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venerdì 30 gennaio 2015

L'esposizione alle foto di modelle eccessivamente magre può causare DCA? - Anoressia e Bulimia in donne cieche

Come molte di voi sicuramente sapranno, la rivista Vouge conduce da tempo una campagna contro le modelle “troppo magre” (e “troppo giovani”). Questo potrebbe sembrare un passo nella giusta direzione, no, un grande passo nella giusta direzione, uno di quelli che merita un applauso, uno strenuo tentativo di ridurre la prevalenza dell'anoressia, giusto? La logica della stragrande maggioranza degli articoli di Vouge, implicita od esplicita che sia, sembra essere: niente più modelle magrissime = niente più ragazzine che aspirano a diventare come quelle modelle magrissime = niente più anoressia.

La salute delle modelle e dei modelli è salita alla ribalta dei Mass Media da quando, negli anni passati, nel mondo della moda ci sono stati alcuni decessi di modelle che sono stati attribuiti all'anoressia. Precisato che, in realtà, non si muore propriamente di anoressia, ma semmai delle conseguenze dell'anoressia, occorre notare che Vouge ha bersagliato non solo le modelle eccessivamente magre, ma anche l'impatto che queste avrebbero potuto avere sulle giovani menti di ragazzine poste di fronte ad immagini di fisici che erano ben lontani dall'essere in salute.

I 19 editori di Vouge sparsi per tutto il mondo si sono allora organizzati per mettere in piedi un progetto mirante a proteggere l'immagine di modelle sane. Si sono trovati tutti quanti d'accordo nel “non far lavorare modelle di età inferiore ai 16 anni o che sembrano visivamente malate di DCA. […] Vouge crede che la salute sia bellezza. Gli editori di Vouge vogliono che la loro rivista rifletta la loro dedizione verso la salute delle modelle che appaiono nelle loro pagine. […] Gli organizzatori delle sfilate di moda in Italia e in Spagna proibiranno di fare passerelle alle modelle che scenderanno sotto un certo valore di B.M.I.(mia traduzione) 

Non so voi, ma a me queste parole sembrano tanto quelle di quei predicatori di strada che incitano a gran voce la gente ad unirsi al proprio movimento religioso... ma vabbè. Però ho quantomeno alcune domande e alcune riflessioni.  

Cosa significa esattamente “sembrare visivamente malate di DCA”? Le persone affette da bulimia, per definizione del DSM, sono tendenzialmente normopeso o sovrappeso: il che non significa che non abbiano comunque un DCA. Per converso, essere fisicamente magre non significa necessariamente avere un DCA.

Avere un B.M.I. sopra o sotto un certo valore, non è un marker di “buona salute”. E questo non lo dico io, ma è dimostrato in questo studio. Per chi non avesse voglia di leggerlo, in breve, l'indice B.M.I. non ha una derivazione prettamente scientifica, e non ha alcun valore se applicato su base individuale: serve solo come misura di massima collettiva, per il singolo è opportuno considerare il Set-Point di peso corporeo individuale.  

Infine, il discorso fatto da Vouge perpetua il falso luogo comune che guardare le immagini di modelle eccessivamente magre per molto tempo possa portare a sviluppare un DCA. Non è vero. Okay, gli articoli di Vouge non lo dicono esplicitamente, però mettono sempre in relazione la comparsa di DCA nelle ragazzine particolarmente sensibili ed influenzabili con le modelle eccessivamente magre. Io non credo che guardare quelle immagini, per quanto a lungo, possa causare un DCA, altrimenti visto che quelle immagini sono sotto gli occhi di tutti, se ci fosse effettivamente una relazione di causa-effetto, chiunque avrebbe un DCA. Vedere immagini del genere può influenzate l'idea sul proprio corpo di una qualsiasi donna? È possibile. Ma da qui allo scatenare un DCA, ne corre di acqua sotto i ponti! Ergo, ribadisco che io sono dell'idea che le immagini di modelle eccessivamente magre non influenzi l'insorgenza dell'anoressia.

Okay, adesso qualcuna di voi mi potrà dire: va bene, Veggie, ma queste sono solo tue riflessioni e supposizioni, che non hanno alcuna validità scientifica. Vero. Ed è per questo che oggi voglio portarvi la scientifica dimostrazione che il postulato “l'anoressia è causata dalla società odierna, con la sua ossessione per la magrezza, e con la promozione di immagini di modelle eccessivamente magre” è FALSO.

Premessa su cui mi baso: se fosse vero che il vedere le immagini di modelle eccessivamente magre causa l'anoressia, allora le donne cieche, soprattutto quelle cieche dalla nascita, sono immuni all'anoressia.

Per dimostrare la mia teoria ho raccolto alcuni case report che parlano di DCA in pazienti cieche. Sfortunatamente diversi di questi non solo molto recenti, perchè penso sarebbe stato interessante avere anche della letteratura più aggiornata. Inoltre, peso che i Mass Media non abbiano mai parlato di queste cose (sebbene non lo possa dire con assoluta certezza, poichè non ho seguito ogni qualsiasi programma televisivo relativo ai DCA). Io citerò solo alcuni di questi case report, ma considerate che ce ne sono molti altri.

***Attenzione: Come d'abitudine nel mio blog, ho tolto dai case report di cui vi sto per parlare ogni qualsiasi dato numerico, MA alcuni dei contenuti di questi case report potrebbero comunque rappresentare un trigger, soprattutto per chi ha problemi di autolesionismo.***  

Case Report 1: Una donna 27enne cieca affetta da Anoressia Nervosa (Yager, 1986) 

Background
"Divenuta completamente cieca all'età di 2 anni, ha attraversato un'infanzia molto travagliata: è stata vittima di bullismo in ambiente scolastico, ed i suoi genitori, entrambi alcoolisti, avevano una relazione difficile. Avevano divorziato quando lei aveva 6 anni, risposati dopo 4 anni, divorziato di nuovo dopo altri 10 anni. Quando ha scoperto che il padre era infedele nei confronti della madre, ha sviluppato la convinzione che “non c'era nessuno di cui potersi fidare, neanche chi dice di volerti bene”. Uno dei suoi nonni si è suicidato, e uno zio è morto per problemi di cirrosi alcool-correlati. Sua sorella maggiore aveva periodici episodi di binge. L'altra sua sorella si era allontanata dalla famiglia appena maggiorenne, ed aveva avuto dei problemi di tossicodipendenza. 
A 13 anni ha avuto il menarca e si è sviluppata fisicamente. Ha vissuto molto male lo sviluppo, ed è andata rapidamente in amenorrea per una combinazione di perdita di peso e rifiuto psicologico. 
A 18 anni si è iscritta al Conservatorio allontanandosi dall'insalubre ambiente domestico, ma dopo essere stata allontanata dal Conservatorio stesso senza una ragionevole spiegazione (“a causa della sua cecità gli insegnanti non riuscivano a relazionarsi a lei”), ha avuto un crollo nervoso e sviluppato una severa depressione. Ha cominciato ad avere episodi di autolesionismo molto severi, per cui si tagliava ripetutamente, sempre nelle stesse sedi, perchè aveva maturato l'idea che le ferite dovevano rimanere sempre aperte altrimenti lei sarebbe stata “una cattiva persona”. 
Durante il periodo più acuto della depressione, ha iniziato anche a perdere peso (sebbene fosse sempre stata una ragazza perfettamente normopeso, e non ne avesse dunque alcun reale bisogno), ed è stata ricoverata in ospedale quando ha raggiuto i XX chili. Negli anni successivi ha avuto altri occasionali ricoveri per tentativi di suicidio. 
Allo stesso tempo, le è stata diagnosticata l'anoressia: aveva un peso molto basso e non aveva alcun interesse nel recuperare i chili persi, faceva attività fisica per diverse ore quotidianamente, la sua alimentazione era molto scarsa e costituita per lo più da frutta e verdura. 
Faceva frequentemente checking, e la sua percezione di se stessa era incostante: “A volte mi sentivo magra, altre no, ed era una qualcosa che cambiava da un giorno all'altro”. Era consapevole che le sue variazioni di peso erano più che altro dovute a ritenzione/perdita di liquidi, ciò nonostante non si sentiva a suo agio con se stessa. Durante il periodo acuto dell'anoressia la depressione si era attenuata, ma persistevano episodi di autolesionismo seppure più sporadici. 
È stata trattata con diversi tipi di farmaci (antidepressivi, litio, etc...) e anche con 12 sessioni di ECT, senza sortire alcun effetto concreto: era rimasta ad un peso basso, e con una forma mentis caratteristica dell'anoressia." (mia traduzione)

La discussione di questo case report l'ho trovata piuttosto interessante. C'è infatti un altro luogo comune secondo il quale cattivi rapporti con la propria madre, o famiglie incasinate, siano importanti fattori che possono portare allo sviluppo di un DCA (il che può essere vero in questo caso di specie, ma certamente NON in tutti i casi di anoressia). Nessuna discussione sui Mass media sembra tuttavia mettere in primo piano questi tipi di fattori, che implicherebbero che la continua esposizione visiva all' “ideale di magrezza” non è affatto necessaria per sviluppare l'anoressia.

[...] La meticolosità con cui gestiva la sua alimentazione, l'episodio di depressione, le continue discussioni dei genitori, l'autolesionismo hanno rappresentato un background di vulnerabilità per questa ragazza. La consequenziale anoressia è emersa in un periodo in cui si sentiva completamente priva di direzione e di obiettivi – nel momento in cui la sua considerazione di sè ha raggiunto il minimo dopo essere stata espulsa dal Conservatorio; l'anoressia le ha dato un'identità nel momento in cui, persa quella di musicista in erba, ne cercava disperatamente un'altra.” (mia traduzione) 

Il perfezionismo che questa ragazza aveva in quanto studentessa del Conservatorio, la presenza di binge in una delle sorelle, e il clima in cui è cresciuta possono essere stati inoltre fattori contribuenti allo sviluppo dell'anoressia.  

Case Report 2: Rita (Vandereycken, 1986) 

Background
"Rita aveva dei severi problemi di vista sin dalla nascita (miopia e nistagmo congenito con una visione a distanza di 1/20 anche dopo correzione). I suoi genitori avevano il loro bel da fare a causa del padre in trattamento psicofarmacologico continuativo per depressione cronica. Rita aveva degli ottimi risultati scolastici e veniva descritta dagli insegnanti come “una ragazza molto precisa con una grande paura di fallire”. Il suo primo ricovero ospedaliero per anoressia si è realizzato all'età di 17 anni (nel 1978). 
Aveva iniziato a perdere peso durante l'anno precedente, e i genitori avevano ascritto questa perdita di peso allo stress dovuto all'ingente studio cui la ragazza si sottoponeva per conseguire i suoi ottimi voti, e sul momento non vi avevano prestato particolare attenzione. Durante le vacanze estive, l'intervento del medico di famiglia aveva permesso a Rita di recuperare il peso perso... ma, apparentemente, più che altro a causa di ripetuti episodi di binge. Con l'inizio del nuovo anno scolastico, tuttavia, aveva ricominciato a perdere peso, associandovi anche alcuni episodi di vomito autoindotto. Era diventata iperattiva, ed aveva difficoltà a dormire e a studiare. La perdita di peso l'aveva costretta ad un ricovero ospedaliero." (mia traduzione) 

Gli autori del case report si limitano a concludere dicendo che: “In questo caso, sembra che l'anoressia sia stata l'espressione di un perfezionismo nato in ambito scolastico e successivamente generalizzato e portato all'estremo.” (mia traduzione)

Sebbene questa conclusione mi sembri un po' misera, perchè non tiene conto di tutto il background della ragazza in questione, questo case report mette comunque in luce il fatto che dietro all'anoressia c'è ben di più del voler essere magra come le modelle. In effetti, nella pressochè totalità dei casi, non ha niente a che vedere col voler fare la modella, a differenza di ciò che il luogo comune vuol far credere.  

Case Report 3: Claire (Vandereyhen, 1986) 

Background
"Claire era nata cieca. Era stata una bambina tranquilla, intelligente e determinata. Tuttavia, all'età di 14 anni, senza cause apparenti, aveva iniziato a restringere l'alimentazione riportando, come in tutte le iniziative che intraprendeva, un discreto successo. Era sottopeso già in partenza, per cui la perdita di peso l'aveva portata a valori estremamente bassi. 
Nel momento in cui era comparsa l'amenorrea, i suoi genitori preoccupati si erano rivolti al medico di famiglia, che aveva girato la ragazza ad uno psichiatra. Claire era stata ricoverata in una clinica specializzata, ma il ricovero non aveva sortito l'effetto desiderato perchè la ragazza non era collaborativa (si definiva “sana e a suo agio con se stessa”). La perdita di peso perciò era andata avanti fino a raggiungere XX chili, e solo in quel momento Claire aveva cominciato ad aver paura che qualcosa sarebbe potuto andare storto con quel suo corpo esilissimo. A quel punto, era stata la ragazza stessa a richiedere un ricovero. Inizialmente aveva cercato di essere quanto più autonoma possibile, ma la sua cecità non facilitava le cose, per cui durante quel ricovero non vi furono particolari miglioramenti. 
Tuttavia, grazie alla costante presenza di una psicoterapeuta che la seguiva ambulatorialmente, venne fuori che la ragazza viveva malissimo il suo handicap, per cui Claire iniziò a lavorare su come poter convivere più serenamente con la propria cecità. Man mano che faceva progressi su questo fronte, anche il quadro alimentare cominciò a migliorare. Attualmente Claire ha 19 anni, e sta continuando il suo percorso di ricovero. Sta affrontando la problematica della cecità in maniera quanto più realistica possibile, ma poichè è ancora incerta in merito all'anoressia, preferisce essere ancora seguita regolarmente dalla psicoterapeuta." (mia traduzione) 

Quello che mi piace della discussione di questo caso clinico è che Vandereycken afferma che:

L'idea che la distorsione dell'immagine corporea e che il valore sociale della magrezza siano fattori molto importanti nella comparsa dell'anoressia, parte da premesse del tutto ingiustificate. 

Innanzitutto, il fatto che il vedersi più grasse di quello che si è realmente sia un tipico e patognomonico [caratteristico di una malattia] segno dell'anoressia non è mai stato dimostrato. La dismorfofobia può essere presente in alcune ragazze affette da anoressia, ma anche in persone che non hanno alcun DCA. Inoltre ci sono donne affette da anoressia che non presentano dismorfofobia. Poichè la presenza di dismorfofobia non è costante nelle malate di anoressia, e può esserci anche in chi non ha un DCA, la distorsione dell'immagine corporea dovrebbe essere tolta dai criteri diagnostici dell'anoressia nervosa. 

Inoltre c'è un altro errore che viene fatto: il considerare equiparate immagine corporea ed estimazione corporea. Tutti gli studi sperimentali che sono stat finora condotti sull'anoressia nervosa, fanno per lo più riferimento ad una percezione esterna o visiva (eserocezione) del proprio corpo o della propria fisicità, ma non tengono conto d altri importantissimi fattori quali interocezione, propriocezione e cognizione. Quando una ragazza affetta da anoressia dice di “sentirsi non abbastanza magra” anche se è emaciata, stiamo parlando di un qualcosa che è molto più complesso del semplice malgiudicare la propria fisicità

Un'altra falsa premessa è relativa al fatto che si considerano le alterazioni della percezione dell'immagine corporea come un fattore eziologico dell'anoressia: in realtà, questi fenomeni sono più che altro secondari, come conseguenza dell'ipoalimentazione.  

E' ugualmente semplicistico l'assunto che l'influenza della società odierna, con la sopravvalutazione della magrezza, causa l'anoressia e la bulimia: la società e la sua influenza sul singolo individuo non sono un assoluto, bensì sono ampiamente mediate dal carattere dell'individuo, dalla sua psicologia, dalle sue esperienza di vita, dal contesto in cui vive. Per cui è impossibile affermare che un determinato fattore ha lo stesso effetto su ogni qualsiasi persona, ed è di fatto impossibile predire quale sarà la sua reale incidenza sul singolo.  

L'anoressia è una malattia che può essere compresa solo mediante un approccio multidisciplinare e multidimensionale. La malattia in sè è solo l'espressione finale di numerosissime strade diverse da loro, che si compongono di individuali fattori predisponenti, precipitanti e perpetuanti.(mia traduzione) 

Io non posso che quotare in pieno tutto quanto affermato dall'autore dello studio. Sono perfettamente d'accordo sul fatto che l'eventuale dismorfofobia non è una causa bensì una possibile conseguenza dell'anoressia.

Personalmente, fortunatamente non ho mai sofferto di dismorfofobia. Non mi sono mai vista grassa, e non ho mai voluto perdere peso semplicemente perchè volevo dimagrire. Però inizialmente, quando ho iniziato il mio primo percorso di ricovero, volevo conservare quella magrezza patologica semplicemente perchè mi sembrava la dimostrazione tangibile del mio controllo. Tuttavia, continuando il mio percorso, mi appariva chiaro che io non volevo stare male, volevo tornare al mio set-point di peso corporeo. Volevo poter vivere tranquillamente la mia vita. Ma per arrivare a questo dovevo lasciare che fosse la dietista a dirmi cosa e quanto mangiare, e io questo inizialmente ho faticato ad accettarlo non tanto per l'aumento di peso in sè, bensì fondamentalmente perchè questo per me indicava che non avevo più io il controllo.

Tuttavia la mia percezione della mia fisicità (come sentivo il mio corpo, come mi vedevo allo specchio, l'accuratezza della mia auto-percezione) è sempre stata attendibile e fedele alla realtà. Non mi sono mai “sentita grassa”, e non ho mai voluto peculiarmente perdere peso.  

Case Report 4: Cecità e Bulimia (Fernandez-Aranda, 2006)

Questo case report è relativo a diagnosi e trattamento di un caso di bulimia nervosa in una donna spagnola 47enne cieca. Questo caso presenta come caratteristiche fondamentali l'esordio in tarda età del DCA, l'alternanza di episodi di restrizione alimentare, episodi di binge, e conseguente vomito aiuto-indotto, e gravi difficoltà ad arginare i momenti di stress. Fin dall'inizio si evince che l'immagine corporea per questa donna non era essenziale.

"Sin dall'età di 43 anni (età d'esordio del DCA) la paziente descriveva la presenza di episodi di abbuffate seguite da vomito auto-indotto, scatenanti ed incrementati da fattori di stress psicosociali. Inoltre la donna riferisca la costante presenza di sintomi ansiosi e depressivi. Durante gli ultimi 4 anni, a causa del DCA la paziente aveva preso più di XX chili. Prima del DCA il peso della paziente si collocava nella fascia più bassa del normopeso, e la donna non aveva mai mostrato alterazioni dell'immagine corporea nè la voglia di perdere peso.” (mia traduzione) 

Cosa concludono Fernandez-Aranda e i suoi colleghi?

In questo caso, la bulimia sembra essere una conseguenza dell'attuazione di un'inappropriata strategia di coping nei confronti dello stress, e non ha niente a che vedere con l'insoddisfazione nei confronti del proprio corpo. In effetti, nella maggior parte dei casi un DCA non è dovuto ad un problema di fisicità, ma alle difficoltà che una persona ha nel rapportarsi ai problemi della sua vita.” (mia traduzione) 

Anche in questo, mi trovo pienamente d'accordo. Vi ricordo inoltre che, tornando a quello che dicevo di voler dimostrare ad inizio post, in tutti i casi stiamo parlando di donne cieche, che dunque non hanno la possibilità di guardarsi allo specchio e di avere quindi una percezione visiva della propria fisicità. Non potevano neanche vedere immagini di modelle particolarmente magre, o confrontarsi col fisico delle loro coetanee... eppure, hanno ugualmente sviluppato un DCA.  

E voi cosa ne pensate di questi Case Report? Se vi va, fatemi sapere come la pensate nei commenti!

22 commenti:

Christiane ha detto...

Stendiamo un velo pietoso sulle parole di Vogue, che oltre ad essere un chiaro tentativo di farsi ulteriore pubblicità, di quella fintamente "buona", ritengo essere tremendamente pericolose: perché con esse si lava la coscienza non solo il mondo della moda, ma l'opinione pubblica intera - vabbeh, lontano dagli occhi lontano dal cuore, se continuate a frignare anche dopo che vi piazziamo sotto il naso tante belle fanciulle curvy (perché solo le tondine si ammalano di DCA, ovvio...) siete delle ingrate isteriche pazze...

Per quanto riguarda questa rassegna di casi di anoressia e bulimia in donne non/ipo-vedenti, aldilà dell'ovvia (per chi un disturbo alimentare lo ha vissuto e lo vive) insussistenza di legami causali diretti fra immagini thinspo-like e DCA, ciò che più mi rianima e al contempo indigna è il fatto che i concetti di eziologia multifattoriale e trattamento multidisciplinare fossero già stati enucleati trent'anni fa.

Come mai di questa palese realtà si aveva contezza nel 1986, ma tuttora si persevera nei triti stereotipi da psico-dilettante di settimanale femminile?

Per proseguire, mi è piaciuto l'accento posto sul ruolo sopravvalutato dell'esterocezione visivamente mediata rispetto a interocezione, propriocezione e cognizione... mi fa pensare a una sorta di continuum, tre stadi interconnessi in cui il disturbo può infiltrarsi in modo totale o parziale:

1. sentirsi a disagio con, o meglio in se stesse, con la propria interiorità (a mio parere, 100% dei casi di DCA);

2. sentirsi a disagio con il/nel proprio corpo (ad es. "sentirsi grasse", pur vedendosi diversamente);

3. vedersi grasse/brutte ecc. (dismorfofobia).

A seconda di tutta una serie di fattori individuali, laddove un disagio interiore è comune a tutti i pazienti con DCA, esso disagio può estendersi al disagio nel proprio corpo e, persino, al disagio per come il proprio corpo appare (a sé, o come si pensa che appaia agli altri).

Ed è tristemente curioso che proprio l'aspetto forse meno frequente, la dismorfofobia, sia l'icona pop dei DCA (o meglio, dell'anoressia e della sua parente povera bulimia... binge, DCANas, ortoressia non pervenuti).

Mentre il sentirsi troppo stretti in se stessi, il non accettare ciò che si è, il non sentirsi abbastanza sicure - o il non sentirsi abbastanza tout court, che tutti pur nella diversità delle rispettive esperienze abbiamo provato e proviamo... nessuno mai lo considera per un meschino secondo.

Euridice ha detto...

Di tanto in tanto m'illudo che questo cliché da televisione-spazzatura si sia finalmente estinto, magari portandosi dietro il corollario di "anoressica = ragazzina stupida che vuole essere magra" e "bulimica = ragazzina stupida che non riesce ad essere anoressica e allora vomita", e invece ecco che ricompare, e ricompare sulla copertina di Vogue.
Premesso che sono d'accordo sull'evitare la mercificazione di corpi troppo giovani - le modelle di quattordici, quindici anni, secondo me dovrebbero continuare a fare le loro vite da adolescenti senza essere sbattute sulle copertine dei giornali, ma questa è una mia opinione magari retrograda ed ognuna è libera di fare del proprio corpo quello che vuole - mi sembra un'emerita cazzata pubblicare servizi di moda con modelle taglia 42 per combattere l'anoressia.
Ed è un'idea talmente cretina che non riesco a capire come possa essere considerata intelligente da tanta parte della stampa. Allora perché organizzare dei corsi di recupero a scuola quando si potrebbe, più comodamente, mostrare delle foto di scienziati e studiosi in modo da innescare nelle giovani menti lo spirito di emulazione. Se funziona sulle anoressiche perché non dovrebbe funzionare sugli studenti liceali?
Insomma, è un'equazione assurda e chiunque se ne renderebbe conto se ci riflettesse per più di quattordici secondi. Se fosse bastasse eliminare l'immagine dell'anoressia per estirpare la malattia generazioni di psicologi, psichiatri e terapeuti di sorta starebbero perdendo tempo quando potrebbero semplicemente sostituire alle thinspiration (che magari una volta implicate nella malattia le anoressiche guardano anche, non lo nego) dei modelli 'sani' da guardare.
Non so, non ho mai capito perché si tratti l'anoressia con tanta superficialità e ricordo di esserci stata anche piuttosto male quando la direzione dell'ospedale aveva tagliato i fondi al gruppo di sostegno per le ragazze affette da DCA e non a quello dei tossicodipendenti con la scusa che "il gruppo di sostegno rischiava di tramutarsi in un gruppo di sostegno per rimanere ancorati alla malattia", perché alcune ragazze si scambiavano informazioni su siti dichiaratamente pro-ana. A volte ho l'impressione che i DCA siano considerati una "malattia di serie B" e non ne ho mai capito la ragione. Perché dovrebbe essere meno dignitoso ammalarsi di anoressia che ammalarsi di qualche forma depressiva o di dipendenza?
Scusa il lungo sproloquio ma hai toccato un tasto ancora dolente.
Un bacio!

Misantrophia ha detto...

Io sulla questione bulimia/anoressia ne so relativamente poco. E non mi permetto di puntare il dito, di giudicare e via dicendo chi ne è affetto perché è una cosa abbastanza seria. Ognuno, come sempre si dice, ha i suoi problemi.
Però, a parer mio, è vero che un pò la tv, le pubblicità e tutti i vari mezzi di informazione, influenzano un pò la società di oggi ad avere come stereotipo di bellezza la magrezza. Ora, per carità, ci sono anche donzelle "normali" dentro quello schermo, però è vero anche che in alcune sfilate un pò si esagera. Io, più che altro, penso alle ragazzine di 12/13 anni che sono in quella fase della crescita bastarda! Quella che ti fa apparire un pò uno schifo. Quanto possono essere influenzate da tutto ciò?
E, comunque, ho visto che adesso si sta passando da un estremo all'altro: prima magrissime, ora vedi modelle con evidenti problemi di obesità.
Non parlo delle curvy.
Ci vorrebbe una via di mezzo secondo me, come in tutte le cose.

Christiane ha detto...

@ Misantrophia: i mass-media, per loro natura e per il loro ruolo ormai radicato di promozione di modelli commerciali e commerciabili, sono semplificanti, non possono e non vogliono proporre la natura umana in tutta la sua varietà esteriore e interiore... è un mondo bidimensionale in senso concreto e figurato quello che trasmette.
C'è spazio per il "tipo" che va per la maggiore, ed eventualmente per uno-due sottotipi di nicchia (una sorta di tokenism: il nero fra i bianchi; il grasso fra i magri) per sentirsi e mostrarsi egalitari e, soprattutto, per catturare una residua fetta di ascolti e di mercato.

Sono assolutamente d'accordo quando denunci l'impatto negativo che la promozione martellante e univoca di una data forma fisica (quale che sia, tonda, lunga o esagonale) può avere soprattutto sui più giovani...
...ma credo che esso impatto possa al più (non che sia trascurabile, intendiamoci) trasmettere il concetto che "oltre alle gambe non c'è di più".
Deprimente, umiliante finché si vuole: ma non sufficiente a scatenare, da solo, l'insorgenza dei DCA - può invece validare e normalizzare le dinamiche patologiche in essi implicate, sì... ma solo in chi già abbia un (personalissimo) retroterra che lo predisponga a svilupparne uno.

ButterflyAnna ha detto...

Sono pienamente d'accordo con te veggie, e questi casi di donne cieche che si sono ammalate di anoressia sono la conferma del fatto che i dca sono più che malattie legate all'aspetto fisico come spesso i media cercano di inculcarci..però sono anche d'accordo con Misantrophia,perché è comunque vero che la televisione e l'immagine che spesso da della bellezza di una donna e sbagliata! Non a caso è comunque vero che in tanti casi di dca sopratutto tra le adolescenti, le modolle troppo magre vedongono venerate come un modello da inseguire, e questo possiamo tranquillamente vederlo tutti i giorni anche in tanti dei blog che ci sono qui! Non fraintendermi non penso assolutamente che guardare foro di ragazze e modelle magrissime possa scatenare un dca però è possibile che in un età di difficile come l'adolescenza questa immagine avvolte sbagliata che i media tramite tv giornali ecc propongono possa turbare in qualche modo la mente di ragazze che hanno gia dei problemi o che comunque per un motivo o per un altro sono preddisposte a certi tipi di problemi! possiamo prendere tranquillamente come esempio il famoso movimento delle pro ana, che appunto non sono altro che adolescenti probabilmente con dei problemi che ogni giorno si abbuffano gli occhi di immagini di ragazze magrissime e aspirano ad essere cosi e la magggior parte di queste ragazze poi molto probalbilmente si ammalera di un qualche tipo di dca senza la consapevolezza di quali siano davvero i problemi che le hanno portate a questo! Tu dici che durante la tua malattia avevi la consapevolezza che quello che facevi non era per dimagrire per sentirti più bella o cose del genere ma era la tua strategia di coping per affrontare i problemi della vita e per avere il controllo, pero quante persone affette da dca sono consapevoli di quale sia il motivo che le spinge a fare questo?! Certo io parlo per esperienza personale e anche un po per esperienza di tante ragazze che ho conosciuto qui su blogger e mi sembra che effettivamente la maggior parte delle volte la malattia inizia a presentarsi con questa grande voglia di essere magrissime, solo dopo anni sono arrivata a capire che il problema non era il fisico ma la mente! Insomma penso semplicemente che un piccolo ruolo nello sviluppo di un dca questa immagine corporea sbagliata che ci propongono avvolte ce l'abbia, ovviamente piccolo se non quasi nullo in alcuni casi appunto!
e comunque parlando di modelle purtroppo è vero che moltissime di loro e moltissimi anche soffrono di disturbi alimentari dovuti anche alle pressioni che ricevono,da parte di chi lavora nel campo della moda, per mantenere quel "fisico perfetto" che per quanto possano far campagne e cavolate varie contro l'anoressia continuano comunque a proporci e riproporci!
in questi tempi moderni penso che anche i dca si siano evoluti in modi diversi e penso che ormai un dca si possa instaurare e rafforzare anche solo iniziando un dieta per essere come le modelle (sempre in persone già con qualche problema o predisposizione e comunqie in persone deboli,sennò quinque faccia una dieta sarebbe malato di dca) a noi appare stupida e banale questa cosa perché non siamo più adolescenti e ormai sappiamo ragionare in modo abbastanza maturi da poter capire che il nostro disturbo alimentare non deriva semplicemente da un problema di autostima o da una voglia di essere belle e magre..ma una ragazzina di 13 anni ivece?!questo mi chiedo una fragile ragazzina di 13 anni può ingenuamente prendere la sbagliata strada dei dca inizialmente solo perché vuole essere bella come la modella che tutti ammirano? Secondo me si! Magari il 90% di queste adolescenti poi non svilupperà nessun disturbo ma il 10% più fragile assolutamente si!
spero di essermi spiegata bene (non sono molto brava con le parole)

Ilaria* ha detto...

Ciao Veggie, il tuo post mi è piaciuto moltissimo! Hai finalmente dimostrato, attraverso studi scientifici validi, come un DCA Possa svilupparsi per molteplici problematiche, ma non da immagini di modelle eccessivamente magre che la societá odierna ci mette davanti. (Questo può essere una minima influenza verso un disturbo alimentare, ma non una causa!)

Sono sincera, quando non conoscevo l' anoressia, dal di fuori, un pò mi affidavo a ciò che veniva detto dai mass-media, per cui non davo loro così tanto torto... Purtroppo l' ignoranza ci fa ascoltare e dar ragione alle soluzioni più "facili" da comprendere e da spiegare...
Adesso da persona affetta da anoressia posso assolutamente sostenere che non è per niente come ci fanno credere, o almeno provano a farci credere!
Anche io, come te, sono sempre stata normopeso, non ho e non ho avuto dismorfobia.
Non mi vedo grassa, anzi, post ricovero ho sempre riferito ai medici di essere uno "stecchino vivente", tutt' oggi riconosco che il 90% delle ragazze attorno a me sono più "grasse". Ovviamente ciò non mi porta a mangiare senza problemi o a non sentirmi pesante. Il mio stomaco vuoto mi fa sentire meglio perchè penso di aver tutto sotto controllo, perchè mi sembra (che illusione bestiale) di essere vuota pure nella mia mente... Come se stomaco vuoto significasse "ho buttato via tutti i brutti pensieri, il dolore, i problemi" .

Tornando al discorso di partenza sono completamente d'accordo con ciò che tu pensi e hai descritto qui. Mi ha colpito sopratutto la storia della prima ragazza, il perfezionismo estremo, le ampie delusioni, la situazione familiare assai debilitante, la depressione. La capisco tanto.
Non sapevo (mi scuso ancora per la mia ignoranza) o meglio non avevo mai sentito parlare di DCA in persone cieche... Credo che si tratti di situazioni ancor più delicate, dove la causa va ricercata in molti aspetti della loro vita, prestando attenzione a come hanno reagito negli anni al loro handicap e le vicissitudini connesse ad esso.
Sono rimasta stupita, ma credo proprio sia una prova infallibile della tua teoria!

Wolfie ha detto...

Stendendo un pietoso velo sopra la campagna fatta da Vouge, che mi sembra il ritratto dell’ipocrisia, trovo questo tuo post sottilmente provocatorio, e credo sia inutile dire che la cosa mi piace molto!!!!!!!!!
Non sai infatti quanto mi infastidisce questo luogo comune del fatto che ci si ammala di anoressia, o comunque di un dca, per colpa delle immagini sbagliate che si trovano sulle riviste o che si vedono in televisione o su internet. Quando mi sono ammalata io internet non ce l’avevo neanche in casa, e non sono mai stata un’appassionata di moda, anzi, sono sempre stata piuttosto “alternativa”, quindi figuriamoci se mi mettevo a sfogliare le riviste di moda, però mi sono ammalata lo stesso perché comunque avevo tutta una complessa serie di problematiche, che hanno trovato il dca come “valvola di sfogo”.
Secondo me questo voler imputare alla moda e alle modelle troppo magre la colpa dei dca è sbagliatissimo, è solo il tentativo della società di trovare un bersaglio tangibile su cui sfogare la loro “paura” per una malattia che non conoscono: se dicono “è colpa delle modelle troppo magre”, infatti, si illudono che una volta estirpato questo problema si possa estirpare anche il “germe” dei dca. Non si rendono conto (o, per meglio dire, non si vogliono rendere conto) che, trattandosi invece di una malattia mentale, che dipende da ogni singola persona, i dca ci sarebbero sempre e comunque: hanno trovato nell’industria della moda un comodo capro espiatorio, e quindi continuano a battere su quel tasto, anche se si sbagliano, e si tappano le orecchie se chi c’è passata gli fa notare che stanno dicendo delle fandonie, perché non avere più un capro espiatorio gli fa “paura”.
Con questo non voglio dire che chi ha un dca non sia interessato al suo corpo, e senza dubbio la dismorfofobia può essere presente in certi casi di dca, però non credo che sia quello l’aspetto centrale, l’aspetto centrale è come ci sentiamo noi, DENTRO, e questo non ha strettamente a che vedere con come appaiamo all’esterno.
Mi infastidisce davvero che le persone continuino a bersi questi luoghi comuni, e non s’interessino invece a chiedere a chi s’è passata in cosa consista veramente avere un dca.

Vele Ivy Di Colorare ha detto...

Sì, questo collegamento tra modelle magre e anoressia è ancora quello che va per la maggiore. Anzi, è l'unica interpretazione che viene proposta dai media. Non c'è da stupirsi che tutti pensano sia la verità, non è nemmeno questione di ignoranza quanto di disinformazione.

-Darkness- AN ha detto...

Purtroppo i pregiudizi ed i luoghi comuni sono ancora parte integrante nella nostra società: cattiva informazione e affermazioni 'buttate al vento' ma prese per verità assolute sembrano veramente troppo radicate... anche se a volte ci si illude che le cose siano migliorate.
Post veramente stupendo, mi è piaciuto tantissimo!

Curvula ha detto...

Ciao Veggie, come sempre post molto interessante... hai assolutamente ragione nel dire che da tempo ci vendono un'immagine stereotipata e semplicistica dell'anoressia, cause e soluzioni comprese! Ma a mio avviso questo post, per come è posto, si presta ad essere frainteso. Tu difatto dimostri che la presenza di modelle magre non può essere additata come UNICA causa dell'insorgenza di un dca, ma non che non possa essere uno dei tanti fattori che concorrono a innescare la malattia. E questo al di là della mia personale opinione in merito (che non è molto definita), ma come semplice conclusione che si trae dai casi che presenti... forse ho frainteso io, ma mi è sembrato di capire che volessi insistere sull'assenza di correlazione alcuna tra ideali di magrezza - insorgenza dell'anoressia... e questo va ben dimostrato! ;) Non basta dire: "per alcuni non è così", o "allora dovremmo essere tutti malati". Ci vogliono vere evidenze per escludere questa possibilità.
Ps: cerco sempre di affrontare in maniera critica quello che leggo perché è meglio discutere delle cose su cui non si è d'accordo, piuttosto che calcare la mano sui punti d'incontro e non aggiungere niente in più al minestrone. Ed è sempre molto piacevole leggere le tue risposte, perché oltre ad essere stimolanti, sono sempre cortesi - ed è una qualità non troppo comune saper discutere senza litigare! :) è un gran piacere seguire e discutere su questo blog, un complimento alla padrona di casa.

Francesca ha detto...

molto interessante...nel mio caso devo dire che lo sviluppo dell'anoressia è stato fortemente aiutato dalla negativa immagine corporea che avevo (ma anche qui ci sarebbe da andare a monte e capire le cause di questa situazione, non certo da rintracciare nel mio corpo), però è ben chiaro che non sia così per tutti!!
al di là di questo caso particolare, in cui ci sono altri interessi dietro e come al solito la cosa è trattata superficialmente, trovo che una società in cui donne e uomini non venissero continuamente bombardati dal messaggio che 'il fisico è estremamente importante' e fossero invece portati a valutarsi su altro sarebbe un posto migliore in cui vivere...questo però molto al di là dei disturbi alimentari ;)

Eli ha detto...

Hai pienamente ragione veggie!!!!! È proprio vero che non si diventa "grissini" solo perché si vuole dimagrire poiché ci si sente grasse, ma è una ragione molto più profonda che viene da dentro �� e che nel mio caso forse deriva dalla mia continua ricerca di me stessa.... Mi pongo sempre domande e non trovo risposte, sembra che ognuno sia diverso da me (ma sono io a essere diversa) e tutto ciò provoca un vuoto dentro che sfocia con il prendermela con me stessa volendo avere tutto sotto stretto, strettissimo controllo.....
Io sono sempre stata sotto peso ma da tre anni sono anoressica e in cura tra visite e casa, tra sofferenze dei miei genitori che mi vogliono vedere mangiare, tra amiche con cui non mi confido perché so che non mi capiscono, tra libri di scuola e voti belli in cui trovo una unica soddisfazione e ragione e sempre tra questo perenne conflitto con il cibo e con gli orari che mi condizionano......
Ecco non so perché sono diventata così dopo un infanzia felice avendo genitori fantastici e ogni possibilità di fare ciò che voglio.... L'anoressia è un modo per sfuggire da sé e nessuna di noi è diventata così per volere di dimagrire dato che era grassa :le ragioni sono come un oceano in cui noi siamo un granello di sabbia all'interno....
Io la penso così =)

PrettyLittleGirl ha detto...

Giusto l'altra volta mi sono venuti i capelli dritti perchè ultimamente mi sono state chieste del tipo "E' troppo magra: non avrà qualcosa tipo l'anoressia?"
La magrezza eccessiva può essere considerata uno dei segni visibili della malattia, ma non è necessariamente univoco che tutte quelle eccessivamente magre abbiano o sviluppino un dca. Io ho casi di amiche obiettivamente molto sottopeso che non hanno nessun problema che investa l'alimentazione e hanno un rapporto mentalmente equilibrato con se stesse.
Per quanto riguarda tutte le case di moda che dicono di voler proporre un esempio di magrezza più "sana" (ricalco le loro parole), questo secondo me potrebbe essere utile per quei casi in cui una malata di Dca che ha ridotto molti comportamenti disfunzionali relativi all'alimentazione, ma abbia un rilevante e grosso problema di immagine corporea, possa magari avere davanti a se modelli più salutari ed evitare certi confronti che potrebbero costituire un trigger. Però anche qua, di triggers ce ne sono miliardi e ovunque ti volti (ma va beh, diciamo che tante gocce nel mare formano un'oceano..)e poi comunque l'immagine corporea negativa che può anche coesistere con un dca anche li non si può comunque ridurre a una questione solo "fisica" di magrezza/bellezza..
Ma va beh, in ogni caso si parlerebbe, se proprio, di ridurre certi triggers, non di "smettere di causare i dca" (se bastasse solo questo..)
Sono d'accordo anche sul fatto che non tutte le persone con un dca hanno una dismorfofobia e non tutte quelle con una dismorfofobia o immagine corporea alterata hanno un dca (avevo giusto letto un'articolo su alcune persone sovrappeso che si vedevano più piccole allo specchio pur non avendo nessun tipo di dca).

Sono anche d'accordo su questa frase "un'altra falsa premessa è relativa al fatto che si considerano le alterazioni della percezione dell'immagine corporea come un fattore eziologico dell'anoressia: in realtà, questi fenomeni sono più che altro secondari, come conseguenza dell'ipoalimentazione."

Non so, ma lo dico rifacendomi solo alla mia personale esperienza: appena sono ritornata al mio peso fisiologico di sempre, mi sono vista paradossalmente più "magra" di prima (nonostante non mi sono mai sentita "grassa"), mentre prima più dimagrivo e più mi sembrava che certi punti fossero grossi o sproporzionati rispetto al resto del corpo (questo credo anche perchè nella mia testa avevo un'idea molto più storpiata di cosa volesse dire "magro").

Poi certo, ripeto, se queste iniziative fossero volte a "non influenzare le adolescenti che sono in una fase di costruzione di se e del proprio rapporto con il loro corpo" è un conto..di certo meno immagini di donne scheletriche in giro fanno sempre bene. Però da li a dire che cosi si eliminano i dca no!

Veggie ha detto...

@ Christiane – Per quel che concerne Vouge, apprezzo l’iniziativa, ma la fonte mi sembra francamente ipocrita… ergo, non so quanto potrebbe effettivamente avere successo, data la palese ipocrisia di chi la propugna… Detto questo, condivido la tua indignazione, e le tue considerazioni: il mio post che parla di ragazze non vedenti voleva essere infatti una sorta di provocazione contro il luogo comune che vuole che il punto focale di un DCA sia la fisicità. Forse la mia è un’estremizzazione, ma credo che renda bene l’idea… E il fatto che conoscenze su eziologia e multifattorialità dei DCA fossero già note in passato, ma occultate ad oggi, mi rimanda purtroppo a quella sorta di tabù che i DCA costituiscono per la società moderna, per cui è più facile stigmatizzarli e ridurli a degli stereotipi da propaganda televisiva… In quanto hai punti che hai elencato, anch’io concorso nel dire che la stragrande maggioranza delle persone che hanno un DCA (se non appunto proprio il 100%...) si riflettano nel punto numero 1… o, per lo meno, io mi ci rifletto… I punti 2 e 3, invece, non mi appartengono… magari appartengono ad altre persone che pure hanno un DCA, e che completano il paradigma… in fin dei conti, ognuno vive la patologia a modo suo… solo che per i mass-media è più facile concentrare l’attenzione sull’esteriorità, che fa maggior scalpore, che non sugli aspetti psicologici, che pur essendo la vera matrice di ogni DCA sono più “noiosi”, più difficili da spiegare e da capire, e sicuramente fanno meno audience…
P.S.= Quoto la risposta che hai dato a Misantrophia…!

@ Euridice – Cara Euridice, è un’estinzione che tutti ci augureremmo… ma che, purtroppo, non sembra essere ancora vicina. Detto questo, mi ha fatto ridere la tua similitudine con i corsi di recupero per gli studenti… perché era un esempio divertente, ma la suddetta risata era forse in fondo una risata amara, perché consapevole di quanto sia vero ciò che hai scritto. Così come hai ragione in merito al fatto che, a volte, si ha la sensazione che i DCA siano considerati malattie “meno importanti” rispetto ad altre. Non ho parole per commentare la chiusura del gruppo di sostegno per le ragazze affette da DCA… la motivazione portata mi sembra francamente una scusa bella e buona. Facevano prima a dire: non abbiamo soldi per portare avanti ambo i gruppi, quindi bisogna fare una scelta, e abbiamo scelto di tenere il gruppo di supporto per chi ha una tossicodipendenza. Almeno sarebbero stati cristallini… anche se non sarebbe cambiato il fatto che avrebbero piazzato un colpo basso per chiunque frequentasse il gruppo di supporto per i DCA. Tanto più che, per inciso, se veramente il gruppo di supporto per chi ha un DCA si era trasformato in un gruppo per rimanere ancorate alla malattia, che razza di soluzione sarebbe quella di chiuderlo?... Perché, se lo chiudi quelle ragazze non si possono riunire comunque per i cavoli loro?... Così la riunione da palese diventa “clandestina”, e senza nessun tipo di controllo o di supervisione, allora sì che il DCA si può rinfocolare…! Se questo era veramente il problema, e non una pietosa bugia posta in essere per nascondere problematiche di tipo economico, allora la soluzione non era quella di chiudere il gruppo, bensì di licenziare gli psicoterapeuti che guidavano il gruppo, evidentemente incapaci se permettevano alle ragazze partecipanti di supportarsi nelle loro idee malate, e sostituirli con persone realmente competenti, che avrebbero preso in mano le redini del gruppo, imprimendogli un’altra piega…

Veggie ha detto...

@ Misantrophia – Ciao Misantrophia, innanzitutto grazie per essere passata dal mio blog, e grazie per aver lasciato il tuo commento!... Non mi sembra affatto che tu abbia puntato il dito, anzi, hai espresso un tuo dubbio più che lecito… Ti rispondo sulla base di quelle che sono le mie idee… ovviamente, anche nel mio caso, senza alcuna pretesa di verità assoluta… è solo la mia opinione, e dunque opinabile per definizione… Non metto in dubbio che i mass media propugnino una certa tipologia fisica di donna: quello che metto fortemente in dubbio è che questa tipologia di donna propugnata sia in grado di provocare DCA… banalmente perché, se esistesse una simile correlazione causa-effetto, poiché tutte le donne sono sottoposte al medesimo bombardamento mediatico, allora tutte le donne dovrebbero ammalarsi… invece i DCA continuano ad interessare un quantitativo di popolazione che si aggira intorno all’1%... percentuale irrisoria, per avere un agente causale unitario. A mio parere, se non esiste un substrato psicologico (variabile da persona a persona), costituito da millemila cose diverse (poiché è scientificamente appurato che i DCA siano patologie multifattoriali) ma che agiscono a livello prettamente mentale, poiché malattie mentali sono i DCA stessi, non esiste bombardamento mediatico che possa far ammalare di anoressia/bulimia. Detto questo, sono del tutto d’accordo con te sul fatto che le vie di mezzo sarebbero in ogni contesto le migliori da prendere in considerazione… ma credo che questo spesso non venga fatto perché la via di mezzo non fa scalpore, mentre invece lo fanno molto di più gli estremi… e dato che i mass media campano di audience, purtroppo, mai sceglieranno l’alternativa giusta/sana a fronte di quella economicamente più conveniente…

@ ButterflyAnna – Sì che ti sei spiegata bene, tranquilla!... Ti rimando innanzitutto alla risposta che ho dato qua sopra a Misantrophia… che penso risponda anche alla prima parte del tuo commento. In quanto al discorso delle Pro Ana, ne ho già parlato approfonditamente in numerosi post, quindi non voglio annoiare di nuovo… mi limito a dire, in estremissima sintesi, che la mia personale opinione è che le ragazze che si definiscono Pro Ana non abbiano un DCA, ma che siano tuttavia delle ragazze con problemi famigliari/scolastici/relazionali/etc… che avrebbero molto bisogno di essere seguite ed aiutate sotto il profilo psicoterapeutico. Ma non le vedo in alcun modo affette, né potenzialmente vittima, di un DCA… mi sembra che tutt’al più ne scimmiottino i comportamenti esteriori, senza condividerne in alcun modo da mentalità. Però, ripeto: credo che siano ragazze che abbiano tutte i loro problemi, quali che siano, e che per questo dovrebbero essere aiutate.
Per il resto, ti posso assicurare che, non solo tramite blogger ma per esperienza diretta durante i 5 ricoveri che ho avuto, sono in alcuni casi un DCA inizia con la voglia di dimagrire… e ci sono diversi studi che fanno notare come, in una valutazione generale, le ragazze che sono effettivamente sovrappeso prima di entrare in un DCA sono una percentuale moderatamente ridotta di tutte le ragazze che si ammalano di DCA, le quali nella maggior parte dei casi partono da un tranquillo normopeso.
In quanto al discorso delle modelle, ho conosciuto tramite blog (e successivamente nella vita reale), 2 ragazze che svolgono questa professione. Sono 2 ragazze che ogni tanto commentano anche il mio blog: justvicky e Jonny… ed entrambe mi hanno assicurato che, in realtà, il tasso di DCA tra le modelle è basso… e che il dimagrimento è motivato per lo più da esigenze lavorative, ma non sussiste il substrato psicologico che generalmente sta alla base di un DCA… (ragazze, spero di aver spiegato bene quello che voi mi avevate detto…)

Veggie ha detto...

@ Ilaria* – Concordo con te, Ilaria: mettere le cose nero su bianco con il supporto di studi scientifici credo sia l’unico modo per avere dimostrazioni tangibili, non influenzate dall’opinione personale… Sai, credo che chiunque di noi prima di ammalarsi avesse un idea dell’anoressia ben lontana da quello in cui la malattia consiste veramente… Non è colpa di nessuno, è semplicemente natura umana: possiamo immaginarci le cose, e l’immagine che può scaturirne può essere più o meno verosimile… ma come stanno veramente le cose possiamo saperlo solo quando le viviamo sulla nostra pelle… e, sì, nel caso dei DCA immaginazione e realtà sono lontanissime… Tu sorridi della tua “ignoranza” pre-anoressia, ma ti assicuro che altrettanto io sorrido della mia… figurati che, prima di ammalarmi, pensavo che l’anoressia fosse “mangiare e vomitare”… manco sapevo che quella invece era la bulimia, figurati… Tornando al post, è vero, la cecità può essere un fattore che rende la situazione ancora più delicata, e i percorsi ancora più difficili… perché c’è da prendere confidenza anche con altri fattori, problema che, noi “normovedenti” (ehm, io sono fortemente miope, ma insomma…) non ci poniamo…

@ Wolfie – Hai ragione Wolfie, anch’io sono convinta del fatto che alla base di un DCA ci sia ben di più delle immagini trasmesse in TV o viste su Internet… e concordo con te anche sul discorso del capro espiatorio: la gente teme ciò che non conosce, e ciò che non riesce ad addomesticare. La malattia mentale, in ogni qualsiasi sua forma, ha fatto sempre paura, perché non viene compresa… e credo che il costruire luoghi comuni sia un modo per tamponare detto timore…

@ Vele/Ivy – Sì, purtroppo…. E la disinformazione fomenta l’ignoranza… anche perché, quando la gente crede di aver trovato una risposta, smette di farsi comande, e di voler indagare per cercare di scoprire se c’è altro rispetto a quello che le viene propinato…

@ Darkness – Mera illusione, purtroppo… E la cosa peggiore è che i pregiudizi si radicano perché alla gente va bene così… trova una risposa semplice, e non ha voglia di indagare oltre per vedere se quella risposta potesse essere sbagliata… o se ci potesse essere altro, di diverso, o di più…
Sono davvero contenta che il post ti sia piaciuto…!

@ Curvula – Curvula, ti assicuro che altrettanto difficile è muovere critiche costruttive… (avrai certo notato che, specie sul Web dove non siamo face to face, tanta gente si nasconde dietro un nick o più frequentemente dietro l’anonimato per infamare in maniera volgare e criticare a man bassa sparando a zero…) per cui, sono semmai io che ringrazio te per questa possibilità che mi offri, altrochè!... Non so da quanto tempo leggi il mio blog, e se hai letto post abbastanza anteriori a questo… La tematica della correlazione tra ideali di magrezza ed insorgenza dell’anoressia, infatti, l’ho già affrontata sotto molteplici punti di vista in diversi altri post… quindi, capisco bene che questo post possa sembrarti parziale: in effetti, se considerato come unitario, indubbiamente lo è… Forse potrebbe per te acquisire un maggior senso e una maggiore completezza, se mai ti capitasse di avere il tempo e la voglia per leggere anche gli altri post disseminati nel blog che affrontano la medesima tematica… Hai ragione quando scrivi che “ci vogliono evidenze per escludere questa possibilità”, perché quella delle evidenze dimostrate è la verità che sta alla base di ogni qualsiasi studio scientifico… Il problema, secondo me, nel caso di specie, è che è impossibile realizzare uno studio scientifico che dimostri incontrovertibilmente l’esistenza o meno di questa correlazione, perché noi siamo tutte persone diverse, ognuna è fatta a modo proprio e, anche di fronte al medesimo stimolo, ognuna reagisce in maniera differente… il che rende impossibile la realizzazione di uno studio scientifico, poiché studi di questo tipo prevedono l’esistenza di almeno un cluster di TOT persone che, a fronte dello stesso stimolo, rispondono in maniera analoga…
(continua...)

Veggie ha detto...

(...continua)
Per cui, credo che a tal riguardo necessariamente rimarrà tutto sempre a livello di opinione personale. Anche se, per dirla tutta, esistono pure degli studi scientifici che mirano a cercare di dimostrare con evidenze incontrovertibili la presenza o l’assenza di una connessione tra malattia e società, e se hai pazienza ne parlerò in uno dei miei prossimi post…
Quello che volevo dire con questo post – e chiedo venia se non sono stata sufficientemente chiara – è che se domandi ad una persona random cos’è l’anoressia, la risposta che ottieni è qualcosa del tipo “ah, le anoressiche sono quelle ragazze che non mangiano perché vogliono assomigliare alle modelle”… ed è una risposta standard, perché questo è l’univoco messaggio che passano i mass media, e la gente che non c’è passata non può che crederlo vero: ecco perché partono millemila crociate di infoiati contro la moda e le modelle… quello che perciò volevo dire con questo post è, sostanzialmente: gente, svegliatevi… ci sono molteplici casi di ragazze che, in quanto cieche, non potevano vedere quelle modelle contro le quali tanto vi accanite… eppure, sono ragazze che ugualmente hanno sviluppato un DCA. Allora, vogliamo cortesemente smetterla di prendere come oro colato tutto quello che viene detto in TV, e leggere un po’ qua per vedere che c’è anche altro, e che in questo caso di specie è esattamente l’opposto di ciò in cui vogliono farvi credere??!...
C’è infine una parte del tuo commento in cui non concordo con te, ovvero quella in cui scrivi: “Non basta dire: "per alcuni non è così", o "allora dovremmo essere tutti malati". Ci vogliono vere evidenze per escludere questa possibilità.”… Non sono d’accordo perché, secondo me, in realtà una vera evidenza in effetti c’è, ed è proprio quella che hai citato tu stessa: “allora dovremmo essere tutti malati”. Se ci pensi, quando si vuole andare a dimostrare una qualsiasi relazione causa-effetto, si fa proprio questo: si pone in essere la causa, e ci si aspetta un determinato effetto. Se l’effetto c’è, la relazione è verificata, altrimenti no. Se io voglio dimostrare che una martellata su un dito causa dolore al dito, prendo millemila persone, le metto in fila, e gli tiro una martellata su un dito a tutti quanti. Il 100% di loro mi dirà che ricevendo la martellata ha sentito male: ne evinco che la martellata su dito è effettivamente causa incontrovertibile di dolore. Trasponendo questo stupido esempio al caso in questione, io posso prendere millemila donne, e sottoporle ad un bombardamento mediatico di determinati tipi di immagini di corpi di donna. Di queste millemila persone, circa l’ 1% sviluppa un DCA. (In fin dei conti, tutte vediamo le stesse immagini in TV, e la prevalenza dei DCA è circa l’1%...). Questo ovviamente non dimostra che i modelli di donna proposti dai mass media non abbiano niente a che fare con lo sviluppo di un DCA… tuttavia dimostra il contrario, ovvero che l’esposizione a detti modelli non può essere inderogabilmente ascritta a causa scatenante l’anoressia. Una dimostrazione a ritroso, ex adiuvantibus, insomma…

@ Francesca – Certo, Francesca, ognuna ha le sue proprie motivazioni che portano col tempo allo sviluppo di un DCA… e credo che le motivazioni di ciascuna di noi trascendano ampiamente la mera fisicità… fermo restando il fatto, naturalmente, che si tratta di un qualcosa di estremamente individualizzato… Per il resto, penso che nel mondo per come purtroppo è adesso, dovrebbero cambiare tante cose (non solo i meri messaggi sulla fisicità, che per me personalmente sono una cosa veramente a margine, perché non mi hanno mai toccata…) per poter avere un qualcosa di migliore…

Veggie ha detto...

@ Eli – Eli, sono pienamente d’accordo con l’affermazione finale del tuo commento… le ragioni che conducono ogni singola persona all’anoressia sono sterminate come un oceano… E non sono necessariamente correlate alla propria infanzia o alla propria famiglia (ti assicuro che anch’io ho avuto un’infanzia normalissima, e una famiglia altrettanto normalissima), e men che meno all’essere effettivamente sovrappeso o al voler dimagrire in sé per sé… perché anch’io credo che il controllo sia il punto focale dell’anoressia (o, per lo meno, per me lo è stato…). Detto questo… sì, certo, ognuno è diverso da te… e, in generale, tutti siamo diversi da tutti, perché ogni persona è fatta a modo proprio… quindi credo sia ovvio che, non avendo cloni né fotocopie, nessuno possa comprenderci al 100%... però, questo non significa che non possiamo comunque supportarci a vicenda. E combattere… perché c’è molto di meglio rispetto all’anoressia, e spero che tu possa combattere e raggiungerlo quanto prima!...
P.S.= Tu NON SEI anoressica. Tu HAI l’anoressia. L’anoressia è una malattia che si ha, non un modo in cui se è. Se tu fossi anoressica, non avresti alcuna possibilità di liberartene… ma tu HAI l’anoressia, il che significa che combattendo puoi fare tantissimo per tenerla a bada e per riacquistare un’ottima qualità della vita. Ti abbraccio…

@ PrettyLittleGirl – Hai perfettamente ragione in quanto alla magrezza: essa è conseguente all’anoressia, ma non necessariamente implicata nella malattia stessa. Per quel che concerne le case di moda, io credo che il ridurre comportamenti disfunzionali rispetto all’alimentazione ed avere una miglior immagine di sé siano 2 cose che vanno di pari passo, quindi se anche l’obiettivo delle case di moda fosse quello che tu dici, avrebbero comunque toppato, perché io non credo che corpo e mente possano essere scisse… Riguardo la tua esperienza personale, la vedo molto logica: è infatti verissimo che quando si dimagrisce non lo si fa mai in maniera armonica, ma ci sono certe parti del corpo che, a seconda della nostra struttura fisica personale, dimagriscono prima e di più delle altre… quindi è ovvio che esce fuori una sproporzione…

Curvula ha detto...

Cara Veggie, grazie per la risposta approfondita. Effettivamente non seguo il tuo blog da abbastanza a lungo per ricordare gli altri post a cui ti riferisci, appena avrò tempo scorrerò sicuramente un po’ indietro.
Il problema a mio modesto avviso non è siamo tutte persone diverse; la variabilità è presente in ogni essere vivente e questo non impedisce di fare studi etologici... per provare qualcosa non è necessario che la risposta sia univoca da parte dell’intero campione, ma che ci sia una differenza significativa tra il campione sperimentale e il gruppo di controllo. In assenza si posso portare evidenze più empiriche, non sperimentali... ma lo immagino molto ambizioso e problematico, applicato all’anoressia! Sicuramente leggerò con molto interesse il post a cui accenni.
Il problema è che è difficile/non è etico fare esperimenti sulle persone :P
Ora mi è più chiaro il senso del tuo post (grazie ^_^), ma continuiamo a capirci su un punto cruciale: il “allora dovremmo essere tutti malati”. Secondo me stiamo dicendo la stessa cosa.
Tu consideri tutta la popolazione umana e poni l’accento sul fatto che il fatto che l’anoressia non sia così dilagante prova che non esiste una FORTE correlazione positiva tra esposizione ai mass media e insorgenza di un dca...
Io pongo l’accento sul fatto che all’interno delle gruppo di persone che hanno un DCA, non si può escludere che uno dei (diversi) fattori alla base dell’insorgenza della malattia sia stato l’esposizione ai mass media.
E infatti mi ritrovo in questa tua frase conclusiva:
“Questo ovviamente non dimostra che i modelli di donna proposti dai mass media non abbiano niente a che fare con lo sviluppo di un DCA… tuttavia dimostra il contrario, ovvero che l’esposizione a detti modelli non può essere inderogabilmente ascritta a causa scatenante l’anoressia.”
Che è (se non ho frainteso!) quello che dicevo anch’io ;)
“Tu difatto dimostri che la presenza di modelle magre non può essere additata come UNICA causa dell'insorgenza di un dca, ma non che non possa essere uno dei tanti fattori che concorrono a innescare la malattia.”

PrettyLittleGirl ha detto...

Ciao Veggie, grazie della risposta!Si sono d'accordo che le due cose vanno di pari passo per cui riduci i comportamenti alimentari disfunzionali ma hai un miglioramento della tua persona "in toto" per cui anche la tua immagine corporea si suppone che dovrebbe migliorare avvicinandosi a uno stato di benessere nel percorso di ricovero. Però la cosa che avevo in mente esulava-per modo di dire- un po dal dca considerando l'immagine corporea negativa un po come cosa "a se stante", nonostante in quadro di dca vada inquadrata appunto in quel quadro specifico. Io pensavo più, in generale, a chi abbia problemi di dismorfofobia o immagine corporea molto negativa magari già in arretrato. Per farti un esempio più pratico: una mia amica, dopo aver fatto un percorso di ricovero, non presenta più comportamenti alimentari disfunzionali e conduce una vita tutto sommato felice e normale, fa attività, lavora,ha ripreso peso e non presenta molti pensieri tipici della bulimia come poteva essere invece prima. Ma a volte ha la sottile tendenza a fare paragoni con altra gente oppure se una persona molto cara le dice qualcosa sul fisico- magari comparandola a una molto più magra di lei- si sente come un po minacciata e si offende. Le persone che la conoscono dicono che è sempre stata più o meno cosi, peggiorando il tutto con il dca ovviamente ma con difficoltà a vedersi in termini positivi e facendo confronti già prima di ammalarsi. Quello mi dice che ci sono persone particolarmente sensibili al tema della propria immagine corporea e particolarmente sensibili a certi confronti, nonostante si considerino "guarite" dal proprio Dca o non ne abbiano mai neanche sviluppato uno.
A questo pensavo, quando dicevo se proprio, avere modelli più salutari potrebbe aiutare in piccola parte in questo: ad avere davanti un modello di fisicità più salutare (che anche li, poi, come facciamo a dire cos'è salutare?..questo potrebbe essere comunque un problema, ma diciamo che quando dico che certe immagini non rappresentano un modello salutare penso che una modella con un bmi di 16 non rappresenterebbe un buon modello..sebbene ogni persona abbia un suo tipo di corporatura unica che si adatta in modo unico a lei).
Per quanto riguarda la mia esperienza, si è vero che si dimagrisce magari in certi punti più che in altri. Ma questo mi succede tutt'ora a distanza di tempo e non ci faccio caso minimamente..Nel senso, so di avere la vita più stretta delle mie gambe, ma non mi metterei mai a restringere per questo solo per questa "sproporzione", semplicemente perchè non mi interessa. Mentre prima vedevo quei punti come più grandi semplicemente perchè vedevo solo quelli..come se guardandomi allo specchio non mi ricordassi che devo guardare tutta la figura intera. Ho ipotizzato che potesse essere un effetto dell'ipoalimentarsi perchè è terminato appena ho reintrodotto un maggior numero di nutrienti nel mio regime (ma ovviamente potrebbe essere una mia ipotesi, dato che non sono un medico).
Per quello ti dicevo che quella frase citata la vedevo come giusta e sensata.
Un abbraccio

PrettyLittleGirl ha detto...

* scusa, il fatto che non ci faccio caso minimamente, intendo che non mi vedo "sproporzionata", ossia, che vedo una piccola differenza ma non la percepisco come sproporzione disarmonica rispetto al resto..
Mi spiego alla cani ultimamente..Scusa i 10000 post!

Veggie ha detto...

@ Curvula – Grazie a te per la tua risposta, altroché!... No, non hai frainteso affatto, è esattamente quello che intendevo. Escludere una tra le millemila possibili concause di DCA a priori mi sembra francamente miope, perché bisognerebbe andare a valutare il singolo individuo, e l’impatto che esso stesso ritiene certi modelli di fisicità abbiano avuto su di lui… D’altro canto, mi sembra altrettanto miope fare come i mass media, puntare il dito solo sulla moda, e pensare che mettere delle foto di modelle meno magre possa arginare la (propagandata quanto falsa) epidemia di DCA… perché non è così, e perché il suo ruolo, a differenza di quello che è il luogo comune, mi sembra meramente marginale…
In quanto agli studi eziologici, fermo restando la variabilità degli essere umani, è pur vero che ci sono cose che si prestano maggiormente ad essere oggettivizzate. Esempio banale: se vogliamo fare uno studio su come avviene la respirazione umana, si respira tutti con naso-laringe-trachea-bronchi-polmoni, per cui possiamo ottenere risultati conformi (salvo particolari patologie respiratorie) anche se il campione è disomogeneo… e lo stesso vale, più in generale, per le malattie fisiche. L’anoressia (o, in generale, le malattie psichiche) rende invece molto più difficile questo tipo di oggettivazione, e quindi rende gli studi eziologici pressoché impossibili, perché entrano in gioco un numero elevatissimo di variabili che non possono essere controllate… non a caso, per ogni studio eziologico su una qualsiasi malattia psichica, ne trovi almeno altri 10 che dicono cose diverse… Quindi, sì, la difficoltà di uno studio del genere mi sembra elevatissima… Sul discorso dell’etica, potrei stare a parlare per ore perché è in effetti una tematica molto dibattuta, sulla quale ho un sacco di idee… diciamo che io sono favorevole alla “modalità americana”, in cui gli studi sulle persone si basano sul reclutamento di volontari… però mi rendo conto che in Italia cose del genere per il momento non sono contemplate…

@ PrettyLittleGirl – Grazie a te, figurati!... Io credo che la dismorfofobia sia una patologia a sé stante rispetto ai DCA… che, in alcuni casi, è presente anche in chi ha un DCA… ma che può essere tranquillamente presente anche in persone che non hanno nessun DCA. Certo, c’è chi è più sensibile alla tematica, e a prescindere dal grado di remissione del proprio DCA può rimanere comunque maggiormente influenzato o colpito da determinati commenti… ma questo magari può essere inquadrato anche in un contesto parafisiologico, perché i commenti altrui non sono comunque mai neutri per nessuno… a maggior ragione se uno ha la tendenza, prettamente caratteriale, a concentrarsi su determinate tematiche.
Quello che mi racconti della tua esperienza, mi sembra profondamente sano… Voglio dire, quando si è nel mezzo del DCA si fa molto più caso a determinate cose che, quando se ne esce, diventano poco a poco sempre più ininfluenti… e questo è molto positivo, perché è segno di un sano menefreghismo nei confronti di aspetti psicopatologici propri dell’anoressia… Il vedersi sproporzionate e il fissarsi su determinati particolare non solo sono conseguenze dell’ipoalimentazione (non sarai un medico, ma su questo hai ragione), ma anche di una percezione selettiva, che la malattia acuisce…

 
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