Come gli alchimisti trasformavano il ferro in oro… voi potete trasformare l’oscurità in luce. Siete tutte benvenute.

lunedì 30 novembre 2009

Domanda #8: Rivelare l'anoressia

La 8^ domanda è quella che mi rivolge Stella:

“Quand’è il momento giusto per rivelare agli altri che si è anoressiche? Non voglio che i miei amici pensino che sono una bugiarda o che non mi fido di loro – perché oggettivamente l’anoressia costituisce una grossa fetta della mia vita e del mio passato, e non parlargliene affatto diventa sempre più difficile – però non voglio neanche spaventarli o farli fuggire…”

In uno dei miei post precedenti una volta ho parlato di “Intuitive Eating”… bene, in questo caso prova l’ “Intuitive Speaking”!
Seriamente.

Sono completamente dell’idea che sei tu stessa a dover sentire quand’è il momento giusto, senza stressarti fissandoti su come e quando dirglielo. Quando stai parlando con i tuoi amici e viene fuori qualcosa che ti fa sentire voglia di aprirti, te ne renderai conto. Puoi anche non parlarne ma un giorno, quando sarai con loro, semplicemente sentirai che è arrivato il momento giusto per farlo.

Forse temi che il momento giusto possa non arrivare mai. Se la tua mente non ti sta chiedendo di parlarne, allora spengila – vai avanti con la tua intuizione – e aspetta tanto a lungo quanto lo senti necessario. Se l’amicizia che vi lega è un’amicizia forte e sincera, se ti fidi davvero di loro, ma ugualmente ti sembra che il momento giusto non arrivi mai, prova ad analizzare i tuoi sentimenti e le tue paure, e a chiederti qual è il vero motivo che ti frena.

Le preoccupazioni, ovviamente, sono inevitabili: è inevitabile chiedersi se qualcuno non penserà che sei matta. E questo semplicemente perché parlare a qualcuno dell’anoressia è una cosa troppo profonda e personale per prenderla alla leggera. Ma se sei recettiva verso gli amici che ti circondano, saprai quale sarà il momento giusto per parlarne… e saprai anche che cosa dire… e se loro non lo accetteranno come parte di te, o penseranno che sei matta, significa semplicemente che quegli amici non sono poi così tanto “amici”. Lo so che è difficile accettarlo, ma è la verità. Se parlerai dell’anoressia, forse alcune persone se ne andranno. Ma quelli che resteranno al tuo fianco saranno i tuoi VERI amici, pronti a comprenderti e a supportarti in ogni momento.

Il miglior consiglio che mi sento di darti è di non pensare all’anoressia come a un qualcosa di cui devi vergognarti. E’ parte della tua vita e del tuo passato, ed è ovvio che dovrai lottarci per tutta la vita. È come se qualcuno a cui tieni ti parlasse della sua infanzia e ti dicesse che, per esempio, è stato/a vittima di atti di bullismo, e come la sua vita è cambiata da quel momento in poi. È esattamente la stessa cosa, anche se su un oggetto differente, sai?! Ciascuno ha qualcosa nella sua vita che teme di condividere con gli altri. Ciascuno ha i propri segreti.

Adesso voglio andare un attimo fuori tema rispetto alla domanda che mi ha rivolto Stella. Penso che molte di voi, ragazze, possano riconoscersi in quello che sto per scrivere, che è comunque strettamente interconnesso alla domanda di questo post.

Un’altra cosa importante del rivelare l’anoressia alle persone che ci vogliono bene, è che questo può cambiare la qualità della relazione: nessuna è perfetta e quasi sicuramente tutte andremo incontro a delle ricadute, prima o poi. Ecco, nei momenti più difficili può essere davvero d’aiuto avere qualcuno vicino che sa come stanno le cose e che è pronto a dare una mano, soprattutto se è una persona cui si vuol bene e che ci vuol bene.

Certo, rivelare al mondo l’anoressia non aiuterà magicamente a progredire sulla strada del ricovero, anche perché molto spesso la gente ha idee preconcette e negative sui DCA, per cui parlarne su larga scala può rivelarsi controproducente. Tuttavia, la cosa più importante è essere oneste con noi stesse, o non arriveremo da nessuna parte. E, talvolta, l’essere oneste con noi stesse comprende l’essere più aperte ed oneste nei confronti delle persone più care della nostra vita. Ovviamente, decidere di combattere contro l’anoressia giorno dopo giorno dipende SOLO da NOI. Tutti gli altri non sono che un supporto… o un’istigazione. Se si segue una terapia, lo psicoterapeuta è in qualche modo “coinvolto” nel nostro processo di ricovero, ma non è costituente del processo stesso, che è quello che si realizza dentro di noi; lo psicoterapeuta è semplicemente un figura che ci aiuta e ci offre le sue competenze al riguardo. Allo stesso modo, un/un’ amico/a è “coinvolto/a” nel nostro processo di ricovero, ma non è costituente del processo stesso, che è quello che si realizza dentro di noi; un/un’ amico/a è semplicemente una figura che ci ascolta, ci supporta e ci sta vicino.

Il cuore dell’anoressia e dei DCA in generale è il silenzio – per quelli che sono i pregiudizi della maggior parte della gente nei confronti dei DCA e perché riuscire a non parlarne con nessuno ci fa sentire che abbiamo il “controllo”. Forse, perciò, parlarne con una persona cara può essere un ottimo modo per cominciare a spezzare il circolo vizioso.

Tornando a bomba…
Un’altra domanda che balza in mente quando si decide di rivelare l’anoressia è: con che mezzo farlo? Bisogna proprio dirlo a voce? Faccia-a-faccia? Perchè non scriverlo? Tramite lettera? Tramite e-mail? Facendosi aiutare da qualcun altro che già sa?

Ecco, io penso che occorra farlo nel modo che ci è più congeniale e meno ansiogeno. Bisogna cercare di non farsi prendere dall’agitazione. Ma, ogni tanto, c’è anche bisogno di chiudere gli occhi e saltare. Tuffarsi. Mostrarci veramente per quelle che siamo. I veri amici ci amano a prescindere dal nostro vissuto, e ci vogliono reali, non maschere. E ricordate sempre: mai fasciarsi la testa prima d’averla battuta! Le paranoie che ci facciamo sono sempre molto peggiori dei successivi fatti reali. Quante volte è capitato di immaginare l’epilogo di una situazione e di stressarci, innervosirci e spaventarci… ma poi, quando la cosa è effettivamente successa, si realizza che non era poi così terribile come l’avevamo immaginata?! Sono solo le nostre proiezioni mentali che ci fanno paura. Quello che segue, è il sollievo.

Io sto combattendo contro l’anoressia, sto percorrendo la mia strada del ricovero, e secondo me questo è un viaggio estremamente personale… non ci sono 2 viaggi che siano uguali. Perciò, anche nel momento in cui si decide di rivelare l’anoressia, non c’è una soluzione univoca: la modalità giusta per una persona può non esserlo per un’altra. Ognuna di noi ha passato esperienze diverse ed ha un differente background… e la parola “ricovero” ha un significato differente per ciascuna di noi. Io posso dare dei consigli, ma poi sta a ciascuna di voi decidere quando, come e a chi rivelare l’anoressia.

Non c’è un “momento giusto” in assoluto. O meglio, il “momento giusto” c’è, ma è diverso per ciascuna di noi. Ed è un momento che va semplicemente sentito. Siate sicure di voi stesse. Dite solo quello che vi sentite di dire. E se la persona a cui l’avete detto non ha una reazione corretta, non vi scoraggiate: semplicemente, non ne valeva la pena. Non era abbastanza per voi. Non era pronto/a a voi. Noi possiamo conoscere solo quanto concerne noi stesse. Non possiamo indovinare cosa gli altri diranno, faranno o penseranno. Dobbiamo seguire la nostra intuizione, respirare profondamente, e avere la speranza che le cose vadano come devono andare.
Dentro di voi, sapete già cosa c’è da fare. Seguite il vostro istinto e la vostra intuizione.

21 commenti:

La Ely ha detto...

Gli altri, il mondo...difficile confrontarsi ed aprirsi.
Ancora più arduo trovare chi ti ascolti sul serio, qualcuno a cui importi ciò che ti succede.
Personalmente ho trovato molte persone pronte ad apporre etichette su di me, altre che, miracolosamente, mi hanno ascoltata senza pregiudizio alcuno. Magari poi mi hanno anche dato della stupida (e lo ero per certi versi), ma senza giudicarmi.
Un cantante che amavo molto alle medie diceva che "Un amico vero ti manda anche a 'fanculo, ma non ti ferisce".
Il punto è che chi ha dei problemi di DCA ha anche dei problemi a relazionarsi con l'Altro, col mondo e le sue aspettative ed è fondamentale trovare invece un appoggio, un ponte umano che ci connetta con il reale ed escluda il nostro ideale purtroppo spesso distorto.
Aprirsi è una scommessa, ma è essenziale, magari non subito, ma ad un certo punto del cammino.
Serve anche a mettersi alla prova, a capire che necessariamente arriva il momento in cui il nostro mondo interiore va esposto all'Esterno.
Certo, ad una parte selezionata del nostro mondo perchè la fragilità dell'Io è nota, ma va fatto, è un primo passo che può dare moltissimo.

Vele/Ivy ha detto...

Domanda interessante, non ci avevo mai pensato...
Credo che, una volta giunto il momento, la cosa migliore sia dirlo a voce o magari con una lettera, se a tu per tu è troppo difficile. Invece via mail mi sembra più "distaccato", mi metto nei panni di chi dovesse ricevere una tale comunicazione. Comunque raccontare una cosa tanto personale e problematica è un segno di fiducia nei confronti della persona scelta per la confidenza, e anche un primo passo per chiedere aiuto a persone amiche, secondo me.

Aisling ha detto...

Il momento giusto è arrivato,Veggie... Ieri sono esplosa definitivamente, la voragine si è finalmente rotta ma questa volta non ha lasciato desolazione ma FORZA! Anche se mio padre per adesso non è d'accordo, mia mamma ha deciso di portarmi da un dietista..Ha detto che mi porta di peso, finalmente un pò di sicurezza! Non posso andare avanti così,non solo la mente ma anche il mio corpo ne sta uscendo distrutto e non è giusto.. Ho chiamato una vecchia compagna delle medie, chiedendole di uscire, è rimasta sorpresa ma ha accettato..Sto tornando a fare piccole cose,per riappropriarmi di me stessa...Domani è il primo dicembre, un tempo era il mio mese preferito, l'inverno, il Natale, le gonnelline scozzesi, l'albero, il presepe, la colletta alimentare in chiesa, la neve... Andavo pazza per queste cose.. E forse posso recuperarne alcune...Ho ripreso a ad ascoltare musica, a rispondere alle telefonate,a sistemare la stanza, a raccogliere oggetti abbandonati per vedere quali segni mi mandano da lassù, ho letto qualche pagina di un libro e ho studiato storia.. Ho fatto fatica ma devo sforzarmi.. Gli incubi continuano a tormentarmi, per quelli ci vorrà tempo...
Sabato sono andata a fare la colletta alimentare, è pazzesco quanto cibo sprechi ogni giorno e c'è gente che non ha a sufficienza.. Ho distribuito volantini dell'iniziativa e ho osservavo la gente, le famiglie che andavano a fare la spesa..Da alcuni di loro ricevevo persino un sorriso, in quel momento la giacca era superflua.. L'essere umano ha bisogno delle persone, non può farcela da solo..Domani affronterò a testa alta tutti i commenti della compagna di banco! E magari qualche rispistina ci sta, perchè no? NOn ho mai avuto la lingua molto lunga,me la devo fare crescere un pò...
Ti abbraccio forte, Veggie e grazie di esserci sempre!

Anonimo ha detto...

L'importante è riuscire ad uscire fuori dal silenzio perché è già un passo verso la guarigione..
Un abbraccio.
Pachucha.

Musidora ha detto...

"Il punto è che chi ha dei problemi di DCA ha anche dei problemi a relazionarsi con l'Altro, col mondo e le sue aspettative ed è fondamentale trovare invece un appoggio, un ponte umano che ci connetta con il reale ed escluda il nostro ideale purtroppo spesso distorto".

Quoto quanto sovrascrive LaEly.
Sostanzialmente il DCA per me è legato ai problemi di relazione con gli altri,il mondo e me stessa.

Pupottina ha detto...

per chi è anoressico e ne è consapevole, credo che sia una delle cose più difficili da fare e da ammettere....
ma è giusto chiedere aiuto il rpima possibile...
buona serata

SRIJPB ha detto...

...è davvero difficile parlare agli altri di queste cose...io ci ho provato ma asono rimasta scottata...è successo così...un giorno...eravamo in palestra io e una mia amica...e non so come cazzo mi sia venuto in mente di aprirmi e parlarle...sul momento mi sembrava mi capisse,perchè anche lei aveva avuto di questi problemi...cioè...mi ha detto che mangiava e vomitava...ma l'ha fatto sl x un mese da qll che mi ha detto...beh fatto stà che poi la questione è finita li...un giorno però abbiamo litigato...e molto casualmente dopo un paio di giorni lo sapevano praticamente tutti...ha usato questa cosa per allontanarmi dagli altri...e tu non sai quanto male ci sono rimasta...quindi scusa ma quesa volta ti contraddico...secondo me la cosa migliore è il silenzio...in questi giorni sta andando maluccio...mia madre ha comprato il calendario dell avvento(vorrei buttarlo fuori dalla finestra),ho ripreso a restringere e ogni volta che sgarro un minimo mi taglio per ricordarmi che gli errori si pagano,con mia madre non parlo più...e non vado più a scuola,xk in queste condizioni non mi faccio vedere in giro...non so più che fare!!!!!
PS:cmq la storia l'aveva scritta mia sorella per me...me l'ha lasciata sul cuscino prima di partire per milano...

Ilaria ha detto...

...io non l'ho mai "detto"...
chi c'era, chi era presente (e non solo in senso fisico-spaziale) l'ha capito da solo, senza particolari rivelazioni...
il TUTTO lo sanno solo la mia famiglia - che se n'è accorta per ovvi motivi raggiunto un certo livello - una mia amica e quello che era il mio ragazzo.
Dopo anni, nemmeno i miei compagni di classe sanno di preciso cos'ho avuto...
se le persone non se ne accorgono (e quando una pesa poco si vede, quando salta i pasti si vede, quando è esonerata da tutte le attività possibili si vede...) vuol dire che non guardano abbastanza. Io sono sempre stata davanti ai loro occhi...
ma loro non li hanno aperti!

Wolfie ha detto...

Parole sante, Veggie, parole sante!
Io sono stata tanti anni in silenzio, divorata dalla bulimia senza parlarne con nessuno. Mi dicevo che se non ne parlavo allora magari me l’ero immaginato e la bulimia non esisteva veramente. Mi sembrava che finché tenevo la cosa per me, significava che era una cosa “arginabile”, non così grave. Poi però le cose si sono spinte talmente tanto oltre che ho finito per parlarne con i miei; all’inizio è stato devastante, ma poi mi sono accorta che mi sono stati davvero d’aiuto, aiutandomi anche nella scelta della psicoterapia, e che se non ne avessi parlato probabilmente adesso non sarei neanche qui a scrivere questo.
Poi, recentemente ne ho parlato anche con il mio ragazzo. Non c’è stato un momento preciso in cui ho deciso di dirglielo, non è stato programmato, è venuto così, con nonchalance, ho sentito che era il momento giusto e le parole mi sono uscite con naturalezza. Eravamo a casa sua e all’improvviso mi è venuto naturale dirgli “Vorrei dirti una cosa di cui non ti ho mai parlato prima: soffro di bulimia, adesso le cose vanno meglio, sono in psicoterapia e ho una nutrizionista, ma in passato sono stata veramente molto male”. Così lui mi ha chiesto ovviamente delucidazioni, e io gli ho parlato un po’ del mio passato e del mio percorso. Non proprio tutto, comunque gli ho parlato e gli ho raccontato più nello specifico un po’ della mia storia. Lui è stato molto comprensivo, e adesso sapere che lui sa la verità mi aiuta molto perché non c’è più niente che devo fare di nascosto o devo tenergli nascosto nel nostro rapporto. Quindi, appoggio quello che dice Veggie: non importa il mezzo con cui lo si fa, ma bisogna parlarne, o scriverne, o comunque in qualche modo dirlo, perché poi ci si sente meramente più “leggere”, più comprese, e sapendo di essere appoggiate diventa anche più facile affrontare il DCA.
Un bacio speciale a tutte!

evaluna ha detto...

Fortunatamente i miei piu' cari amici, che posso contare su meno di tre dita, li conosco da tutta la vita e per loro non ho alcun segreto da rivelare.
Mi dicono che per loro sono un libro aperto, anche quando non parlo lo capiscono dai miei occhi come sta andando.
In effetti il problema sorge quando instauro nuove conoscenze, nel momento in cui i rapporti si approfondiscono.
In passato ho provato a superare ogni timore provando a parlare dei miei problemi alimentari, ma quasi mai ho trovato qualcuno che fosse veramente disposto ad ascoltare, o che ascoltasse senza strabuzzare gli occhi.
Quindi ora sono molto piu' frenata.
Perfino quando il discorso non parte da me ma dagli altri, nel notare la mia magrezza un po' eccessiva e qualche titubanza a tavola.
Pero' non colgo la palla al balzo, preferisco che di me non conoscano altro che la parte sana.
Quella malata preferisco condividerla con chi ci e' passato e puo' consigliare e capire, ma non giudicare senza cognizione di causa.
Anche per me si tratta di un viaggio strettamente personale.

Anonimo ha detto...

Alt, al tempo.
Parlarne? Non scherziamo.
E con chi cazzo si dovrebbe parlare?
Con gli stronzi fotutti in camice bianco? A quelli interessa solo appiccicarti una schifa di etichetta e continuare a leggerla all’infinito per non capire una sega di nient’altro, tanto che minchia gli frega a loro? E li pagano pure, i bastardi.
Con la cazzo di gente? Sempre pronta a giudicare, a condannare, a tacciarti come diversa solo per avere un maledetto capro espiatorio su cui sfogare i loro rancori repressi per l’insoddisfazione delle loro schife di vite che non riescono a gestire come vorrebbero, e allora vomitano merda sugli altri per non vedere quella che ricopre loro stessi. Patetici.
Non c’è un cazzo di nessuno con cui si può veramente parlare. Tanto partono tutti con le mani avanti, cazzutissimi prevenuti.
Se ne parlassi, mi mostrerei una stupida debole. Che vedano quello che vogliono, io non l’ammetterò mai, neanche sotto tortura. Che vadano a giudicare qualcun altro, che si fottano tutti. Io non sono una debole, io non cedo. Io non ho bisogno di parlarne. Io sono in grado di andare avanti da sola.

Jonny

Anonimo ha detto...

Alt, al tempo.
Parlarne? Non scherziamo.
E con chi cazzo si dovrebbe parlare?
Con gli stronzi fotutti in camice bianco? A quelli interessa solo appiccicarti una schifa di etichetta e continuare a leggerla all’infinito per non capire una sega di nient’altro, tanto che minchia gli frega a loro? E li pagano pure, i bastardi.
Con la cazzo di gente? Sempre pronta a giudicare, a condannare, a tacciarti come diversa solo per avere un maledetto capro espiatorio su cui sfogare i loro rancori repressi per l’insoddisfazione delle loro schife di vite che non riescono a gestire come vorrebbero, e allora vomitano merda sugli altri per non vedere quella che ricopre loro stessi. Patetici.
Non c’è un cazzo di nessuno con cui si può veramente parlare. Tanto partono tutti con le mani avanti, cazzutissimi prevenuti.
Se ne parlassi, mi mostrerei una stupida debole. Che vedano quello che vogliono, io non l’ammetterò mai, neanche sotto tortura. Che vadano a giudicare qualcun altro, che si fottano tutti. Io non sono una debole, io non cedo. Io non ho bisogno di parlarne. Io sono in grado di andare avanti da sola.

Jonny

Enigma ha detto...

arrivati a un certo punto non c'è bisogno di parlare...
Perchè è evidente!

A me l'hanno proprio spiattellato in faccia... gente con cui non ho nemmeno un rapporto di amicizia mi ha spudoratamente chiesto: Ma sei anoressica?
Che disagio!

Che poi... la gente ha delle idee completamente sbagliate e superficiali sull'argomento...

Cmq Io, oltre alla paura dei giudizi... Non volevo proprio ammetterlo di aver dei problemi con il cibo!

direi che... io riesco ad aprirmi solo con voi!

Tsuyoi ha detto...

Su questo punto io sono molto indecisa. L'unica persona che sa del mio 'problema' lo sottovaluta parecchio, stupendosi in maniera quasi sarcastica quando gli dico di aver mangiato qualcosa, o in maniera abbondante, e mettendo il muso quando, come accade quasi sempre, il mio piatto resta vuoto, anche davanti ad altri che, puntualmente, si accodano alla sua aria contrariata. Quindi quel che penso io è che si debba scegliere accuratamente le persone a cui rivelare una fetta così grande di sè, perchè si corre il rischio di sentirsi sottovalutate, o ignorate e, per un meccanismo cardine di questa malattia, si peggiorano le cose per, al contempo, sparire e farsi vedere.

Alice and my world ha detto...

Già...già l'energia della sopravvivenza che quando meno te lo aspetti...ti cattura, ti prende con sè...ti fà sentire in grado di affrontare ogni nemico e ogni avversità. Giornate energiche,
Spirito combattivo affascinante.
Delirio di onnipotenza segreto.
Ciau e grazie di passare sempre da noi.
Te l'abbiamo mai detto?
Sei una grande davverO!
Ciau iO-black mamba- e Alice

Occhi di Notte ha detto...

Ti faccio i miei complimenti. Finalmente un blog che non incita all'anoressia ma ne parla in modo diverso. raccontare la storia è un modo per condividere e aiutarsi.

Aisling ha detto...

Veggieeeeeeeee! Hai ragione su tutti i fronti! Mulino Bianco compreso! Mi rendo conto di essere un pò schiava di questa società, le ragazze di oggi, non tutte ma troppe di loro, sembrano fatte con lo stampino, cercano di essere tutte uguali e si nascondono sotto questa protezione.. Mio padre punta molto su quella che lui chiama salute, dice che a mangiare poco ma le cose giuste si vive di più e che si è in salute solo da magri e bisognerebbe eliminare i dolci, il problema è che non ci riesco, poi secondo me qualche soddisfazione bisogna concedersela, la vita non è tutta sacrificio..Penso che le tue parole lo faranno riflettere!
Un bacio grandeeeeeeeeeee!

.fighter. ha detto...

Ciao veggie...come al solito i tuoi post sono molto utili e sei sempre cosi vicina U.U
Anch'io credo k le parole servano molto, anzi che occupino un ruolo FONDAMENTALE.
pErchè appena ne parli ammetti k hai un problema e, magari implicitamente, stai già chiedendo aiuto.
E l'aiuto, il contatto reale, quello non attraverso un monitor e una tastiera, è tt un'altra cs..
Anch'io fino a qlk mese fa credevo k il mio DCA, essendo un MIO problema, me lo sarei risolto da sola.
Non è cosi purtroppo.
Perchè il DCA, come ho scritto a Brit qlk gg fa, si riversa sul mondo esterno x forza di cose, sul nostro modo di rapportarci ad esso e di agire.
Semplicemnete xk noi in quel mondo c siamo dentro, ank se ad un certo punto sembriamo estranearcene, alienarci.
Da qnd ho iniziato la terapia mi sn resa conto l'importanza di affrontare qst problema, di dirlo agli altri, senza vergogna. Ovviamente non spiattellarlo a mezzo mondo, ma parlarne aiuta davvero tanto.
Se non altro ki è intorno a te sa cs ti succede e può trovare una chiave x aiutarti..
Ti abbracciO forte Veggie!
Natale si avvicina=)=) e cosi il nostro incontro=)
ps: davvero studi medicina???? cosa????=)

Veggie ha detto...

@ La Ely – Aprirsi agli altri penso sia una delle cose più difficili del mondo… perché implica il mostrare le proprie fragilità… lo “scoprire il fianco” come dice il mio maestro di karate… Certo che quando una cosa è personale non con tutti ci si sente di aprirsi, ed è anche giusto che sia così… ma poi si trova una persona, fosse anche una soltanto, con cui vale la pena di farlo… ed è quella persona che potremo chiamare davvero amica… Qualcuno che non giudica… che magari neanche capisce, però comprende… e se anche ti manda a quel paese, è comunque sempre pronto a camminare al tuo fianco, nel bene e nel male…

@ Vele/Ivy – Parlarne secondo me è fondamentale perché serve a rompere il silenzio che caratteristicamente circonda un DCA facendolo apparire con un tabù… ed il cuore del DCA è proprio il silenzio… per questo è importante rompere il silenzio… Ma, ovviamente, questo nel momento in cui ci si sente pronte e si ha di fronte la persona “giusta”… Perché se qualcuno sa, e quel qualcuno ci aiuta o quantomeno ci appoggia, sarà più facile combattere…

@ Aisling – Eccoti qui, finalmente… La tua vera voce, i tuoi veri desideri, le cose che davvero ti piace fare… La tua lotta PER te stessa… e questo è bellissimo, Aisling, davvero bellissimo… Fai bene ad andare da una dietista, penso sia davvero una cosa giusta da fare… o sono seguita da tanti anni da una dietista, e per me è davvero un punto di riferimento e un grande aiuto… Tuo padre non è d’accordo? Se ne farà una ragione: tu devi pensare a te stessa e a quello che è giusto per te e che può aiutarti a stare meglio… Tu vieni per prima, tutti gli altri, tuo padre compreso, vengono dopo… Se lui ha i suoi timori, non è giusto che li riversi su di te… Tu segui quello che ti senti di fare, che sarà sicuramente la cosa migliore… E poi esci con le amiche, fai la colletta alimentare, tutto ciò che ti aiuta e ti permette di riassaporare a poco a poco la vita… La forza ce l’hai tutta… adesso devi solo, a poco a poco, tirarla fuori… Stai camminando nella giusta direzione… questa è la strada della luce… Continua a percorrerla… e, giorno dopo giorno, l’oscurità non sarà che un ricordo… Ti abbraccio!

@ Pachucha – E che passo!... Davvero un grande passo… molto coraggioso…

@ Musidora – Dici “per me”… ma penso che sia così per tutte… Il problema non è il peso, quello è solo un palliativo, una scusa, una conseguenza… non è col nostro corpo che cerchiamo disperatamente di trovare un equilibrio e un armistizio… è con la nostra interiorità, e il nostro modo di rapportarci al mondo esterno…

@ Pupottina – Sì, confermo, è una delle cose più difficili… Ci vuole tanto coraggio per farlo… Ma poi è innegabilmente utile… direi che il gioco vale decisamente la candela…

@ SRIJPB – Leggi bene il tuo stesso commento… e ti accorgerai che non mi sta contraddicendo affatto! Se leggi bene il mio post, infatti, ti accorgerai che io stessa ho scritto che non tutte le persone vanno bene per parlarne… Forse, quella persona che consideravi tua “amica”, in realtà proprio così “amica” non era… E il suo successivo comportamento ne è la più palese dimostrazione… Il fatto che però questa ragazza si sia comportata così, non significa che lo farà anche il resto del mondo… Devi solo tenere gli occhi bene aperti e selezionare con più cura la persona “giusta” per te… quella con cui veramente potrai parlarne, e sarà pronta ad ascoltarti e ad accoglierti senza giudicare… Non sarà facile trovare quella persona, ma c’è, credimi… Dici che non sai più che fare… Ti do un piccolo suggerimento: non mollare e ricomincia a combattere! Anche perché, più ti fai male, più peggiorerai le cose, per cui… che ne dici di riprovare a volerti un po’ più bene?!... Ti abbraccio forte…

Veggie ha detto...

@ Ilaria – Un conto è lasciare che gli altri se ne accorgano (e penso che, quando si raggiunge un certo sottopeso, è ovvio che gli altri, in un certo qual modo se ne “accorgano”…), altro paio di maniche è la decisione conscia e volontaria di parlarne con qualcuno… E’ ovvio che la maggior parte della gente che ci sta intorno, anche se e ha di fronte agli occhi, certe cose non le vede perchè non le vuole vedere, non saprebbe come affrontarle e ne ha paura… Non è questo il genere di persone con cui dobbiamo parlarne, poiché probabilmente continuerebbero a tenere la testa sotto la sabbia anche ad ammissione esplicita… E’ con le persone che ci vogliono bene e che sono pronte, anche da esterne, ad affrontare questo duro viaggio insieme a noi che bisogna aprirci… perché solo così il dialogo può essere costruttivo, e il rapporto con gli altri davvero d’aiuto… Ti abbraccio forte…

@ Wolfie – Grazie per le tue parole, tesoro… La tua esperienza è sempre preziosissima… Penso che parlarne sia, a suo modo, lacerante… ma può anche aprire uno squarcio che ci permette di dare un’occhiata verso un universo molto migliore che senza quello squarcio non avremo mai notato, no?!... Continua sempre a combattere così e non mollare mai, eh!...

@ Evaluna – Guarda, già il fatto che tu abbia degli amici per cui sei un libro aperto… fosse anche un solo amico, una sola persona, vuol già dire tantissimo… Perché significa che hai comunque vicino persone che sono pronte a supportarti e a sostenerti nei momenti di difficoltà… e questo serve sempre tantissimo… Certo, con le nuove conoscenze il discorso è differente… è ovvio che non bisogna attaccare i cartelli… Un DCA è una cosa molto profonda e personale, se si decide di parlarne con qualcuno dev’essere comunque un qualcuno che gode della nostra fiducia… e la fiducia non è un qualcosa che si dà al primo sguardo… Quindi, credo che il tuo comportamento sia più che normale… Anche perchè chi non c’è passato e non è veramente disposto a comprendere, non può capire… Quindi, meglio parlarne con gli amici veri… Un bacio!

@ Jonny – E allora, se è vero quello che dici, io ti lancio una provocazione: non è che il non parlarne ti fa sentire sicura, protetta? Non è che in realtà è per questo che non ne parli? Se trovassi una persona disposta ad ascoltarti senza giudicarti… ne parleresti? Non pensi che sarebbe un sollievo?... Io credo sia l’anoressia a farti parlare così… A dirti che devi tenere tutto per te… Come ho già scritto altrove, invece, io penso che il cuore dell’anoressia sia proprio il silenzio… ed è per questo che, per avere la meglio su di lei, bisogna iniziare a romperlo…

@ Enigma – Penso che il decidere intenzionalmente di parlarne sia cosa ben diversa da quando gli altri te lo fanno notare… cosa che, innegabilmente, spesso avviene con molta indelicatezza perché chi è esterno al problema proprio non riesce a vederlo… ed è inevitabile, perciò, che si fermi all’apparenza, a ciò che c’è di più superficiale… Ammettere di avere un problema, di qualsiasi tipo esso sia, è estremamente difficile, sono d’accordo con te… ma riconoscerlo è il primo passo per risolverlo… Se tu riesci a parlare qui con me, con noi, del tuo DCA, questo è già un primo passo… e vedrai che, piano piano, anche intorno a te riuscirai a trovare le persone “giuste” con cui aprirti e da cui farti dare una mano…

Veggie ha detto...

@ Tsuyoi – Sono perfettamente d’accordo sul fatto che bisogna fare una selezione accurata sulla persona cui dire determinate cose… è una parte molto profonda di noi, è normale che non la vogliamo “dare in pasto al mondo”… (per l’appunto!...) Quello su cui forse dovremo soffermarci un attimo a pensare è che non è necessario far vedere esternamente che stiamo male per essere legittimate nel nostro dolore.. Quello che proviamo solo noi possiamo saperlo… e merita sempre e comunque di essere considerato in quanto tale…

@ Alice and my world – Eh, raga, grazie a voi… Tenete stretta quell’energia… vi porterà tanto lontano e vi permetterà di combattere giorno dopo giorno… Un abbraccione!

@ Occhi di Notte – Ciao Occhi di Notte, benvenuta! Ti ringrazio tantissimo per le tue parole… Se hai letto un po’ dei post di questo blog, soprattutto quelli iniziali, saprai già che il suo scopo è quello di essere una piattaforma di sostegno reciproco e auto-aiuto nella lotta contro l’anoressia… Cosa che non potrei mai incitare in alcun modo, dato il mio vissuto… non la augurerei neppure alla mia peggiore nemica…

@ fighter – No, purtroppo i DCA non sono un qualcosa che possiamo risolvere completamente da sole… E’ vero che siamo noi le prime a dover aiutare noi stesse, e che se non c’è la volontà non servirà lo psicoterapeuta più bravo del mondo perché anche lui non può combattere al nostro posto… nella nostra vita ci siamo noi, e noi dobbiamo combattere… Ma è anche vero che in una cosa come un DCA il supporto di un medico specializzato è necessario ed utilissimo… Molto difficile chiedere aiuto, così come lo è parlare, ma è un primo passo importantissimo… il segno che ci stiamo legittimando a chiedere qualcosa che ci possa aiutare… E uno psicoterapeuta, proprio perché esterno, riesce a trovare soluzioni che noi, da interne, proprio per questo non riusciamo a vedere… Anche a me la psicoterapia è stata utilissima, ed è proprio per questo che ho intenzione di ricominciarla a breve… Certo, il parlarne con gli altri (che non siano medici) resta sempre difficile… Ma con le persone “giuste” vicino, ce la possiamo fare…
Ti abbraccio forte… Anch’io non vedo l’ora di conoscerti nella vita reale…!!

 
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