Come gli alchimisti trasformavano il ferro in oro… voi potete trasformare l’oscurità in luce. Siete tutte benvenute.

venerdì 8 novembre 2013

Quando ti senti sul punto di mollare...

1. …focalizzati sul perchè hai iniziato a combattere. Su quali erano le tue motivazioni nel momento in cui hai deciso d’intraprendere il tuo percorso di ricovero contro l’anoressia. Su qual era la “scintilla” che ti ha spinto ad intraprendere una determinata direzione, e su tutte le cose che in questo momento possono servirti da ispirazione e da supporto positivo per continuare a combattere.

2. …scrivi una lista dei motivi per cui vale la pena continuare a percorrere la strada del ricovero, e concentrati su quelli. Datti degli obiettivi generali e a lungo termine, e cerca ogni giorno di muovere anche un solo minuscolo passo in avanti. Rammenta sempre che tu hai tutto quel che serve per raggiungere ogni traguardo che vuoi.

3. …datti il permesso di farlo, se è quello che veramente vuoi. Ma non dev’essere una presa per sfinimento, dev’essere una tua scelta cosciente e senziente. Devi essere tu che, consapevole delle conseguenze, decidi di mollare. Questo ti ricorderà che sei comunque tu che controlli tutto quello che fai nella tua vita, nel bene e nel male: che scegli di ricadere perché vuoi ricadere. E che, se hai la capacità e la volontà di scegliere questo, allora hai anche tutta la volontà e la capacità di scegliere di rialzarti e combattere.

4. …stila una lista dei “pro” e dei “contro” relativi al continuare a combattere – già questo dovrebbe decentrare la tua attenzione dalla voglia di mollare, e farti razionalizzare su quello che c’è di positivo nel perseguire la tua lotta contro l’anoressia. Cosa ci guadagni se continui a combattere? Quali saranno i “pro” di questa scelta? Come ti sentirai quando ti sarai lasciata alle spalle almeno un pochino l’anoressia, e avrai ricominciato almeno un pochino a vivere, e non solo a sopravvivere?

5. …anziché concentrarti su ciò che in questo momento ti fa stare male e ti fa venire voglia di arrenderti, anziché pensare a tutto ciò che rende difficile il combattere contro l’anoressia, utilizza le energie che investiresti in questi pensieri vani per escogitare delle soluzioni che possano consentirti di andare avanti a combattere senza cedimenti.

6. …sii consapevole del fatto che percorrere la strada del ricovero da un DCA non è semplice, non è rapido, non è divertente, non è scevro da ricadute, non ti fa sentire bene nell’immediato, è ansiogeno, è estremamente complicato. Per quanto tu possa andare avanti, per quanti passi avanti su possa fare, l’anoressia sarà sempre lì, acquattata nella tua testa, pronta a reimpossessarsi dei tuoi pensieri quando meno te l’aspetti. Tenere quotidianamente a bada l’anoressia sarà sempre un duro lavoro, se però ci riuscite sarà anche una vittoria. E, come dice la canzone, “no pain, no gain”. O, se preferite, come dicono nel telefilm Scrubs: “Nothing in this world that's worth having comes easy."

7 commenti:

AlmaCattleya ha detto...

Ieri stavo proprio riflettendo di quanto i nemici più insidiosi si nascondono in realtà dentro di noi, i più pericolosi perché spesso inconsapevoli e così inconsapevolmente ci rigettano in trappole.
Spesso sono schemi mentali costruiti in anni e anni al fine di "proteggerti", ma il più delle volte vanno rigettati perché non solo ne va della nostra vita, ma anche della nostra felicità.

Marcella ha detto...

Aggiungo un paio di cose che aiutano me:
-Pensa che una ricaduta non viene mai da sola ma ti darà un alibi perchè "tanto ormai l'ho già fatto ieri quindi un giorno in più che cambia?"e tu vuoi guarire e non prenderti in giro,giusto?
-Respira e rifletti.Calmati.Non mollare tutti i tuoi miglioramenti nel cesso perchè poi dovrai riniziare da capo.
-Pensa che è uno schifo combattere ogni giorno...ma i miglioramenti arriveranno.
-Pensa sempre e comunque che vale sempre la pena combattere per anche la più flebile delle nostre speranze.

Wolfie ha detto...

Grazie per questo post!!!!!!!!!!!!!!!!!!
C’è sempre estremamente bisogno di leggere cose del genere, perché la voglia di arrendersi di tanto in tanto fa capolino da dietro l’angolo, soprattutto nelle giornatacce dove sembra che tutto prenda una brutta piega, e allora veramente è difficile tenere duro, non arrendersi, non scivolare di nuovo nei soliti comportamenti dettati dal dca. Ed è per questo che ci vuole un rinforzo-extra come questo post (oltre ovviamente al sostegno di chi ci sta vicino, e a tutta la nostra forza di volontà per non avere una ricaduta).
Imitando l’esempio di Marcella, voglio fare anch’io la mia piccola aggiunta a questo post.
7-cerca di distogliere la tua attenzione dal dca, da tutti i suoi pensieri, e cerca di sviare la tua concentrazione su qualcos’altro: per esempio telefona ad un’amica, così il momento peggiore passerà, e anche la voglia di arrendersi si attenuerà.
8-cerca di non essere troppo severa con te stessa, e accetta il fatto che ci sono anche giornate in cui l’umore scende e ci rende poco combattive, ma sono solo giornate, poi passano e ci si può dare di nuovo da fare come prima.
9-pensa che quella voglia di arrenderti te la trasmette il dca, ma non corrisponde alla tua volontà, perché tu sai che arrendendoti non arriverai da nessuna parte. Quindi non darla vinta al dca e stringi i denti.
Un abbraccione!!!!!!!!!!!!!!!

Vele Ivy Di Colorare ha detto...

Brava Veggie, mai mollare!!
anche perchè sarebbe come buttare via tutto quello che si è costruito di buono fino a quel momento!

Anonimo ha detto...

e cosa si può fare quando sei nell'ennesima ricaduta, quando sei nel buio più totale e non puoi chiedere aiuto a nessuno perché...
1. i Genitori sarebbero delusi da te per le bugie che hai detto sul cibo e ti prenderebbero a schiaffi fino a farti uscire sangue dalle orecchie
2. i Medici ti riderebbero in faccia o non ti considererebbero grave perché fisicamente non si vede che hai un dca
3. gli "amici" hanno bisogno del tuo aiuto e non puoi aggiungere i tuoi problemi ai loro
4. il fidanzato non vuole sapere che hai digiunato perché "ci sta male" e non ne può più dei tuoi continui relapses
5. hai perso ogni interesse per qualsiasi cosa e nulla ti entusiasma.

Davvero Veggie, vorrei uscirne e mi sento in trappola...scusami per questo messaggio e per l'anonimato, ma mi vergogno di tutto e mi sento in colpa.

Già che sono riuscita a mettere "Ana" in time-out per il tempo di questo commento, ti segnalo un post che mi ha fatto riflettere: post
A presto : )

Veggie ha detto...

@ AlmaCattleya – E’ vero, in certe situazioni siamo noi le peggiori nemiche di noi stesse… i nostri stessi giudici più spietati… Gli schemi mentali di certo ce li costruiamo come strategie di coping per proteggerci a fronte di determinate situazioni… ma è andando avanti che possiamo scardinarli, e costruire qualcosa di diverso…

@ Marcella – Grazie mille per le preziose aggiunte!!... Giustamente, come queste cose aiutano te, potrebbero aiutare qualcun’altra, quindi… hai fatto benissimo a riportarle, ti ringrazio!!...

@ Wolfie – Grazie a te per aver riportato 3 ulteriori punti che completano ed arricchiscono il mio post!... Rileggili sempre quando ti sentirai vacillare… e sappi che sono assolutamente veri…

@ Vele/Ivy – Sagge parole, ragazza mia!...

@ Anonima (15 Novembre 2013, ore: 16.40) – Innanzitutto, grazie sia per il commento che per il link!... Non preoccuparti per l’anonimato, ho lasciato attiva l’opzione proprio per dare a chiunque la possibilità di commentare, anche a chi non ha un blog o non vuole metterci il suo nome/nickname, perché stiamo parlando di cose estremamente personali, quindi è perfettamente legittimo avere delle reticenze… A parte questo… Provo a rispondere punto per punto, ai tuoi “cosa si può fare quando…”
1 – I tuoi genitori sanno già delle tue bugie. Sono molto più svegli di quello che possono sembrare, ‘sti genitori. Magari fanno finta di niente, perché così è più facile anche per loro, ma lo sanno. Ed in ogni caso, la vita è la tua, non la loro. Perciò, non lasciare che il timore della loro reazione ti freni dal chiedere aiuto. Se i tuoi genitori non sono in grado di gestire il tuo DCA, è affar loro. Come affar loro sarà la loro reazione di fronte alla tua ammissione. Tu giochi per te stessa, non per loro. Non lasciare che il timore della loro delusione ti freni, perché ci passa poco dal vedere il sorriso dei genitori “ignari” all’aver paura di rovinarlo. E prima capirai che quel sorriso non dipende davvero da te, che la loro delusione non è strettamente legata a te ma è solo il loro personale modo di metabolizzare un evento, prima capirai di non poter deludere nessuno. E riuscirai a parlare di quello di cui hai bisogno di parlare.
(continua...)

Veggie ha detto...

(...continua)
2 – Un medico che valuta la gravità del tuo DCA sulla base della tua fisicità, è un emerito idiota che ha preso la laurea con i punti della COOP. E te lo dico con cognizione di causa, perché anch’io sono un medico. Ammesso e non concesso che un medico ti abbia scagata perché fisicamente non si vede che hai un DCA, mandalo a quel paese e cercati una persona veramente competente che possa darti una mano, non un cretino che ha trovato un posto di lavoro perché era figlio di papà.
3 – L’amicizia non è dare per avere. Usa un po’ di egoismo sano. Non esserci sempre. Non hai nessun dovere nei confronti di nessuno… sei un’amica, non una crocerossina. Aiuta glia altri se hai tempo, modo, e se ti fa piacere… ma parla pure con loro delle tue problematiche, se pensi che questo possa aiutarti e farti stare un pochino meglio. L’amicizia è rispetto, fiducia, poter contare l’uno sull’altro: se gli amici sono veri, ti staranno vicini nelle tue difficoltà e saranno la tua “rete di sicurezza”… se invece questi amici ti volteranno le spalle, saprai che non erano veramente degni di essere considerati tali.
4 – Il fidanzato “ci sta male”?... No, ma stiamo scherzando?... E tu, invece, cosa ci stai, bene?... Se non vuole neanche sentirti parlare dei tuoi problemi, grande uomo che è, oh!... Cioè, i Drama King si sfoghino con quello che vogliono, ma se hanno poi la fortuna di trovare una fidanzata, che se la tengano stretta e le diano una mano nel momento del bisogno… E ringrazino che quella fidanzata che stringe i denti e s’impegna come una bestia per lottare contro l’anoressia, ed è devastata, non gli tira un bel cazzotto da muratore nei denti quando sente dire che è lui, povera stellina, che “ci sta male”…!
5 – Se quello che hai fatto finora non ti piace e non t’interessa veramente più (ma ne sei sicura? Non è che è solo una balla che il DCA ti racconta per farti cadere nell’apatia e farti isolare?), prova a fare cose nuove: è così che si scoprono nuovi interessi e si conoscono nuove persone che possono trasformarsi in amicizie…
E ti auguro di cuore che tu riesca quanto prima a mettere in time-out l’anoressia per un tempo molto, molto, molto, molto più lungo di quello di un commento… Ti abbraccio forte…

 
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