Come gli alchimisti trasformavano il ferro in oro… voi potete trasformare l’oscurità in luce. Siete tutte benvenute.

venerdì 26 luglio 2013

Ansia, anoressia ed estrogeni: uno studio da prendere con le pinzze

Recentemente – stranamente attraverso Twitter! – ho scoperto un report su una recente scoperta che parrebbe mostrare come un incremento della concentrazione ematica di estrogeni riduca i livelli di ansia nelle persone affette da disturbi alimentari. A primo acchito, sembra una scoperta grandiosa: l’ansia è senz’altro un fattore molto importante nello sviluppo e nella perpetuazione dell’anoressia/bulimia, per cui riuscire a trovare qualcosa che la riduce sarebbe tanta roba!

Di per sè, il discorso non fa una piega.

Il problema è che, indagando un po’ più a fondo, salta fuori che questo studio ha poche e punte basi scientifiche, ed è viceversa molto empirico. Spiacente, ma devo rompere le uova nel paniere di chi, dopo aver letto le prime righe di questo post, si era già precipitata dal medico a farsi prescrivere millemila chili di estrogeni.

Ma lasciate che approfondisca un attimo cos’è saltato fuori da questa ricerca, cos’hanno trovato i ricercatori e (cosa più importante) cosa NON hanno trovato.

Primi due punti, giusto note a margine che mi sono venute in mente non appena ho letto l’abstract di questo “studio” (sono mie considerazioni, non hanno valenza oggettiva, prendetele per quello che sono, ma magari qualcosa di sensato c'è...):

1) Questo studio non è stato pubblicato in nessuna rivista scientifica. Sembra una sottigliezza, ed invece è importantissimo per diverse ragioni: personalmente non conosco tutti i dettagli riguardo a ciò che hanno fatto gli autori dello “studio”, quindi la mia analisi non sarà buona né completa come potrebbe essere se fossi a conoscenza di tutti i particolari. Certo è che parla di endocrinologia, quindi sarà senz’altro stato fatto valutare da degli endocrinologi: se questi ultimi non hanno dato il “via libera” alla pubblicazione, evidentemente vi hanno trovato delle cose non attendibili o comunque stonate.

2) La terapia con estrogeni e la pillola anticoncezionale non sono la stessa cosa. Leggendo alcuni dei commenti pubblicati dagli utenti di Internet in merito a questo “studio”, ho visto che alcune donne affermavano che effettivamente da quando prendevano la pillola anticoncezionale si sentivano meno ansiose. Eh certo, perché da quando prendete la pillola potete chiavare da mane a sera senza correre il rischio di restare incinta, lo credo che siete meno in ansia! (Perdonate la schiettezza, ma talvolta la gente scrive cose che mi fanno cascare le p… braccia). Vorrei peraltro far notare alle ragazzuole pronte ad affermare che da quando prendono la pillola si sentono meno in ansia, che i contraccettivi orali sono una combinazione di estrogeni + progesterone, oppure, nella maggior parte dei casi, progesterone e basta.

 Detto questo, ecco come è stato condotto lo “studio”.

Un team guidato da Madhusmita Misra (medico del Massachusetts General Hospital), ha raccolto un gruppo costituito da 72 ragazze di età compresa tra i 13 e i 18 anni, cui era stata diagnosticata anoressia. Metà di queste ragazze hanno ricevuto una terapia con estrogeni, l’altra metà una terapia con placebo. Le partecipanti sono state seguite per 18 mesi. Sia all’inizio che alla fine della ricerca sono stati dati alle ragazze dei questionari da compilare per valutare le cosiddette “state and trait anxiety” (in mancanza di una traduzione letterale che renda bene in Italiano, direi che si definisce “state anxiety” quanto una persona è ansiosa di fronte ad un evento specifico, e “trait anxiety” quanto una persona è caratterialmente ed in generale ansiosa), nonché la loro percezione della propria immagine corporea.

Da notare che metà delle partecipanti hanno abbandonato lo “studio” prima della fine. Non è insolito che una certa quota delle persone con anoressia/bulimia che vengono coinvolte in degli studi scientifici inerenti la loro malattia decida di uscirne prima della conclusione per svariate ragioni (è per questo che è così difficile trovare studi scientifici completi su malattie come i DCA – i campioni che completano lo studio sono piccoli e quindi statisticamente poco significativi), ma in questo “studio” ha mollato quasi il 50% delle persone coinvolte, che già erano poche, e penso che chiunque capisca che un studio condotto su 37 persone ha una valenza ESTREMAMENTE limitata. Comunque… alla fine dello studio erano rimaste 20 ragazze trattate con estrogeni, e 17 ragazze trattate con placebo. Dunque, numero di persone più o meno equivalente in ambo i gruppi.

Dalle conclusioni tratte da coloro che hanno condotto lo “studio”, pare che le ragazze che sono state trattate con estrogeni abbiano avuto una riduzione dell’ansia maggiore rispetto a quelle trattate col placebo. Anche se, mi verrebbe da aggiungere, dato l’esiguo numero di ragazze residue, penso che non ci siano state abbastanza parteciparti per capire se sia stato un caso fortuito, o se effettivamente gli estrogeni avevano fatto effetto.

È peraltro abbastanza interessante notare come, pur teoricamente riducendo i livelli di ansia, la terapia con estrogeni NON abbia cambiato in alcun modo i comportamenti alimentari, i comportamenti in generale, o la percezione dell’immagine corporea di queste ragazze. I ricercatori sostengono che la terapia estrogenica abbia prevenuto un peggioramento della percezione dell’immagine corporea associato al recupero del peso. Però non specificano quante delle partecipanti abbiano effettivamente ripreso peso (e quanto) durante i 18 mesi dell’esperimento, e non specificano neanche quali psicoterapia e/o terapia di riabilitazione nutrizionale queste ragazze abbiano concomitantemente seguito.

“L’identificazione delle terapie che riducono l’ansia e l’insoddisfazione per il proprio corpo con l’aumento del peso, possono avere un forte impatto in merito alla riduzione delle ricadute” afferma Misra in un’intervista che ha rilasciato QUI. “Queste scoperte hanno un forte impatto sulla terapia dell’anoressia nervosa, perché è possibile iniziare una terapia ormonale con estrogeni fin da subito in ragazze che ne sono carenti”. 
(mia traduzione)

[Nota a margine. TUTTE le donne con anoressia sono carenti di estrogeni: è uno dei principali motivi per cui a un certo punto sparisce il ciclo, e talora non torna neanche dopo aver recuperato peso.] 

Certo, una riduzione dell’ansia può essere importante, ed è senz’altro positiva Il problema è che questo “studio” non dimostra in alcun modo che la riduzione dell’ansia sia efficace nel guarire dall’anoressia, che era l’obiettivo che lo “studio” si poneva di dimostrare. Se si riuscisse veramente a dimostrare che una riduzione dei livelli di ansia migliora anche l’aspetto DCA, sarebbe veramente una gran cosa. Bisognerebbe quantomeno ripetere lo studio su un gruppo numericamente molto più ampio, e fare un follow-up più prolungato, anche per vedere se questo presunto abbassamento del livello di ansia si traduce anche in una riduzione dei comportamenti e dei pensieri tipici del DCA. Anche l’idea che una terapia estrogenica possa ridurre numericamente le ricadute è interessante ma, di nuovo, è necessario un lungo follow-up per vedere se questo sia effettivamente vero, o soltanto un’ipotesi.

È interessante, presumibilmente anche promettente, ma per ora, a mio parere, non credo possa essere considerato un significativo passo avanti.

12 commenti:

Anonimo ha detto...

Uff perchè solo più post da "addetti ai lavori"?
E io che aspettavo pillole di energia prorecovery -.- umpf.
riviste specifiche ce n'è a bizzeffe!!

Sarah995 ha detto...

Bo...onestamente l'ansia, per quelli malati di un DCA, è un fattore molto importante (ad esempio quando dobbiamo mangiare delle cose prescritte dalla dietista e l'amore sosia dice invece che siamo già abbastanza grasse) però non credo che facendo una cura ormonale si riesca a cambiare qualcosa siccome gli ormoni di chi soffre di un DCA sono estremamente "sballati".
Comunque, se poi la ricerca dovesse rivelarsi utile ne sarei molto contenta ma, sicuramente, il numero di campioni preso in esame dovrebbe essere maggiore.

Wolfie ha detto...

Allora, questa volta posso dare un’opinione più diretta: nel senso che io ho un dca, e prendo anche la pillola. Per la mia esperienza, non ho trovato alcun beneficio alla mia ansia (perché sono una persona molto ansiosa, su questo non c’è dubbio) dal prendere la pillola. Non so se è solo una cosa personale, però mi sa l’idea che se ci sono persone che prendevano la pillola, hanno letto quell’articolo, e poi hanno commentato dicendo che effettivamente da quando prendevano la pillola avevano meno ansia, mi sa che si sono lasciate condizionare da quello che hanno letto. Io prendo la pillola da anni perché mi serve come contraccettivo, e non ho notato nessuna relazione tra questo fatto e la mia ansia e neanche con la bulimia. La mia ansia va e viene (così come i miei “attacchi di bulimia” vanno e vengono) a seconda dei periodi della mia vita, se sono più o meno stressanti, di quello che sto facendo, ma la pillola la prendo comunque, quindi non c’è relazione tra il mio prendere la pillola e la mia ansia. Questa è solo la mia esperienza, forse per qualcun’altra le cose vanno diversamente, ma per me è così. Sarei felicissima, guarda, se prendere la pillola facesse ridurre l’ansia: prenderei la pillola dalla mattina alla sera senza interruzioni!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Detto questo, effettivamente trentasette persone per uno studio mi sembrano pochine. Forse l’idea dello studio è buona, ma mi sembra meno buono il modo in cui l’hanno condotto. Forse sarebbe interessante ripeterlo, con un insieme di persone più ampio e più eterogeneo.

Detto questo, a me invece piace quest’impostazione più “scientifica” del blog: anche se io vengo da un’università prettamente umanistica (facoltà di lingue e letterature straniere), sono una persona curiosa, e in passato ho provato a leggere riviste specifiche sui dca per avere una maggiore informazione sulla mia malattia (e soprattutto per vedere se venivano fuori delle terapie utili), ma devo ammettere che, con la mia formazione universitaria, in questi articoli scientifici non ci capivo praticamente niente (è vero, sono “scientificamente ignorante”, purtroppo) perché erano scritti troppo “difficili” per le mie competenze. Invece poter leggere qui informazioni scientifiche che sono anche alla mia portata di comprensione, mi fa davvero piacere!!!!!!!!!!! Detto questo, mi piacciono moltissimo anche i post prorecovery (ho “rubato” quest’espressione al primo commento, è perfetta!!!!!!!!!), quindi vorrei che ci fossero post di ambo i tipi!!!!!!!!!!

Un bacioneeeeeeeeee!!!!!!!!!!!!!

persephoneen ha detto...

Una parola sulla pillola e l'ansia: se leggi il foglietto illustrativo altro che calmarti l'ansia, diventi ipocondriaca!!!! D: Sono felice di non prenderla più, perché comunque non curava il mio problema alle ovaie (pcos) e mi faceva solo stare male x.x

Però una relazione tra ansia e dca c'è di sicuro, è un circolo vizioso! Però non vorrei che nelle terapie per guarire da questi disturbi si imbottissero le pazienti di psicofarmaci, sarebbero private della forza per combattere i propri demoni!

Posso "commissionarti" un paio di post? (se li hai già scritti dimmi dove sono!) Vorrei che scrivessi cosa fanno i medici negli ospedali alle pazienti ricoverate per dca...la mia idea/paura è che le ingozzino e le pesino in continuazione per poi spedirle fuori con un calcio nel sedere appena il bmi supera il valore 18 e i livelli di potassio siano nella norma...non è così vero? Non può essere così...
Poi mi piacerebbe vedere un post che riguardi la frase "non sono ancora abbastanza malata": quali sono i criteri clinici con cui viene diagnosticato un certo dca e quando invece dovremmo allarmarci e chiedere aiuto anche se non siamo ancora sottopeso o sovrappeso. Insomma quali sono i veri sintomi (intendo quelli psicologici) dei dca e non quelli decisi dalle nostre misurazioni...e a chi possiamo rivolgerci quando un medico a cui parliamo del nostro dca non ci prende sul serio perché il nostro bmi è nella norma.
oddio, credo di essere stata un po' confusa nell'esposizione x.x spero che tu ci capisca qualcosa! beh, in caso non fossi stata brava a spiegarmi, provo con una sola frase: ogni tanto potresti fare un post su disturbi alimentari e malasanità? Ok, ora credo di essermi capita xD

Anonimo ha detto...

Wolfie, attenzione : il post specifica che non si parla della "pillola" anticoncezionale, ma di estrogeni, e dunque delle terapie ormonali sostitutive! Vedi punto 2 del post:)

Wolfie ha detto...

Chiedo scusa, mi ero scordata di specificarlo: la pillola che io prendo come contraccettivo è un estro-progestinico (la ginecologa mi ha detto che è quella che da la maggior sicurezza di non concepire), quindi anche se non in dosi così elevate come la terapia ormonale sostitutiva, con la pillola assumo un certo quantitativo di estrogeni (purtroppo del tutto insufficienti a placare la mia ansia, ammesso che quest'effetto sia vero).

PrettyLittleGirl ha detto...

"Eh certo, perché da quando prendete la pillola potete chiavare da mane a sera senza correre il rischio di restare incinta, lo credo che siete meno in ansia!"

Ahahah!!Non ho potuto fare a meno di ridere!:)

Comunque, tornando a cose serie..
Io faró un pó l'avvocato del diavolo nel senso che, a me sembrerebbe un po come chi vuole liberarsi degli attacchi di panico con i fiori di bach..
Magari prendi un farmaco che puó essere anche efficace, ti passa il panico e man mano stai meglio, cosi tutto diminuisce..Poi dopo un po, ecco che hai un problema nella tua vita, uno di quelli che non sai gestire e ti ritrovi di nuovo col panico e a riprendere i fiori di bach. perché in realtá quel panico non sai come é spuntato ne che origini profonde ha.
Per cui io direi: ok magari potrebbe essere una buona cosa facendo dei maggiori studi sulla combinazione di estrogeni- terapia concomitante effettuata dalle varie pazienti e vedere come puó giovare un aiuto di questo tipo..
Oppure mi vengono in mente, che so, i casi di pazienti gravissime e "ostinate" che hanno bisogno di un intervento tempestivo e hanno provato 1000 terapie diverse senza molti risultati. Magari una riduzione dell'ansia in modo "meccanico" puó giovare in una certa misura.

Peró, appunto, io sono un pochettino scettica nel senso che vedo l'ansia come una cosa di origine psicologica, un'espressione di vari fattori e con varie "cause" concomitanti.
Cioé l'ansia puó riguardare l'immagine corporea, pensieri cognitivi distorti puramentte irrazionali sul cibo e/o corpo per cui, per dire, se tu hai una "fobia" che ti fa pensare che il cibo possa danneggiare il tuo corpo, anche quell'aspetto dovrebbe essere analizzato per capire da dove viene..
Oppure mi vengono in mente casi di donne con DCA la cui ansia é anche una derivazione di disturbi psicologici o psichiatrici sottostanti.
Premettendo che l'ansia é un aspetto di base nei DCA e per cui é sicuramente utile lavorare su questo, peró bisogna lo stesso poi capire tutti i processi che la causano o la mantengono.

Anche perché, per dire, magari usi il DCA come coping per la tua ansia, e puoi ridurla a livello fisico migliorando i comportamenti alimentari..
Peró poi ci sono altre questioni una volta "risolto" questo: come usi il cibo e il DCA emotivamente?cosa significa il comportamento alimentare per te?uno strumento di potere? un modo per punirti? per essere autonoma?come vedi il corpo e cos 'é "il nutrirsi" o il "grasso" per una malata di DCA?

Per cui, secondo me, sono queste anche le questioni che non rendono questo approccio sufficiente (anche se utile nel suo piccolo)per curare il DCA a lungo termine.

Ilaria ha detto...

"Da prendere con le pinze", eh? :(
L'ansia è il problema connesso al DCA che meno si è risolto nel tempo...
Ho ansia per la dieta, ansia per gli esami, ansia di arrivare in ritardo agli appuntamenti, ansia di dimenticarmi qualcosa a tirocinio, ansia di non essere all'altezza...
E' terribile. Studio interessante, comunque, da come "racconti" mi stai quasi facendo ri-appassionare alla Statistica Medica con la quale nell'ultimo anno ho avuto un PESSIMO rapporto ;)
un abbraccio

Elle; ha detto...

Curare l'ansia è sicuramente una parte importante di un percorso per uscire dall'anoressia. Ma non è "la cura" totale, questo sicuramente no.
Però posso dirti che prendo la pillola da quando avevo 12 anni (ne sono passati 9...) e non posso dire se ho tratto giovamento o meno dal prenderla. Tuttavia ho smesso di prenderla per un anno (su consiglio del medico, visto che l'ho sempre presa come curativa e non a fini contraccettivi) e durante quell'anno il mio umore era sicuramente migliorato, sin dal primo mese senza pillola. Poi, purtroppo, ho dovuto riprendere perché la situazione delle mie ovaie non era migliorata affatto!

Veggie ha detto...

@ Anonima (26 Luglio 2013, ore: 20.47) – Perché nel post del 28 Giugno ho scritto un “P.S.” in cui ho chiesto specificatamente a tutte le lettrici quali argomenti avrebbero voluto trattassi nei post successivi del mio blog, e la stragrande maggioranza delle risposte che ho ricevuto mi hanno chiesto proprio post relativi a studi scientifici, soprattutto inerenti gli aspetti genetici e terapeutici della malattia… quindi ho semplicemente cercato di venire incontro alle richieste che mi sono state fatte. Certamente mi sono state chieste anche altre cose… e ci arriverò, porta pazienza... In ogni caso, ti ringrazio per aver scritto la tua opinione su quello che vorresti trovare sul blog!... Vorrà dire che il prossimo post sarà, per citare le tue parole, “pillola di energia pro-ricovery”! (bellissima definizione che hai dato, mi piace un sacco!!...) Più opinioni mi date, più ho modo di essere versatile… quindi, se oltre ad Anonima qualcun’altra legge questa risposta e ha qualche proposta… me la faccia sapere!... Pian piano, cercherò di accontentare tutte!... Un abbraccio, e grazie ancora per aver espresso la tua opinione!...
P.S.= Magari che il mio blog fosse anche solo una pallida imitazione delle riviste specifiche…! Non ho certo le competenze per renderlo tale…! ^^”

@ Sarah995 – Senz’altro per rendere uno studio scientifico attendibile da un punto di vista statistico bisognerebbe studiare un campione più ampio… Io sono un po’ dubbiosa riguardo allo studio di cui ho parlato in questo post… ma, chissà, magari in futuro ci saranno degli approfondimenti… e allora vedremo come stanno veramente le cose. Senz’altro l’ansia è un fattore non raramente presente in chi ha un DCA… non dico necessariamente ansia legata all’alimentazione, anzi, mi riferisco più che altro a quel substrato di ansia costituzionale che porta chi ha un DCA a ricercare il controllo… però non so se con gli ormoni questo possa essere in qualche modo “risolto”…

@ Wolfie – Ti ringrazio per la tua opinione diretta… Io non ho mai fatto uso di questo tipo di contraccezione, quindi se c’è qualcuno che può parlare per esperienza personale… bè, ben venga!!... E, sì, anch’io sono dell’idea che bisognerebbe ripetere questo studio su un campione più ampio per renderlo statisticamente attendibile… Grazie anche per aver espresso la tua opinione sui contenuti del blog!… Un abbraccio…

Veggie ha detto...

@ persephoneen – Per quanto riguarda strettamente il post… sì, è vero, la pillola si dà comunemente per la pcos… e, peraltro, in genere dà ottimi risultati… per lo meno così mi è stato detto dai professori che hanno tenuto il corso di Ginecologia all’Università… Però poi è ovvio che non si possa pretendere, da nessun farmaco, un successo terapeutico al 100%... (Mera curiosità completamente off-topic – solo se ti va di rispondere, eh!: con che cosa sei riuscita poi a trattare la pcos? Quale farmaco/terapia hai trovato efficace?). A parte questo… io sono senz’altro dell’idea che tra ansia e DCA ci possa essere una relazione, anche se tuttora non si sa esattamente quale sia… e sono dell’idea che, se lo psicofarmaco viene prescritto da uno psichiatra competente ed utilizzato in maniera intelligente, possa a suo modo dare una mano. Però è ovvio che lo psicofarmaco non deve diventare la panacea: dovrebbe essere semplicemente un supporto temporaneo ad una situazione di difficoltà, per le persone che ne hanno l’effettivo bisogno (e qui sta all’abilità dello psichiatra il valutare correttamente tutta la situazione della paziente), sempre e comunque da affiancare alla psicoterapia e alla terapia di riabilitazione nutrizionale.
In quanto alla “commissione”… Sì che ti sei spiegata, tranquilla!... Allora, per quanto riguarda il rapporto tra DCA e malasanità, penso che c’entri qualcosa questo post…
http://anoressiabulimiaafterdark.blogspot.it/2013/06/le-cose-buone-non-arrivano-per-chi-sa.html
Forse non ricalca esattamente la tua richiesta, nel senso che è un post più che altro relativo a come il fatto di avere una sanità pubblica (a differenza di molti altri Paesi, dov’è privata) si riflette negativamente (in questo senso, “malasanità”) sulle cure che potrebbero essere dedicate a chi ha un DCA… ma, insomma, credo che sia la cosa che più si avvicina a quello che mi chiedevi…
Per ciò che concerne il chiedere aiuto da parte del singolo, ti rimando invece a questo post:
http://anoressiabulimiaafterdark.blogspot.it/2011/03/chiedere-aiuto.html
Se poi con questi post non avessi ben capito o ben soddisfatto le tue richieste e vuoi chiedermi qualcosa più nello specifico, io son qui…
In quanto alla tua prima richiesta… no, non ho mai scritto effettivamente un post del genere. Ti ringrazio per l’input, il problema è che per scrivere un post del genere dovrei aver girato cliniche (come paziente o come medico) per poterle mettere a confronto… Invece io i miei ricoveri li ho fatti tutti sempre nella medesima clinica (perché è quella che passa la ausl del mio distretto sanitario) quindi non ho fattivamente del materiale che mi permetta di fare dei confronti ed elaborare delle statistiche… per questo mi troverei un po’ in difficoltà a scrivere il post che mi chiedi. Posso semplicemente dirti che nella clinica in cui sono stata ricoverata io non era così… nessuno ingozzava nessuno, la analisi non erano pressanti, e il controllo del peso neppure… però, ripeto, mi riferisco ad un singolo centro… Non so come siano messi gli altri…

Veggie ha detto...

@PrettyLittleGirl – Non fai per niente l’avvocato del diavolo, anzi, io sono perfettamente d’accordo con te quando dici che, riassumendo al massimo, il farmaco cura il sintomo ma non la malattia… è verissimo. I cosiddetti farmaci “ansiolitici” hanno un’efficacia, nell’immediato, che è senz’altro indiscutibile (sto pensando, per esempio, alle BDZ…), perché agiscono rapidamente su recettori neuronali che mediano per la sensazione di ansia… per cui, bene, se mi arriva in Pronto Soccorso un paziente con un attacco di panico, io gli somministro il farmaco X, e quello sta meglio nel giro di breve tempo. Però non gli curo il problema per cui gli è venuto l’attacco di panico… appunto, gli curo il sintomo, ma non la malattia. Per curare la malattia (che sia un DCA, un attacco di panico, l’ansia generalizzata, etc…), essendo di malattie psichiche che stiamo parlando, l’unica cosa che io ritengo possa essere la più efficace di tutte è la psicoterapia (in quanto ai “modelli” di psicoterapia, poi è ovvio che ognuna di noi risponde meglio ad alcuni piuttosto che ad altri… ma questo rientra nella soggettività individuale…), perché solo se guidati da qualcuno di competente riusciamo a fare correttamente introspezione, allora ci può essere la possibilità di capire per lo meno alcune delle cause innescanti un determinato stato patologico. Non fraintendermi: non penso affatto che “capire = guarire”… magari fosse così semplice!... Penso però che comprendere alcune motivazioni sottostanti determinati disturbi possa per lo meno permetterci di portarli su un piano razionale, e quindi di gestire almeno un po’ meglio la cosa… o, magari, di trovare altre strategie di coping meno distruttive… (sempre ovviamente con l’aiuto di professionisti esperti in materia…)

@ Ilaria – Non parliamo di Statistica Medica, guarda… il doppio esame più folle della mia vita universitaria… troppi ricordi, lasciamo stare, va’ che è meglio… Comunque, secondo me per prima cosa bisognerebbe discriminare i casi in cui l’ansia è preesistente al DCA, e quelli in cui è successiva… perché già questi 2 casi secondo me richiederebbero 2 diversi approcci terapeutici… dopodichè, bisognerebbe capire qual è la vera relazione tra ansia e anoressia, per poter intervenire in maniera mirata… E poi bisognerebbe distinguere anche tra i vari tipi di ansia che una persona ha, che secondo me non sono necessariamente tutti riconducibili allo stesso nocciolo, anche se la sensazione avvertita è la medesima… eh sì, credo che la questione sia ben complicata…

@ Elle; - Che lenire l’ansia non sia una cura per l’anoressia, è poco ma sicuro…anche perché sennò basterebbe quello e i DCA sarebbero debellati (magari!)… Certo, riducendo l’ansia forse si può ridurre il ricorso a determinate strategie di coping come quelle proprie del DCA che servono proprio a tenere sotto controllo l’ansia… però da qui a dire che si tratti di una cura, ce ne corre eccome…

 
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