Come gli alchimisti trasformavano il ferro in oro… voi potete trasformare l’oscurità in luce. Siete tutte benvenute.

venerdì 31 maggio 2013

Quando gli amici non capiscono il tuo DCA

I rapporti con gli amici sono così carichi di emozioni, che spesso rendono impossibile il riuscire a vedere la persona che si ha di fronte in maniera del tutto oggettiva. E, come molte di noi ben sanno, spesso l’anoressia intorbida ancora di più le acqua dell’amicizia.

C’è una bella differenza tra il rimanere a guardare qualcuno che si auto-distrugge, e il provare a supportare una persona che decide di percorrere la strada del ricovero. Il fatto è che è molto difficile per un sacco di gente comprendere un DCA o la lotta contro di esso, per il semplice fatto che non l’hanno provato sulla propria pelle, e quindi non riescono a percepire fino in fondo le mille e poi mille sfumature correlate a queste malattie. È per questo che, in certi casi, capita che gli amici diano una sorta di ultimatum: o ci decidiamo a stare meglio, preservando così l’amicizia, o continuiamo a stare male, e gli amici se ne andranno per la loro strada. Non perché siano persone cattive o perché non ci vogliano bene, ma per il semplice fatto che si trovano posti di fronte ad una situazione che non conoscono, e quindi ad una situazione difficile da gestire, che li fa sentire incapaci di rimanere nel rapporto.

È impossibile far capire ad un amico cosa significhi veramente avere un DCA, perchè si capiace solo quello che si è provato sulla propria pelle, per il resto si può solo provare ad empatizzare; quindi tutto quello che possiamo fare è cercare di spiegarglielo come meglio riusciamo (se proprio dobbiamo), e sperare che la persona che abbiamo di fronte sia abbastanza empatica da comprendere, e sufficientemente supportiva da poterci stare vicino e darci una mano. Molto spesso è l’anoressia stessa che ci spinge ad allontanare tutti gli amici che avevamo, perciò, prima di assecondarla, e prima di guardare agli amici che non capiscono il DCA come a persone che non ci vengono incontro e che quindi non s’interessano di noi, sarebbe opportuno cercare di metterci nei loro panni: non si allontanano perché non ci vogliono bene o perché non vogliono che abbiamo un DCA, ma perché siamo noi stesse a mettere dei paletti, a erigere dei muri, ad essere scostanti nei loro confronti, a trasmettergli la sensazione che non li vogliamo vicini e che l’anoressia la farà da padrona in eterno. Questo è frustrante per chiunque, anche per gli amici che ci vogliono più bene. Inoltre, anche loro ci stanno male se vedono che noi stiamo male, e poiché, come si suol dire, “non guardare e non soffrirai”, per loro può essere emotivamente più facile prendere le distanze. È un loro diritto.

Questo, ovviamente, non significa giustificare gli amici in tutto quello che fanno: può capitare che gli amici abbiano aspettative non realistiche sul nostro percorso di ricovero proprio perché non conoscono adeguatamente l’anoressia, e che se noi non siamo aderenti si allontanino perché non sono più in grado di gestire la situazione. Questo può far star male, ma ciò non significa necessariamente che voi abbiate fatto qualcosa di sbagliato, né che non vi state impegnando abbastanza nel vostro percorso di ricovero.

Un amico non può chiedervi di promettergli che non avrete più comportamenti alimentari erronei, e che non permetterete più alla malattia di avere la meglio su di voi. È vero, molti aspetti della strada del ricovero sono sotto il vostro controllo, ma non tutte le cose della vita lo sono. Nessuna può fare promesse così grosse, anche perché l’amicizia non può essere basata su obiettivi da raggiungere.

Ad ogni modo, se un amico decide di voltarvi le spalle mentre voi siete alle prese con un DCA, è un suo diritto. Non tutti sono in grado di gestire la difficile relazione d’amicizia che si viene a creare con una persona che ha un DCA. Non è colpa loro. Ma non è neanche interamente colpa vostra.

Provate ad immaginare questo. Ci sono un ragazzo ed una ragazza che sono sposati da alcuni anni, stanno bene insieme, e non hanno particolari problemi. Ad un certo punto, a poco a poco la ragazza diventa tossicodipendente, e per il ragazzo diventa difficile gestire la situazione. Ad ogni modo, continua a volerle bene e a supportarla nel suo tentativo di fare a meno della droga giorno dopo giorno. Lei magari chiede aiuto ad un Se.R.T., e lui continua a volerle bene e a starle vicino. Forse le cose le vanno bene per un po’, poi ha una ricaduta. Questo diventa ancora più difficile da gestire, per il ragazzo. La cosa si ripercuote anche nella sua vita. Magari la ragazza vuole fare davvero a meno della droga e continua a cercare di combattere, tenta nuovamente d’intraprendere la strada del ricovero, le cose migliorano un’altra volta, ma ha anche le sue giornate-NO. Ogni tanto ha delle ricadute. Si rialza, e poi ricade. Ogni singola ricaduta è sempre più difficile da gestire per il suo ragazzo. Alla fine, dopo anni in cui si trascina questa situazione di alti e bassi, anche se il ragazzo sa che la ragazza sta continuando a cercare di lasciarsi alle spalle la sua tossicodipendenza, non ce la fa più a tenere duro, a resistere. Così vuole che la ragazza gli prometta di non assumere droga nuovamente, o lui se ne andrà una volta per tutte. Lei non riesce a fare questa promessa, perché è terrorizzata dall’idea di poterla infrangere. Tutto quello che può fare è provare a fare del suo meglio giorno dopo giorno e a chiedergli di supportarla ancora. Ma lui non riesce più a stare nella situazione, perché ha anche la sua vita da vivere e non riesce più a gestire i suoi sentimenti, così decide di lasciarla.

Nessuna delle due persone, in questa situazione, è colpevole. Una ha un serio problema, che tenta costantemente di combattere. L’altro può dare affetto e supporto, ma solo fino ad un certo punto, perché poi deve anche pensare a preservare se stesso e la sua vita. La ragazza ha tutto il diritto di dire che tutto ciò che può fare è cercare di fare del suo meglio per percorrere la strada del ricovero giorno dopo giorno, perché non vuole più essere schiava della tossicodipendenza. Il ragazzo ha tutto il diritto di dire che non riesce più a reggere una situazione così difficile, e non ce la fa a starle dietro perché ne va della sua qualità della vita. È un bivio.

Rapportate questa storiella alla vostra relazione con i vostri amici ed amiche. I ruoli sono essenzialmente gli stessi. Arriva un momento in cui l’anoressia porta inevitabilmente un’amicizia alla chiusura. Forse l’amico che oggi vi sbatte la porta in faccia, un domani vedrà i vostri cambiamenti, i vostri progressi, il vostro impegno, e capirà che tutto quello che potete fare è combattere un giorno alla volta, e deciderà di rientrare nella vostra vita. Forse deciderà di staccare per un po’, di prendere le distanze per un po’, per poter tornare da voi con rinnovata speranza, aspettative più ragionevoli, e consapevolezza della necessità di supportarvi nonostante la scostanza che produce l’anoressia.

Combattere contro l’anoressia e, allo stesso tempo, mantenere un’amicizia è un duro lavoro. L’amicizia richiede tempo, emozioni, dedizione, fiducia e comunicazione. Spesso gli strappi che si vengono a creare tra chi ha un DCA e i suoi amici non dipendono dal fatto che una ha un DCA e l’altro no, ma perché entrambi si vogliono bene, ed è difficile gestire l’affetto quando c’è l’anoressia di mezzo.

Ci sono passata, perciò so quanto sia brutto perdere degli amici a causa dell’anoressia, anche perché percorrere la strada del ricovero è già abbastanza difficile anche senza perdere un amico durante il percorso, ma tutto quello che si può fare è prendere ogni giorno come viene, e lavorarci su. In ogni caso, qualsiasi cosa succeda, sappiate che fintanto che sceglierete ogni giorno la strada del ricovero, starete facendo la cosa più importante. Quello che gli amici fanno e pensano, esce dalla sfera delle cose che è possibile controllare. Potete certamente provare a parlare con loro, se sono persone a cui davvero tenete, e provare a spiegare cosa significhi avere un DCA e cosa comporti ma, alla fine, la persona che avrete di fronte farà comunque la sua scelta. Ma percorrere la strada del ricovero da sole è ancora più difficile, perciò… quale che sia la sua scelta, mettetecela tutta per cercare di avere un futuro insieme… perché io davvero credo che l’amicizia (oltre la salute, ovviamente) sia la cosa più bella ed importante della vita.

26 commenti:

Musidora ha detto...

Ciao Veggie, ti ho appena nominata nel mio ultimo post.
ogni tanto vengo a leggerti anche se non commento, non è esattamente un periodo facile, insomma, ricaduta e non serve dire molto altro.

un grande e forte hug bellezza,
Musi

Sheerin ha detto...

Ciao Veggie :( Saggia come sempre vedo :) Sono Padme,, non so se ti ricordi di me .. sto per iniziare un nuovo blog . Va tutto bene,, poi racconterò .. :) Finalmente mi sento viva . Un bacione .
Shee

ela87 ha detto...

Posso solo dire che hai pienamente ragione!

Rainbow ha detto...

Anche la mia terapeuta me lo diceva sempre, che le persone hanno il diritto di allontanarsi, in risposta al mio "Se ne vanno tutti, sia che sappiano sia che non sappiano, prima o poi vanno via tutti". E mi capitava di concludere, nei momenti più disperati, con un "Tanto vale che allontani io per prima".
E' importante, così almeno ho imparato, che un allontanamento non significa necessariamente una rottura: è vero che le persone se ne vanno, ma è anche vero che, se in realtà ci tengono e soprattutto se trovano i giusti spiragli, tornano. Non è un abbandono, è un sollevare le mani e dire "Ehi, io più di così non riesco: se ti sto vicino non ti aiuto, non so come fare perché non me lo permetti". Se ci si pensa, siamo noi i primi ad allontanare con i silenzi, le bugie, il troppo dolore.
Personalmente, ho impiegato un bel po' prima di vedere le cose lucidamente. Perché, concentrata com'ero nel nascondere tutta la negatività che il DCA porta indiscutibilmente con sé, non parlavo mai di me, mai, per paura di non essere capita o, peggio, di essere giudicata. Chiedevo agli amici come stessero, mi informavo sulle loro vite, volevo star loro vicino quasi a compensare la loro assenza nei miei confronti. Ma un rapporto di amicizia deve essere equilibrato: se ci sono muri che non si vogliono abbattere, quelli prima o poi allontanano; tuttavia, una volta tolto un mattone da quel muro, è più semplice togliere l'altro e poi l'altro ancora, e l'amico dall'altra parte, quello vero, vedendo nella pratica il miglioramento, anche se minimo, ne riconoscerà gli effetti. Garantito. :)

Gre ha detto...

Bellissimo post come sempre :)
Io posso dire che ho avuto una grandissima fortuna! Mi sono aperta con una mia compagna di classe,ci conoscevano da tanto ma non eravamo esattamente migliori amiche, non lo siamo nemmeno adesso ma lei non so come fa a capirmi sempre o quantomeno mi ascolta e cerca di aiutarmi! Per me c'è sempre, mi è stata vicina nel l'anoressia, ora sa quando mi abbuffo ed è sempre pronta quando mi devo sfogare, le devo un grazie enorme per questa cosa!
Per il resto mi sono allontanata con altre persone, le quali sanno di me ma quest'anno nemmeno mi parlano più, ma una volta uscita (più o meno) ho fatto nuove amicizie e tutto sommato non va così male, forse sono stata fortunata!

Pulce ha detto...

Quando mi sono ammalata, i miei amici non mi hanno voltato le spalle, ma semplicemente non mi hanno mai chiesto se stavo bene, se stavo male, se volevo parlare, se volevo uscire. Mi hanno messa da parte nel gruppo, anche perché io ero la prima ad isolarmi....a dare importanza solo alla scuola, scuola e voti...
Poi sono stata ricoverata, e ho aperto gli occhi. Ho visto il mondo con occhi diversi, ho capito che gli amici servono, che uscire serve a svagare la mente. Ho avuto la fortuna di riprendere l amicizia con una ragazza amica d infanzia e che mi sta aiutando tantissimo...ha una grande pazienza. Non parliamo molto della malattia, mi tratta come una persona normale, e questo non mi rende abbattuta, anzi, lei mi da la forza per voler cambiare...per essere un giorno migliore.
Un abbraccio Veggie

Anonimo ha detto...

Per fortuna ormai non ho più amicizie :)

Anonimo ha detto...

Sono stata un po' sfortunata nelle amicizie...certo anche perchè io mi sono isolata per prima...ma nessuno mi ha mai cercata...eh vabè...capitano anche queste..so che è molto più colpa mia che degli altri...neanch'io riuscirei a starmi vicino e sopportarmi
je

Elle; ha detto...

Già.
Il punto è che molte persone hanno bisogno di qualcuno che gli dia sicurezza. E che quando vieni travolta dal DCA sicurezza non ne hai più.
Ecco perché voglio uscirne. Voglio ridargli la sicurezza che gli davo quando il DCA non ero io.

(Mai più)Enigma ha detto...

E' difficile persino per me che l'ho passato e so cosa significa, cercare di aiutare le mie amiche che sono ancora nel pieno dei d.c.a... Immagino per un amico che non sa di cosa stiamo parlando...!

(Mai più)Enigma ha detto...

p.s. ora -forse- sul profilo appare anche il blog ;)

Wolfie ha detto...

Sono tornata!!!!!!!!! Parigi è una città bellissima!!!!!!!!!!!
Va bene, dopo aver detto questo che non c’entra niente con il post, passo a dire che concordo pienamente sul fatto che gli amici e le amiche siano di grande importanza quando si deve combattere contro il nostro dca. Se anche non possono fare niente di concreto, perché alla fin fine siamo solo e soltanto noi a poter fare qualcosa per noi stesse, ci possono comunque supportare, incoraggiare nei momenti più difficili (e ce ne sono, caspita se ce ne sono!!!!!!!), e anche questo può servire tantissimo.
Anch’io nei momenti in cui la bulimia era totalitaria nella mia vita non avevo sostanzialmente pià amici, ma non do la colpa a loro, è successo soprattutto perché io per prima ho cominciato ad isolarmi, perché mi sentivo in ansia se dovevo mangiare in pubblico, o comunque il presenza di altri, per cui ho cominciato a rifiutare qualsiasi invito fuori con le mie amiche, perché temevo che si sarebbe finito per mangiare qualcosa, e mi mandava nel panico l’idea che essendo insieme a loro non avrei potuto vomitarlo subito, e peggio ancora l’idea che mi potessi lasciar andare e mi abbuffassi. E poi mi sono isolata anche perché il dca mi condizionava in qualsiasi cosa, e io non ero più in grado di farvi fronte e di reggere contemporaneamente il rapporto con gli altri, quindi pian piano ho finito per allontanare tutte le amicizie.
Oggi me ne pento molto, perché ho allontanato anche amicizie che, se le avessi invece coltivate, sarebbero potute diventare veramente importanti, ma d’altronde mi rendo anche conto che è stato il dca a farmi comportare in questo modo, che in quei momenti non ero per niente lucida rispetto a quello che facevo, e anche questo aver allontanato le amicizie fa parte di quel quadro di mancanza di lucidità che avevo. Penso però che se avessi avuto sempre delle amiche vicino, forse sarei caduta meno in basso, o comunque mi sarei ripresa prima.
Ora fortunatamente le cose vanno meglio, perché col tempo, combattendo contro la bulimia, sono riuscita a riappropriarmi di tante cose che il dca mi aveva portato via, e sono riuscita a stringere nuove amicizie (anche grazie all’università) e a trovare un fidanzato, e mi reputo molto fotunata per tutto questo. E sono felice di avere accanto persone che mi vogliono bene e che mi supportano, perché in questo modo combattere contro la bulimia è sempre difficile, ma per lo meno so di avere vicino persone su cui posso davvero contare!!!!!!!!!!!!
Un bacioneeeeeee!!!!!!!!!!!!!!

Guido Piangatello ha detto...

Su Terra2 (la terra dove l'amore è positivo) l'anoressia è scomparsa e con essa il problema di capire le anoressiche.
Peccato che Terra2 esisterà, nella migliore delle ipotesi, tra 7 anni.
Comunque se ne potrebbe anticipare la nascita anche a domani, se si trovasse qualche ragazza interessata a conoscerla e tra di loro se ce ne fossero poi almeno due che si innamorano di essa.
Se nessuna vuole nemmeno sapere di che si tratta, ditemi, come non pensare che le persone si vogliono tenere i problemi dei quali si lamentano?

trappolapertopi2 ha detto...

ho sempre pensato che questo fosse un altro argomento su cui i disturbi alimentare spesso si auto-contraddicono. da una parte c'è la bassa autostima, dall'altra però quest'idea che gli amici avrebbero il dovere di starci vicino, e che è ingiusto se ci abbandonano. non parlo per tutti, ovvio, ma spesso è così.
io nelle fasi peggiori non sarei nemmeno stata vicina a me stessa, non capisco come facessi a lamentarmi che le persone mi lasciavano sola. anzi, peggio: io facevo di tutto per allontanare le persone, e poi mi sentivo sola.
come dici tu, le persone si allontanano, e alla fine ne hanno il diritto. siamo noi che dobbiamo fare di tutto per tenerceli stretti, anche se magari il disturbo alimentare tende a metterci i bastoni fra le ruote. ma credo comunque sia un nostro dovere, piuttosto che un nostro diritto. la malattia non ci mette su un altare, dopotutto. e credo che, come dici tu, lo sforzo ne valga la pena, e che alla fine se riusciamo a trovare il supporto di qualcuno il percorso di recovery è molto più semplice che da soli.

trappolapertopi2 ha detto...

oddiosanto questo tizio che ha commentato sopra di me ha commentato anche nel mio blog. quello che ha detto nel mio blog è okay ma il commento qua sopra è orrido. LE PERSONE SI VOGLIONO TENERE I PROBLEMI DI CUI SI LAMENTANO? che si traduce con: noi vogliamo tenerci i nostri disturbi alimentari solo perché non vogliamo scoprire questa cavolata di terra2 di cui parla lui dove l'anoressia non esiste? ma per favore. ognuno può portare avanti tutte le idee balorde che vuole, ma il commento a parer mio è altamente offensivo.

O.A.S. ha detto...

tornata da pochi giorni,da un ricovero in ospedale,ci sono finita per sbaglio,per uno stupido malore... La prima cosa che mi sono sentita dire da una dottoressa? 'Fai diete strane?' '...sì' 'Allora lo sai che la colpa di tutto questo è solo tua?!?' (parole testuali) '...sì' 'allora ti teniamo un po' qua visto che fai così'. Verdetto:quattro giorni di digiuno assoluto, neanche acqua,sopravvivevo con la flebo,mia madre ha firmato per farmi uscire visto che restando là rischiavo parecchio (oltre ad aver contratto una brutta influenza dalle altre pazienti visto che non hanno pensato al fatto che avevo le difese immunitarie sotto terra)e che loro non volevano assumersi la responsabilità di dimettermi (anche queste parole testuali,ovviamente prima mi ricoverano,poi mi strapazzano,poi 'eh no,io la responsabilità non me la prendo,però se sta qua rischia,quindi è meglio se la fa uscire,solo che sulla carta risulterà che lei ha firmato contro il parere medico'). Episodi simili l'anno scorso al cda e successivamente all'ospedale psichiatrico. Poi sono quelle sciroccate di anoressiche e bulimiche che si rifiutano di farsi curare. In terza media la mia malattia era evidente (anche se la negavo) e mi toccavo sentire dai miei ormai ex prof durante la lezione di scienze sullo sviluppo umano 'il ciclo può sparire in caso di malattie, a proposito *O.A.S.* tu ce le hai ancora?' o peggio sentivo dire i prof ai miei compagni di classe 'quella lì andrebbe presa a calci nel sedere,statele lontano se no vi contagia'. Io non potevo difendermi nè dire tutto ai miei perchè loro in quel periodo vivevano ancora con le bende sugli occhi e avrebbe significato svelargli tutto. E poi sono 'ste pazze di anoressiche e bulimiche che allontanano tutti. Amicizie sincere? Sguardi vuoti e lontani se ti va bene,cattiverie se ti va male. Solitudine in ogni caso. E poi sono i blog pro ana ad essere aboliti. Massì caro @Guido Piangatello,portami su Terra2 perchè ti giuro che Terra1 non la sopporto più.

Ilaria ha detto...

Un DCA è difficile da "capire"... Ci sono rimasta malissimo quando quei pochi veri amici che per me erano un punto di riferimento se ne sono andati... ho toccato il fondo da sola, e mi sono sentita "abbandonata"... ma ripensandoci a mente lucida, non li biasimo. I genitori sono "costretti" in qualche modo a starci vicini, ci hanno messi al mondo, hanno delle responsabilità nei nostri confronti, sentono di averle, ci vorranno sempre bene nonostante tutti i nostri sbagli...
Per gli amici è diverso, l'amicizia dovrebbe essere un rapporto alla pari... con un disturbo del comportamento alimentare non è possibile averlo!
Avrei voluto che i miei amici stessero sempre lì a rassicurarmi, ad aiutarmi... ero io che pretendevo troppo da loro!
Interessante spunto di riflessione questo post, ma mi ha fatto tornare in mente ricordi nostalgici a cui non pensavo più da anni ormai :(
un abbraccio come sempre

EsseCi ha detto...

Mi é piaciuto questo post, anche se faccio un po' di fatica a ritrovarmici. Forse é perché io e il mio dca siamo cresciuti insieme...e in un certo senso mi ha fatto evitare questo genere di situazioni. Chi diventava mio amico o non se ne accorgeva, o lo sapeva e lo accettava. Credo che almeno per questo io sia stata fortunata.
Ricordo che la prima volta in cui parlai apertamente dei miei problemi ad una amica, lei disse "l'ho sempre saputo, lo sappiamo tutti...lo diceva anche mia mamma". Non capiva cosa mi servisse, non lo capisce ancora adesso, ma a me va bene così...e credo che lei sia contenta dei piccoli progressi che ho fatto negli anni. Si fa quel che si può...e si accetta anche la lontananza, se é quel che serve.

mary ha detto...

HO una domanda che esula dal post, ma vorrei davvero riuscire a capire qualcosa in più. Per adesso so che l'anoressia è un disturbo mentale (del comportamento alimentare)e non certo un capriccio attuato per dimagrire e piacere, anzi una persona anoressica non è neanche interessata a ciò e sa di non essere attraente quando è quasi scheletrica. Ci sono i blog pro-ana in cui la gente immatura e ignorante sull'argomento esalta la dea Ana, portatrice di poteri quali il fisico perfetto, la pancia piatta, tutto ciò infiorettato da pagine di diari in cui scrivono cosa si sforzano di non mangiare e i trucchi per vomitare (disagiate, ma non anoressiche). E fin qui non dovrei aver tirato troppi sfondoni anche se per fortuna non ho mai avuto nessun dca. Non riesco a capire una cosa però: se per esempio una ragazza smette di mangiare per 1 mese (ora forse ho esagerato, facciamo anche meno) può esere considerata anoressica? Ho letto un intervista in cui una ragazza era anoressica e non ha mangiato x 1 mese (nonostante ciò lei correva, studiava ottenendo ottimi voti) allora la sorella per capire qualcosa e aiutarla ha voluto provare l'esperiemento, solo che lei è svenuta il secondo giorno, non aveva la forza di alzarsi dl letto, non poteva studiare,ecc....quindi come si spiega anche questa? cosa è anoressia e cosa no ..aiuto e un abbraccio a tutte quelle che stano lottando <3

Veggie ha detto...

@ Musidora – Ciao meraviglia, grazie mille per la citazione sul tuo blog!... Eh, io credo che in un percorso di ricovero le ricadute siano inevitabili… ma credo che a questo punto tu abbia anche acquisito sufficiente consapevolezza da essere perfettamente in grado di rialzarti e ricominciare a combattere, più forte e determinata che mai.
Contraccambio l’abbraccio con uno ancora più forte…

@ Sheerin – Ciao Sheerin/Padme, che piacere rileggerti!... Bentornata!... Passo immediatamente dal tuo nuovo blog, grazie per avermi lasciato il link!... Ti abbraccio forte…
P.S.= Sei la stessa Sheerin che mi segue su Twitter?...

@ ela87 – Thanks!... ^__^

@ Rainbow – Sono molto d’accordo con quello che hai scritto… e capisco perfettamente il ragionamento del “tanto se ne vanno via tutti, quindi tanto vale che me ne vada prima io”. Non è un ragionamento del tutto sbagliato, certo, però è un ragionamento basato sulla sofferenza… e sulla paura della stessa. Anzi, io credo che, nel momento in cui si ha un DCA e si vede un amico che sia allontana, non bisogna puntare i piedi ed incaponirsi cercando di tenerselo più stretto che mai, perché quello si sentirà soffocare, e a maggior ragione se ne andrà… se, nonostante (o proprio a causa della) situazione, un amico decide di allontanarsi, forse è anche giusto lasciarlo andare… se è vera amicizia, prima o poi tornerà. Se non tornerà, vuol dire che non era stata veramente amicizia… e allora, una persona incapace di vera amicizia, è meglio perderla che trovarla…

@ Gre – Grazie!... E, tra l’altro, mi fa davvero piacere che, nonostante il DCA, tu abbia trovato delle amicizie pronte comunque a sostenerti… è davvero una bella cosa. Sì, sei stata proprio fortunata… ed è una fortuna che ti devi tenere stretta, perché è davvero una cosa meravigliosa.

@ Pulce – Guarda, io credo che tu abbia detto una cosa importantissima sottolineando l’importanza del ruolo che attualmente sta ricoprendo la tua amica d’infanzia… Io penso che le amicizia che più ci aiutano quando stiamo combettendo contro un DCA, siano proprio quelle che non danno molta importanza al DCA stesso… e che ti trattano come persone “normali”… perché è esattamente quello che siamo. Perciò, tieniti stretta questa ragazza… sono certa che potrà essere per te un valido supporto anche nei momenti peggiori…

@ Anonimo (01 Giugno 2013, ore: 11.42) – Mi dispiace tantissimo per te, perché una vita senza amici dev’essere veramente una vita di merda.

@ je – Io penso che, se proprio di “colpa” vogliamo parlare (ma a me non piace la parola “colpa”, perché fa sembrare una delle due parti nel torto, tutt’al più preferisco usare “responsabilità”), è comunque un qualcosa che non dipende solo da te o solo dagli altri, ma da entrambe le parti… E quello che tu dici che non riusciresti a starti vicino e sopportarti… è in realtà l’anoressia che ti rende una persona difficile a cui stare vicino e da sopportare. Tu stessa senza l’anoressia, ne sono certa, sei una ragazza meravigliosa…

Veggie ha detto...

@ Elle; - Hai ragione, un DCA toglie molte sicurezze… e il volerle riacquistare è senz’altro una buona ragione che può spingere a combatterlo… Ma, in ogni caso, sappi che tu non sei, né sei mai stata, il tuo DCA. Perché un DCA non è un qualcosa che SEI, è semplicemente una malattia che HAI. Ti abbraccio forte…

@ (Mai più)Enigma – Hai ragione, penso anch’io che per chi non ha mai vissuto un DCA sia estremamente difficile stare vicino ad una persona che invece ce l’ha, perciò… onore al merito per chi ci prova!... E per chi ce la mette tutta, a prescindere dal risultato… hanno la mia stima…
P.S.= Sì, adesso riesco ad accedere di nuovo al tuo blog!... Grazie!!... ^__^

@ Wolfie – Bentornata, parigina!... Mi fa piacere che tu abbia trascorso una bella settimana in Francia!... Grazie per il tuo commento… anche secondo me l’amicizia è una componente fondamentale nel percorso di ricovero… E spero davvero che tu potrai tenerti strette le persone che hai vicine adesso… Perché sono davvero importanti…

@ Guido Piangatello – Nel dipartimento di Psichiatria dell’ospedale di Careggi (ove i matti vengono opportunamente ricoverati) la psicopatia è scomparsa e con essa il problema degli psicotici che lasciano commenti completamente folli sui blog altrui. Peccato che tu non ci verrai ricoverato, se non fai richiesta, nella migliore delle ipotesi tra 7 anni. Comunque si potrebbe anticipare il tuo ingresso anche a domani, se si trovasse qualche psicofarmaco che ti seda a sufficienza da farti smettere d’impezzare la blogosfera con i tuoi deliri o, in alternativa, se si trovasse qualcuno che telefona alla neurodeliri per farti venire a mettere una camicia di forza. Ma se tu non vuoi nemmeno provare a farti curare dal bravo psichiatra di cui hai palesemente bisogno, dimmi, come non pensare che tu ti voglia tenere la follia che ti fa andare in giro a scrivere tali puttanate?

@ trappolapertopi2 – Bè, direi che le contraddizioni nell’anoressia non sono una novità… Pensa solo alla parola “anoressia”… mi pare di aver letto che in greco antico voglia dire qualcosa come “assenza di appetito”… ma non direi proprio che questa sia una caratteristica di questa malattia… per cui, il DCA è contraddittorio anche nel nome. E’ verissimo quel che dici rispetto al fatto che quando si è nel pieno del DCA si cerca di fare di tutto per allontanare le amicizie… senza forse renderci conto di quanto, invece, potrebbe essere utile tenere vicine queste persone, perché magari ci staccherebbero un pochino dalle ossessioni del DCA stesso… Penso anch’io, perciò, che sia molto importante cercare di tenersi strette le persone cui teniamo di più… non che sia facile, anche perché l’anoressia rema altamente contro, però credo che sarebbe… bè, sano. Per questo dovremmo mettercela tutta.

Veggie ha detto...

@ O.A.S. – Sulla vicenda del ricovero non commento, non essendo a diretta conoscenza dei fatti… L’ospedale in cui io faccio tirocinio ha protocolli molto diversi, però non sono ovviamente in grado di commentare, e men che meno di giudicare, relativamente a strutture ospedaliere e medici che non conosco… In quanto invece a quello che ti dicevano i tuoi ex-prof in 3^ media… bè, mi sembrano i classici commenti derivanti da persone totalmente ignoranti in merito ai DCA, che non solo non ne sanno niente, ma neanche gliene frega niente di saperne qualcosa, e vanno avanti solo per preconcetti e sentito dire. Quello che questi insegnanti dicevano ai tuoi compagni su di te è veramente ignobile… viene da chiedersi come a simili persone venisse permesso d’interagire con dei ragazzini… alla faccia degli educatori!... Comunque, io credo che le persone che ti hanno ignorata e quelle che ti hanno detto cattiverie, non meritano neanche lontanamente l’appellativo di “amici”… fanno parte dell’ampia risma di persone pronte a giudicare senza neanche provare a capire. Lascia perdere questa gentaglia e cercati amici che ti rispettano per la persona che sei, a prescindere dal tuo DCA, perché tu sei molto oltre un mero disturbo alimentare.
P.S.= E, tra l’altro sì, con tutto il rispetto che posso avere per la liberà d’espressione, spero proprio che i blog pro ana vengano, se non proprio aboliti, quantomeno totalmente privatizzati.

@ Ilaria – Sono molto d’accordo con quello che hai scritto… Ed è vero, è triste che un DCA, tra le sue molteplici conseguenze, comportino la perdita degli amici… Però io credo che un percorso di ricovero implichi anche il riuscire a ricostruire dei rapporti d’amicizia… magari con persone diverse rispetto a quelle che frequentavamo prima… ma che ci possano comunque permettere di ricrearci un percorso di vita… con rapporti nuovamente alla pari.

@ EsseCi – Io penso davvero che avere accanto degli amici supportivi, o che comunque in qualche modo riescono a “convivere” con DCA, sia sicuramente positivo… e poi, forse, l’idea di tenersi stretti degli amici a cui teniamo potrebbe essere una buona ragione per continuare a combattere, no?!...

@ mary – No, mary, non hai tirato affatto sfondoni… hai scritto cose assolutamente giuste. Ed è proprio in virtù di quel che hai scritto che, in realtà, già nella prima parte del tuo commento c’è la risposta alla tua domanda. Pensaci, tu hai scritto: “l'anoressia è un disturbo mentale e non certo un capriccio attuato per dimagrire”… e dunque, cosa significa implicitamente questo? Che il disturbo parte dalla mente e non dal soma. Per cui, l’identificazione di una persona malata di anoressia non si può basare in alcun modo su quanto/come mangia, e nemmeno sulla lunghezza del suo digiuno, perché se fossero questi i parametri di valutazione, se fossero solo quelli riferiti alla fisicità, la ragazza in questione mi sembrerebbe più pro ana piuttosto che anoressica. Per capire cos’è anoressia e cosa no bisogna indagare sulla psiche: bisogna vedere quali pattern mentali la persona mette in atto nel momento in cui imposta le sue giornate (non meramente da un punto di vista alimentare, ma molto più in generale), e quali i suoi veri problemi, che copre con un sintomo che è la restrizione alimentare. Chiunque, se vuole, può stare senza mangiare per, diciamo, un mese… ma questo non vuol dire che allora chiunque abbia l’anoressia. Per cui, per vedere se una persona ha l’anoressia o meno, ci vuole una valutazione psichiatrica, che è l’unica modalità idonea a stabilire la presenza o meno della malattia. Un abbraccio!...

Marcella ha detto...

Parlare di amici con questa facilità non mi sembra esatto,gli amici veri si contano sulle dita di una mano,se sei fortunato.Io di amici ne ho 2.Punto.Tutti gli altri non li chiamerei così e penso che per gli altri non sia molto diverso....non sono importanti solo loro ma anche avere un fidanzato che è fondamentalmente anche il tuo migliore amico,una famiglia...quindi per la ragazza che sostiene di non avere amici io non le direi mai che ha una vita di merda perchè ho avuto anche io fasi della mia vita dove stavo da sola ma la mia vita non è mai stata una merda in quanto la persona più importante è me stessa e la mia mente dalla quale tutto può scaturire.Ed è meglio stare soli che con una manciata di falsi amici...quindi ragazza senza amici non disperare,se vorrai potrai trovare anche tu delle persone di supporto che potrebbero anche essere un fratello o un fidanzato.Ma l'amico più grande lo troverai solo ed esclusivamente dentro di te,dentro quello che sei e puoi essere.

Veggie ha detto...

@ Marcella – “Nessun uomo è un’isola”, diceva John Donne in una delle sue poesie… e io credo che questa frase racchiuda il senso della vita, anche in chiave evoluzionistica. Se fossimo fatti per vivere come singoli, infatti, la razza umana si estinguerebbe nel giro di pochissimo tempo. Al di là della mera sopravvivenza come specie umana… se ci bastassimo, se ci esaurissimo in noi stesse, saremo non solo molto più interiormente vuote come persone… ma soprattutto perderemmo una parte che ritengo fondamentale nella vita, e cioè la possibilità d’interscambio… chi la pensa come noi, e con chi la pensa diversamente da noi… perché è questo che ci arricchisce e ci fa crescere come esseri umani. Se pensassimo di bastare a noi stesse, ma soprattutto se pensassimo che TUTTO può scaturire dalla nostra propria mente – oltre all’evidente presunzione insita in questa considerazione – ci toglieremmo l’importantissima possibilità d’interagire con gli altri e di scoprire millemila sfaccettature di noi stesse e della vita che da sole, avendo cioè soltanto il nostro univoco punto di vista, non riusciremmo mai ad estrapolare… Questo non significa, ovviamente, che allo stesso tempo non ci sia bisogno di cercare sia di essere amiche di noi stesse, sia di avere dei ritagli di tempo in cui stare sole con noi stesse perché c’è bisogno di pensare – perché anche questo è parte della nostra vita, ed ha la sua rilevanza – però non bisogno fossilizzarsi sull’idea che vada bene anche se c’è questo e basta, perché questo comporta una chiusura verso il resto del mondo che, di conseguenza, rende difficile anche il riuscire a trovare amici sinceri…
P.S.= Il commento della ragazza senza amici, dato il contenuto del mio post, era una palese provocazione e presa di culo. E io rispondo pan per focaccia.

Marcella ha detto...

Ah si?io invece pensavo parlare seriamente...ultimamente perdo colpi.
Comunque io non ho detto che uno deve restare solo ecc e sono d'accordo che nessun uomo è un'isola ma continuo a credere che il nostro potere più grande derivi dalla forza della nostra mente e questo non significa che sia l'unica forza o che per usarlo dobbiamo diventare eremiti..

Marcella ha detto...

*parlasse. Perdo davvero tanti colpi,si.

 
Clicky Web Analytics Licenza Creative Commons
Anoressia: after dark by Veggie is licensed under a Creative Commons Attribution-NoDerivs 3.0 Unported License.