Come gli alchimisti trasformavano il ferro in oro… voi potete trasformare l’oscurità in luce. Siete tutte benvenute.

venerdì 20 febbraio 2015

Istamina e Anoressia

Immagino che ad alcune di voi, nella propria vita, sia capitato di assumere degli antistaminici – farmaci che bloccano la degranulazione dei mastociti e l’azione dell’istamina (per esempio: Zirtec, Aerius, Atarax, Trimeton, Cetirizina) – generalmente per bloccare i sintomi di una qualche allergia. Sebbene l’istamina sia fondamentalmente nota per il suo ruolo nella risposta immunitaria, ha anche altre importanti funzioni nel sistema nervoso centrale.

Nel nostro cervello, in rilascio di istamina è importante per l’arousal (ecco perché assumere antistamici ci rende sonnolenti), nonché è impilicato nel regolare l’appetito, la percezione del gusto, l’apprendimento, la memoria, i comportamenti aggressivi, la motivazione e le emozioni (tra le altre cose). (Yoshizawa et al., 2009) Alterazioni nel rilascio di istamina nel cervello sono implicate in una vasta gamma di patologie, tra cui la schizofrenia (Iwabuchi et al., 2005), la depressione (Kano et al., 2004), e la sclerosi multipla.

In ogni caso, dato che il mio blog è centrato sui disturbi alimentari, il mio obiettivo è quello di parlare del ruolo dell’istamina nel controllo dell’appetito. Come Yoshizawa e i suoi colleghi hanno visto dai loro studi:

• Un incremento dei livelli di istamina corrisponde ad un decremeno dell’appetito.
• Bloccare la secrezione di istamina viceversa aumenta l’appetito
• L’attività istaminergica è incrementata dall’assunzioni di cibo dopo un lungo periodo di restrizione alimentare.

In buona sostanza, da questo studio emerge che c’è una relazione di proporzionalità inversa tra attività istaminergica e appetito: un’elevata attività istaminergica sopprime l’appetito e quindi riduce l’assunzione di cibo, mentre una bassa attività istaminergica aumenta l’appetito. Gli effetti dell’istamina sull’alimentazione sono mediati dai recettori istaminergici di tipo H1. Lo studio in questione sottolinea peraltro il fatto che l’attività istaminergica è molto più spiccata nelle donne che non negli uomini, in particolare proprio per quel che riguarda i recettori istaminergici H1, poiché è stato dimostrato che le donne possiedono una più elevata densità di recettori H1.

A partire da queste considerazioni, gli autori di questo studio hanno volute valutare se il sistema istaminergico era alterato nelle donne affette di anoressia, rispetto a donne (ed uomini) non affetti da questa malattia, utilizzando la PET (Tomografia ad Emissione di Positroni), e focalizzandosi proprio sui recettori di tipo H1. Gli autori hanno ipotizzato che perturbazioni dell’attività istaminergica in pazienti affette da anoressia potessero essere in qualche modo correlate alle anomalie del comportamento alimentare o alle emozioni negative provate.

Un rapido flash sulla neurotrasmissione (istaminergica) 

[Se ne sapete già di neurobiologia, saltate pure questa parte che, peraltro, è molto semplificata per venire incontro alle esigenze di lettrici anche molto giovani. Non me ne vogliano gli specialisti per le inevitabili inesattezze.] 

I neuroni comunicano tra di loro rilasciando delle sostanze chimiche chiamate neurotrasmettitori (per esempio: istamina, serotonina, dopamina, etc…). Queste sostanze chimiche esercitano la loro azione legandosi a specifici recettori presenti sulle cellule-bersaglio (i recettori sono schizzinosi: non legano ogni qualsiasi molecola gli capiti a tiro, ma soltanto alcune specifiche molecole che gli sono complementari. La realizzazione di questo legame piò avere molteplici effetti sulle cellule. Per esempio, può rendere queste cellule più o meno favorevoli a partecipare alla comunicazione neuronale con le altre cellule, oppure può attivare/disattivare l’espressione di determinati geni nella cellula (tra le molteplici altre cose…). Esistono 4 recettori per l’istamina, con molta fantasia chiamati H1, H2, H3 e H4, che sono coinvolti in diversi processi e attività (leggete qui)

Quando i medici parlano di variazioni dell’attività istaminergica nel cervello (o dell’attività serotoninergica, dopaminergica, etc…), possono fare riferimento a molteplici cose differenti, che interessano l’intero sistema nervoso. Per esempio, variazioni nella densità dei recettori per l’istamina su una membrana cellulare, variazioni nel metabolismo dell’istamina, variazioni della velocità con cui l’istamina si lega ai propri recettori, comporta un cambiamento della quantità e della frequenza di rilascio dell’istamina e può influenzare l’intera attività istaminergica. Queste variazioni a loro volta possono influenzare le nostre risposte biologiche, psicologiche e comportamentali. Nel caso dell’istamina, nel più semplice degli esempi, questo può significare variazioni della durata e dell’entità dei sintomi di un’allergia.

Lo studio in questione

Per valutare l’attività istaminergica nel cervello, gli autori dello studio hanno utilizzato il radionuclide [(11)C]Doxepina. I radionuclidi sono dei farmaci marcati radioattivamente “che si possono legare ad un recettore, trasportatore, enzima, od un qualsiasi sito d’interesse. Misurare la velocità e l’entità del legame fornisce informazioni sul numero di siti di legame, e la loro affinità ed accessibilità.” (Fonte)

Gli studi condotti con la PET frequentemente misurano una cosa chiamata “potenziale di legame”. Il potenziale di legame fornisce una misura combinata della densità dei recettori (in questo caso nella fattispecie, la densità dei recettori H1 che sono capaci di legare il radionuiclide) e l’affinità del radionuclide per questi recettori. In questo studio, gli autori verificano il potenziale di legame della [(11)C]Doxepina per studiare i recettori H1.

Ora, io non m’intendo particolarmente di studi con la PET, quindi non so se questa sia la prassi comune, ma penso sia abbastanza interessante il fatto che gli autori tengano conto del ciclo mestruale delle donne partecipanti allo studio: tutte le scansioni PET sono state eseguite 1 settimana dopo l’ultima mestruazione.

Partecipanti allo studio 

Le partecipanti allo studio erano 12 donne affette da anoressia sottotipo 1, 12 donne senza alcun tipo di DCA, e 11 uomini senza alcun tipo di DCA. L’età media dei partecipanti allo studio era di circa 20 anni. Le donne affette da anoressia erano malate in media da circa 5,2 anni (range: 3 – 9 anni), ed avevano un B.M.I. medio di 14,7 (vs il B.M.I. medio del gruppo di controllo che era circa 20,35).

Le scoperte principali 

Confermando studi condotti in precedenza, gli autori hanno scoperto che il potenziale di legame della [(11)C]Doxepina era maggiore nelle donne affette da anoressia rispetto al gruppo delle donne di controllo soprattutto in 2 regioni: il nucleo lenticolare sinistro, e la parte destra dell’amigdala. In generale, non c’era una singola regione in cui il potenziale di legame delle donne affette da anoressia fosse inferiore rispetto a quello del gruppo di controllo.

Contrariamente a quanto avevano ipotizzato i ricercatori, invece, non vi era alcuna correlazione positiva tra il potenziale di legame della [(11)C]Doxepina e la gravità/durata del DCA. Ovvero: a prescindere dalla fase del DCA in cui si trovava una donna, non c’era un incremento del potenziale di legame (in altre parole: il potenziale di legame era simile a quello di donne e uomini senza DCA).

Cosa significa tutto questo? 

Come ho detto prima, le donne hanno una densità di recettori H1 maggiore rispetto a quella degli uomini. Gli autori suggeriscono che forse questa differenza gioca un ruolo nell’incrementare la vulnerabilità delle donne rispetto all’anoressia, che può essere associata con l’attività istaminergica nel sistema nervoso centrale.

Come la penso io 

L’ipotesi fatta dagli autori dello studio è interessante, ma è bene tenere a mente che in realtà non sappiamo niente rispetto a quale sia l’effettivo ruolo dell’istamina nello sviluppare l’anoressia, ammesso e non concesso che ne abbia effettivamente uno.

Anche la scoperta che il potenziale di legame è maggiore nei nuclei lenticolari (regione del cervello importante per la regolazione dei movimenti fini, tra le altre cose) e nell’amigdala (il cosiddetto “centro delle emozioni” del cervello) è un qualcosa di interessante. Tuttavia, dal momento che lo studio è unitario e non ci sono stati altri studi miranti a verificare la medesima cosa, non sappiamo se il dato è veritiero o se si tratta semplicemente di una coincidenza.

Per come la vedo io, inoltre, le alterazioni della neurotrasmissione istaminergica sono conseguenza, e NON causa dell’anoressia, o per meglio dire dell’ipoalimentazione, per cui secondo me non è che l’istamina in sé gioca un ruolo nello sviluppo dell’anoressia, è l’anoressia, con la sua restrizione alimentare, che va ad alterare la secrezione di istamina.

Vi faccio inoltre notare che questo studio è stato condotto su pazienti che erano nel pieno della malattia, ma non è stato replicato al migliorare delle loro condizioni psicofisiche, quindi non sappiamo se e cosa sarebbe cambiato una volta che quelle donne fossero state meglio. Per cui, lo studio in questione mi sembra anche un po’ incompleto.

Limitazioni dello studio 

Secondo me questo studio presenta inoltre delle notevoli limitazioni, tra cui:

• un piccolo campione di partecipanti (sono ragionevolmente sicura che questo sia dovuto a motivi economici: la PET è un esame molto costoso) che non può rendere statisticamente significativo lo studio
• comparazione tra molte differenti aree del cervello (il che aumenta il rischio di commettere certi errori statistici)
• incapacità di dimostrare che le variazioni dell’attività istaminergica siano causa o (come credo io) conseguenza dell’anoressia
• incapacità di dire se le differenze nel potenziale di legame siano dovute a cambiamenti della densità o dell’affinità recettoriale (presente la definizione? Il potenziale di legame è un compendio tra le 2 cose…)

Le mie conclusioni 

Come saprete soprattutto se leggete il mio blog da un po’ di tempo, io sono molto favorevole ad ogni qualsiasi genere di studi che possano essere condotti sull’anoressia, per cercare di sviscerare un po’ più a fondo questa malattia. Tuttavia, in questo caso storco un po’ il naso: lo studio è figo, ma non conclude un granché. Gli autori lanciano l’idea che le persone affette da anoressia abbiano una più elevata densità di recettori H1 in diverse regioni del cervello, ma questo input dovrebbe essere approfondito massivamente. Se quanto è venuto fuori è vero, occorrerebbe allora valutare la relazione e i cambiamenti tra pazienti affette da anoressia e gruppo di controllo senza DCA, per capire se questi cambiamenti sono dovuti all’anoressia o meno: valutare cioè se si tratta della causa o dell’effetto.

Il cervello umano è straordinariamente complesso, i DCA sono altrettanto straordinariamente complessi, e i modi che abbiamo finora per studiarli sono generalmente scadenti. La ricerca dovrebbe avere un’importanza preliminare, così come la nostra generale comprensione della neurobiologia dei DCA. Ma la situazione è MOLTO complessa, studiare i DCA è MOLTO arduo, e avere un’interpretazione unitaria data la molteplicità di persone affette è pressoché impossibile.

Postilla: Non sono un medico di diagnostica nucleare, per cui quello che so in merito alla PET è necessariamente limitato. Ergo, se ne sapete più di me, o se trovate degli errori in quello che ho scritto in questo post, o conoscete altri studi di questo tipo, fatemelo notare senza problemi! E, naturalmente, se vi va ditemi come la pensate… mi farebbe molto piacere.

19 commenti:

Raki ha detto...

Letto tutto con molto interesse anche se nel mio piccolo mondo di ignoranza non avendo fatto studi scientifici (Grazie x la tua spiegazione a livello elementare x chi non conoscesse le funzioni dei neuroni)..
E dall'alto della mia ignoranza, mi sento di seguire il tuo pensiero: studio molto interessante ma incompleto, e forse l'alterazione é dovuta al anoressia, e non che l'alterazione provoca anoressia.. Ma come dici servirebbe uno studio postumo x vedere se i livelli cambiano al cambiamento dell'alimentazione della donna una volta "uscita" dell'anoressia..

Quindi finché non ci saranno nuovi studi più completi rimango dell'idea che sia tutta questione psicologica, xke se x l'anoressia di tipo 1 si potesse anche dimostrare una correlazione dei vari H (scusa semplifico x essere più rapida) e appetito, non dimostra nulla su tutti gli altri dca come bulimia binge ecc...

Spero di essere riuscita a spiegarmi :)
Cmq interessante da leggere e non é da scartare del tutto come teoria, anche se xo mi chiedo 'se davvero é colpa di un alterazione di quel ormone vuol dire che ci si nasce affette da anoressia di tipo 1? X quanto uno possa curarsi avrà sempre questo ormone che gli impedisce di avere un appetito normale?'
Speriamo continuino lo studio x vedere cosa concludono :)

PIEKNA_LALKA_38 ha detto...

io proprio mentre seguivo la dieta del dietologo pazzo avevo 1 fortissima fortissima orticaria alle braccia e alle mani, ke proprio godeva di vita propria...da qnd ho smesso la sua dieta (dunque riprendendo la restrizione) è scomparsa oppure riappare solo x questioni emotive. quella ripresa di alimentazione normale poteva centrare? io di fatti x sedarla prendevo pastigliette x bloccare quell'h1...

Wolfie ha detto...

Mi associo al club di Raki in quanto ad incompetenza scientifica, e dunque ai ringraziamenti per le spiegazioni semplificate (non voglio sapere come erano quelle difficili, se ciò che hai riportato è già semplificato!!!!!!) anche se per me ci vorrebbe un livello di semplificazione da asilo.
L’unica volta in vita mia che ho avuto l’orticaria ero una bambina ed era perché ero andata in campagna, e probabilmente avevo toccato qualche erba o qualcosa che mi aveva scatenato questa irritazione; quindi io personalmente non ho avuto esperienza di orticaria legata al dca. È anche vero che il mio dca prevalente è stato ed è la bulimia, per cui è possibile che non mi sia capitato perché non ho mai raggiunto pesi bassi allarmanti, né ho mai fatto chissà quali restrizioni.
Però, pur nella mia ignoranza, anche a me sembra più probabile l’ipotesi che le alterazioni dell’istamina siano dovute all’anoressia, e non la causa dell’anoressia, anche perché se così fosse lo studio dovrebbe essere concordante su TUTTE le persone studiate, invece non è così, e questo pone un margine di dubbio, anche perché il campione usato è piccolo, quindi non sappiamo quanto ci sia di vero.
Spero che in futuro la cosa venga comunque approfondita, perché ci sono anche degli spunti interessanti, ma in questo modo viene lasciato tutto in superficie, e non c’è modo di provare cosa sia vero o no.
Un abbraccione!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Ilaria* ha detto...

Da persona completamente ignorante in tale materia posso effettivamente essere D' accordo con te Veggie... Mi viene complicato contraddirti, non avendo alcuna base!
Grazie delle tue elementari spiegazioni.. :)

Pure io sono dell' opinione che sia l' anoressia la causa dell' istamina, e non viceversa. L' anoressia è una malattia grave, la quale porta conseguenze ed effetti sul nostro fisico estremamente numerose ed importanti... Essa altera molto nel nostro corpo, per cui mi sembrerebbe improbabile che un neuro trasmettitore possa creare un DCA come questo.
Comunque io da piccola ho molto sofferto di allergie, e tutt' ora apnon tollero sempre gli alimenti.. Mi capita con il nichel per esempio.
Fatto sta che ho preso tanto Zirtec, ho dovuto smettere anche la pallavolo per l' asma.... poi con lo sviluppo tutto è passato e adesso non prendo più tale medicine.
Tuttavia a livello di neuro trasmettitori assumo serotonina, per l' umore.....

Comunque da quel poco che ne sò un cambiamento di istamina significativo proviene pure da malattie come la svlerosi è la sindrome di down.. E anche in tali casi penso (con il mio ignorante parere) che, essendo malattie di una certa importante, possano appunto, causa questa variazione...
(Se ho detto cavolate mi rimangio ciò che ho scritto!!!!)

Un abbraccio Veggie

Anonimo ha detto...

È un blog interessante.
l'aspetto che più mi interessa dei dca è quello cognitivo.
Conoscete articoli riguardo al declino di capacità intellettuali legate a dca?
più che l'aspetto fisico a me ha sempre colpito con più paura quanto un decennio di dca mi abbia fatto semplicemente rincoglionire, senza mezzi termini. Ero sveglia ed intelligente prima di ammalarmi, ora sono una larva discretamente stupida. Più di tutto, degli amici, della felicità, della serenità in famiglia, della salute, mi dispiace che i dca mi abbiano tolto il cervello. Perché quello si perde e non si recupera.
Ma sono l'unica?
Anche voi avete notato un declino cognitivo sostanziale dopo anni di malattia?

Anonimo ha detto...

Ciao! Leggo spesso il tuo blog, trovato su Google tramite una delle mie ossessive ricerche sul metabolismo post-anoressia (il che può essere anche visto con uno spirito positivo, se vogliamo, dato che significa che sono nel bel mezzo della scalata e non del rotolamento verso il basso), ma non sono iscritta al sito e quindi, se le mie elementari conoscenze informatiche non mi ingannano, risulterò anonima... Detto ciò, vorrei chiederti una cosa. Prendilo come un favore, ma non un dovere: sentiti libera di trascurare questo commento, perché so che ti sto richiedendo di elaborare un macigno: mi piacerebbe che tu parlassi della tua guarigione in un post. Spesso parli della malattia, invece mi piacerebbe leggere della tua guarigione. Secondo te, quando si può dire di essere effettivamente guariti? Tu quando hai iniziato a pensare "Sto guarendo"? Ora com'è il tuo rapporto con il cibo? Ti ringrazio, qualunque sarà la tua risposta (che accetterò in ogni caso, sia chiaro). C.

Sybil Vane ha detto...

http://www.palermomania.it/news.php?torino-primo-trapianto-al-mondo-di-bacino-artificiale-su-un-18enne&id=70190

volevo che tu lo sapessi. È il mio compagno di classe. Vale la pena lottare!

Wolfie ha detto...

All’anonima (del commento sotto quello di ilaria): Ciao anonima, è molto interessante quello che hai scritto a proposito del declino cognitivo nei dca, perché anch’io penso che l’aspetto cognitivo dei dca sia molto importante. Io da un punto di vista scientifico non so praticamente niente perché ho fatto studi umanistici, però penso che tu possa avere ragione, perché quello che hai scritto è molto logico: se una malattia (il dca) danneggia dei neuroni, per quel poco che so i neuroni non ricrescono, quindi se si perdono dei neuroni essi non vengono recuperati. Il dca danneggia tante cose nel nostro corpo, quindi penso proprio che possa danneggiare anche i neuroni. Io ho avuto non un declino, ma una vera e propria “caduta libera” cognitiva durante gli anni in cui la bulimia è stata la protagonista della mia vita: a fatica riuscivo a studiare (facevo il liceo allora) per mantenere una buona media, ma facendo un’estrema fatica, mentre prima non ne facevo neanche la metà: mi mancava totalmente la concentrazione, e la capacità di riuscire a concentrarmi. Per il resto, praticamente non riuscivo a fare nient’altro, perché non riuscivo neanche a pensare a nient’altro che non al dca. Quando sono stata meglio della bulimia, anche il mio cervello si è ripreso, e le cose sono andate molto meglio, però penso che una “fatica cognitiva” di fondo residua ci sia comunque.
Un abbraccione!!!!!!!!!!!!!



A Sybil vane: Ciao Sybil, quella notizia l'ho sentita proprio oggi in televisione!!!!!!!!!!! Mi fa tantissimo piacere per il tuo amico!!!!!!!!!!!! VALE LA PENA LOTTARE, SI!!!!!!!!!

Anonimo ha detto...

C'è una cosa che voglio chiedere a Wolfie e Veggie: da quel che c'è scritto su questo blog, vi siete incontrate per la prima volta a gennaio 2011: http://anoressiabulimiaafterdark.blogspot.it/2011/01/completamente-diverse-profondamente.html.
Bello commovente.
Però ho guardato il calendario del 2011 http://anoressiabulimiaafterdark.blogspot.it/2010/12/e-allora-dicembre-lo-si-inizia-noi.html che Veggie ha pubblicato il 2-12-2010: la foto di Wolfie è identica, stessi vestiti e stesso sfondo: https://imageshack.us/user/calendargals2011 (nella foto del giorno 2 c'è appunto Wolfie).
Le due foto sono state scattate palesemente nello stesso giorno, anché perché oltre ai vestiti e allo sfondo è uguale anche la scritta sulla lavagna, in tutti e due i casi si legge "AUDITORIUM" e nella foto del calendario si vede che la riga sotto è stata malamente cancellata per fare spazio alla frasetta, ma si intravede lo "0" del numero "40" che invece nella foto con Veggie si vede benissimo.
Quindi a meno che Veggie e Wolfie non vi siate incontrate prima del gennaio 2011, e non capisco perché non dirlo, e non credo che vi sareste dimenticate questo ipotetico primo incontro, visto l'apologo che entrambe fate sul blog per quando vi siete viste, la foto è un altro clamoroso fake, nel senso che Wolfie non può essere la ragazza nella foto con Veggie, a meno che non si trattasse di un incontro clandestino di cui non vogliono parlare.

Insomma, come faceva ad esserci una foto dell'incontro, che è stato il 12 gennaio 2011 stando a Veggie, già un mese prima???

E poi se confrontate queste foto di Wolfie con quella del calendario 2010 http://anoressiabulimiaafterdark.blogspot.it/2009/12/calendario-2010.html, la ragazza a destra nella pagina di gennaio, e con quella della thinspo reverse http://anoressiabulimiaafterdark.blogspot.it/2009/07/thinspo-reverse-page-3-of-4.html, lò'ultima foto, vi sembrano la stessa ragazza delle foto dell'incontro con Veggie?
A me sembra di no...

Anonimo ha detto...

Sono sempre l'anonima di sopra, voglio dire a Sybil Vane che ho letto e sono proprio tanto tanto contenta per il tuo compagno di classe, è stato un grande lui a lottare così, e bravi anche i medici e i famigliari.

Una ragazza che ti segue con affetto ha detto...

Ciao Veggie, mi unisco ai ringraziamenti per il tuo linguaggio sempre chiaro nel divulgare questi concetti scientifici così complessi.
Studi di questo tipo sono affascinanti, l'importante però è non semplificare troppo: come osservi tu, "correlation doesn't mean causation".
Servono in ogni caso molti altri studi di questo genere per trarre delle conclusioni.
Non si studiano mai abbastanza i DCA secondo me.
_ _ _

Scusa se alimento il polverone, ma ho guardato le foto che indica l'anonima e... sì, sono anch'io perplessa.
Se nel caso delle foto di Jonny davvero penso che tu non avessi altra colpa che di esserti fidata (e in fondo, ciò che contava realmente era il messaggio, e io non ho dubbi che Jonny sia una persona reale e pensante), qui in effetti c'è una incongruenza grave.
Può darsi che ci sia della malizia in chi ti attacca così, anche perché non si degna nemmeno di mettere un nome... però quello che fa notare ha senso purtroppo.

Ti ripeto quello che ho scritto la settimana scorsa: la chiarezza su questi aspetti apparentemente insignificanti è importante, perché rischi di veder infangato tutto il tuo impegno, che è importantissimo per chi come me è alle prese con un DCA.
Spero che anche questa volta tu possa chiarire... so che si tratta di una stupidaggine, ma è un peccato che sia venuto a galla un altro caso antipatico.

Ciao
Samantha

L. ha detto...

Anonima del 25/2 h 11:43, io ti vorrei stringere la mano, perché hai centrato un lato importantissimo che mi ha fatto riflettere, è vero, si parla sempre dei problemi fisici e sociali, ma poco dei danni che l'anoressia fa al cervello.
Anche a me sembrava di essere diventata stupida nel pieno dell'anoressia, un cervello stretto stretto che faceva passare un'idea alla volta, cercare di pensare a più di una cosa contemporaneamente era impossibile.
Adesso che ho 28 anni non ti so dire se ora sarei più intelligente senza aver vissuto l'anoressia, forse sì, però stando meglio dal punto di vista fisico mi sembra di aver ripreso forza anche mentalmente, ho trovato da qualche mese un nuovo lavoro più stimolante e mi piace, perché mi permette di usare tanto le lingue che ho studiato al liceo (inglese e spagnolo), ho più voglia anche di leggere e di seguire programmi "seri" alla tivù.
Per me si può recuperare almeno qualcosa, non ti disperare, secondo me una ragazza che fa un'osservazione così intelligente e originale (almeno, per me lo è) non è per niente stupida.
Ciao e un abbraccio!

Wolfie ha detto...

Per l’anonima che parla di me: Ciao anonima, visto che hai fatto delle domande, e sono arrivata prima di Veggie, a domande rispondo: per quel che riguarda le foto, sono sempre io. Quelle della thinspo reverse e del calendario 2010 sono foto più “vecchie” (avevo partecipato a quelle iniziative con delle foto “vecchie”, avevo rispettivamente sedici anni nella fotografia utilizzata per il calendario 2010 e diciotto nella fotografia utilizzata per la thinspo reverse: io attualmente ho ventinove anni, classe 1986), mentre quelle del post sull’incontro e del calendario 2011 sono foto più “recenti” (entrambe scattate in occasione di un incontro con Veggie svoltosi nel 2010, quando avevo quindi ventitre anni). Mi vedi diversa solo perché sono cresciuta e, probabilmente, anche perché nel frattempo (cioè quando avevo ventuno anni) ho fatto un intervento di rinoplastica (non per estetica, ma perché avevo un problema). Per quel che riguarda l’incontro, non era il nostro primo incontro, era il terzo. Le fotografie esistevano già dal nostro primo incontro, perché ce l’eravamo scattate in quell’occasione, poi agli altri incontri non ci siamo più fatte altre fotografie, quindi quelle fotografie risalgono al primo nostro incontro, che era a ottobre 2010. Ma infatti neanche nel post dell’incontro c’è scritto che sia stato il nostro primo incontro, c’è scritto solo che il 12 gennaio è stata una giornata in cui ci siamo incontrate, senza alcuna specifica sul fatto che fosse il primo, il secondo o il centesimo incontro: da dove hai tirato fuori l’informazione che si trattasse del nostro primo incontro, se non c’è scritta?????????

Veggie ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Veggie ha detto...

@ Raki – Grazie per il tuo feedback, Raki!... Anch’io sono dell’idea che le alterazioni istaminergiche siano conseguenza e non causa dell’anoressia… Bè, certamente resto a disposizione di futuri approfondimenti, farò ammenda qualora gli studi dimostrassero che la mia idea sia sbagliata… per il momento, sto in attesa. Per cui, anch’io come te ritengo la psiche l’elemento fondamentale dei DCA, ben più della neurotrasmissione, almeno per quel che concerne la causalità… Ovviamente non ho una risposta scientificamente comprovata per la tua domanda finale… Rispondendoti puramente a naso, ti direi che se anche ci fosse veramente un’anomalia organica, basterebbe trovare una medicina contro quell’anomalia, ed eventualmente assumerla vita natural durante per essere coperte sempre… Da un certo punto di vista, magari fosse così semplice… si guarirebbe dall’anoressia con un pillola…

@ PIENKA_LALKA_38 – Naturalmente non sono in grado di rispondere correttamente alla tua domanda, perché per fare ipotesi e trovare conferme in campo medico, dovrei averti avuta davanti a me quando la cosa ti è successa, raccoglierti un’anamnesi dettagliata, e farti una serie di esami di laboratorio… solo così potrei avere una risposta alla domanda. Potendomi basare solo su quello che mi hai scritto, ti do una risposta a naso: che, nota bene!, può essere anche ben lontana dalla verità!... fare diagnosi a distanza è impossibile, e chiunque su Internet si spacci per medico che sa fare una cosa del genere, è in realtà un medico ciarlatano… Per cui, io mi limito a dirti un paio di cose che mi vengono in mente, fermo restando appunto che possono essere tanto giuste quanto sbagliate… La tua ipotesi è plausibile… Ma considera che circa l’80% delle orticarie sono psicosomatiche: per cui, se tu in quel momento stavi vivendo una situazione difficile, vuoi per via di quella dieta fatta dal dietologo, vuoi per altre tue situazioni personali, mi sembra più probabile che tu possa aver somatizzato lo stress, ed esserti auto-prodotta un’orticaria… e poi, quando hai ripreso la restrizione alimentare e dunque ti sei, in un certo senso, rilassata, l’orticaria è sparita perché è venuta meno la base stressogena che la causava… Però, ripeto, questa è una mera ipotesi di validità pressoché nulla… Ci sta benissimo che tu avessi un’orticaria per vattelappesca motivi, perché, che so, eri venuta a contatto con qualcosa che ti aveva scatenato una degranulazione mastocitaria…

@ Wolfie – Anch’io la vedo come DCA = causa, istamina = effetto… Poi vedremo se futuri studi scientifici saranno in grado di smentirmi o meno… Chiedo venia se le spiegazioni semplificate non lo sono state a sufficienza, ma grazie per avermelo segnalato… cercherò di provvedere opportunamente in futuro…

@ Ilaria* - Non hai scritto cavolate, figurati… anch’io la penso come te per quel che concerne i DCA. Per il resto, l’istamina è implicata non solo in moltissime altre malattie, ma anche i numerosi processi fisiologici… quindi puntarle il dito contro dicendo che è responsabile dell’anoressia, mi sembra una visione molto limitata…

Veggie ha detto...

@ Anonima (25 Febbraio 2015, ore: 11.34) – Grazie innanzitutto per essere passata da questo blog e per avermi lasciato il tuo commento… e grazie anche per lo spunto che mi hai dato. Spero nei prossimi mesi di avere un po’ di tempo per fare qualche ricerca e documentarmi con studi scientifici in merito alla correlazione tra decadimento cognitivo e DCA, al fine di poter scrivere un post al riguardo… Per il momento, dunque, mi limito a rispondere alla tua domanda parlando della mia esperienza personale… ovviamente, trattandosi della mia esperienza, quello che sto per scrivere non ha alcuna valenza universale e men che meno scientifica… è, semplicemente, il modo in cui l’ho vissuta io. Premetto che, a differenza di te, io non sono mai stata particolarmente intelligente… tuttavia, quando la restrizione alimentare ha preso mano, e mi sono trovata a perdere parecchi chili fino a raggiungere il mio peso più basso, effettivamente anche la mia testa ne ha risentito in negativo. E questa flessione cognitiva negativa è stata presente fintanto che ho continuato a rimanere molto sottopeso, o comunque ad avere oscillazioni di peso nei lunghi anni di ripresa-ricaduta-ripresa-ricaduta-… Poi, quando il mio peso si è ristabilizzato, e sono tornata a raggiungere il mio set-point di peso corporeo, anche le mie prestazioni cognitive sono migliorate, e posso dire che mi sembrano tornate a buon livello… o, quantomeno, un livello che mi ha permesso di laurearmi in Medicina (mentre contemporaneamente lavoravo part-time), e di tornare più o meno alle prestazioni che avevo prima… anche se, effettivamente, mi è un po’ difficile fare un confronto diretto tra prima e dopo, perché tra il prima e il dopo (cioè l’adesso) sono intercorsi quasi 15 anni, quindi è un po’ difficile comparare quelle che erano le prestazioni intellettive di una 14-15enne con quelle di una 30enne… In definitiva, posso dire che il mio declino cognitivo è stato associato più di ogni altra cosa al declino fisico, ed è regredito col regredire dello stesso… Però, pur non essendomi documentata, a naso direi che quello che hai scritto tu ha comunque il suo senso logico… Io non ti conosco, quindi non so a che punto sei del tuo percorso di ricovero, e come stai col peso… perciò, provo a girarti la domanda (se mai passerai nuovamente da qui a leggere la mia risposta, e ti andrà di rispondere a tua volta…): tu hai notato una correlazione tra le oscillazioni del peso e le oscillazioni delle capacità intellettive?... Oppure quello che riferisci essere il tuo declino cognitivo è presente a prescindere dal tuo peso?...

@ C. – Ciao C., l’opzione di commento anonimo esiste proprio affinché chiunque possa commentare, a prescindere dal fatto che sia iscritto a blogger o meno… quindi, ti ringrazio molto per essere passata di qui e per aver lasciato in tuo commento. Figuriamoci se lo trascuro… e perché mai dovrei?... E dunque, rispondendo alle tue domande, posso dirti che in realtà io non sono guarita... sto però vivendo da circa 5- 6 anni un periodo di remissione dall’anoressia. Come ho già scritto altrove, trovo la parola “guarigione” inappropriata per malattie come i DCA, indicando con il termine “guarigione” (in senso strettamente medico) la completa remissione di tutti i segni e i sintomi, sia fisici che psicologici, inerenti una determinata malattia. La mia personale opinione è che non si possa guarire da un DCA nel senso proprio del termine: per quanto il peso corretto possa essere recuperato, determinati comportamenti eliminati, e determinati pensieri allontanati… rimarrà sempre in noi qualcosa di questa malattia, una vocina nella testa, un pungolo, una tentazione. Tuttavia, credo fermamente nel fatto che sia assolutamente possibile avere una remissione dell’anoressia.
(continua...)

Veggie ha detto...

(...continua)
Avere una remissione significa che la voce dell’anoressia è sempre presente da qualche parte dentro di noi, e parla… ma che noi decidiamo scientemente, giorno dopo giorno, di non assecondarla, seguendo uno stile alimentare e uno stile di vita regolari. Essere consce della presenza interiore dell’anoressia, ma avere un corpo sano ed utilizzare strategie di coping differenti dalla restrizione alimentare: ecco cos’è la remissione… che è quello che io sto vivendo in questo momento. Però, naturalmente, parlo per me stessa: siamo tutte persone diverse, quindi quello che dico necessariamente non può avere una valenza universale… Ergo, prendilo con le molle: questa è la mia opinione basata sulla mia esperienza personale, ma non è né più giusta né più valida di altre opinioni che possono lasciare altre persone, perché in fin dei conti ognuno se la vive a modo suo. Infine, arrivo a rispondere anche alla tua ultima domanda: attualmente seguo l’ “equilibrio alimentare” che mi ha prescritto la dietista dalla quale sono seguita… si tratta, adesso, di una sorta di “dieta di mantenimento del peso”, poiché sono tornata al mio set-point di peso fisiologico, e quindi l’obiettivo che adesso ho è quello di mantenere (più o meno… con quelle che sono ovviamente le fisiologiche oscillazioni…) il peso attuale, senza tornare a restringere l’alimentazione… Spero di aver risposto in maniera esauriente ai tuoi interrogativi, in ogni caso per qualsiasi precisazione o qualsiasi altra domanda, chiedi pure, non ti fare problemi né riguardi, eh!...
Grazie ancora per il commento, ripassa pure quando vuoi e scrivi tutto quello che ti passa per la testa: sarai sempre la benvenuta!... Un abbraccio…
P.S.= Sì, anch’io ci vedo del positivo nel fatto che tu abbia cercato su Internet informazioni in merito al metabolismo post-anoressia… i DCA sono malattie che ci portano a glissare su molti aspetti inerenti le stesse, quindi una ricerca del genere mi sembra quantomeno indicativa di una presa di consapevolezza, che è il primo passo per poter combattere…

@ Sybil Vane – Sybil!... GRAZIE MILLE per la segnalazione!... L’avevo sentita al telegiornale, questa notizia… è una cosa STUPENDA!... Vale la pena eccome di lottare, nessun dubbio!... Grazie ancora!...

@ Anonima (26 Febbraio 2015, ore: 11.27) – Vedo che ti ha già risposto Wolfie, comunque ti rispondo anch’io… Ti sbagli palesemente: non sta scritto da nessuna parte che io e Wolfie ci siamo incontrate per la prima volta in Gennaio 2011… hai letto con superficialità. Per favore, rileggi il primo post che tu stessa hai linkato: se leggi con attenzione, vedi che non c’è scritto affatto che si tratta del nostro primo incontro… questa è stata una tua illazione, immagino dettata dal fatto che non avevo mai parlato in precedenza sul blog del fatto di essermi incontrata con Wolfie, ma è un’illazione errata. Citando le mie stesse parole di quel post: “Ieri è stata una giornata speciale, una giornata magica. Ieri è stata la giornata in cui mi sono incontrata con Wolfie.”: come puoi ben vedere, non ho scritto in alcun modo che si trattava del nostro primo incontro… perché infatti non si trattava del nostro primo incontro. Ci eravamo già incontrate altre 2 volte prima, semplicemente non ne avevo scritto sul blog. Ma solo perché prima non ne ho parlato, questo non significa a priori che quella sia stata la prima volta: questa è meramente una tua inferenza completamente errata. Non credo peraltro di essere neanche tenuta a raccontare ogni singolo dettaglio dei miei incontri con altre blogger (e difatti non lo faccio quasi mai, considera che ho conosciuto una quindicina di ragazze che scrivono/scrivevano su blogger, ma di post su questi incontri credo di averne scritti sul blog solo 3…), quindi sono io che non capisco perché avrei dovuto scriverne tassativamente in occasione del nostro primo incontro...
(continua...)

Veggie ha detto...

(…continua)
Magari la prossima volta, prima di sparare a zero, almeno leggi bene prima di lanciarti in filippiche derivanti solo dal fatto che non ti sei soffermata sulla lettura, e hai data per scontata una cosa da te ipotizzata ma non vera. In ogni caso, per il resto ti ha già risposto Wolfie, quindi mi fermo qua perché sarei meramente reiterativa.

@ Samantha – Ciao Samantha, non ti devi scusare proprio di niente, figurati… per quanto riguarda la seconda parte del tuo commento, ti rimando alla risposta di Wolfie, e anche alla risposta sovrastante che ho lasciato io stessa all’anonima… quando si vuol dare contro a priori, si leggono anche cose che non sono scritte. In quanto alla prima parte del tuo commento, mi fa venire in mente una cosa che ho studiato quando facevo l’esame di Medicina Legale, ovvero il nesso causale… Ci sono 6 criteri affinché il nesso causale sia valido… e non sono decisamente rispettati per quel che concerne l’istamina…

@ L. – Ti rimando alla risposta che ho lasciato all’anonima del 25/02 ore 11.43 che anche tu citi… E ti ringrazio di cuore per aver condiviso la tua esperienza.

Anonimo ha detto...

Wolfie, allora hai la memoria corta o menti: http://amorecontroana.blogspot.it/2011/08/0.html
Dal tuo commento (è il quarto) si capisce che vi siete incontrate per LA PRIMA VOLTA a gennaio 2011, infatti scrivi: "Ho conosciuto Veggie, prima attraverso il suo blog, attraverso i suoi post, i commenti che vi ho lasciato, le risposte che mi ha dato, poi via e-mail, poi telefonicamente, ed infine finalmente di persona, lo scorso Gennaio (e lei ha dedicato al nostro incontro un post bellissimo che mi fa piangere ogni volta che lo rileggo)."

Se vi eravate già viste, perché hai scritto FINALMENTE DI PERSONA LO SCORSO GENNAIO?

Dai sù...

 
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