Come gli alchimisti trasformavano il ferro in oro… voi potete trasformare l’oscurità in luce. Siete tutte benvenute.

mercoledì 16 giugno 2010

Domanda #12: Intrappolata e vincolata... sono pronta?

Questa è la domanda cui rispondo oggi:

"Più il tempo passa, più mi sembra di aver meno voglia di combattere il mio DCA. Ti è mai capitato di sentirti così? Ci sono momenti in cui desidero disperatamente tornare a quel periodo in cui mi sentivo bene nell’anoressia, e in cui penso che il percorso terapeutico sia stato il mio peggior errore. Forse vorrei solo che tu mi dicessi che non sono matta. Sali mai sulla bilancia? Io non sono ancora pronta a smettere di pesarmi – forse è perchè non sono ancora pronta per combattere il DCA?"

Io non posso certo dirti se sei pronta o meno per intraprendere la strada del ricovero – questa è una scelta che spetta solo ed unicamente a te. Ma posso dirti che capisco come ti senti. Una sorta di… stallo? Mi è capitato di sentirmi così, sì. Ritornare nel pieno dell’anoressia sarebbe la cosa più semplice, più ovvia e più facile. Così com’è facile mollare – perché ritornare nel pieno dell’anoressia equivale a mollare. La tua vita non sarà più la tua, e, soprattutto, non esisterà più materialmente nel giro di alcuni mesi o anni. So che questo è il solito predicozzo – che devi smettere di restringere l’alimentazione o morirai. Ma è vero. Non si può rimanere anoressiche restrittive a vita. O si combatte, o si muore. Detto terra-terra, senza tanti riguardi, ma è così che stanno le cose.

Non sei matta, assolutamente. Voler smollare la strada del ricovero non significa essere matta. Penso che TUTTE ci sentiamo così prima o poi. Non sei certamente la sola. Abbandonare la terapia e riscivolare nell’anoressia ti dà una sorta di senso di sollievo, non è così?! C’è meno da lavorare, meno da faticare, una situazione emotivamente più semplice, etc. Ma queste sono solo bugie che l’anoressia ti racconta. Devi capire che non ti porteranno da nessuna parte.

Se percorrere la strada del ricovero fosse una cosa semplice, non ci sarebbe bisogno di tanti dietisti, nutrizionisti, psichiatri, psicologi, cliniche specializzate, gruppi di supporto, libri, auto-aiuto e così via. E, certo, devi SCEGLIERE la strada del ricovero – non sarà lei a scegliere te… ma, in fin dei conti, tutto sta nello scegliere tra il vivere e il morire – perché se anche continui a respirare, nel pieno dell’anoressia non vivi veramente.

Un DCA è una strada sdrucciolevole. Se molli la presa una volta, cadrai rapidamente. Se molli la presa due volte, cadrai duramente. Se molli la persa tre volte, cadrai in un gran buco nero. E ogni volta rialzarsi sarà arduo. Ricadere nell’anoressia sembra più semplice che intraprendere un percorso di ricovero – ma alla fine le conseguenze sono molto più difficili da affrontare. È tutto nella tua testa.

Se salgo mai sulla bilancia? Certo, una volta al mese quando vado a fare il controlli dalla dietista. Do le spalle all’asticella del peso, e non mi faccio dire niente. Non mi sono mai pesata, neanche nel periodo peggiore dell’anoressia. Un eccesso al contrario, in un certo senso. Ad ogni modo, attualmente non la possiedo neanche, una bilancia. E neanche m’interessa. Non voglio che sia un numero a condizionare il modo in cui mi sento col mio corpo. Se tu venissi a casa mia e mi dicessi che hai la necessità di portare con te la tua bilancia, ti risponderei: “Okay, portala pure”. È solo un oggetto. Ha unicamente il potere che tu le conferisci. Controllo. Numeri. Autostima. Costante, valutazione più volte al giorno. Nient’altro che un ammasso d’ingranaggi. Non è questa la vita.

Puoi comunque essere pronta per intraprendere il tuo percorso di ricovero anche se senti di avere ancora bisogno della bilancia. Puoi comunque essere pronta per intraprendere il tuo percorso di ricovero, ed iniziare a percorrere questa strada. Ma un giorno arriverà il momento in cui aprirai gli occhi davvero e realizzerai: “Ecco, questa è SOLO una bilancia. Non mi aiuta, anzi, reitera un comportamento malato voluto dall’anoressia. Serve solo ad alimentare l’ossessione. Ne ho abbastanza. Forse un giorno tornerò ad utilizzare un bilancia, ma quell giorno non è oggi”.

E guarda con onestà dentro te stessa per cercare di venire al bandolo della matassa. O vuoi combattere contro l’anoressia, o non vuoi farlo. Secondo la mia umile opinione, non avresti letto il mio blog e non mi avresti lasciato una domanda se, in un certo qual modo, non volessi lottare contro il DCA. Questo blog è, a suo modo, una modalità di ricovero. Una piattaforma di auto-aiuto. Niente di risolutivo né sostituivo di una psicoterapia – del resto non ho mai preteso fosse tale, assolutamente! Ma questo, tu lo sai. E se sei ancora qui a leggermi, vuol dire che la tua scelta l’hai già fatta.

Sei pronta? Come ti ho già detto, io non lo so. Questa è una domanda cui non posso rispondere. Ma tu sì, tu puoi. E lo farai. Forse non sei ancora pronta a rispondere a questa domanda perchè sai che se lo farai dovrai mettere tuta te stessa sulla strada del ricovero, investirci molto di più. Forse sei solo spaventata all’idea di poter vivere la vita senza il DCA, che magari adesso ti appare come una parte integrante della tua personalità. Ma non lo è. Tu sei ben altro e ben oltre l’anoressia. Siediti. Riflettici. E, ricorda, il ricovero è possible. Puoi farcela, se VERAMENTE lo vuoi con tutta te stessa.

Sì, c’è stato un periodo in cui mi sono sentita come te. Ma adesso mi sento come me. E ne vale molto più la pena, credimi. Sentirsi intrappolata e vincolata da un DCA è solo una proiezione mentale. Ma c’è davvero molto di meglio nella vita. E tu lo meriti tutto.

26 commenti:

Musidora ha detto...

Questo post è di una saggezza unica! Sì, credo anch'io che la ragazza che ti abbia fatto la domanda sia in una specie di fase di stallo, ma fondamentalmente voglia uscirne altrimenti non ti avrebbe chiesto una cosa così...
Anch'io vorrei riuscire a non farmi condizionare dalla bilancia, ma non ci riesco proprio, mi ci vorrebbe il modello di bilancia che ho postato sul mio blog xD

Alice and my world ha detto...

ciau carissima...grazie di esserci.
In realtà è un periodo un po' pieno di cose da fare...da pensare...

Fai sempre dei post molto belli.

Un abbraccio iO e Alice

{ Silvy__# ha detto...

Ciao Veggie, innanzitutto, CREPI :)
poi, be' spero di riuscire a studiare ;)
massì, sono alle medie, nulla di che dopotutto!
mi sono iscritta ad un liceo linguistico *-* studierò inglese, spagnolo, russo *-*
Comunque, in questo momento non riesco a leggere il tuo post ma benpresto lo farò, visto che sono sempre utilissimi ^^

almacattleya ha detto...

Cosa dire oltre a quello che, saggiamente, hai già detto tu?
A volte quando guardo gli alberi vedo quanto sono alti i nidi e penso ai piccoli di uccelli che impareranno a volare. Forse anche loro preferirebbero restare nel nido sicuro però sanno che più tempo passa meno occasioni restano. E anche che se l'occasione fosse una sola, bisogna comunque volare anche se la terra dista metri da te non devi aver paura.
Non abbiate paura di lasciare l'anoressia e di spiccare il volo. E' una cosa difficile, ma non è quella la paura più terribile.
AVETE PIU' PAURA DI MORIRE O DI VIVERE?

empty ha detto...

Volevo ringraziarti per il commento, mi ha aiutato, inoltre ti ringrazio ancora una volta per il tuo post. Purtroppo vivo in fase di stallo da mesi ormai; non so come comportarmi, non so come affrontare la situazione, non so cosa voglio, non so se voglio guarire, so solo che soffro di anoressia, basta.

La Ely ha detto...

Ogni processo segue delle fasi ascendenti e discendenti. Non esiste la strada in discesa nella vita, e se ti pare di scorgerla, fidati, è solo un miraggio e la fregatura c'è sempre.
Il punto è che la vita è questo: andare. Una volta scelta una meta si va. E non c'è riposo, non c'è chi ti porge una bibita rinfrescante a metà percorso, anzi, è proprio lì, a metà strada che il fondo spesso si fa più accidentato.
Ma quello che non bisogna scordarsi è il moto perpetuo, è l'idea che abbiamo un traguardo, uno dei tanti che potremo prefiggerci, e lì dobbiamo andare, non importa quanto sarà duro o faticoso. E questo vale per tutto, per ogni fase dlela vita, per ogni passo in avanti che faremo. Non ci sono scuse, si tratta sempre e solo di tenere duro.

Iwillbe ha detto...

grazie mille del commento.. è vero a volte fa paura uscire dal pozzo..
cmq, complimenti di nuovo per ciò che fai, ogni post è di una profondità e saggezza incredibili..
spero che tra i tanti consigli e aiuti che dai, tu stia bene e sia serena come sembra..
un abbraccio, giu

Elisabeth. ♥ ha detto...

ho ripreso a leggerti.
mi serve molto.
rifletto molto.
forse hai ragione.
non arriverà mai un momento per dire basta se staremo qua ad aspettarlo.
il tempo mi fa paura.
l'idea che un giorno dovrò decidere mi spaventa.
non voglio decidere.
lo so.
morirò se non mi deciderò una buona volta.
magari non domani.
non tra una settimana.
ma tra un mese.
potrebbe essere la fine.
e so che non serve a niente che io scriva qua adesso chiedendomi a cosa serve vivere.
non lo so.
forse vivere solo per guardare.
per osservare.
per provare a immedesimarsi nelle alle persone.
mi farà imparare qualcosa.
mi toccherà dentro quel bottoncino che mi farà venir voglia di vivere per qualcosa.
perché vivere per qualcuno non ha senso.
e questo l'ho scoperto.
ma non ci credevo.
non volevo crederci.
invece.
invece è così.

ecco.
con tutto questo non so cosa voglio dire.
non lo so neanche io.
ho sempre fatto questi discorsi.
queste riflessioni.
magari diventerò più intelligente.
infondo sono qua già o solo da un anno.
e qualcosa ho imparato nella vita.
e vorrei imparare ancora.
in silenzio.

un abbraccio. ♥

sorridente ha detto...

Le bilance da casa mia sono sparite da quando andavo alle medie e mia madre si è accorta che c'era qualcosa che non andava nel rapporto tra me, il cibo e la bilancia. Mi peso solo per le visite mediche. Non voglio sapere quanto peso, non mi interessa. Se sto bene o sto male non sarà certo un numero a decretarlo. Allo stesso modo cerco di non badare alle taglie dei vestiti, basandomi anche sul dato oggettivo che ogni casa produttrice assegna ad una taglia misure diverse...
Mollare? Sì, come hai detto tu Veggie è la strada più facile, perché le restrizioni ci fanno credere di essere in uno scudo, in cui l'avere "il controllo" ci fa essere più forti. Ma razionalmente sappiamo che non è così. Siamo forti, oh...se lo siamo!!, ma quella forza va indirizzata nel volerci bene, nella lotta contro le bugie che ci raccontiamo per andare verso ciò che ci può far star meglio e ci può far vivere: un'alimentazione equilibrata. Per questo l'unica cosa che posso dire alla ragazza che ti ha scritto è: non mollare. Un bacio.

elle☮ ha detto...

è facile accertarsi per come si è effettivamente?come posso "accontentarmi"? mi sembra un po',un po' tanto,lecito cercare di cambiarmi (in meglio no,cosa c'è peggio di adesso?!)
grazie di passare,sempre (:

Viola ha detto...

Io ho insistito tantissimo per potermi comprare una bilancia, per me sapere quanto pesavo esattamente ogni giorno era diventato fondamentale. Pochi mesi dopo inizia la terapia e la prima cosa che mi dicono di fare è di farla sparire XD Tanta fatica per nulla. Scherzi a parte, meglio non tenersi un simile giudice istruttore in casa.
Io più che in una fase di stallo mi sento in una fase di rapidissimo mutamento e mi sento molto confusa. Confusa soprattutto riguardo al DCA. Ogni tanto non riesco neanche ad ammettere di avere un disturbo e mi convinco che sia solo una diagnosi sbagliata. A dire il vero non posso negare di avere un DCA, ma non sono sicura che questa terapia faccia per me, non sono del tutto convinta e non mi sento quindi disposta a seguire completamente questa cura. Ho molti dubbi. Mi sento piuttosto non-capita dall'equipe che mi segue e non riesco, appunto, a farmi conoscere. Ogni tanto finisco per dimenticare come stavo qualche mese fa o persino per convincermi che stavo meglio. Ma io devo ricordarmi perché ho scelto di farmi curare, perché il cibo era diventata un'ossessione troppo grande e io non voglio che la mia vita sia questo. Io voglio di più, io voglio di meglio. Ma a volte non so come ottenerlo.
Scusate per questo lungo sfogo. Siete le uniche con cui mi sento libera di parlare.
Baci e grazie a tutte. E soprattutto a chi ha posto questa domanda, con l'augurio che faccia la scelta giusta, che scelga di vivere.

Aisling ha detto...

Veggie....Grazie! Sei sempre preziosa, mi andrò a rileggere spesso le tue parole, oltre a farmi riflettere mi hanno fatto capire un bel pò di cose, è bello sapere che non si ricomincia tutto da capo a ogni caduta ma si riparte da quel punto, ti fa rendere conto che ogni piccola camminata è un passo in avanti, non è mai inutile come a volte pensavo!
Riguardo al post, non sono mai stata particolarmente schiava della bilancia, ( più che altro schiava del tastarmi i polsi e il bacino troppo spesso^^), ma mi hanno colpito soprattutto due cose che hai scritto, che c’è altro nella vita e non è questa la vita…..Bisogna solo aprire gli occhi e guardarsi intorno, è come riscoprire dopo tanto le piccole cose, spesso mi dimentico che esistono, poi esco con qualche amica, sento i loro discorsi, come passano le giornate, le loro ansie, i loro sogni, la rabbia che sfogano parlando,piangendo, alzando la voce non tenendosele dentro e allora sì che mi accorgo che al di fuori della mia casa, dei miei rituali c’è davvero altro, c’è tutta una vita e posso farne parte anch’io,tutte noi ma dobbiamo volerlo davvero....
Un bacio grande!

Aisling ha detto...

Veggie....Grazie! Sei sempre preziosa, mi andrò a rileggere spesso le tue parole, oltre a farmi riflettere mi hanno fatto capire un bel pò di cose, è bello sapere che non si ricomincia tutto da capo a ogni caduta ma si riparte da quel punto, ti fa rendere conto che ogni piccola camminata è un passo in avanti, non è mai inutile come a volte pensavo!
Riguardo al post, non sono mai stata particolarmente schiava della bilancia, ( più che altro schiava del tastarmi i polsi e il bacino troppo spesso^^), ma mi hanno colpito soprattutto due cose che hai scritto, che c’è altro nella vita e non è questa la vita…..Bisogna solo aprire gli occhi e guardarsi intorno, è come riscoprire dopo tanto le piccole cose, spesso mi dimentico che esistono, poi esco con qualche amica, sento i loro discorsi, come passano le giornate, le loro ansie, i loro sogni, la rabbia che sfogano parlando,piangendo, alzando la voce non tenendosele dentro e allora sì che mi accorgo che al di fuori della mia casa, dei miei rituali c’è davvero altro, c’è tutta una vita e posso farne parte anch’io,tutte noi ma dobbiamo volerlo davvero....
Un bacio grande!

donatella ha detto...

Nelle poche fasi restrittive alternate ai miei piu' frequenti comportamenti compulsivi, mi sono illusa di avere una forza tale che mi capita di rimpiangerla.
Ora pero' so che la vera forza e' resistere al richiamo di quell'oggetto infernale...
Perche' la battaglia inizi a combatterla davvero nel momento in cui ti imponi di smettere di controllare tutto, spezzando così un filo che altrimenti continua a tenerti legata alla malattia, incastrata negli ingranaggi della sua trappola.
Io avrei aspettato in eterno di sentirmi pronta a combattere il mio dca, diciamo che la disperazione ha giocato un ruolo fondamentale, risucchiata com'ero dal vortice delle abbuffate...
Ed e' stata la disperazione a farmi compiere gesti impulsivi, come afferrare la bilancia e gettarla in una parte della casa senza la possibilita' di recuperarla, ma anche di provare a gestire il cibo come se non fossi mai stata malata, creando il blog di cucina...sembrera' assurdo, ma sta funzionando ed ho ritrovato, anche se la strada davanti e' ancora molto lunga, un minimo di equilibrio nella mia alimentazione...
Veggie, non dire che vorresti una parte della mia forza, perche' tu ne hai da vendere, e traspare da ogni post che scrivi...
Un abbraccio.

Giulin@ ha detto...

Parole Sante le tue Veggie. Penso siano utili a tutte coloro che stanno combattendo contro IL Mostro.
Alla ragazza che ha fatto la domanda e a tutte coloro che dentro se stesse se la pongono,mi verrebbe da dire come ha detto Veggie che è normale che ci siano momenti in cui il sintomo chiama e si vorrebbe tornare indietro...è normale,soprattutto quando si è in cura,perchè quando si vanno a toccare determinati argomenti che muovono EMOZIONI,per anestetizzarle la mente ricorre al pensiero sintomatico per non pensare ad altro...e sarebbe più facile rifugiarsi in un sintomo,perchè seppur doloroso,è un dolore conosciuto...ed è preferibile sentire quella sofferenza piuttosto che qualcosa di nuovo...la crescita durante un proprio percorso introspettivo sta proprio in questo...accogliere le emozioni,e, anche se i pensieri sintomatici chiamano,andare avanti con la propria vita...
Nessuno può dire se una persona è pronta o meno per iniziare un proprio percorso..solo tu puoi stabilire quando è ora di porre fine al godimento nell'autodistruzione...perchè ricordatevi che prima o poi la vita va affrontata,restando intrappolati nel sintomo si posticipa solo qualcosa che prima a dopo verrà....
Io stessa ho posticipato tanto,e solo quando ho toccato il fondo mi sono decisa a chiedere aiuto...perchè ho pensato che a tornare indietro avrei fatto senmpre in tempo e provare ad affidarmi e a costruirmi una vita non mi costava niente,perchè non avevo più niente da perdere...
e oggi,dopo 2 anni di percorso sono qui a parlare con voi e sono orgogliosa della scelta che ho fatto e per nulla al mondo tornerei indietro.
A volte i pensieri sintomatici tornano ma so che vengono perchè c'è altro a cui non voglio pensare. E non mi tirano più dentro al vortice.Li vivo ma vado avanti nella mia vita. Una volta al mese mi peso ma giusto perchè ho problemi metabolici dovuti al malfunzionamento tiroideo (le simpatiche eredità che lascia l'anoressia!).A volte guardo il peso,a volte no. Ma non mi fa disperare quel numero,perchè io sono una persona,non un numero. Se anche il numero aumenta o dimunuisce,cosa mi cambia? Io sono sempre la stessa...stesso dolore,stesse gioie,stessa Giulina.
E voi tutte ragazze volete vivere.Perchè questa malattia in realtà è un disperato urlo alla VITA,il sintomo stesso è una richiesta di aiuto.

Giulina


ps:Veggie mi fa piacere che mi reputi matura :) grazie...è bello sentirselo dire :)

Ilaria ha detto...

L'importante è avere la capacità di riuscire a fermarsi e di capire, ad un certo punto, che è il momento di fare un passo avanti.

Così magari, anche se ci si ferma e ogni tanto si torna anche indietro, alla fine, passo dopo passo, si arriva alla meta.

ciao Veggie♥

◕‿◕ ƘικƳ ◕‿◕ ha detto...

Ciao Veggie, le tue parole sono davvero molto toccanti. Mi servirebbe un pò di aiuto, anzi diciamo un consiglio, se hai voglia di darmelo, scrivimi nel mio nuovo post...ti aspetto, kiky---un abbraccione :)

Wolfie ha detto...

Io sono stata per molto tempo in fase di stallo. La bulimia mi faceva paura, ma anche chiedere aiuto mi faceva paura, perché significava dover ammettere quel che stavo facendo, e me ne vergognavo. Poi sono riuscita a chiedere aiuto, ma quante scivolate, quante ricadute, mi sembrava una storia infinita. Voglia di arrendermi ne ho avuta tanta, molte volte, ma poi mi riprendevo pensando che, per quanto quello che stavo facendo fosse duro, la soluzione del gabinetto non era molto meglio. E quindi ho continuato ad andare avanti, a volte inciampando, cercando di riprendermi, pensando alle mille opportunità che mi sarei persa se fossi ricaduta in piena bulimia. Adesso continuo anch’io a combattere. Certi giorni è più facile, altri è più difficile. La tentazione di tornare indietro, specie nelle giornate negative, c’è, non posso dire di no, ma cerco di oppormi, perché se tornassi indietro perderei solo strada. Posso andare avanti, però. Voglio andare avanti. Per costruire un futuro sicuramente migliore di quello che la bulimia avrebbe potuto darmi.

scrapperina ha detto...

Care ragazze, è davvero doloroso leggere i vostri immensi sforzi per combattere il grande Dolore, quello che si rivela sotto forma di DCA. Io ho passato un cancro e nel mentre un abbandono. Mi sono sentita rifiutata, quasi schifosa agli occhi degli altri. La bulimia è tornata e così anche il peso. Sto cercando di combattere, ma, come dite voi, non è facile per niente. La psicanalisi, però è utile a capire meglio i punti su cui lavorare, perchè la fiducia in me sta tornando e non permetterò che qualcun altro mi butti giù di nuovo. Che bello parlarne con chi mi capisce.

Vele/Ivy ha detto...

Ciao cara Veggie!!
Dopo una piccola pausa eccomi di nuovo a curare il blog, e a leggere i vostri post!
Sono contenta che la "guerriera della luce" sia tornata :-)
Continua così!

Anonimo ha detto...

Standstill.
And nowhere to go. Nowhere.
Non è che io sia semplicemente in stallo nell'anoressia.
E' che la mia schifa di vita è tutta quanta uno stallo.
E non so più che cazzo fare.

Jonny

Veggie ha detto...

@ Musidora – Ma sì che ci riuscirai… devi solo darti tempo e non starti col fiato sul collo… Forse anche la tua, in un certo senso, è un po’ una fase di stallo… ma, proprio perché tale, tu puoi tranquillamente uscirne…

@ Alice and My World – Tu prenditi tutto il tempo che senti necessario a te stessa… e fatti una carezza, perché la meriti… E, per qualsiasi cosa, sai dove trovarmi… T’abbraccio…

@ Silvy – Sì che ce la farai… Io faccio il tifo per te! T’abbraccio forte…

@ almacattleya – Penso sia proprio questo il punto… che a volte vivere fa più paura che morire, se vivere significa dover affrontare un dolore che si percepisce come intollerabile. Del resto, è anche vero che quel che fa paura sono le cose che ancora non abbiamo provato a fare, perché ci sono sconosciute e quindi… un tentativo vale sempre la pena!... Perché vola solo chi osa farlo…

@ empty – Figurati, ma scherzi?!... Grazie a te per essere sempre qui a leggere e a commentare… Se sai quello che sei, intanto un passo l’hai già fatto. Adesso devi mettere in un angolino la paura e lasciarti andare a quelli successivi. Non lasciare che ti definisca l’etichetta di una malattia, sii tu stessa a decidere quanto vali e cosa vuoi dalla vita senza parole mediche che ti dicano chi sei… Lo stallo si può superare… basta darsi un obiettivo, anche piccolo, e mettercela tutta per perseguirlo… Ti abbraccio forte…

@ La Ely – Verissimo… Keep holding on, come dice la canzone… Perché nella vita non viene mai niente di piano… e magari che venisse, ma purtroppo non è così… quindi, tanto vale batterci le gambe in culo e darci da fare, perché tutto quello che avremo sarà tutto quello che saremo capaci di conquistarci con la nostra forza, la nostra tenacia e la nostra determinazione…

@ Iwillbe – Grazie mille per le tue parole… spero davvero che i miei post possano esserti d’aiuto… Lo so che uscire dal pozzo fa paura… ma è l’unico modo per vedere la luce… T’abbraccio…

@ Elisabeth – Decidere può essere terrorizzante. Non a caso un giorno si è deciso di restringere l’alimentazione. Non a caso si è scelto l’anoressia. Perché l’anoressia è la scelta di non scegliere. L’impasse. Ma io sono certa che tu farai la tua scelta. Perché, implicitamente, se mi leggi, vuol dire che una certa scelta l’hai già fatta. Se condividi qui i tuoi pensieri, le tue riflessioni, vuol dire che una scelta c’è. C’è una scelta da fare e tanto da imparare, ogni giorno. Come si suol dire, tutto quello che sappiamo è di non sapere. Abbiamo tanto percorso ancora davanti… parecchio è in salita… ma solo quando saremo arrivate in cima alla salita potremo ammirare la bellezza del panorama…

@ sorridente – Hai detto tutto da sola ed hai detto tutte le cose giuste… Non occorre che io aggiunga altro… anzi, sì, una cosa soltanto: GRAZIE…

@ Elle – Cercare di migliorarsi può essere sicuramente un buon obiettivo… nel momento in cui, ovviamente, non si trasforma in un’ossessione. Perché, in tal caso, anche il tentativo di miglioramento diventa sbagliato e, conseguentemente, inefficace. Scusami se mi permetto, ma sai dove sbagli, secondo me? Nel punto di partenza. Scrivi “cosa c’è peggio di adesso?!”… ecco, questo secondo me è il tuo errore. Se pensi che sei “di peggio”, hai perso in partenza. Non sei “di peggio” né “di meglio”, sei come sei. Non è quello che avresti voluto?... Quello che avresti voluto si chiama “sogno”, bambina. Questa roba qui, invece, si chiama “vita”. Sono 2 cose differenti. Se è facile accettarsi? Personalmente, penso proprio di no… ma è importante e necessario. E, come al solito, le cose più importanti non sono mai facili… Ma sono quelle che, alla lunga, ci permettono di vivere davvero…

Veggie ha detto...

@ Viola – Ogni persona è un caso a sé, e non tutte le terapie vanno bene per tutte le persone… Per fortuna, ci è data la possibilità di sperimentare, di provare e di cambiare quello che non ci soddisfa… Io, per esempio, prima di essere seguita dalla dietista attuale sono passata per le mani di altre 2… Ma non mi ci trovavo bene, non facevano per me, e così ho cambiato fino a che non sono arrivata a quella che ho sentito essere la persona giusta per me stessa… Quindi, un consiglio spassionato che mi sento di darti è: se quello che stai facendo senti che non fa per te, cambia. Certo, devi farti curare, questo è d’importanza fondamentale, altrimenti si finisce per non sapere più dove sbattere la testa… ma è a te che spetta la decisione su da chi farti curare. Prova qualcosa di nuovo, se senti che le cose in questo momento non vanno. Alla peggio, puoi sempre tornare sui tuoi passi se vedi che le cose nuove ti piacciono di meno delle vecchie, non ci sarebbe niente di male in questo. Tracciati la tua rotta affiancata dai terapeuti che senti essere più congeniali a te stessa… Non aver paura di cadere e rialzarti… si impara anche per prove ed errori, in fin dei conti… L’unica cosa che conta è: non arrendersi. Provare, provare, provare e provare ancora finché non s’individua il terapeuta, il dietista, l’equipe medica che fa al proprio caso. Continua a combattere. Perché questa è già una grande vittoria…
P.S.= Guarda che non devi chiedere scusa di niente, questo blog è proprio qui per questo! Sfogati pure quanto vuoi, per le tue parole qui c’è e ci sarà sempre posto…

@ Aisling – Ma certo che puoi farne parte anche tu, tesoro… e ogni volta che esci di casa ne fai parte… Perché tu sei un piccolo ma importantissimo tassello del puzzle di questo mondo… Butta fuori tutto senza più tenertelo dentro… e non lasciare che i comportamenti ossessivi abbiano la meglio su di te… Non sei la misura del tuo polso o del tuo bacino… Sei una ragazza meravigliosa che ha tanto da offrire al mondo… Basta solo che trovi il coraggio di lanciarti…
Grazie a te… Ti abbraccio stretta stretta…

@ Donatella – Sì, è proprio quella la vera forza… Avere una voglia dannata di restringere di nuovo l’alimentazione e, nonostante questo, non farlo… Il controllo è solo un illusione data dall’anoressia, in realtà non esiste… c’è solo l’illusione di avere il controllo… ed è a questa che bisogna rinunciare: all’illusione… La disperazione può essere una molla davvero potente per iniziare a camminare… ma non dimenticare mai che è la forza di volontà quella che ti fa andare avanti… E tu ne hai, eccome se ne hai… T’abbraccio fortissimo…

@ Giulin@ - Son perfettamente d’accordo con quello che hai scritto… L’anoressia, per quanto possa fare male, viene comunque percepita come un male minore rispetto al tutto il male che sentiamo/temiamo possa farci la vita… e allora, finisce che l’anoressia diventa un’arma a doppio taglio: quello che ci fa male, ma anche, contemporaneamente, quello che c’impedisce di sentire male. Per questo credo sia così difficile dire BASTA una volta per tutte e tagliare il cordone che ci unisce al DCA… Ma l’anoressia non è la vita… è un simulacro di vita. E’ quello che ci anestetizza intanto che facciamo scorrere la vita intorno… Tutto, alla fine, si riduce a una questione di scelte: si può scegliere di provare a vivere o meno. Si può scegliere di alzare la testa e combattere, o rimanere rifugiate nell’anoressia e non provare niente… Sicuramente provare a vivere fa paura, può persino essere paralizzante… ma, se non si prova, non si sa quello che possiamo perderci… E, in fin dei conti, è meglio un rimorso che un rimpianto, no?!... Quindi, tutte quante, che state aspettando? Provateci!... Potrete avere un rimorso, ma almeno non un rimpianto!...
P.S.= Lo sei, davvero… E non credo di essere l’unica a pensarlo…

Veggie ha detto...

@ Ilaria – Avanti, indietro e, certo, anche le soste… Tutto fa parte del percorso della vita… L’importante è sempre continuare a camminare… perché è l’unico modo per andare avanti ed arrivare lontano… Non so dove, ma sicuramente lontano…

@ Kiky – Ma certo piccola! Appena ho un po’ di tempo passo subito dal tuo blog… Grazie mille per le tue parole, un abbraccio…

@ Wolfie – Grazie come sempre per le tue bellissime parole, che sono sempre d’esempio e d’incoraggiamento… Continua a camminare Wolfie… perché sei sulla strada giusta… quella che ti porterà esattamente là dove vuoi arrivare…

@ scrapperina – Ciao scrapperina, benvenuta!... Mi ha fatto piacere leggere la tua traccia anche se, ovviamente, non le cose che hai dovuto passare e che posso solo immaginare quali macigni possano essere stati e possano tuttora essere… Però è bello leggere che stai facendo un percorso che ti sta ridando la fiducia in te stessa e la forza di combattere… è un percorso che richiede molta tenacia, determinazione e coraggio, perciò… complimenti!... Ti auguro con tutto il cuore di riuscire a mantenerti sempre su questa strada!... In ogni caso, volevo semplicemente dirti che qui non sarai mai sola… E quando avrai voglia di parlarne, mi (ci!) troverai sempre qui… Un abbraccio forte…

@ Vele/Ivy – Bentornata, tesoro! Mi fa davvero tanto piacere che tu sia di nuovo qui… grazie mille per essere passata! Ricominciamo a combattere insieme, allora…! Ti abbraccio forte…

@ Jonny – C’è una cosa che puoi fare, in effetti. Puoi fare una scelta… Non è “Nowhere”… è “Everywhere”… Però devi crederci tu per prima, sennò non funziona… Non “Standstill”… Bensì “Go ahead”… go ahead and try…

Alice and my world ha detto...

^_________________^

Sempre carinissima tu....

Ogni tanto sprizzi di creatività ci assalgono ed è più forte di noi...non ci possiamo sottrarre.

Un abbraccione e un buon inizio di settimana.
iO e Alice

Anonimo ha detto...
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