Come gli alchimisti trasformavano il ferro in oro… voi potete trasformare l’oscurità in luce. Siete tutte benvenute.

mercoledì 9 dicembre 2009

Fare una scelta

Nel momento in cui si sceglie di percorrere la strada del ricovero, bisogna essere determinate a farlo, e metterci tutta la nostra volontà e la nostra ferma decisione. La strada del ricovero è un qualcosa in cui bisogna cercare di saltare a piè pari. So perfettamente che è tutt’altro che facile, poiché molto spesso si rimane indecise, incerte sul da farsi, “in the middle waiting”, come dice la canzone. Ci si rende conto che una vita in balia dell’anoressia in realtà non è vita, si capisce che le bugie dell’anoressia sono tali e non ci porteranno mai quanto promettevano, si realizza che non vogliamo che quella sia la nostra vita. Eppure ancora si esita, perché si ha paura di lasciare la strada vecchia per la nuova: i comportamenti dell’anoressia sono diventati una tale routine che, per quanto devastanti, rappresentano comunque una sicurezza che si teme di lasciare per affidarci all’ignoto. Eppure, quando ci si sente sul ciglio del fosso – non si vuole rimanere in balia dell’anoressia ma non si vuole neanche scegliere la strada del ricovero – la cosa migliore da fare è saltare. Fare una scelta.

Nella vita ci sono cose che non si possono scegliere e cose che si possono scegliere. Tra queste ultime, ci sono scelte che sono implicite, intuitive, che facciamo senza neanche rendercene conto: è una scelta non accettare il proprio corpo. È una scelta accettare che quello che noi pensiamo di noi stesse in negativo sia un dato di fatto inappellabile. È una scelta decidere che ogni comportamento distruttivo nei confronti di noi stesse è anche un’opzione.

Perciò, ragazze: scegliamo di combattere per accettare il nostro corpo.
Scegliamo di combattere i pensieri negativi che ci vengono su noi stesse – scegliamo di credere che non esistono dati di fatto inappellabili poiché la realtà si costruisce su basi soggettive.
Scegliamo di decidere che ogni comportamento distruttivo nei confronti di noi stesse non è MAI un’opzione.

Certo, chiedere aiuto è importante – e non è mai facile, neanche nel migliore dei casi. Ma, nel momento in cui ci legittimiamo a farlo, dobbiamo sempre tenere a mente che l’aiuto che ci deve venire dall’esterno non è quello che ci permette semplicemente di arrestare un comportamento, un atto meccanico come la restrizione alimentare, bensì la capacità di vedere questi comportamenti come un’opzione. Sostituire un comportamento distruttivo con un altro tipo di comportamento altrettanto distruttivo non è un’opzione. E non aiuta. Perché a quel punto non stiamo veramente cambiando – stiamo mollando.

Penso che, nei momenti in cui i comportamenti tipici del DCA spingono per fare capolino, sia molto importante fare esattamente il contrario di quello che la voce dell’anoressia ci suggerisce. Per esempio, se l’anoressia vi dice che il vostro peso non va bene, il primo impulso sarà quello di restringere oppure di fare attività fisica compulsiva. Ecco che, in momenti come questo, bisogna scegliere qualcosa di radicalmente differente: qualcosa che ci faccia stare bene con noi stesse. Scegliere di non percorrere più la strada distruttiva e a fondo cieco dell’anoressia, ma incamminarsi su un’altra via. La prima volta sarà difficilissimo, ovviamente… ma, a poco a poco, vi accorgerete che diventerà sempre meno duro. E vi accorgerete di stare meglio.

Lo so, è difficile venire a patti col proprio corpo. Ma nel momento in cui – magari grazie all’aiuto di una dietista/nutrizionista – ci stiamo alimentando in maniera adeguata senza farci del male, possiamo lavorare su noi stesse dicendoci: “Voglio che il mio corpo sia sano e che lavori nella maniera corretta, quale che sia il peso che mi permetterà di avere questo”. “Voglio avere sufficiente energia per muovermi e pensare, a prescindere da quante calorie questo comporterà di mangiare”.
Fate una scelta diversa da quella che vi suggerisce il DCA: così vi accorgerete che è possibile accettare il nostro corpo per quello che è, e trattarlo adeguatamente.
Cercate e continuate ad avere cura di voi stesse, perché siete tutto ciò che avete. Questo richiede un cambiamento radicale… ma TUTTE ce la possiamo fare.

24 commenti:

YoungGirl,Don'tCry ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
--->Sissi<--- ha detto...

ciau veggie grazie x il commento, speriamo che mi serva, lo spero davvero..Kiss ^^

Alice and my world ha detto...

EHEHEH furbetta, non vale fare i test con le soluzioni ehehehe...anche noi a volte però abbiamo paura di farli...per timore di corrispondere ad un profilo che non ci piace.....hihihihi

Sembre molto belli i tuoi post e utili.

Grande lady!
Un abbraccio iO e Alice

Momò ha detto...

sono andata da due dietologi nella mia vita e l'esperienza oltre a non avermi aiutata mi ha anche confuso le idee, non erano bravi nessuno dei due e questo ha svalutato l'opinione che ho della categoria.
Inoltre non mi ritengo idonea ad un regime imposto, anche se a scegliere di andare da una dietologa sarei io, vedrei i suoi consigli come un obbligo, e me li vivrei ancora peggio.
Poi ci sono altre ragioni più stupide che non ti so a spiegare anche perché non vorrei che nessuno mi prendesse ad esempio.

Se dovessi dare un consiglio a qualcuno che vuole intraprendere una dieta consiglierei di andare ad uno specialista anch'io, ma personalmente non è la mia strada, almeno non ora.

Detto questo nel mio spazio ognuno può dire quello che vuole e ne prende la piena responsabilità, non sono mamma, professoressa di nessuno quindi che ognuno faccia come meglio crede, io non cancello nulla, il massimo che posso fare è ignorare, o dare un'opinione diversa, quindi tranquilla :)

Per quanto riguarda il tuo post, capisco la tua battaglia, capisco che questa rete di blog tocca punti davvero pericolosi e che per arginare il pericolo possa servire dire cose del genere.

Però in molti punti non sono d'accordo.. nel senso che il problema è più grande del solo mangiare o non mangiare. Se una persona entra nel calvario dei disturbi alimentari, secondo me, non è per diventare più magra ma son ben altre le lotto che fa con se stesso. Entrano in ballo l'autodistruzione, il grande disagio psicologico, la solitudine, la voglia di gridare un dolore più grande, la rabbia e altro altro ancora. Cose che non si guariscono mangiando, o non mangiando, ma ci vuole un lungo lavoro su se stessi, sulla propria vita, sul proprio equilibrio.

Con questo intendo dire che accettare il proprio corpo serve se il problema è solo quello, è solo di tipo estetico e se, diciamo è irreparabile, o la dieta non servirebbe a nulla.
Ma ad esempio per me la storia è diversa.
Io vivrei il disagio di un autoemarginazione se non avessi perso i chili in più ( ero obesa ), e sarei incorsa in altri problemi di salute. Io non potevo accettarmi, non sarebbe stato saggio per me, e quindi sono corsa ai rimedi, forse in maniera sbagliata, non ho dubbi, ma dovevo fare qualcosa e l'ho fatto.
Magari anche per molte altre è così, e quindi l'assolutismo non va mai bene.

Spero di essermi spiegata bene,

un abbraccio e complimenti per il tuo cammino

Ilaria ha detto...

ehi... te l'ho mai detto che sei fantastica?
sono proprio contenta di averti "trovata". :)

skizzata... ha detto...

rispondendo al post sul mio blog! lo so che la perfezione non esiste infattio io intendevo diventare perfetta per me stessa...nel senso di accettarmi e di essere cm vorrei! ciao kiss

mimì ha detto...

Grazie per questo nuovo post..
Purtroppo come tu bensai, quando una persona è incerta sul da farsi.. Sceglie sempre la scorciatoia, la strada che all'apparenza sembra quella più sicura e protettiva.. Andare da qualcuno per farsi aiutare.. Spaventa.. Perchè si ha paura di svelarsi davvero.. Dimostrare a chi si ha difronte di essere realmente fragili.. Ma non deboli, deboli non possiamo esserlo se quando prendiamo una drastica decisione la percorriamo e rincorriamo fino allo stremo!!!.
Io ho chiesto, raccontandomi , aiuto... Ma al momento non mi è possibile, per problemi economici, andare da uno specialista che mi possa aiutare....!!Quindi cerco di farmi forza da sola... Ma ora che ho trovato voi che mi capite e sostenete... Riesco a gioire di più e stare più serena... Sento che mi scrive dall'altra parte, non mi giudica, come al contempo faccio io, ma mi consiglia e mi sostiene... Quindi io non posso far altro che RINGRAZIARE TE E LE ALTRE PER QUELLO CHE FATE E CHE MI DITE.... GRAZIE CON TUTTO IL CUORE...!!!!

SRIJPB ha detto...

...sono stufa veggie...tanto...non riesco a reggermi sulle mie gambe senza aver bisogno di aggrapparmi a qualcosa,a qualcuno...io voglio farcela da sola,perchè credo di potercela fare...ma tutti i fatti mi dimostrano il contrario...voglio essere io da sola a tirarmi fuori da tutto ciò...da sola mi ci sono infilata e da sola voglio uscirne...da sola...con le mie sole forze...non ce la faccio più...bacio
PS:toglimi una curiosità...come mai hai risposto esattamente le stesse parole sia a me che a evaluna?!?!?a me nel blog a lei qua?!?!Scusa...solamente curiosità...

Aisling ha detto...

"Sostituire un comportamento distruttivo con un altro tipo di comportamento altrettanto distruttivo non è un’opzione" Messaggio ricevuto, Veggie! cancello immediatamente la dieta altamente ipocalorica che avevo prescritto per domani.... Non si guarisce dalla bulimia con l'anoressia. Me lo scrivo da qualche parte......
Non vedo l'ora di andare dalla dietista, sto sempre peggio con il cibo, oggi ho provato a riandare da mia nonna ma non è servito neanche quello, mi sento priva di forze, ho sempre un sonno bestiale e non ho concentrazione, le materie da recuperare a scuola sono tante ma adesso devo pensare a me stessa...Devo decidere da che parte stare, i DCA mi hanno portato solo guai, hanno aggiunto problemi a problemi già esistenti, altro che controllo! Controllo del cavolo, ho ottenuto l'effetto contrario, anche per me è stata una scelta... Hai voluto la bicicletta, Aisling, e ora pedala, non ti lamentare se sta bicicletta non è come volevi tu!
Sto delirando....:)
TUTTE POSSIAMO USCIRNE! TUTTE! Mi appunto anche quella, l'altro giorno sono andata ad un grande mercatino e ho comprato un'agenda per il 2010, ci appunto tutte le frasi positive, è ora che lo faccia, così nei momenti bui la leggo!
Sogni d'oro, Veggie, un bacio grande grande!

Jesse ha detto...

Non ce la faccio, non riesco a farmi aiutare, non voglio aiuto, non voglio guarire, mi sento così male con me stessa, con quello che sono.
Non c'è niente che ti può aiutare quando è te stessa che ti odia così tanto, quando ti senti così sola, stupida, brutta, inutile che non serve nemmeno provare o sforzarsi di dire basta, di lottare.

Giulio N. ha detto...

Ma come puoi fare questo? Porco ***... La mia ragazza che cazzo ti ha fatto? Non sei un dottore! Non dare consigli da dottore!Non spacciarti per dottore! Ti odio, te lo dico con il cuore. Sto con la mia ragazza da 4 anni e per colpa tua è impazzita! Tu e i tuoi video, i tuoi devastanti consigli senza contenuto! In quei video dove esponi il tuo corpo con evidente orgoglio, il tuo corpo flaccido, secco e martoriato, vestita come una bambina per fingere un'età che non hai più. L'età che possa assolvere le TUE COLPE! Il tuo esempio del cazzo ha fatto lasciare la terapia alla mia ragazza. Ce la portavo IO due volte alla settima e ne saremo usciti. Ora vuole un dietologo e sei il suo modello. IL SUO MODELLO!!! Pesa 42 kg e pensa di potercela fare con il dietologo, non mangia più niente! Turati il cesso e smetti quello che stai facendo!!!

evaluna ha detto...

Scelgo di dare voce al mio desiderio di guarire.
Scelgo di rimboccarmi le maniche, di continuare a sperare, unitamente all'ostinazione di chi non si vuole mai dare per sconfitto.
Scelgo di iniziare a camminare nella giusta direzione.
Scelgo di avvicinarmi alla meta finale iniziando a rendere il mio quotidiano piu' vivibile.
Scelgo di imparare a coesistere in modo egregio con i residuati bellici dei DCA, una volta che avro' vinto io sconfiggendoli.
Scelgo di affidarmi ancora una volta alla mia forza di volonta', che gia' in passato mi ha aiutata ad estirpare la bulimia:ne sono uscita da sola, a testa alta.
Scelgo di trovare un senso alla vita, alle cose, alle persone che mi circondano.
Scelgo di avere piu' fiducia in me stessa iniziando ad amare il mio corpo e la mia anima.
Scelgo di contrastare i pensieri negativi quando faranno capolino da un angolo
della mia testa dove sono relegati.
Scelgo di crederci.
Scelgo di risolvere i casini presenti nella mia testa per poi tornare a vivere una vita normale.
Scelgo di ascoltare la parte di me che vuole guarire.
Scelgo di non vivere piu' in superficie, ma di iniziare la discesa verso la vita vera.
Perche' sono stanca della malattia, della vita posticcia che mi offre, e delle bugie, e dei conteggi, e dei pianti, e della disperazione...
La' fuori c'è un mondo che scalpita per essere vissuto, e io scelgo di non farlo piu' aspettare.
Ti abbraccio forte Veggie

fiordimagnolia ha detto...

molto spesso però, quando quel cavolo di impulso mi dice di restringere o di attaccarmi a quel che mi ispira, io non riesco a deviarlo.. C'è stato un periodo che bene o male ci sono riuscita.. zoppicando è normale, ma qualcosa riuscivo a fare, riuscivo a domarmi.. Adesso ho proprio perso il controllo su di me.. Sono un cavallo che corre all'impazzata, senza briglie, senza sella, senza staffe.. Non riesco più a gestirmi.. Se l'omino del cervello parte per la tangente, non lo riprendo nemmeno morta.. e questo mi sfinisce perchè per quanto ci combatto, per quante lotte e litigate mi faccio in testa, non c'è verso..

Aria ha detto...

Quando sentii parlare di una delle malattie legate alla disfunzione alimentare avevo poco più do sei anni. Sentivo le maestre parlare della sorella di una mia compagnetta che aveva un problema, l’anoressia aveva colpito. Da lì ho capito perchè quella mia compagna di scuola era sempre sola, era come avvolta da una nube impenetrabile. All'epoca (19 anni fa)si considerava questo tipo di malattia come un qualcosa di inguaribile, da cui stare lontani. Si doveva provare solo pietà, ma non più di questo. Così i miei occhi da bambina vedevano questo "stare male" qualcosa da cui stare lontana. Iniziai a vedere con occhi un pò diversi quella piccola ragazzina perchè era stata etichettata la “sorella della malata”. Oggi, ormai venticinquenne, mi accorgo che all'epoca tanti sbagli sono stati commessi dagli adulti e anche inconsciamente da noi piccoli bimbi, eravamo il riflesso del comportamento dei grandi. Pochi giorni fa ho rivisto quella ragazzina ( ormai adulta), ho chiesto della sorella, ho saputo che ha avuto diversi ictus (avrà solo 29 anni) lei era triste, consapevole di aver avuto per tanti anni sulle spalle un peso molto più grande della vita stessa. in me è sorta un senso di colpa indelebile, avrei voluto che da bambina mi avessero spiegato meglio cosa stava succedendo a quella povera ragazzina, avrei voluto che le mie maestre mi avessero aiutata a capire perchè di tutto e magari lei avrebbe avuto un'amica in più. Credo che questa sia una malattia che si diffonda, in modo differente, anche ai parenti di chi è stato colpito dall'anoressia, ciò che è importante è costruire una bella trincea profonda, tutti insieme, proteggersi dai momentanei bombardamenti, poi quando il fuoco è cessato insieme: figli e genitori, nonni e nipoti alzarsi dal quel covo di protezione e sconfiggere il nemico. Non esiste guerra che non può essere vinta, non esiste nemico che non può essere sconfitto.
Un caro saluto
Aria.

Vele/Ivy ha detto...

Mi è piaciuto molto il commento di Aria. In effetti è giusto che ci sia informazione anche su questi temi "scomodi", per aiutare chi soffre di questa malattie a non sentirsi isolato, additato da tutti. Il problema c'è e la comprensione è la prima strada per aiutare gli altri.

Anonimo ha detto...

Caro Giulio N,capisco benissimo la tua rabbia.praticamente ho fatto la stessa fine della tua ragazza.ora peso 38kg.Io però ho avuto il coraggio di riprendere la terapia,solo che rischio di essere ricoverata.Spero proprio che anche lei riprenda a curarsi.Mi associo al tuo pensiero.S

Enigma ha detto...

Ehi Veggie!

Come stai?

Quando hai tempo passi da me?
C'è un invito anche per te!!

Un abraccio

Wolfie ha detto...

Per prima cosa vorrei solo dire che le parole di evaluna mi hanno davvero aperto il cuore, sono stupende, vorrei averla scritta io una cosa così!
Io penso di aver fatto la mia scelta, il mio salto del fosso, nel momento in cui ho deciso di parlare del mio dca, prima a mia mamma e poi con nutrizioniste e con psicologhe. Non è stato facile, e forse tante volte ho pensato che sarebbe stato meglio tornare indietro, ma non mi sono arresa, e non mi arrendo neanche adesso. Non so se il percorso che sto facendo mi porterà da qualche parte, ma so che la bulimia non mi avrebbe portato da nessuna parte, quindi almeno quello che sto facendo adesso è un modo per camminare.

Veggie ha detto...

@ Sissi – Grazie a te… Ma sì che ti servirà… parlare con una psicologa non può che farti bene… Non mollare… continua a combattere per te stessa…

@ Alice and my world – Grazie… mi fa sempre tanto piacere leggere le tue parole… Anche tu sei meravigliosa… molto più di quel che credi… continua sempre a tener duro…

@ Momò – Ciao Momò, innanzitutto ti ringrazio per essere passata di qui ed aver lasciato il tuo commento… Capisco perfettamente che le esperienze negative possano essere, a loro modo, “distruttive”… se fai una cosa e va male, è più che normale che poi non ti senti nuovamente invogliata a rifarla… A me è successo con il nuoto, per esempio… Però posso dire che me ne pento, mi pento di non aver riprovato ancora cercando altri istruttori, perché adesso mi trovo a non saper nuotare… Comunque, a parte questo… E’ ovvio che non ci siano strade prefissate o comunque valide per tutti… Io parlo per quella che è stata la mia esperienza, se ho fatto certe cose e ne ho avuto conseguenze positive mi sembra giusto dirlo, poi è ovvio che magari non tutte la penseranno come me, o ciò che è stato d’aiuto a me non lo sarà altrettanto per tutte… Però può essere al limite un tentativo da fare… In quanto alla seconda parte del tuo commento, sono perfettamente d’accordo con te… Non so se hai letto solo questo post o anche qualcun altro, ma più volte ho scritto che l’aspetto fisico e il cibo sono solo la “punta dell’ice-berg”… E’ la parte esteriore, visibile del DCA, ma poi è ovvio che i problemi sono ben più grandi ed a monte, ed è con quelli che bisogna relazionarci e provare a risolverli, sennò tutto il resto non risolve… Poi, certo, ognuna ha il proprio vissuto, infatti come anche ho già scritto secondo me non esiste “l’anoressia” ma “le anoressie”, una per ciascuna persona che la vive… E ognuna di noi ha perciò il suo percorso… L’importante è cercare di seguirlo in maniera non distruttiva come invece un DCA porta a fare… Un abbraccio!

@ Ilaria – Te l’ho già detto che IDEM?!... Sono io quella contenta e fortunata di averti trovata… E adesso ti tengo stretta, quindi non ti libererai più così facilmente di me… ^^”

@ skizzata – Ma per fare quello non hai bisogno di essere perfetta… Hai solo bisogno di vedere la persona meravigliosa e sensibile che, ne sono certa, sei… Devi solo scoprire quanto sei speciale… e credere di più in te stessa, perché vali molto più di quel che credi… Ti abbraccio forte…

@ mimì – Le scorciatoie sembrano sempre più facili… purtroppo le cose più giuste per noi stesse non sono mai le più facili… Hai detto tutto da sola, in effetti… Affidarsi a qualcuno, aprirsi, è sempre molto difficile… Ma, talvolta, anche necessario… E tu hai fatto benissimo a chiedere aiuto se sentivi di averne bisogno… perché da sole è difficilissimo, per non dire impossibile… In quanto alle difficoltà economiche… hai mai provato a rivolgerti alla USL del paese in cui abiti? Perché qui alla USL cui fa capo la mia zona, ci sono specialisti che lavorano gratuitamente… Quindi, magari potrebbe essere un’idea… Grazie a te per le tue parole… Ti abbraccio forte…

Veggie ha detto...

@ SRIJPB – Rendersi conto di esserne stufa è una gran cosa! Perché non poterne più di una certa situazione è il primo passo per “ribellarsi”, per reagire a quella situazione che non va più giù… Purtroppo, mi dispiace dirtelo, ma non ne uscirai da sola… credo sia impossibile uscirne da sole… Cioè, se conosci qualcuna che ne è uscita da sola, allora falla conoscere anche a me perché le voglio fare un monumento… e non sto scherzando! SE fosse facile – se fosse possibile – uscirne completamente da sole, credo che ci sarebbero meno vittime stretta nella mostra dei DCA a questo mondo… Io sono la prima a dire che se non fossi stata ricoverata 5 volte, se non avessi fatto psicoterapia, se non fossi stata sempre e anche tuttora seguita da una dietista, in questo momento non sarei qui… Da sola non ce l’avrei assolutamente fatta… Del resto, hai mai sentito di guerre vinte combattendo da sole? Proprio perché il nemico che stiamo combattendo è molto più grande e più forte di noi, abbiamo bisogno di persone esperte che combattano al nostro fianco… Proprio perché il DCA nasce da noi stesse, dalla nostra testa, e in gran parte la domina, non possiamo sperare di batterlo rimanendo totalmente sole… è una cosa persa in partenza… Per questo è necessario ed importantissimo farsi aiutare… Dalle persone “giuste” per noi, si capisce… non dalla prima psicoterapeuta di turno, ma da quella che sentiamo essere “giusta” per noi… Ma, no, questa non è una battaglia che possiamo combattere da sole… nessuna di noi può farlo… Perché se combattiamo contro noi stesse, non potremo mai vincere…
P.S.= Ho risposto con le stesse parole perché voi avete scritto più o meno la stessa tipologia di messaggio, con lo stesso significato sottostante, con la stessa rabbia malcelata, a vederne il nocciolo… Un bacione!!

@ Aisling – Purtroppo no… Un DCA rimane sempre tale, in ogni sua forma… Certo, all’inizio la sensazione di controllo c’è, è forte ed inebriante, inutile negarlo… ma è solo una sensazione, appunto, non è REALE… E prima o poi, perciò, si finisce tutte per renderci conto che quello che ci sembrava di controllare è in realtà ciò che ci controlla in misura spietata… Bene, Aisling, è arrivato anche il tuo momento di riprendere veramente il controllo, di fare in modo di controllare il DCA che fino a questo momento ha controllato te. Non c’è niente di male nell’avere una bicicletta… basta che qualcuno che è più esperto di noi c’insegni come fare a pedalare senza sbandare e cadere… perché è possibile farlo, ce lo insegnano i campioni del ciclismo… Credo proprio che con l’aiuto della dietista la situazione-cibo si normalizzerà e le cose andranno molto meglio… Te lo dico perché per me è stato così… Prima di andare dalla dietista, anch’io dicevo che ce l’avrei fatta da sola a smettere di restringere… ma era una bugia che raccontavo a me stessa… perché a quel punto la situazione col cibo non ero più in grado di gestirla in maniera “normale”… e c’è voluto quindi l’intervento della dietista (un intervento che dura tuttora) per riuscire a “normalizzare” un po’ la situazione… Sì, la dietista mi è stata di un aiuto sostanziale… Quindi credo che se troverai la persona “giusta” per te, sarà così anche per te… Hai ragione, devi pensare a te stessa… Perché se tutto ciò che hai, e devi aver cura di te… Tu vieni prima di tutto il resto, in questo momento… Concentrati sulla tua salute, perché poi a tutto il resto ci puoi sempre pensare in un secondo momento… E… certo che ce la puoi fare. ASSOLUTAMENTE.
P.S.= Grazie per avermi suggerito l’idea dell’agenda! Tra un po’ metterò anche il calendario sul blog, così potrai leggere frasi positive anche da lì! Un abbraccio fortissimo…

Veggie ha detto...

@ Jesse – Perché ti racconti tutte queste bugie? Perché l’idea di provare ad impegnarti per fare qualcosa di positivo per te stessa ti fa paura? Certo, è molto più facile rimanere a crogiolarsi nella disperazione, nell’autocommiserazione… molto più facile piangersi addosso e considerarsi la pecora nera, il caso irrecuperabile… C’è un che di masochista in questo, che nel suo modo perverso fa anche sentire bene… Lo so perfettamente, perché è una fase da cui sono passata anch’io… Perciò, ti dirò una cosa: fino a che continuerai a tirarti merda addosso, sarai sempre una merda. E più merda addosso ti tiri, più lo sarai. Puoi anche stare bene, in un certo senso, perché la merda fermenta e riscalda, ma è sempre merda. Quando sarai sincera con te stessa e arriverai ad ammettere che tutta questa merda puzza, forse comincerai a riconsiderare quello che hai scritto…
P.S.= Non ce l’ho minimamente con te e non è assolutamente mia intenzione essere offensiva… ma molto ironica, questo sì… quindi, dai alle mie parole il giusto tono… per iscritto è più difficile che a voce far risaltare i toni, purtroppo…

@ Giulio N. – Lo so che sei arrabbiato, considerata la situazione che stai vivendo è perfettamente normale, anzi, mi sembra il minimo… la tua reazione è umana: vedere una persona a cui vuoi bene “scegliere” di distruggersi ti spezza. E ti viene da piangere, e ti viene da urlare, e ti senti così piccolo e impotente che non puoi far altro che arrabbiarti... E capisco perfettamente che queste tue parole rappresentino lo sfogo di cui sentivi di aver bisogno, e hai fatto benissimo perciò a scriverle… Per parte mia, chiedo scusa se posso aver scritto qualcosa che può aver dato adito a fraintendimenti… Sono assolutamente a favore della psicoterapia, così come del monitoraggio dietetico, tant’è che io stessa per prima sono seguita da una dietista e sto prendendo contatti con diverse psicoterapeute per trovare la persona “giusta” per me per fare un nuovo percorso di psicoterapia… proprio perché ho fatto 5 ricoveri penso altresì che il supporto da parte di persone esperte sia un’arma indispensabile contro il DCA… perché non è una battaglia che possiamo affrontare da sole… proprio perché è una battaglia contro noi stesse quella che inizialmente ci ha spinto nel DCA… Nostra dev’essere la volontà di reagire e di uscirne, poiché in assenza di queste niente potrà servire… ma nel momento in cui ci è chiaro il nostro obiettivo, decidere di farsi aiutare quanto più possibile è segno d’intelligenza, maturità e responsabilità…
In ogni caso, il mio indirizzo e-mail è veggie.any@alice.it … Se ti va, mi piacerebbe aver modo di parlare con te (e/o con la tua ragazza) per cercare di spiegare meglio l’evidente fraintendimento che c’è stato…

@ Evaluna – Scegli di mettere in atto adesso tutte le tue scelte. Perché sono quelle scelte che ti porteranno esattamente dove vuoi arrivare. Sei una persona forte, intelligente, coraggiosa, e non c’è alcun motivo per cui tu non debba riuscire nei tuoi obiettivi. Io faccio sempre il tifo per te… Non mollare mai…

@ fiordimagnolia – Ehi, ehi, aspetta un secondo… hai detto che c’è stato un periodo in cui ce l’hai fatta… Te ne rendi conto?!... Se ce l’hai fatta, significa che puoi farlo di nuovo. Non pretendere troppo da te stessa, non pretendere che inizi dall’oggi al domani, ma se ce l’hai fatta una volta non c’è alcun motivo per cui tu non possa farcela di nuovo… Fatti aiutare, se senti che è di questo che ne hai bisogno… E, in ogni caso, non arrenderti… Se l’omino parte per la tangente, tu forse non puoi arrestarlo, ma puoi sempre corrergli dietro… Perciò, prendi fiato e vai… Vedrai che a poco a poco lo raggiungi, lo fermi, e lo trascini dalla tua parte…

Veggie ha detto...

@ Aria – Ciao Aria, benvenuta! Ti ringrazio tantissimo per le tue parole che mi hanno fatto davvero riflettere… Tra l’altro, mi trovo perfettamente d’accordo con quello che scrivi… Come ho diverse volte ripetuto, il cuore del DCA è il silenzio… per questo sarebbe importante romperlo. Purtroppo, per quella che è l’impostazione della società attuale, prevale il perbenismo e il “fare buon viso a cattiva sorte”… Hai ragione, una buona rete sociale potrebbe essere un importante primo passo per arginare il problema… Purtroppo c’è molta gente che non sente o, ancora peggio, che non vuol sentire… Come ogni malattia, è ovvio che anche il DCA finisca per “riflettersi” in qualche modo su chi sta intorno alla persona che ne è affetta… ma questo può essere anche un punto di partenza per darsi una mano… Ricambio l’abbraccio e grazie ancora per e tue parole…

@ Vele/Ivy – Concordo pienamente… L’unica cosa che vorrei aggiungere, è che nel momento in cui si volesse fare informazione, la facessero nel modo giusto… Perché altrimenti rischiano di fare ancora più confusione…

@ S – So quanto l’idea di un ricovero possa spaventare… ne ho fatti 5, e ogni volta avevo paura come fosse la prima… Però, prova a cercare di cogliere l’opportunità oltre la paura… e, se ti va, fai un tentativo… alla peggio, se provi e vedi che proprio non fa per te, puoi sempre chiedere la dimissione… una clinica non è un carcere… In ogni caso, qualsiasi cosa farei, ti faccio un in bocca al lupo!

@ Enigma – Ma certo che passo! E me lo chiedi pure?!... Appena ho un attimo di tempo sarai la prima da cui passerò! Un abbraccio forte…

@ Wolfie – Ma che ti dico io se dici sempre tutto da sola? Sì, Wolfie continua a camminare… è l’unico modo per arrivare da qualche parte… e se non è il posto che desideravi, puoi sempre ricominciare… del resto, tutta la vita è un viaggio… e l’importante è non dire mai che siamo arrivate… Ti abbraccio forte…

Anonimo ha detto...

Cara Veggie sono francesco, un ragazzo k soffre di DCA da anni e lotto tutti i giorni contro questo male proprio come voi....
ho visitato il to blog e mi piace moltissimissimo....!
una sola cosa... ricodati che di questi disturbi soffrono anche gli uomini e, non so se sia una tua particolare scelta, ma penso che aprire il tuo spazio anche a noi sia davvero una cosa grandiosa....
ora non so se tu sia daccordo, però volevo dirti che quest'ulteriore cosa contribuirebbe a farci (noi uomini con DCA) sentire meno diversi di quello che già ci sentiamo quando i grandi guru dei dca ne parlamìno esclusivamente al femminile.... a me personalmente mi fa stare molto male anche perchè chiunque ne parli ci descrive come degli effeminati o dei gay senza offendere chi lo è davvero) quando non è così..... puoi contattarmi quando vuoi... e scusa se sono stato troppo critico nei tuoi confronti, sei davvero GRANDE!!! un bacio, Francesco

Veggie ha detto...

@ Francesco – Ciao Francesco, e benvenuto!... Mi ha fatto davvero piacere leggere il tuo commento… E figurati se sei stato troppo critico, ci mancherebbe, fossero queste le critiche… Anzi, viceversa, mi ha fatto davvero molto piacere leggere le tue parole e avere così modo di confrontarmi con te… Se nel mio blog parole sempre al femminile è perché, prima del tuo passaggio, ho avuto “commentatrici” unicamente donne… Il che è abbastanza ovvio perché, anche statisticamente parlando, è più facile trovare una ragazza affetta da DCA piuttosto che un ragazzo… E, magari, c’è da mettere in conto anche il fatto che i ragazzi sono più restii a leggere/commentare blog in cui si parla di questo, esponendosi in prima persona come invece hai coraggiosamente fatto tu… (chapeaux…!!)… Per questo mi rivolgo quando scrivo essenzialmente al femminile… Ma non voglio escludere nessuno, ci mancherebbe!, anzi, mi fa estremamente piacere che ci sia anche tu e che voglia unirti alla lotta ai DCA inesieme a me e alle alte persone… Certo, lo so che anche nei maschi esiste il DCA… e magari ne fossero esclusi… Io stessa in 2 dei miei 5 ricoveri ho conosciuto 2 ragazzi… Quindi lo so che, purtroppo, è una problematica che coinvolge tutti… E non c’è sesso che tiene di fronte alla sofferenza che un DCA apporta, non c’è più distinzione… Quindi, ti dico semplicemente che la mia “scelta” di parlare al femminile è semplicemente perché la stragrande maggioranza delle mie lettrici/commentatrici sono ragazze… Ma tu, tutti i ragazzi, chiunque qui è il benvenuto… Perché quando si combatte contro un DCA non conta nient’altro che il comune obiettivo… Spero di rileggerti presto!... Un abbraccio forte…

 
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