per quanto all’inizio possa essere difficile… davvero è l’unico modo per riuscirci. Ti abbraccio stretta…

Veggie ha detto...

@ Ellie – Che tu fossi intelligente, non ne ho mai nutrito alcun dubbio… basta solo leggere uno dei tuoi post per capire che lo sei, del resto. Hai ragione, tra l’altro: ripetersi quelle cose non serve proprio a nulla. Anzi, a una cosa sì: a stare sempre peggio. Perciò, non ti buttare giù da sola raccontandoti quelle bugie. Perché, è vero, non sarai mai abbastanza. Ma sarai te stessa. E questo non è abbastanza. Questo è tutto.

@ Wolfie – E’ naturale riprendere a percorrere la vecchia strada se si è indotte in tentazione… L’importante è renderci presto conto che si tratta di un errore, e che bisogna fare immediatamente marcia indietro… Hai ragione, bisogna ribellarci al DCA… perché tutto il male che ci ha fatto possiamo renderglielo solo ricominciando a vivere davvero. Ti abbraccio…
P.S.= Grazie per le parole che hai scritto a Rachele… le condivido!...

@ Kiara – Ciao bellissima, ti ringrazio per essere passata di nuovo di qua e per aver lasciato il tuo commento… Sì, effettivamente in questo post volevo fare un po’ la “storiella”… era giusto per mantenermi sul filo dell’ironia, per dare un’idea di quello che l’anoressia può mettere in testa facendolo passare per la “normalità”… senza farci rendere conto di quanto in realtà ci si stia facendo male…
In quanto a quello che hai scritto sul mio post precedente… bè, credo semplicemente che potrei risponderti con il primissimo post che ho scritto su questo blog. Lo scopo di questo mio blog è ben preciso: più che scrivere un manuale – cosa per cui non ho le competenze, quindi non mi permetterei mai – vorrei cercare di dare una mano a chiunque stia cercando di combattere contro i DCA tramite le mie riflessioni, i miei suggerimenti, i miei spunti, i miei video, e così via. Nonché, costruire un piattaforma di auto-aiuto in cui scambiarsi consigli per contrastare l’anoressia in maniera costruttiva e positiva. Tutto qui. La mia vita privata è altro. E dicesi privata proprio perché desidero che resti tale. L’anoressia è stata ed è un pezzetto della mia vita… fortunatamente adesso molto più piccolo di quello che era un tempo… ma io sono anche altro, ovviamente, come tutte noi siamo molto altro oltre al nostro DCA. Solo che, salvo stralci occasionali e per lo più correlati all’anoressia stessa (dato il taglio del blog), voglio che il mio “altro” resti altrove, nella mia vita di tutti i giorni. Chiedo scusa se, non riportando molti insight, posso essere sembrata distaccata, non è così. Credo molto in quello che faccio… non so alle altre, ma per lo meno so che serve tantissimo a me. E proprio per questo voglio che questo blog sia così… proprio perché c’è altro nella nostra vita oltre all’anoressia… e se partendo da qui, da questo blog, da queste riflessioni sul DCA riusciamo a capirlo, potremo andare davvero molto avanti…

@ Ima Sickone – Ti aggreghi anche alla risposta che ho dato a Rachele, allora!... ^^” E, tra parentesi, hai ragione: il paesaggio non cambia se guardiamo sempre con gli stessi occhi…

@ sorridente – Verissimo… Riuscire a farlo è giù un gran passo avanti…

Veggie ha detto...

@ Vele/Ivy – Eh, io ci ho provato… ^^” Magari può servire a qualcuna, almeno spero…

@ Milen – In quanto all’essere “malata abbastanza”, ti rimando alla risposta che ho lasciato qui sopra al commento di Rachele… Leggi anche il post che ci ho linkato, credo renda bene l’idea… Io credo che prendere la consapevolezza della malattia sia già un bel passo avanti… serve a concretizzare. Ovviamente una concretizzazione non è una realizzazione, e ce ne vuole di tempo per mettere in pratica un pensiero, anche a me ce ne è voluto così tanto… ma ci si arriva… la vita fa il suo corso, e ci si arriva…

@ Lucy May – Indubbiamente la negazione è una delle più efficienti strategie di coping che ci siano… il fatto è che non è una strategia infinita. Perché arriva il momento in cui i nodi vengono necessariamente al pettine, perché si arriva al limite e il fisico e la mente non reggono più. Di solito è a questo punto che si prende la consapevolezza della malattia, mentre prima non la vivevamo come tale… ed è ovvio che chiedere aiuto sia difficile, perché sul momento pare una cosa da perdenti, da deboli… e invece è proprio il chiedere aiuto che attesta la nostra forza interiore… perché ci vuole molto coraggio e maturità per riuscire a farlo. La malattia tende a “normalizzarsi”, e da qui a cronicizzarsi… per questo è importante cercare di intervenire quanto prima possibile e mettercela tutta… e così, forse non potremo ritornare a com’eravamo prima dell’anoressia, ma… potremo comunque ricominciare a vivere, e a costruire qualcosa di nuovo e non più distruttivo.

@ Padme – Ciao Padme, benvenuta!... Mi fa tanto piacere che il mio video e i miei post ti siano in qualche modo stati d’aiuto… Ripassa pure quando vuoi e scrivi tutto ciò che ti va, sarai sempre la benvenuta!... Un abbraccio forte…

@ Pupottina – Il problema sta nel fatto che è una giustificazione malata… è di questo che dobbiamo renderci pienamente conto…

@ Anna – Con te non vale, Anna, ci siamo sentite per telefono solo pochi giorni fa!... Comunque, ti ringrazio per quello che hai scritto… hai fatto davvero molti passi avanti da quando ci siamo conosciute… Non arrenderti mai…

@ perlanera - :-P …Il non credere di essere “malate abbastanza” è un’altra delle bugie che l’anoressia ci racconta… per questo non dobbiamo farci fregare e chiedere aiuto prima possibile…

@ La Ely – La fregatura è che quel che credevamo di controllare in realtà è ciò che ci controlla… e, paradossalmente, per non ammetterlo, ci forziamo ancora di più in un comportamento malato… Per questo è importante cercare di rompere prima possibile il circolo vizioso…

@ Marcella – Grazie!.. ^__^”

 
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