Come gli alchimisti trasformavano il ferro in oro… voi potete trasformare l’oscurità in luce. Siete tutte benvenute.
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martedì 28 luglio 2009

Amicizia contro l'anoressia

Giuro che non me l'aspettavo.

Quando ero nel pieno dell’anoressia, quando lei riempiva tutta la mia vita, non c’era spazio per nient’altro, per nessuna emozione. E questo è durato così a lungo che anche adesso sentire il cuore battere forte è una gran sorpresa.

Ma oggi batte più forte del solito, e batte per la persona più importante della mia vita che oggi compie gli anni: la mia migliore amica del cuore, Duccia.
Sono un po' preoccupata per quello che è stato ed è tutto il mio rapporto con il sentimento dell'amicizia, se è di questo che si tratta.

La verità è che ho una paura incredibile di stare di nuovo male.

Durante la mia ultima ricaduta nella restrizione alimentare, poco più di un anno fa, sul mio diario scrivevo di aver seppellito il mio cuore da qualche parte.
Ma forse è così che vanno le cose, e il bello della vita forse sono proprio gli imprevisti.

Proprio così, quest’amicizia è stata un imprevisto, eppure è stata anche un qualcosa che mi ha aiutata a rompere il circolo vizioso dell’anoressia, cambiando completamente il mio futuro.

L’anoressia è stata talmente tanto a lungo l’unico fulcro attorno al quale era imperniata tutta la mia vita, che quando la mia strada si è incrociata con quella di Duccia la prima cosa che ho pensato è stata che non potevo permettermi una simile distrazione. Eppure, inconsapevolmente, la mia testa aveva già cominciato a divagare, lentamente distaccandosi dall’ossessione. È stato un rapporto difficile. In certi momenti, per me lo è ancora; perché penso ancora che non va bene. (Perché l’anoressia mi fa pensare ancora che non va bene).

Ma allo stesso tempo sono felice perchè per lo meno posso contare su qualcuno che rappresenti per me un punto di riferimento. Certo, non posso smettere di pensare alla possibile disfatta, non ci riesco. Ognuna vorrebbe che le cose belle durino in eterno, ma si sa che prima o poi tutto finisce.
E quello che fino a un attimo prima era dolce, tutto d'un tratto diventa amaro. E costa caro.
A questo punto c'è da chiedersi se il gioco vale la candela. Se tutto si riduce a questo, quanto vale un attimo di gioia? Questo meraviglioso attimo, fuggente, intenso e breve ha senso di fronte alla sofferenza a cui andrei incontro se tutto finisse?

L'amicizia è davvero una follia. Fidarsi di qualcuno è completamente pazzoide. È una cosa insensata. Forse è pensando così che, per tanto tempo, ho permesso solo all’anoressia di essere mia amica: avevo la certezza che almeno lei non mi avrebbe tradita, non mi avrebbe abbandonata, non mi avrebbe mai lasciata sola. In fin dei conti, lei non era altri che me. Forse anche questo era distorto ma, l’ho già detto, è l’amicizia stessa ad essere una follia.

E quindi, potrei dire che Duccia è la mia attuale follia. Ma forse è proprio questa follia a stabilire una nuova misura nella mia vita. Quando sono con lei la voce dell’anoressia si fa più lieve, e c’è una nuova voce che mi dice che non devo mollare, che devo combattere, che devo continuare ad andar avanti sulla strada del ricovero, e devo farlo anche per lei. Perché lei è mia amica, e si fida di me. E io non voglio tradire la sua fiducia.

Devo avere coraggio e buttarmi. È con Duccia al mio fianco che inizia la mia nuova misura. Una nuova spinta. Una continua lotta all’anoressia.
Coraggio.
La paura può essere sconfitta solo se si oltrepassa il limite che ci sembra invalicabile.
Forse i limiti non esistono se non nella mia testa.

Davvero sono in grado di vincere? Davvero sono in grado di continuare a lottare contro l’anoressia? Davvero, nonostante tutta mia distruttività, sono in grado di non spaventare troppo Duccia e di farla rimanere accanto a me?

Quando ero nel pieno dell’anoressia credevo di camminare, anzi, di più, di correre, invece ero sola, ero sdraiata a terra nell'attesa di una nuova motivazione per rialzarmi e andare avanti.
Giacevo nella “comoda” fossa che mi ero scavata.
Ora, invece?
Ora, invece... sono di nuovo in piedi.
E mi accorgo di aver imparato qualcosa di nuovo.
Non sono ancora sicura, ma credo che se dovessi cadere di nuovo saprei evitare l'impatto.
Cadrei in ginocchio, non più di faccia nel fango.
Non più.
E' giunta l'ora di correre davvero.
E' giunta l'ora di crescere.

Coraggio, è questa la nuova parola d'ordine.

Avanti a tutta, tenendo per mano la mia migliora amica del cuore, la persona cui voglio più bene al mondo. Non più l’anoressia. Ma Duccia.

VEGGIE & DUCCIA


(click sulla foto per ingrandire)

mercoledì 5 novembre 2008

La corda

C’è una corda cui vi state aggrappando. Ce l’avete arrotolata intorno alla vita. Siete ai piedi di un monte, e dovete iniziare la scalata. Se guardate verso l’alto, vedete che c’è un lunghissimo pezzo di corda che vi separa dalla vetta. Cosa potrete trovare raggiungendo la cima? Speranza, Ricovero, Salute e Felicità. Queste quattro cose sono fuse assieme per formare la vostra Nuova Vita. Il picco.

Così, voi vi trovate all’estremo di una corda, e la Nuova Vita è all’altro estremo. Ma la strada da percorrere è molto lunga e molto ripida. E voi vi trovate molto, molto in basso. Come potete risalire?

Bè, la prima cosa da tenere a mente è che se iniziate ad arrampicarvi per raggiungere la Nuova Vita e ad un certo punto mollate la corda, o ve la lasciate scivolare tra le mani, non arriverete da nessuna parte. Non cadrete, perché la corda sarà sempre arrotolata intorno alla vostra vita, stretta a cingervi i fianchi, la vostra cintura di sicurezza. Perciò non succederà niente di male. Potrete riprendere fiato e ricominciare la vostra ascesa. Ma la Nuova Vita è un grande obiettivo. È una vetta che voi volete raggiungere. Perciò non vi preoccupate di quante volte potrete scivolare e di quanto difficile la scalata possa diventare in certi momenti. La Nuova Vita è un obiettivo troppo importante per rinunciare.

Perciò, continuate ad andare avanti. A scalare.

Usate la vostra forza. La vostra volontà. La vostra determinazione. Il vostro desiderio. Continuate a guardare verso l’alto, senza mai perdere di vista la Nuova Vita, con la sicurezza che c’è e che voi potete raggiungerla. Credeteci.

E ricordate che siete sempre legate alla corda. Perciò non cadrete mai al suolo finché sarete convinte di voler raggiungere la cima. L’unico modo che avete per ripiombare con i piedi a terra è prendere un paio di forbici e tagliare la corda sopra di voi. O scogliere il nodo che vi tiene ad essa legate.

Ma non è ciò che volete, vero?!

Perciò, non tagliatela. Non sciogliete il nodo. Ma…

Potete lasciare la corda. Potete scivolare. Potete cadere. Datevi la possibilità di cadere. Datevi il diritto di poter fallire una presa senza pretendere la perfezione sempre e ad ogni costo. Datevi la possibilità di ricominciare ad arrampicarvi. Datevi il TEMPO di arrampicarvi. E arriverete alla cima. La raggiungerete.

Non sarà facile. È una battaglia. È una strada in salita… anzi, una scalata a 90°. Ci saranno le cadute. Ma ci saranno anche i momenti di risalita.

Pensate a questo mentre vi arrampicate. Pensate a quest’analogia e sentitevi sicure.

E, un'altra cosa. Tenete duro. Vedrete che quando sarete arrivate sulla cima, dove Speranza, Ricovero, Salute e Felicità si fondono insieme per originare la Nuova Vita, ci saranno un sacco di persone che aspettano solo voi. Vi aspettano a braccia aperte.

Ed io, che ora mi sto arrampicando insieme a voi, sarò una di quelle.

venerdì 26 settembre 2008

Un passo dopo l'altro

Ogni mattina, quando mi sveglio, mi chiedo come sia possibile che io sia arrivata dove mi trovo adesso. E poi penso a tutta la fatica che ho fatto e che ancora sto facendo, a tutte le battaglie che ho combattuto e al terreno su cui sto ancora lottando, e cerco di non scoraggiarmi pensando che a poco a poco le cose possono cambiare e che sono solo io l’artefice che ho la vita tra le mie mani: sarà come me la costruirò. La luce non riempie ancora la mia vita, ma sicuramente non tengo più gli occhi chiusi. Diciamo che sono in penombra. È un modo per cominciare.

Tutte le battaglie che ho combattuto sono servite per rendermi più forte. Può sembrare una frase fatta, eppure mai come adesso mi accorgo che è assolutamente vera. E per ogni goccia di forza che ho guadagnato, ho gettato le fondamenta su cui costruire la mia salute, la mia felicità… la mia vita.

La cosa più difficile davvero è aprire gli occhi. Smetterla di vedere soltanto quello che si vuole vedere ed iniziare ad osservare invece in maniera oggettiva. Riconoscere i nostri veri problemi e non nascondercisi dietro, usandoli come scudo, ma affrontandoli. Essere oneste con noi stesse su quello che siamo e su quello che vorremo essere.

Certo, a questo punto voi potrete dirmi: “Bene, e allora io voglio veramente essere magra, o più magra, o più carina, etc…”… ma ricordatevi di una cosa: voi desiderate questo solo perché siete convinte che ciò vi renderà felici. Ma in realtà non lo farà. O meglio, lo farà per un tempo ben breve… rendendo un inferno tutto il resto della vostra esistenza.

E, soprattutto, se desiderate una cosa del genere, significa che vi state concentrando sul vostro corpo, ma non sulle vere voi stesse, sulle persone che siete realmente: il vostro carattere… la vostra anima… la vostra mente… comunque vogliate chiamarlo… la vostra vera essenza. Oh, certo, magari riuscirete davvero a diventare magre come desiderate, ma forse scoprirete che non è abbastanza, che non vi fa sentire come pensavate, che vi trovate sul filo di un rasoio, che è una conquista effimera. Sì, dimagrirete, ma nel farlo perderete voi stesse. O, forse, non vi troverete mai.

Volete davvero vivere il resto della vostra vita correndo dietro ad un’utopia? Un’utopia è un qualcosa che, per sua definizione, non si può mantenere tale in pianta stabile… e io l’ho capito con tutto il dolore di questo mondo.

Perciò cercate di capire quello che volete veramente, cercando dentro di voi… e portate fuori la vostra vera essenza…

E, ve lo prometto, sarete tutte BELLISSIME.
 
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