Come gli alchimisti trasformavano il ferro in oro… voi potete trasformare l’oscurità in luce. Siete tutte benvenute.

venerdì 11 maggio 2012

Braccialetto pro-ricovero

Le ragazze che si definiscono “pro-ana/mia” hanno inventato un segno di riconoscimento: un braccialetto che sia rosso per le “pro-ana” o blu/viola per le “pro-mia”, e che possa identificarle in quanto tali e dare loro la forza di andare avanti per la strada (autodistruttiva) in cui si sono avviate, basandosi anche sul senso di appartenenza ad un gruppo che sostiene le loro stesse idee.

In quanto a quel che penso sul fenomeno “pro-ana/mia”, ho già discusso diffusamente su questo blog. In quanto all’idea del braccialetto credo che, se ribaltata (un po’ come fatto con la "Thinspo Reverse" insomma) possa essere effettivamente efficace.

Quindi, se il ricovero è la nostra scelta, perché non procurarci un braccialetto che ci ricordi in ogni momento la decisione che abbiamo preso e con il quale possiamo sentirci parte di un gruppo pro-ricovero che sostiene questa scelta di vita?!

Pensando così, io ho realizzato il mio braccialetto pro-ricovero.


Arancio, perché è un colore vivace, un colore solare contro il buio dell’anoressia. Arancio anche perché è il nome di un frutto, un qualcosa che si mangia.

Ci ho scritto sopra "I bite back", perché è quello che sto cercando di fare, in modo quindi da poterlo leggere ogni volta che mi sento vacillare per ritrovare un po’ di forza. Il doppio senso della frase “I bite back” è ovviamente assolutamente VOLUTO. (Che ne dite, vi piace l’ironia??!...)

È il mio promemoria giornaliero di forza e determinazione per continuare a percorrere la strada del ricovero e per prendermi cura di me stessa. Simboleggia il viaggio che tutte noi dobbiamo fare alla ricerca delle Vere Noi Stesse.

Perché non realizzate anche voi un braccialetto che, anche se in piccola parte, possa aiutarvi ad andare avanti?! In fin dei conti, sono proprio le piccole cose che possiamo fare per noi stesse tutti i giorni a fare la differenza.

13 commenti:

AlmaCattleya ha detto...

Ci sono diverse cose in me che testimoniano il fatto che io sia qui. A volte mi sento una sopravvissuta, ma ora ciò che devo fare è vivere. Basta vivere con la sensazione che prima o poi finirò in trappola.
Ora è tempo di vivere.
Io farei un braccialetto pro-vita e che ognuno possa decidere quale colore.
Ora è tempo di vivere.

Bianca ha detto...

Che idea carina! bisognerebbe pubblicizzarla :)

Mary Jane ha detto...

mi piace questo post, è positivo.
magari me lo faccio pure io un braccialetto.

ps: l'ultima volta che mi hai commentato hai scritto ''Sai, io credo che la peggiore punizione non siano quei tagli che ci facciamo… ma l’umiliazione che proviamo quando lo facciamo. E la peggiore punizione che possiamo dare a noi stesse è scaricare l’emotività in questa maniera sbagliata''
beh sono contenta di dirti che non l'ho più fatto, credo sia ormai un mese. o almeno, mi sembra un'infinità di tempo... di preciso non lo so. comunque sia, spero di non ricascarci. la tentazione è forte, ieri per esempio non avendo più lamette ho preso un paio di forbici da cucina no? poi beh, le ho sbattute contro l'osso del braccio ok... però sono riuscita a non tagliarmi. hai assolutamente ragione, è una punizione orribile.... e vorrei riuscire, almeno questa, a toglierla di torno. un passo indietro verso l'oblio, un passo avanti verso la normalità no? :)

grazie di tutto veggie, per quello che fai per tutte noi, e nello specifico per le cose che mi dici...sai, mi rileggo spesso i tuoi commenti :) nei momenti più disperati mi serve leggere una voce lucida e razionale...!

ti abbraccio forte forte :)

Mary Jane ha detto...

ma quale mese? sono solo 17 giorni. mi ero sbagliata, avevo dimenticato l'ultimo episodio del 25 aprile, a giuicare da quel che ho scritto sul mio blog... eh va beh, cercherò di farlo diventare almeno un mese :)

Wolfie ha detto...

Bellissima idea questa del braccialetto, mi piace tantissimooooo!!!!!!!
Mi farò sicuramente un braccialetto del genere, (anche se non verrà molto carino perchè nei lavoretti manuali sono abbastanza imbranata) magari in giallo che è il mio colore preferito, e devo pensare bene alla frase che ci scriverò sopra, ma sarà sicuramente un qualcosa di spiritoso nei confronti della bulimia, perchè una volta tanto voglio essere io quella che fa ironia su di lei, e non il viceversa!!!!!!
In realtà, si potrebbe dire che ho già fatto una cosa simile qualche mese fa, nel senso che mi ero fatta tatuare (con l'hennè) il simbolo dell'ANAD, il sito americano di lotta contro i dca, a voler simboleggiare che questa è anche la mia lotta!!!!!!
E spero che possa esserlo di tutte le ragazze che scrivono qui, che mi fnano tanta forza quando leggo i loro commenti, e che presto possiamo risultare tutte quante vittoriose!!!!!!!!!!!!!!

Musidora ha detto...

Uh che bell'idea^^!
Voglio fare anch'io qualcosa del genere...

E grazie per il commento al mio ultimo post! La grossa differenza tra il nostro modo di vivere il sintomo è che io non sento per niente di avere controllo, non mi sento forte né tantomeno superiore e odio la maschera della malattia... penso che questo potrebbe essere d'incentivo per me a cambiare però è anche vero che il vomito per me è un anti-ansia potente, il migliore che abbia mai trovato (e il peggiore per tutte le conseguenze fisiche e psicologiche) da cui non riesco a liberarmi e uso come canale per esprimere tutto il represso...
è uno schifo insomma ed è soprattutto causa questo che ho perso peso. Come ho scritto al momento sono in lista per il ricovero a Villa Garda, ma i tempi d'attesa sono biblici -.- e io sto sentendo pareri molto differenti a proposito di questa possibilità che mi mettono un po' in crisi...

Spero tutto evolva per il meglio,
ti abbraccio

Musidora

Sonia ha detto...

Ma che bella idea!!
Penserò a una frase e se la mia fantasia darà i suoi frutti ne farò certamente uno! ^^
Credo che vedere ogni giorno un simbolo che per noi rappresenta la lotta... beh, da forza sicuramente! E ci ricorda cosa è meglio per noi :)

Vele Ivy ha detto...

E' come un amuleto per rafforzare la forza di volontà! Bravissima, hai sempre delle idee fantastiche!

La Ely ha detto...

Idea davvero carina e mi piace da morire la frase scelta! Brava Veggie!

Azzurra ha detto...

Bellissima idea, mi piacerebbe avere un braccialetto che dimostri che ce l'abbiamo fatta a uscirne.. Io fortunatamente non sono mai arrivata ad un punto talmente grave da avere bisogno di un ricovero, solo qualche ora sotto flebo all'ospedale.. Ma mi é bastato x odiare tutte quelle folli ragazzine pro-ANA.. A me sembra ormai di esserne quasi uscita, mangio ogni tanto qualche yogurt o delle frese e rispetto a prima mi sento già wonder woman Ahahah :)
Spero le cose volgano per il meglio per tutte quelle che ancora combattono! Ce la potete fare!! :)))

Veggie ha detto...

@ AlmaCattleya – Non potrei essere più d’accordo!... Forse, in un certo senso, siamo davvero delle sopravvissute… Ma proprio perché siamo, appunto, sopravvissute, adesso possiamo utilizzare il tempo che ci resta per costruirci cose che ci facciano veramente vivere…

@ Bianca – Perché no?!... Se hai qualche idea sul come fare, tutti i consigli sono beneaccetti!...

@ Mary Jane – Perché no?!... In fin dei conti, provare a farsi un braccialetto non costa niente e non richiede neppure tanto tempo… Per carità, non è chissà quale chiave di guarigione, ma io credo che possa essere una piccola spinta, ecco, un piccolo incoraggiamento… un piccolo regalo che possiamo fare a noi stesse…
P.S.= Sono davvero contenta di leggere che è un bel po’ di tempo che non ti tagli… 17 giorni, un mese, che importa?!... Quel che conta è la volontà. Volontà che non significa essere perfette e non ricaderci mai, bensì essere propositive e cercare comunque di non ripetere il gesto anche dopo ogni eventuale ricaduta… perché un passo avanti è pur sempre un passo avanti, e non va mai sottovalutato!...

@ Wolfie – Ma figurati se sei imbranata te!... Se lo sei, allora io sono la regina di Francia… ma và, che secondo me se ti fai il tuo braccialettino giallo ti vene benissimo, altrochè!... Anche quella del tatuaggio è un’idea meravigliosa, comunque, non ci avevo pensato…

@ Musidora – E considerata la tua creatività, sono convinta che un braccialetto o qualcosa del genere ti verrebbe fuori come un vero e proprio piccolo capolavoro… non una cosa semplice come la mia, ma qualcosa di veramente bello…
P.S.= Io credo che la nostra discrepanza nel modo di vivere il sintomo sia legata essenzialmente alla differenza intrinseca nel sintomo… Ovvero, sebbene le classificazioni cliniche non mi piacciano granchè perché non rendono la sofferenza sottesa che è uguale per tutte, il fatto che il mio sintomo sia classificato come “anoressia sottotipo 1”, e il tuo invece, se ho ben capito da quello che scrivi sul blog “anoressia sottotipo 2”. Il punto è che, al di là della differenza in sé del modo di vivere il proprio sintomo, entrambi sono sintomi. E, dunque, malattie. Con conseguenze, come giustamente hai scritto tu, fisiche e psicologiche devastanti. Sono d’accordo che per te il vomito è un anti-ansia… esattamente come lo era per me la restrizione alimentare. Ma in fin dei conti, sono entrambe nient’altro che strategie di coping. Per questo, come ti ho già scritto altre volte, penso che una psicoterapia/un ricovero in clinica possano essere interventi importanti: perché mettono a contatto con persone professionalmente preparate che possono aiutarci a trovare nuove strategie di coping, nuovi canali per esprimere il represso, senza più bisogno di proiettarlo sul nostro corpo. Io non sono mai stata a “Villa Garda”, quindi ovviamente non ho l’esperienza che mi permetta di esprimere un parere circostanziato circa questa struttura, e non so se “i pareri discordanti” di cui mi parli ti sono pervenuti da persone che sono state ricoverate in questa struttura o, più in generale, da persone che hanno un DCA ed esperienze (o meno) di ricovero in clinica… Il mio parere, come al solito, è sempre quello che fare un tentativo vale sempre la pena: sei maggiorenne, nulla t’impedisce di firmare il foglio di dimissione se dopo un po’ di tempo a Villa Garda vedi che questa strada non è adatta a te (ma bada che sia veramente non adatta a te, eh, non inadatta al sintomo!!... – motivo per cui io in passato ho mollato diverse psicoterapie…), se invece ci vai e ti trovi bene… bè, potresti aver trovato una via…

Veggie ha detto...

@ Sonia – Anche i piccoli gesti quotidiani possono servire a rafforzare la nostra volontarietà, perciò… perché non fare un tentativo anche in questo senso?!... Guarda, io credo che l’importante non sia tanto la bellezza intrinseca del braccialetto, o quanto è azzeccata la frase che ci scrivi sopra… quello che conta veramente è il senso, lo spessore che tu attribuisci al braccialetto e alla frase che ci scrivi… la motivazione che riesce a darti per il semplice fatto che sei riuscita a fare una cosa (per quanto piccola) che possa aiutare te stessa… E’ questo il motore che deve spingerci ad andare avanti…

@ Vele/Ivy – Grazie… sei sempre troppo gentile, tu…

@ La Ely – Grazie Ely, sei un tesoro!!... ^__^

@ Azzurra – Altrochè se ne hai fatti di passi avanti!... E, a poco a poco, ne farai ancora… con pazienza, impegno e determinazione. Io credo che la “gravità” di un DCA non si misuri col numero dei ricoveri o delle flebo fatte, ma dal malessere interiore che genera, da quanto, con le sue ossessioni, scombina la nostra vita… Cosa che non credo le “pro-ana/mia” abbiano la più pallida idea di cosa significhi… E se un braccialetto può dare idea d’identificazione e supporto nella lotta… bè, perché no?!...

GaiaCincia ha detto...

La tua idea è fantastica!!
E la frase mi piace un sacco ^^

 
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