Come gli alchimisti trasformavano il ferro in oro… voi potete trasformare l’oscurità in luce. Siete tutte benvenute.

giovedì 21 ottobre 2010

Planning dei pasti

Penso che una delle difficoltà del percorso di ricovero dall’anoressia non sia semplicemente ricominciare a mangiare, quanto piuttosto adottare un’alimentazione regolare, bilanciata ed equilibrata. Pur avendo un “equilibrio alimentare” da seguire, le cose possono farsi complicate soprattutto quando, per esempio per lavoro o per studio, capita di doversi trattenere a mangiare fuori da casa. In queste situazioni, il pensiero si focalizza sul cibo e l’anoressia minaccia di averla vinta: è più facile ricadere nella restrizione, o nel mangiare sempre le solite due o tre cose che si trovano più tranquillizzanti. Non è che un modo per lenire l’ansia verso l’alimentazione.

Fare un planning dei pasti può essere dunque utile per evitare l’ansia di dover mangiare fuori da casa, evitare di avere la sensazione di perdita di controllo, e garantire al nostro corpo cibo adeguato quantitativamente e qualitativamente. Ovviamente può essere necessario avere una certa flessibilità, ma organizzare i pasti in anticipo può essere davvero utile per evitare ricadute.
Dunque, qualche dritta su come poter fare un planning dei pasti.
(Magari potete parlarne anche con la vostra dietista affinché vi possa dare una mano nell’organizzazione…)

Batch cooking. Questo può essere utile per chi lavora o studia e deve quindi pranzare fuori da casa dal Lunedì al Venerdì. Il Sabato e la Domenica, fate un planning dei pasti per tutta la settimana. Magari dandovi più alternative, e alternando i nutrienti. La varietà non sarà eccezionale, ma può funzionare. Preparando i pasti la Domenica per tutta la settimana, sarete sicure di alimentarvi in maniera corretta, e non vi sottoporrete ogni sera allo stress di dover pensare e darvi da fare per preparare qualcosa per il giorno dopo. Potete mettere i “pacchetti” che preparate nel freezer, e tirarli fuori giorno dopo giorno. È molto pratico e molto tranquillizzante, dato che avete preparato già tutto a monte.

Planning della notte prima. Per alcune di voi, probabilmente, la cosa più difficile non è tanto il mangiare in sé per sé, quanto il decidere cosa mangiare. Perciò, ritagliarsi un momento ben definito in cui prendere questa decisione – per esempio dalle 22 alle 22.30 del giorno prima – vi permette di non focalizzarvi su questo pensiero per tutta la restante parte della giornata. Sapendo di avere infatti una mezz’ora da dedicare unicamente al pensiero del cibo, durante il giorno potrete rimanere calme e concentrate su quello che avete da fare. Questo, peraltro, vi permetterà di decidere sulla vostra alimentazione in maniera più oculata, perché non dovrete affrontare in contempo il problema di che cosa mangiare, e il problema di mangiare in sé per sé.

Deal meal. Fatevi una lista di tutte le possibili opzioni riguardo a ciò che potreste mangiare a colazione/spuntini/pranzo/cena, e di volta in volta scegliete l’opzione che vi va di più sul momento. Così avrete diverse possibilità, equivalenti da un punto di vista nutrizionale, tra le quali potervi barcamenare. Per esempio, per il secondo piatto del pranzo potreste scegliere tra carne, uova, pesce o formaggio. Cose di questo tipo. In questo modo, non avrete un’estrema rigidità nella scelta di che cosa poter mangiare. Potrete scegliere tra una delle opzioni possibili, garantendo varietà alla vostra alimentazione.

E voi, quali planning dei pasti utilizzate, che vi aiutano a mantenervi sulla strada del ricovero? Avete trovato qualcosa di particolarmente utile? O viceversa, avete da mettere in guardia su qualcosa di particolarmente inutile che può accentuare il rischio di ricadute?

16 commenti:

Alice and my world ha detto...

Credo che questo tuo post sia molto molto uile al solito...ci ripetiamo.
L'utilità però di questo tuo post la vediamo anche in senso lato....e ci spieghiamo.
A volte è importante fermarsi, STOP, sedersi a tavolino e prendere delle decisioni, piccole magari però prenderel, fare piccoli passi.
L'unica cosa che forse vorremo precisare è che tutta questa organizzazione potrebbe anche essere nociva, nel senso, è buona cosa per sentirsi più tranquilli ordinare le cose, decidere prima ecc...ma è altrettanto importante tenere presente che nella vita ci possono essere anche imprevisti, che vanno accettati, senza condannarsi o agitarsi troppo nu?

Un abbraccio stella iO e Alice

donatella ha detto...

Ciao Veggie, io mi sono letteralmente bevuta questo post, anche perche' tra due settimane riprendero' il lavoro interrotto dopo il ricovero in ospedale, e gia' sono nel panico per quanto riguarda i pasti, appunto!
Il mio planning attuale e' molto soft, perche' il percorso di ricovero e' all'inizio, e stando a casa in malattia consumo poche energie.
Quindi per il momento, al posto dei cinque pasti al giorno, la dietista me ne ha concessi quattro, e spesso nemmeno arrivo a farne tre, ma non e' questo il punto.
Salvo la colazione e lo spuntino, a pranzo e cena le alternative a disposizione sono varie, ma lo scoglio della rigidita' con cui affrontare la selezione non sempre riesco a superarlo, puntando sulle solite cose...
Pero' hai ragione, questo atteggiamento accentua molto il rischio di ricadere nei soliti ingranaggi malati, e dopo averne discusso con la dietista ed il nutrizionista, in questi ultimi giorni sto cercando di variare piu' spesso l'alimentazione, pur senza uscire dallo schema che mi e' stato dato, e che per me rappresenta una sicurezza....se dovessi fare tutto da sola, combinerei solo dei guai, ne sono certa!
Ora il timore, come accennavo all'inizio del commento, e' la ripresa del lavoro.
Non riesco neanche a pensare di affrontare un pasto in mensa, dove non metto piede da due anni e men che meno ora che tutti sanno cosa mi e' accaduto...non aprirei bocca sentendomi tutti gli sguardi puntati addosso...
Quindi punto sulla tua opzione di prepararmi i pasti a casa, congelandoli poi nel freezer...o eventualmente, non tutti i giorni ma ogni tanto, utilizzare le vaschette di Philadelphia Light, o ricotta, o fiocchi di latte, naturalmente associati a della verdura e al pane oppure ai crackers...
Ne devo parlare con la dietista per avere consigli anche da lei, ma sappi che gia' questo tuo post per me e' un aiuto immenso, non immagini neanche quanto!!!
Un abbraccione!!!

Alice and my world ha detto...

Certo certo certo che un senso lo ha il tuo "stralcio" di diario...e diciamo che in parte hai davvero fatto centro.
La prima parte in particolar modo, il fatto di essere così mutevoli all'interno, da rispecchiare anche all'esterno questa confusione...nell'abbigliamento ad esempio.
Inoltre....forse inconsciamente agiamo per fare qualche cosa che possa farci guadagnare una per così dire "stima sicura" degli altri nei nostri confronti.
Forse nel nostro caso però, più che compiacere le persone nuove, la paura è di deludere quelle vecchie...che crediamo conoscano solo ed esclusivamente una parte di nOi, mentre una parte, che pOi credo neppure nOi stesse conosciamo ancora a fondo, sia celata...quindi è un po' un "barcamenarsi" tra le nostre e le aspettative altrui, cercando di mantenere il più possibile una propria identità...diO che caos...in ogni caso...ti lasciamo con una citazione che cade ad hoc del grande Pahlaniuk: " Niente di me è originale. Sono il risultato dello sforzo di tutti quelli che ho conosciuto."
Un abbraccione iO e Alice

perlanera ha detto...

A me solitamente la troppa organizzazione destabilizzava, il fatto di programmarmi ogni pasto accentuava l'andare in paranoia.. solitamente decidevo 5 minuti prima di mettermi a tavola cosa mangiare.. per questo ora che mi sono affidata ad una nuova dietista ero abbastanza in crisi.. Devo dire che Sono molto più tranquilla adesso, ma l'idea di essere governata da uno schema non mi piace un granchè.. per fortuna posso gestirmi come voglio e non ho imposizioni rigide..
Non credo di avere un piano adesso.. forse l'unico che ho è affidarmi a quella benedetta donna della dietista.. credo che per me adesso sia l'unica soluzione..

Un bacione..

Musidora ha detto...

Anch'io non riesco a fare programmi sui pasti, è una cosa che mi innervosisce perchè mi fa sentire troppo vincolata, preferisco prendere le cose come vengono, anche se poi vengono male...

Ellie ha detto...

Questo post mi sarebbe stato utile lo scorso anno scolastico..
vedi, io vado male a scuola e avevo sempre corsi di recupero al pomeriggio, più un corso di computer...
Inizialmente, dato che potevo stare senza il controllo dei miei genitori ero in certo senso contenta: potevo digiunare.
Poi delle compagne di classe fortunatamente (un'altra parte di me direbbe Sfortunatamente) mi convinsero a passare quei 3 quarti d'ora di pausa insieme.
Loro mi obbligavano a mangiare.
Mangiavo comunque solo cose come yogurt anche se nei giorni più freddi mi portavano a prendere una fetta di pizza (calorie calorie calorie)...
Se quest'anno mi ricapiterà (diciamo sicuramente) di fare dei corsi pomeridiani addotterò questo metodo..
Comunque grazie per quello che hai scritto oggi nel mio blog..sei stata meravigliosa, come sempre dopotutto..
Un abbraccione,
Ellie.

YoungGirl,Don'tCry ha detto...

Veggie, come hanno già detto in molti questo post è utilissimo.
Grazie mille:)

Ti abbraccio forte Veggie...

Grazie mille x l'altra sera!!

:)

ps: credo di essere tornata sul blog, sai?:) Ci riprovo, vediamo come va...:)

francesca ha detto...

fantastico Veggie questo post!! XD
tra l'altro casca a fagiolo perchè ho ripreso l'uni questa settimana e capiterà di sicuro di dovermi trattenere qualche pomeriggio...io a dire il vero vorrei fare il meno possibile, ma penso sia bene espormi ogni tanto...
posso chiederti un 'consiglio spicciolo', già che ci sono? come posso gestirmi se vado alla mensa universitaria e quindi posso sapere cosa ci sarà da mangiare solo poco prima di mangiarlo (lo scrivono su un tabellone fuori, in genere ci sono varie alternative di primi secondi e contorni)..
i consigli che hai dato vanno comunque benissimo anche se si mangia in casa, secondo me...perchè decidere in anticipo e una volta per tutte cosa preparare il giorno dopo, magari con alternative stile 'piano b' nel caso ci fossero imprevisti, penso sollevi un sacco dai pensieri sul cibo ;)
un bacione

Wolfie ha detto...

Mangiare fuori di casa effettivamente non è facile.
Per me adesso le cose vanno meglio perché da quando le mie amiche e il mio ragazzo sono al corrente del mio dca, cercano di aiutarmi sotto questo punto di vista in tutti i modi possibili. Però effettivamente ci son stati tempi duri, in cui mangiare fuori significava restringere/abbuffarsi-vomitare.
Sebbene ad oggi vada meglio, anch’io preferisco essere “preparata psicologicamente” quando vado a mangiar fuori: mi aiuta sapere in che posto vado, e quale tipo di cibo viene servito, così posso capire come regolarmi.
Leggendo i commenti qua sopra, ho visto che c’è a chi dà noia la programmazione. Bhe, ragazze, vorrei dirvi soltanto che a volte è una noia necessaria. Anch’io all’inizio provavo tanta ansia al dover programmare i pasti, poi però mi sono accorta che se a un certo punto non mi fossi imposta di farlo, avrei continuato a sgarrare e a star male per sempre, perché la mia testa (e, secondariamente, il mio corpo) era malata, e quindi mi dava dei segnali sbagliati. Forse regolarizzare l’alimentazione serve soprattutto a questo: a regolarizzare un po’ la testa.
Poi, ovviamente, questo è solo il mio parere!!!!

withoutexit ha detto...

con me non funziona molto il programma dei pasti..
lo faccio sempre,perchè mi manda in paranoia il non sapere con certezza cosa mangerò. ma non sono flessibile per nulla e qualsiasi imprevisto mi manda in palla. tanto più che faccio programmi a lunga distanza,settimanali più o meno. altro lato negativo è che però questo mi porta anche a tagliare qua e là. perchè poi,ripensandoci giorno dopo giorno,mi sembra sempre troppo e allora aggiusto strada facendo il programma riducendo sempre qualcosina.
però non riesco a non programmare,perchè in quel caso mi sembrerebbe di aver perso il controllo e i pensieri riguardo al cibo sarebbero incontrollabili per tutto il giorno.
e poi ho quei 4 cibi in croce che alterno per tutta la settimana con uno schema rigidissimo che non riesco proprio a rompere. insomma,varietà zero.
e introdurre qualcosa di nuovo è un pianto,perchè inevitabilmente mi destabilizza e porta a compensare da qualche altra parte. quindi evito a priori. non so,forse sbaglio.
boh,sono legatissima agli schemi e ai programmi ma non so quanto questo sia positivo nel mio caso!

Pupottina ha detto...

è utile questo modo di organizzarsi per non commettere errori ...
nella vita, programmare non soltanto i pasti, ma anche le altre attività della giornata è sempre una cosa utile...
buon weekend ^___________^

Pupottina ha detto...

è stato simpaticissimo il tuo ultimo commento da me ^___________^

.Alice ha detto...

Con me programmare non funziona perchè è difficilissimo per me non sgarrare. E anche un minimo uscire dallo schema mi fa abbuffare. E' quasi matematico. Anche se ogni volta cerco di dirmi che non è tutto o bianco o nero. Niente..
Sono due giorni che programmo per bene e mi abbuffo. Routine.
E comunque cerco di mettere tante calorie (1800) in modo da non avere fame e quindi abbuffarmi per quella.
Ma non funziona.
L'unica soluzione per me è improvvisare e poi mangiare "spontaneamente" poco, in modo da sentirmi tranquilla.
Ma questo succede raramente.

Sono proprio demoralizzata, non so come fare.
Vorrei andare dalla dietista che lavora con la mia psicologa e quindi è specializzata in DCA, ma poichè io studio proprio dietistica mi sembra una follia chiedere i soldi ai miei per una cosa del genere.. uff..
e intanto ho ripreso 4 kg :_(
e non esco più, mi vesto di nuovo tutta larga da far schifo..

poi domani ho una cena a casa di mio fratello e ci saranno mille schifezze!! La vedo già come una giornata persa, rovinata..

beh, Veggie, hai toccato proprio un tasto dolente. Mi piacerebbe essere di aiuto ma non mi riesce :P
grazie di essere passata,
un bacio grande
.Alice

Pupottina ha detto...

buon martedì ^________^

Veggie ha detto...

@ Alice and My World – Sono perfettamente d’accordo sulla politica dei piccolo passi: a cercare di correre di botto si rischia solo di cadere, meglio dunque prendere tempo a poco a poco… In quanto agli imprevisti, è ovvio che non possiamo tenere ogni singola piega della nostra vita sotto controllo (questa era solo un’altra delle bugie che l’anoressia ci raccontava…), ma in quel poco che possiamo fare, se serve a renderci più sicure e a ridurre un po’ l’ansia relativamente a un momento che per noi è difficile, io dico… perché no?!...
P.S.= Comprendo perfettamente il timore di deludere chi ci vuole bene… Ma, se ci pensi, è un po’ una contraddizione in termini: non credi che chi ci vuole bene ce lo vuole anche e proprio per il fatto che, comunque siamo e qualsiasi cosa facciamo, non sarà mai deluso da noi?!...

@ Donatella – Mi fa piacere poterti essere, anche se solo un pochino, d’aiuto… Sai, non ti devi preoccupare per la tua attuale rigidità, né obbligarti a fare forzature… Le cose vengono pian piano, ed è ovvio che i passi iniziali siano quelli più difficili… Se non te la senti di mangiare a mensa con le tue colleghe è più che legittimo: portati il pranzo da casa e non ci pensare, fai quello che ti fa sentire più tranquilla… Poi, lavorandoci su insieme alla dietista., potrai poco a poco migliorare la tua gestione del cibo…

@ perlanera – Bè, affidarsi a una dietista mi sembra un paio davvero ottimo! ^__^ Anche la mia dietista, in effetti, è abbastanza un’ancora di salvezza… L’importante è che riesci a seguire i suoi consigli con tranquillità, senza paranoie… Poi le cose vengono da sé…

@ Musidora – Bè, se dici che vengono male, magari una sorta di planning puoi provare a farlo… giusto per vedere come va… Per vedere se quello che ti dà davvero noia è l’imposizione, o l’idea dell’imposizione… In fin dei conti, se anche le cose non dovessero andare, alla peggio, non hai niente da perdere, no?!...

@ Ellie – Ma figurati… Semmai, sono felice che tu abbia potuto trovare utile il mio post… Spero davvero che tu quest’anno riesca a bilanciare i tuoi pasti in ambito scolastico senza farti venire pare… Ti abbraccio forte forte…

@ Young girl.don’t cry – Grazie a te, mia cara!... Sono felice che hai riaperto il blog!... Spero che anche questo possa esserti d’aiuto…

@ Francesca – Prima parte del consiglio spicciolo: fai come ti senti. Se ancora non ti senti rodata per rimanere a mangiare fuori tanti pomeriggi la settimana, non importelo a forza, perché sarebbe deleterio… Prenditi i tuoi tempi, e fallo solo nel momento in cui ti senti sicura e tranquilla, che di ansie ce ne sono già tante e non occorre fomentarle ulteriormente quando potrebbero essere evitate… Questo detto, seconda parte del consiglio spicciolo: se devi andare alla mensa, cerca di costruirti un pasto molto simile a quelli che fai a casa, con le pietanze che hai a disposizione lì in mensa. Per esempio: cerca di mangiare un primo (pasta/riso), di secondo magari ti prendi della carne o del formaggio, e poi verdura e frutta… cercando di emulare i tipi di alimenti e le dosi che mangi di solito a casa… Se cerchi di fare una sorta di “fotocopia” potrebbe essere meno ansiogeno, no?!...

Veggie ha detto...

@ Wolfie – Ehi, grazie per le tue dritte!... Son contenta di leggere che ora le cose ti vanno meglio… Continua sempre così, mi raccomando, eh!... Never give up the fight!...

@ withoutexit – La positività o meno di una cosa la devi sostanzialmente tarare su te stessa: una cosa è positiva se ti fa stare bene, cioè se ti fa lenire l’ansia verso quello che devi mangiare, mentre è negativa se viceversa… Penso che, sicuramente, più che stare ad arrovellarti da sola su coazioni a ripetere o schemi che non ti portano a niente, ti sarebbe più utile farti dare una mano da una dietista, con la quale poter decidere se seguire schemi o meno, e quali…

@ Pupottina – Penso anch’io che l’organizzazione sia fondamentale… per mettere meglio a frutto il nostro tempo, e per stare più serene…

@ .Alice – Non partire sconfitta… se parti sconfitta, perdi sicuramente. Se parti col dire che andrà tutto a rotoli, sarà ben difficile che le cose vadano diversamente… Se invece inizi a dire che magari puoi fare qualcosa per cambiare le cose, ecco, allora ti dai una possibilità… Perché ti sembra una follia andare dalla dietista? Guarda me: io studio Medicina, eppure ho avuto bisogno dei medici durante le prime fasi del mio percorso di ricovero… avrei dovuto curarmi da sola l’anoressia?... non sarebbe stato possibile, perché quella del DCA è una battaglia che intraprendiamo contro noi stesse, perciò, quando vinciamo, perdiamo. Per questo è importante farsi aiutare dalle altre persone… per questo è importante che tu consulti quanto prima una dietista… Da sola, continuerai a fare l’altalena… E non perché tu sia sbagliata, o stupida, o incapace… ma semplicemente perché l’entità di un DCA è tale che da sole non se ne esce… Fatti dare una mano, .Alice… vedrai che te ne verrà più di quanto non credi… Grazie a te per essere passata di qui, invece!...

 
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