Come gli alchimisti trasformavano il ferro in oro… voi potete trasformare l’oscurità in luce. Siete tutte benvenute.

venerdì 25 settembre 2009

Combattere i pensieri del DCA

Combattere contro l’anoressia significa soprattutto combattere contro i pensieri distorti che questa ci mette in testa, con le bugie che ci racconta. Pertanto, una parte molto importante del percorso di ricovero consiste nel combattere i pensieri derivanti dal DCA. Riconoscere quelle che sono le menzogne che l’anoressia ci sussurra, ricercando invece quella che è la verità.

Ad esempio, l’anoressia ci fa pensare:
La restrizione è l’unico modo in cui io riesco ad affrontare [inserire qui il problema]

Ma la verità è:
Se la restrizione fosse davvero l’unico modo in cui possiamo affrontare lo stress, le situazioni ansiogene, le emozioni difficili da gestire, allora tutte le persone del mondo sarebbero anoressiche. In realtà, però, la stragrande maggioranza della gente riesce a far fronte a questi problemi giorno dopo giorno anche senza farsi del male… e se loro ci riescono, allora ce la posso fare anch’io!

Oppure, l’anoressia ci mette in testa:
Ma tanto restringo solo questa volta e poi non lo faccio più… Non mi faccio davvero del male continuando per chissà quanto…

Ma la realtà è che:
Dire “Lo faccio solo questa volta” è una frase che si finisce poi per ripetere 20, 30, 100, 1000 volte. Perché una volta iniziato a restringere, una volta iniziate a provare tutte le sensazioni di controllo, forza, soddisfazione e sicurezza connesse alla restrizione, è praticamente impossibile dire basta. E così si precipita nella spirale discendente dell’ossessione ancor prima di rendercene conto”.

L’anoressia ci fa dire:
Se riesco a barcamenarmi tra scuola/lavoro, famiglia, sport, vita sociale, senza che nessuno si accorga di niente, ciò significa che sono veramente forte e che posso cavarmela benissimo. Altro che ricoverarmi, sto andando alla grande!

Ma questa è la verità:
Potrebbe pure essere vero che se riesco a fare tutte queste cose allora è tutto okay. Ma a pensarci, bene, nessuna di queste cose mi dà veramente soddisfazione o mi fa veramente essere felice. L’unica cosa che mi fa sentire veramente appagata è il senso di forza, di potenza e di controllo che provo quando restringo. Perciò, in realtà io non sto vivendo. Sto solo sopravvivendo”.
(E davvero i giorni più brutti nella vita sono quelli in cui lasciamo sorridere la maschera e non il nostro vero sorriso…)

Ancora, l’anoressia fa pensare:
Ma io non sono malata! Io non sto così male come le altre! Non sono ridotta in quel modo! Finché non ci arriverò – e non ci arriverò!! – non ho alcun bisogno del ricovero!

Ma in realtà:
Ma, contemporaneamente, sto perdendo tempo. Scivolerò verso il basso senza neanche rendermene conto. Non sono abbastanza oggettiva per valutare il danno che mi sto infliggendo. Non so esattamente quello a cui sto andando incontro. Perciò sarebbe meglio fermarsi, prima che mi fermi l’anoressia”.

Altro pensiero che l’anoressia può metterci in testa è:
E’ la mia vita, è la mia scelta. Ho il libero arbitrio, o no?! Qual è il problema?

Ma la verità è che:
Il mio comportamento ferisce i miei familiari e i miei amici. Causa un sacco di preoccupazioni e di risentimento. Rovina momenti belli che potrei trascorrere accanto alle persone cui voglio bene. La mia famiglia ed i miei amici ne sarebbero devastati, se qualcosa dovesse andare per il verso sbagliato. E lo sarei anch’io”.

Il pensiero sottostante che, anche se è difficile ammetterlo persino a noi stesse, spinge all’anoressia, poi, è:
Sono una fallita. Non sono abbastanza. Sono una perdente”.

Ma la verità è che:
Tutti commettono errori e defaillances, talvolta. Questo non significa essere una fallita o una perdente. Questo significa essere umana. Ho fatto comunque del mio meglio, anche se non è andata come avrei voluto. Ho fatto tutto il possibile”.

L’anoressia ci fa dire:
Tutto quanto è un tale casino! Non vedo proprio come le cose potrebbero andare meglio…”.

Ma in realtà:
Ci sono persone che possono aiutarmi a risolvere questi casini, se trovo il coraggio di ammettere che non ce la faccio da sola e che ho bisogno d’aiuto. Il primo passo è sempre il più difficile, ma poi tutti gli altri verranno di conseguenza. Io posso cambiare. Io posso fare progressi. Io posso costruirmi una nuova vita e far affiorare la vera me stessa. Dipende tutto solo da me”.

E poi, l’anoressia ci fa pensare:
Ah, oggi ho avuto proprio una giornataccia… Quindi è okay se oggi restringo”.

Ma, ragazze, la verità è:
Non devo trovarmi scusanti per fare qualcosa di sbagliato. Se riesco ad essere abbastanza forte da passare questo momentaccio senza cedere all’anoressia, sarò più forte domani agli urti della vita”.

Ancora più pericoloso, l’anoressia fa pensare:
Se non riesco ad essere come voglio, se non riesco a modellare il mio corpo come voglio, se non riesco a restringere, allora significa che sono mediocre”.

Ma non è vero. E la realtà è che:
L’anoressia mi priva della mia vera forza. Forza che è l’unica cosa che, con l’anoressia, si va veramente a restringere. L’anoressia mi priva di tutto il mio potenziale. Perciò, se spezzo il circolo vizioso potrò lasciare spazio alla vera Me Stessa di diventare la persona meravigliosa che è”.
Ed essere libere

Credete a voi stesse, non alle parole che vi dice l’anoressia. Perché solo voi avete ragione e sapete qual è la cosa giusta… per voi stesse.

31 commenti:

Balua ha detto...

.. TI LASCIO SOLO UN ABBRACCIO E DI CORSA VADO AL LAVORO.. leggo questa sera!

Vele/Ivy ha detto...

Brava Veggie, queste bugie dell'anoressia vanno smascherate! Rendersene conto è veramente importante... così si possono aprire gli occhi e iniziare a liberarsi da quella schiavitù psicologica.

Ana. ha detto...

Le bugie sono tantissime e Sicuramente più forti di me.. :(

Baci Veggie.

Tiger ha detto...

Come sempre devo ringraziarti del sostegno nelle tue parole...in realtà di anni ne ho persi ben tre e la mia autostima ne risente parecchio. :(
Hai perfettamente ragione in merito ai pensieri disfunzionali che l'anoressia induce a credere...sono una trappola mortale. Se non altro ho cominciato a riconoscerli e smascherarli! ;)
Bacissimi ^^

Ilaria ha detto...

ho letto di corsa...
è un casino "combattere i pensieri del DCA".
ne vale veramente la pena?! mah.
speriamo.

ora scappo, baci

sorridente ha detto...

Sarebbe utile stampare tutte le verità che hai elencato e appenderle qua e là per tutta la casa, in modo da averle sempre presenti davanti agli occhi. baci

--->Sissi<--- ha detto...

veggie..inizio a volerti davvero bene..ogni volta lasci un commento che mi rincuora, mi fa sorridere..
e poi è vero tutti questi pensieri, mi ritrovo in tutti..
spero veramente di avere la forza, un giorno per smettere, per dire basta a tutto questo, per riniziare a vivere una vita normale ma soprattutto a riavere un sano giusto corretto rapporto col cibo
bacio

***ana is my life*** ha detto...

sto cercando con molta fatica di uscire da questo tunnel...

spero di farcela, anche se il desiderio di essere pelle e ossa non cess mai di tormentarmi

baci

ti voglio bene

Anonimo ha detto...

“Se non riesco ad essere come voglio, se non riesco a modellare il mio corpo come voglio, se non riesco a restringere, allora significa che sono mediocre”.Quante volte l'avrò pensato? Quante volte avrò espresso il desiderio di diventare speciale, libera interiormente, leggera e intoccabile dalla gente? Tante...
Ho riflettuto molto sulle parole della tua risposta (l'ho riletta più volte per assicurarmi che non stessi sognando, grazie per avermi risposto, Veggie, grazie di cuore, per me è stato importantissimo!!)e su quest ultimo post e mi sono chiesta: "Ma io ho mai provato a combattere seriamente?" La risposta è stata "No!" Tante volte mi sono detta, "Da oggi inizio a seguire un'alimentazione regolare, basta con mille ossessioni e paure, basta avere il terrore degli attacchi di panico,si inizia a vivere, esistere non basta" e cose del genere ma senza mai crederci veramente, sicura della mia immane fragilità che mi rende vulnerabile..Voglio provare a crederci sul serio e a fare altri tentativi e come dici tu
“Tutti commettono errori e defaillances, talvolta. Questo non significa essere una fallita o una perdente. Questo significa essere umana." Per quanto riguarda la scelta di farmi aiutare, non ci avevo pensato in effetti.. Ho sempre pensato che i miei problemi fossero assurdi, infantili e irrazionali e nessuno li avrebbe mai presi sul serio..Forse invece è il caso di prendere l'idea in considerazione...Il tuo abbraccio mi è arrivato, te ne mando uno anch'io! Aisling

Clelia ha detto...

La tua analisi del problema è disarmatamente giusta. Io ho scritto una tesi di Laurea sui problemi alimentari ma non li ho mai avuti.

Credo che solo chi ci sia passato e cerca di uscirne può esprimersi con sincerità.

un abbraccio

Clelia

francesca ha detto...

..questi pensieri ossessivi sono una delle cose di me che mi spaventano di più...perchè dimostrano che non ho affatto il controllo (in senso buono, questa volta) di ciò che penso...continuo a fare pensieri irrazionali e autodistruttivi contro la mia volontà..perchè per troppo tempo ho maturato queste convinzioni false e dannose su me stessa senza nemmeno rendermene conto...i cambiamenti ci sono, ma è una fatica continua!
ti abbraccio

Darksecretinside ha detto...

Cara Veggie....
Io credo che qualsiasi restrizione noi c'imponiamo, prima o poi, ci fa esplodere in qualcosa che, non sempre si può controllare.
Come nel caso del post.
Obbligarsi ad un regime che gestiamo, cercando di sopprimere ansie, in realtà le amplifica e le trasforma in altro.
Già, le ansie di per se, sono altro.
Un bacio grande, grande.

Anonimo ha detto...

Dopo tanti anni la mia identità personale e la dannata identità anoressica si sono fuse così saldamente da diventare inscindibili.
E così capire cosa è vero e cosa è falso diventa un'impresa del cazzo.
Non so se mi sono raccontata così tante balle e con una tale convinzione da prenderle per verità, o misere verità e con una tale superficialità da prenderle per balle.
E così, nella mia ricerca di verità, io sono diventata la bugia.

Jonny

Musidora ha detto...

Si, la stessa cosa della restrizione si può dire anche per le abbuffate...
è sempre un modo per sfuggire alla realtà, per non affrontare i problemi. è anche vero che dopo tanto tempo che ci si racconta certe bugie diventano parte quasi integrante della tua personalità, ti sembra di essere una persona veramente falsa e meschina! Sia con te stessa che con gli altri...
Eh no, non è facile togliersi la maschera quando si ha paura che sotto non ci sia niente...

Jenn ha detto...

bel post..davvero!
senza offesa xò.. sembrava un pò.. "ripetuto a pappagallo"..
ci credi davvero in quello che hai scritto?

P.S. discussione pacifica,giuro! :)

Chiara ha detto...

Cara, dolce, forte e coraggiosa Veggie,

la prima volta che ho letto il tuo nome è stato più o meno un anno fa, nel blog del dott. Piccini (www.anoressia-bulimia.it).
Scrivevi della creazione del tuo blog e del video dei tuoi dieci comandamenti.
La trovai un'idea splendida, ma ero troppo presa dal mio buco nero per lasciare che la luce che emanavi mi arrivasse al cuore.
Ora invece arriva in tutto il suo splendore e con tutto il calore che porta dentro si sè...splendore e calore che sono in te.

Questa è la prima volta che lascio un post in un altro blog e sono felice che queste mie "prime parole" siano per una persona come te.

Anche io ho un piccolo blog che fin'ora ho usato come diario personale, senza mettere etichette, senza pubbliccizzarlo.
Ma ora sarei felice se tu, e le altre/ gli altri che ho avuto il piacere di leggere qui, passaste a condividere qualche mio pensiero, qualche racconto dei miei vissuti.
Credo che per me sarebbe un uteriore passo verso la LEGGITTIMAZIONE del mio passato e del mio dolore.
Non so se apparirà l'indirizzo cliccando sul mio nome (una prima volta è sempre una prima volta!) quindi lo scrivo:

http://www.chiarapersempre.blogspot.com


Questi ultimi giorni sono stati un po' duri, sono tornata a navigare tra i blog pro-ana e pro-mia e la mia mente cominciava a farmi sentire nostalgia dei rituali ossessivi, terrificanti ed insiee tanto cari. Ma poi sono approdata sul tuo blog ed è tornata la voglia di combattere, di sorridere e di farcela.
Ti assicuro, Veggie, sei stata di enorme aiuto per me come lo sei per un incredibile numero di persone.
E' splendido trasformare il dolore in una risorsa. Prenderlo, farci a pugni, urlargli contro, farsi sopraffare di nuovo e poi ancora schiacciarlo, fino a farci pace e a dargli un SENSO, una DIREZIONE.
Ora tu quella direzione la conosci e anche se ti capiterà di perdferti ancora non potrai dimenticarti come e dove ritrovarla, anche perchè hai la fortuna di avere una stellina che è con te, dentro di te e sopra il tuo cielo a guidarti.

Grazie di tutto piccola, immensa donna.

Ti abbraccio,
Chiara

silvia ha detto...

Per quanto mi riguarda non ho mai creduto ai pensieri negativi dei DCA,almeno a livello razionele,anzi, sono una persona che ragiona benissimo.Allora dove sta il problema?Evidentemente esiste un tornaconto,un vantaggio,una motivazione intrinseca e inconscia se tengo in ostaggio il mio corpo.E a chi chiedere il riscatto? non lo so nemmeno io.Forse il piacere sta nel gioco stesso,ed è per questo che si continua a giocare anche quando si raggiunge uno stato fisico pessimo,per cui si finisce per giocare con la vita...O con la morte...Non esiste vittoria:se anche si vincesse il gioco finirebbe,e non è questo ciò che voglio (vogliamo?).Da ragazzina mi capitava di pensare che sarei stata felice se avessi raggiunto tot Kg.Ovviamente ad ogni traguardo raggunto "alzavo l'ostacolo",un pò come si fa con i cavalli da salto.ora mi rendo conto che la felicità non l'ho mai raggunta,ma non mi basta per smettere di giocare.Vorrei farlo ma sono in balia dell'inerzia.Mi fa orrore il male che faccio a me e agli altri,mi fe schifo tutto ciò.Ti ammiro tanto,Veggie...

Tsuyoi ha detto...

Mentre cerco di convincermi che questo gonfiore è senso di sazietà e non grasso - nonostante questa certezza si infili nella mia testa con la scioltezza e il viscidume di una biscia -, è triste ritrovarmi in tutte queste bugie. Tutta, non una di meno -- tranne quella del sentirsi autorizzate a restringere quando si ha avuto una brutta giornata, l'ho fatto l'altroieri ma in direzione opposta.

Enigma ha detto...

Quello che sto per scrivere non centra un broccolo...oggi sono andata al ristorante...ho mangiato antipasto secondo e dolce!
non mi sono mai sentita così male( fisicamente parlando) ho avuto la sensazione di scoppiare, non riuscivo più a respirare!
Ho pensato: se parlo vomito tutto!

Sono 4 ore che sono coricata a letto perchè se mi alzo corro in bagno...

La mente è confusa...
dovrò armarmi di coraggio e richiamare la psicologa...

Kiara ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Kiara ha detto...

Scusate, ho sbagliato!! =)

Ripubblico il mio post:


ENIGMA, ciao!!
Non so dirti quante centinaia di volte è successo anche a me, anche in questo preciso istante in realtà ho mangiato una quantità di cereali che superava di graaan lunga il mio bisogno ed è come se il mio stomaco e la parte alta della gola mi stessero chiedendo di infilarmi le dita fin giù nell'esofago e vomitare tutto.
Ma so che è la mente che me lo chiede e a questa richiesta ho associato una sensazione fisica e a questa sensazione fisica ho associato rabbia e fastidio...
MA NON È VERO NIENTE!!
Sicuramente c'è qualche pensiero che mi turba e che mi sto nascondendo.
Poi capita anche di mangiare effettivamente troppo e quindi sentirsi pesanti, ma il vero problema sono i giudizi e le condanne che ci diamo.
Non hai fatto niente di male, perdonati l'esagerazione!!!
Perchè invece di stare a letto non ti alzi e vai a farti una passeggiata? Non pensarci troppo sù, alzati, comincia a mettere un piede davanti all'altro e poi non ti fermare!!!
Tra un po' lo farò anche io =)

Un abbraccio

PiccolaTy ha detto...

ciao veggie,ho visto ke 6passata,grz mille!da qllo ke ho letto 6 davvero una xsna speciale!bacioni

Pupottina ha detto...

bellissimo post!
non bisogna mai smettere di combattere...

buon inizio settimana ^________^

Veggie ha detto...

@ Balua – Ti aspetto più tardi, allora… ^^”

@ Vele/Ivy – Comprendere è il primo passo per accettare la verità… e solo accettando la verità si può iniziare a combattere davvero contro l’anoressia…

@ Ana. – Niente è nessuno può essere più forte di te… Le bugie che l’anoressia racconta hanno unicamente la forza che TU gli dai… Se decidi che non ne hanno, la loro forza sparirà… dipende tutto solo da te. E tu ce la puoi fare sicuramente. Non ne ho alcun dubbio.
Ti abbraccio forte…

@ Tiger – Guarda, se hai imparato a far questo sei già un bel pezzo avanti, te lo assicuro… E comunque, non devi ringraziarmi di niente, ci mancherebbe altro… anzi, sono io che ringrazio te per essere sempre così carina e positiva e piena di voglia di combattere… mi trasmetti sempre tanta energia e grinta… GRAZIE A TE… Continua sempre così e non mollare, mi raccomando…

@ Ilaria – Se fosse facile, ne saremmo già uscite tutte da un pezzo, direi… Ma è proprio per questo che so per certo che ne vale la pena: perché le cose che valgono la pena non sono mai facili.

@ sorridente – Io l’ho fatto, infatti… ^^” Prova a fare altrettanto… è utilissimo, ti assicuro!...

@ Sissi – Ma certo che avrai la forza… se tu lo vuoi, ce l’avrai sicuramente… Dipende tutto solo da te… Se cominci a lottare, ce la farai di sicuro… e ti riapproprierai della tua vita… perché quella che fa vivere l’anoressia non è vita… La vita è quella che ti puoi costruire cominciando a prenderti cura di te stessa… Dai che ce la puoi fare!!

@ ana is my life – Se lo vuoi, ce la farai sicuramente… Quel desiderio, che più che un desiderio di fisicità, se ben ci pensi, è un desiderio d’interiorità, in qualche modo sarà sempre parte di noi… Ma noi possiamo fare in modo di tenerlo confinato in un angolino della mente, in maniera tale che non abbia più la meglio su di noi… In fondo ad ogni tunnel c’è sempre la luce… e se tu continui a camminare nella giusta direzione, hai tutta la possibilità di raggiungerla… Ti abbraccio forte forte…

Veggie ha detto...

@ Aisling – Prima cosa, non devi ringraziarmi di niente… ci mancherebbe altro! Anzi, semmai sono io che ringrazio te per la fiducia e per i tuoi commenti… per me poterti leggere qui è un regalo bellissimo che mi fai, e ti ringrazio davvero con tutto il cuore…
In quanto a ciò che mi hai scritto in questo commento, io credo che se hai un problema, è il TUO problema, e prende tutti i tuoi pensieri, tutto il tuo animo, specialmente se non è affatto banale come un DCA. Quindi il discorso " Ho sempre pensato che i miei problemi fossero assurdi, infantili e irrazionali etc etc" non regge... Non è assurdo nè stupido o infantile, è normale e fa parte della vita, anche perchè se a ognuna di noi riuscisse di pensare prima ai problemi degli altri... Saremmo tutte sante, e finita lì. Ma dato che non lo siamo, ma anzi siamo umane, e siamo amate per questo, per essere assurde... E' normalissimo che un problema personale diventi più grosso di quelli di chiunque altro, e non è stupido decidere di farsi aiutare quando si sente che non ce la facciamo da sole… Capisco quello che dici sulla motivazione: non sai quante ricadute anch’io ho avuto… così tante che ho perso il conto… proprio perché anch’io, come te, non ero abbastanza motivata… Ma la motivazione non è un qualcosa d’innato: è un qualcosa che noi stesse dobbiamo imparare a costruirci giorno dopo giorno. Come? Prendendo in considerazione quelle che sono le bugie che ci dice l’anoressia, e ribaltandole per afferrare la verità… Lo so quanto è difficile decidere di combatter sul serio, ma cambiare è di fatto reale: si parte dall’accettare la nostra malattia, la guardiamo prima temendo di non superarla, poi con la paura di vincerla perché, pur nel dolore, rappresenta una solida certezza e perderla significherebbe porsi di fronte all’ignoto, ricominciando da zero… Eppure è proprio questo che bisogna imparare a fare: decostruire le impostazioni erronee dell’anoressia, e ricostruire la nostra vita. Il passato è passato e nessuno può modificarlo, perciò è meglio lasciarlo andare senza usarlo come scusa per non cambiare e non crescere… E per quanto possa essere difficile… tu ce la puoi fare tranquillamente, sai?! Io sono pronta a scommettere su di te. Un baciotto… :-*

@ Clelia – Innanzitutto, complimenti per la scelta dell’argomento della tesi. No, non sono ionica, assolutamente, parlo sul serio: è bello vedere che persone “esterne” al problema cercando comunque d’interessarsi e di comprendere senza fermarsi a quello che c’è scritto sui manuali… Poi, come per ogni cosa, è ovvio che per CAPIRE veramente ci vuole l’esperienza diretta, bisogna averlo provato sulla propria pelle per sapere che significa davvero… Tra “interne” ed “esterne”, però, credo ci possa essere una cooperazione costruttiva… Ed è quello che si può venire a creare con persone sensibili ed attente come te…

@ Francesca – Purtroppo io credo che la fatica ci sarà sempre… magari riusciremo a smorzarla, col tempo, ma quando una cosa del genere ti tocca non credo sia possibile cancellarla con un colpo di spugna e andare avanti come se niente fosse successo… Però, penso che un primo passo importante sia riconoscere di avere questi pensieri, e riconoscerli per quelli che sono: ossessivi, sbagliati, disfunzionali… questo ci consente di isolarli e di combatterli con la consapevolezza che a poco a poco si acquisisce di quelle che sono le verità sottostanti questi pensieri…

@ DarkSecretInside – La restrizione è la punta dell’ice-berg… è la parte più esteriore dell’anoressia, che concretizza quelli che sono i veri problemi che vi stanno dietro e che sono ben altri, più profondi, e più difficili da riconoscere e da affrontare… Quello che crediamo di stare controllando, diventa poi quello che ci controlla in misura spietata… E’ quello che sta dietro che bisogna trovare il coraggio di affrontare…

Veggie ha detto...

@ Jonny – Penso che districarsi tra “identità persona” e “identità anoressica” sia uno dei passi più difficili da compiere… Più si va avanti, più si rischia di confonderci… per questo sarebbe importante cercare di fare chiarezza, per lo meno un pochino alla volta… Scoprendo che noi siamo ben oltre e molto più dell’identità fittizia che ci ha attribuito l’anoressia… e possiamo scoprirci e reinventarci ogni giorno…

@ Musidora – Solo che, paradossalmente, il fatto che sotto la maschera non ci sia niente, non è che l’ennesima delle bugie che l’anoressia racconta… Togliersi la maschera fa male e fa paura, sono perfettamente d’accordo… Ma non perché si teme che sotto non ci sia nulla… bensì perché sappiamo che lì sotto ci sono le Vere Noi Stesse… e mostrarle al mondo da paura, perché le Vere Noi Stesse sono fragili, e si teme che il mondo finirà per ferirle… Per questo è importante avere la maschera del DCA che le protegge… Eppure, una maschera che protegge strenuamente, alla fine finisce anche per soffocarci…

@ Jenn – Non ho nessuna intenzione di litigare, infatti, ci mancherebbe… sarebbe stupidino ed infantile, direi… Anzi, semmai ti ringrazio per aver espresso le tue perplessità, perché è giusto parlare di tutto e sotto tutti i punti di vista… Quindi, rispondendo alla tua domanda… In maniera molto banale – ma, si sa, la verità non è mai troppo complicata – se non ci credessi non perderei tempo a scriverlo. Che senso avrebbe mettere giù parole tanto per fare? Potrei impiegare quel tempo per fare qualcosa di utile e divertente per me stessa… Se lo spendo invece qui a scrivere, è perché sono fermamente convinta di quello che scrivo. Altrimenti scriverei un’altra cosa, no?!!… E credo che, in fin dei conti – correggimi se sbaglio – tu lo sapevi già, questo… Perché tu lo sai com’è vivere un DCA… E la tua, perciò, più che una perplessità, mi sembra un timore… Hai paura che possa non essere vero… Hai paura di credere a ciò che ho scritto in questo post, perché temi di poter scoprire che poi non è così… Jenn, loso che è difficile e che spaventa… mi ha spaventato anche a me, tanto e tanto a lungo… Ma è così. È la verità. Puoi crederci. E non ti succederà niente, te l’assicuro. Puoi fare qualcosa per te stessa. Ce la puoi fare davvero. Ti abbraccio stretta…

@ Chiara – Cara Chiara, innanzitutto ti ringrazio per aver lasciato il tuo commento – è un onore per me poterti leggere – e per quello che mi hai scritto… Passerò sicuramente dal tuo blog il prima possibile… e sarò molto felice di poterti leggere anche lì, oltre che qui… Leggere che hai iniziato a combattere e che ce la stai mettendo tutta per risalire l’abisso in cui eri precipitata è un qualcosa che mi riempie veramente di gioia… Grazie per avermi illuminato la giornata con queste tue parole… E sappi che sono qui e che faccio il tifo per te… In quanto ai blog “pro-ana/mia”, non so se hai letto il ciclo di post che ho scritto al riguardo… li trovi sulla colonnina di destra, sotto il titolo “Anatomia pro-ana”… penso che possano fornirti un buon insight al riguardo, se ti va di perdere un po’ di tempo a leggerli… Sai io credo che il dolore e la rabbia siano una risorsa enorme… bisogna imparare a CANALIZZARLI nella giusta direzione… n fin dei conti, per quanto la strada dell’anoressia sia distruttiva, è pur sempre un qualcosa che richiede un’enorme forza… se impariamo a rivolgere questa forza in positivo, perciò, potremmo fare davvero qualcosa di grande per noi stesse… Ti abbraccio forte, e grazie ancora per essere passata di qui…

Veggie ha detto...

@ Silvia – Penso che nessuna di noi ci creda a livello razionale, no?!... Voglio dire, lo sappiamo benissimo, nessuna di noi è stupida, sappiamo tute fare un ragionamento razionalmente sensato… E’ lo scarto tra piano razionale e piano emotivo che ci frega. Con la testa lo capiamo benissimo, ma con i sentimenti non riusciamo ad arrivarci… Con l’anoressia, anche quando vinci non vinci. Perché è contro te stessa che stai giocando, per cui se vinci, perdi. Il “bello” dell’anoressia è che non ci sono traguardi… se ci fosse veramente un traguardo da raggiungere, la cosa perderebbe tutto il suo perverso fascino… quello che invece trattiene dentro è il fatto che l’anoressia sia una perenne realizzazione senza obiettivo finale… perché ci permette sempre di guardare “oltre”… No, non si vuole morire, se davvero volessimo morire sapremmo perfettamente come farlo, ed in maniera molto più rapida, diretta, e meno dolorosa… quello che si fa è flirtrare con la morte nella speranza che questa ci sussurri il segreto per imparare a vivere… Sai, hai scritto che ti senti in balia dell’inerzia, ma a me non sembra proprio. Una persona in balia dell’inerzia chiude gli occhi e si lascia andare alla deriva strafregandosene di tutto e di tutti… Tu invece scrivi che ti fa orrore il male che fai a te stessa e agli altri. Bene, questa è la dimostrazione che sei tutto meno che inerte. Una persona inerte non potrebbe mai provare un sentimento forte come l’orrore. Utilizzalo. Utilizzalo come molla per reagire. Tutti gli attrezzi che servono per compiere questo duro e difficile lavoro di risalita li hai già in mano… aspettano solo che tu ti decida ad iniziare ad usarli…

@ Tsuyoi – Non è triste, invece, perché vuol dire che RICONOSCI che sono bugie! E riuscire a valutarle come tali è il primo passo per iniziare a combatterle… Lo so che razionalità ed emotività NON vanno a braccetto… che capire è facile, e accettare lo è molto meno… ma è solo capendo che, in un secondo momento, si potrà iniziare ad accettare…

@ Enigma – Già il fatto che tu abbia scritto tutto questo qui è un atto di grande coraggio… Perciò sono più che certa che troverai la forza anche per chiamare la psicologa… E’ così che si fa: e non la si dà vinta all’anoressia! Non ti preoccupare che andrà tutto bene… perché tu sei stata al ristorante, non hai ceduto all’anoressia, e perciò hai tutta la forza e la capacità di far andare tutto bene!!... Non stare ad angosciarti su quello che è successo, ormai è andata… e un pasto così,anche se un po’ più abbondante, non farà succedere niente: il nostro corpo ha una grande omeostasi, e tenderà sempre a ristabilire una “situazione di equilibrio”… Quindi stai tranquilla, non ti ci flashare e cerca di svagarti… Telefona a un’amica, vai a fare una passeggiata, guardati un DVD che ti piace… Io ti sono sempre vicina…

@ Piccola Ty – Grazie a te per il tuo commento… Passa pure da qui tutte le volte che vuoi… e in quanto all’essere speciale… io credo che tu lo sia molto più di me… molto più di quel che credi, soprattutto… Un bacino!

@ Pupottina – Grazie, tesoro! Hai ragione… Continuiamo sempre a combattere tutte insieme!!!...

silvia ha detto...

Con il mio commento non volevo dire che qualcuna sia stupida ovviamente.Volevo solo parlare di me.Il tuo post mi ha dato modo di riflettere e di ripensare a quando ero piccola,quando credevo veramente che non mangiando avrei ottenuto qualcosa,mentre ora so che non ottengo nulla,tuttavia non mangio lo stesso.Quindi spero di non avere offeso nessuno.Volevo anche precisare che certo non mi sento come una foglia al vento,ma in balia della mia coazione a ripatere si.P.S Se hai parlato di bugie è perchè qualcuno ci crede,un pò,per cui non basta dire che certi pensieri sono bugie,che non si avverano.Il problema è capire il perchè ce le raccontiamo,a prescindere dal fatto che ci crediamo o no.

nube ha detto...

Mah...secondo me la cosa migliore per uscirne è iniziare a parlarne un pò meno...Magari parlare un pò di cosa ci piace,appassiona ecc,qualcosa di positivo insomma...(la mia è una critica costruttiva perchè tu sei bravissima!)

Giliberti Diana ha detto...

le bugie sono davvero tante..il più delle volte combattere contro la propria malattia euqivale a combattere contro se' stesse e questo il più delle volte mi distrugge..davvero...

Veggie ha detto...

@ Silvia – Personalmente non mi sono sentita affatto offesa, e spero che ciò valga anche per le altre… Se dalle mie parole fosse trasparso questo, ti chiedo scusa perché non era mia intenzione e ribadisco che, per parte mia, non mi sono offesa affatto… In risposta al tuo ultimo commento, posso aggiungere che non è vero che restringendo l’alimentazione non si ottiene niente… si ottiene l’attenzione altrui, volendo vedere la cosa dall’esterno, nonché si ottiene un appagantissimo senso di autocontrollo, forza e sicurezza, volendo vedere la cosa dall’interno… Sta di fatto che poi, andando avanti, ci si accorge che sono illusioni, bugie appunto… che non si controlla niente, ma è l’anoressia che controlla noi… Dici che ti senti preda della tua coazione a ripetere… anche a me è capitato tantissimo di sentirmi così (e, per diverse cose, mi sento così tuttora…)… Sai cosa cerco di fare, tutte le volte che mi rendo conto di essermi auto-incastrata in un circolo vizioso? Cerco di fare una cosa assolutamente fuori dallo schema, che esula completamente dal pattern della ripetizione. Anche una piccola cosa… ma può avere effetti sconvolgenti, te lo assicuro… Certo, la prima volta che deroghi è un trauma… ma poi ti accorgi che sei sopravvissuta. E che puoi farlo di nuovo. E che ogni volta che lo farai, il cerchio che ti sei disegnata intorno ai piedi sbiadirà un pochino…

@ Nube – Ciao Nube, benvenuta! ^__^ Ti ringrazio per aver lasciato il tuo commento: ogni ”critica”, se espressa con educazione ed intelligenza, è assolutamente benaccetta!... Nella fattispecie, la tua non mi sembra neanche una critica, comunque… ^^” Ad ogni modo, in risposta al tuo commento, posso dirti che, secondo me, non c’è una cosa univoca da fare per “uscirne”… cioè, penso che sia un qualcosa che dipende dalla singola persona. Magari ci sono alcune persone per cui non parlare/non pensare al DCA è utile e positivo… mentre per altre persone il rimanere in silenzio non fa altro che fomentare l’ossessione perché accumulano dentro di sé pensieri cui non riescono a dar vita… Io sono della “scuola di pensiero” (se così si può dire…) che il cuore dei DCA è proprio il silenzio… e che, quindi, è molto importante riuscire a rompere il silenzio proprio come primo passo per iniziare a combattere… Penso che il parlare un po’ meno del DCA sia strettamente correlato alla lunghezza della strada del ricovero che si è riuscite a percorrere: se una persona è stata per anni ed anni in balia di un DCA che ha riempito ogni singolo aspetto della sua vita, sarà ben difficile che smetta di pensarci di punto in bianco, perché la sua vita rimarrebbe vuota… più facile sarà non parlarne per chi già ha iniziato a combattere da un po’ ed è riuscito a trovare riempitivi al vuoto prima occupato dal DCA… Penso che, in definitiva, ognuna debba fare ciò che sente essere più funzionale per sé stessa… che sia parlarne o non parlarne, vanno bene entrambe… purché, ovviamente, il non parlarne non sia una sorta di via di fuga da se stesse, per la serie “se mi tappo gli occhi e non lo vedo, allora vuol dire che non c’è”… ma in realtà c’è sempre… va affrontato, per farlo scomparire…
Un abbraccio forte…

@ Giliberti Diana – No… questa è solo un’altra delle bugie che l’anoressia ti racconta: tu non sei la tua malattia, quella è cosa ben distinta e diversa da te… L’anoressia può essere l’etichetta di superficie ma tu, come persona, sei ben altro, e soprattutto molto, molto di più… Combattere l’anoressia non è combattere contro te stessa, è combattere per ritrovare te stessa…

 
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