Questo è un post dichiaratamente ad elevato tasso d’ironia... se non condividete questo modo di scrivere siete gentilmente pregate di abbandonare immediatamente il blog.
Questo post spiega perché l’anoressia è estremamente strafiga e dunque perché dovete assolutamente provare ad averla.
Se siete pro ana/pro mia dovete leggere questo post ad ogni costo!!
Le malattie mentali sono una ganzata totale. Se non ne avete una, non siete alla moda! Questo spiega perché su blogspot ci siano un sacco di blog pro depressione e pro disturbo bipolare, giusto??!
Okay, allora immaginate questo.
Sei una stereotipata ragazzetta adolescente o poco più che vuole perdere qualche chilo per non sfigurare d’Estate quando andrai al mare e ti metterai in costume. OVVIAMENTE c’è una e una sola cosa da poter fare: affamarsi, digiunare il più possibile, e cercare di avere una malattia che per pura sfiga non avevi già. Così cerchi di mangiare meno di 500 Kcal al giorno, apri un blog pro ana/pro mia, posti thinspiration, diari alimentari, e incoraggi tutti quanti a non mangiare.
Ora, immaginate questo.
Hai un blog pro ana, e ci capita per caso una quattordicenne. E’ una ragazzina insicura, che non si piace molto, con poca autostima, con problemi familiari e scolastici, magari vittima di bullismo o qualcosa del genere, con poche e punte amicizie, e si mette a leggere il tuo blog. Dato che tu presenti l’anoressia come un qualcosa di totalmente accattivante, un qualcosa che fa diventare belle e magre, insomma, praticamente prive di ogni qualsiasi altro problema e quindi perfette, la quattordicenne decide che non avere problemi è proprio quello che vorrebbe. Così inizia a restringere l’alimentazione. CONGRATULAZIONI! Sei una delle tante concause che ha portato una quattordicenne a sviluppare l’anoressia, una malattia psicofisica che è estremamente difficile da combattere, e della quale si porterà dietro gli strascichi vita natural durante. Una malattia che comprometterà ulteriormente i suoi rapporti coi familiari, con quei pochi amici, la sua carriera, la sua mente, il suo fisico, il suo futuro, la sua vita. Ma chi se ne importa, no?! In fin dei conti, non è come se l’avessi aiutata ad ammalarsi di cancro!
Quindi, torniamo a te, la ragazzetta stereotipata. Fai la fame, magari girando per blog impari anche qualche trucco su come fare a vomitare se si presenta un’abbuffata e cerchi di sfinirti di attività fisica. Hai perso qualche chilo, WOW!
Vai avanti così per un po’, poi una mattina ti alzi da letto e, oh, che cos’è questa? Ah, una bella gumea di capelli che son caduti. Ti tocchi la testa e, ehi, i capelli sono più radi e sottili. Meglio: consumerai meno shampoo quando dovrai lavarteli.
Ancora avanti con la restrizione alimentare e quant’altro, e un giorno stai facendo un compito in classe, tutto attorno a te è silenzio, tranne il tuo stomaco che brontola così forte da far girare tutti nella tua direzione. Tu fai finta di niente, tutt’al più accusi la motosega che stanno sicuramente utilizzando nell’aula a fianco, e continui a fare il tuo compito sul quale non riesci a concentrarti perché hai una fame dannata ma poco glucosio al cervello per produrre idee senzienti. Però, ehi, hai perso almeno 10 chili da quando hai iniziato a digiunare, quindi che cos’è un’insufficienza di fronte a 10 chili?! Alla fine della giornata, la professoressa ti chiama da parte e ti dice che è preoccupata per te. Sei pallida, hai le occhiaie, la tua pelle è secca (ma che splendore che sei, ragazza mia!), hai i capelli sfibrati e ridotti numericamente ai minimi termini (ma tanto tu mica volevi i capelli lunghi, vero?!), e le dita delle mani sono gelide e livide. Ma tu rassicurerai la tua insegnante dicendole che stai bene, fino a che avrai la possibilità di appiccicarti al tuo computer, di scrivere sul tuo blog, e di incoraggiare tutte le tue followers a stay strongare e continuare a digiunare e dimagrire.
Ad un certo punto, ovviamente, ti sparisce il ciclo. Ma tu sei ben lungi dal preoccuparti, anzi, è un altro segno del fatto che sei effettivamente dimagrita, quindi non stai certo a pensare al fatto che la scomparsa del ciclo sia un meccanismo di difesa che il corpo attua per cercare di risparmiare quante più calorie possibile, visto che non gli vengono adeguatamente fornite. Dunque esulti perché adesso non c’è più quel fastidio mensile di doversi cambiare un assorbente ogni 3 ore, ma soprattutto puoi trombare come un riccio senza neanche più doverti preoccupare di prendere la pillola del giorno dopo.
(*)(vedi nota a fondo post)
Vai avanti a non mangiare e a perdere peso, ed ecco che vieni esclusa dalla squadra dello sport che pratichi. “E’ ridicolo! Nessuno può permettersi di buttar fuori qualcuna dalla squadra solo perché pensa che sia anoressica!”, dirai tu. Ma, indovina un po’? Con quel peso irrisorio le tue prestazioni fisico-sportive sono così scadenti che l’intera squadra ne risente negativamente. Ma tanto tu non avevi certo intenzione di andare alle Olimpiadi, quindi che importa?
Dunque, adesso non hai neanche più lo sport a cui dover badare. Ma, ehi, c’è sempre la scuola. È l’ora di Chimica, e tu stai seduta al tuo banco e cerchi di concentrarti sulla lezione, su quello che la professoressa sta dicendo, ma tutto ciò cui riesci a pensare riguarda il tuo corpo e l’alimentazione. Calorie. Peso. Attività fisica compulsiva. Insomma, perché pensare alla Chimica, che è pure una materia un po’ pallosa? Prima che tu te ne renda conto, arriva il giorno del compito di Chimica, i tuoi compagni di classe sono ben preparati, ma tu non riesci a concentrarti adeguatamente. E lo stesso vale per ogni qualsiasi altro compito. Così i tuoi voti prima magari anche brillanti, cominciano a poco a poco inevitabilmente a calare.
E calano anche le tue relazioni sociali, perché accidenti, tu tutto il pomeriggio lo devi passare sulla cyclette, per essere sicura di bruciare quelle 300 Kcal scarse che hai assunto, e questo è ben più importante che andare in giro con gli amici, mi pare ovvio! Magari succede che i tuoi amici si preoccupano per te, cercando di capire cosa c’è che non va, al che tu passi sulla difensiva e gli svendi un mare di balle, perché è risaputo che raccontare bugie stimola la fantasia, dopodiché li chiudi fuori dalla tua vita perché cominciano a fare troppe domande e, insomma, ma la gente un po’ di affari suoi mai, eh?! Alla fine, insomma, i tuoi amici si sdanno e si allontanano perché non ce la fanno più a rimanere a guardare il modo in cui hai scelto di suicidarti lentamente.
I tuoi genitori cercano di fare qualcosa per te, ma non sanno esattamente come comportarsi, perché tu anziché parlare con loro ti chiudi in camera tua e ti piazzi davanti al computer per scrivere un post sul tuo blog nel quale frigni su quanto siano cagacazzo i tuoi familiari che non ti lasciano essere anoressica in pace, e già che ci sei esasperi e drammatizzi pure la narrazione al fine di ricevere una serie di commenti-fotocopia a base di “ti capisco”, “i genitori non capiscono niente, ma tu continua a seguire Ana” e “stay strong”. Le lotte intestine con i tuoi genitori continuano per un bel po’, ma è colpa loro perché sono dei gran rompicoglioni. I rapporti tra tutti i membri della famiglia peggiorano nettamente, ma è colpa loro perché non ti lasciano in pace.
E, ovviamente, non avrai mai un fidanzato. Non perché sei “grassa”, ma perché sei piena di fisse e paranoie, ossessioni, problemi, priva di emozioni, un guscio vuoto, l’ombra di una ragazza. E nessuno che può avere una ragazza “normale” sceglierebbe di stare vicino ad un coacervo di problemi psichiatrici. Ma a te che importa, oggi il dire che sei “single” va così di moda!
E infine, parliamo del suicidio. No, è ovvio che tu non vuoi ammazzarti, ci mancherebbe!! Vuoi soltanto raggiungere la perfezione perdendo qualche chiletto.
Notizia divertente: dati estrapolati da studi scientifici alla mano, l’anoressia riduce di circa 30 anni la spettanza media di vita di chi ne è affetta.
Per tirare le fila: perdi tutti i tuoi amici, ti allontani dai tuoi genitori, la scuola/il lavoro va da schifo, e molto probabilmente perderai anni di scuola o verrai licenziata perché non più adeguatamente produttiva, e presumibilmente non riuscirai a concludere niente. Non avrai un fidanzato, non potrai avere figli per quella che è la compromissione fisica conseguente una restrizione alimentare che si protrae molto a lungo, compromissione fisica che farà malfunzionare anche molti altri organi e ti darà un sacco di problemi. Restringerai l’alimentazione come forma di coping contro qualsiasi cosa, perché non avendoli mai affrontati non saprai come gestire altrimenti nessuno dei tuoi problemi, avrai la mente devastata dalle solite fisse e ossessioni, ed infine, chiusa nel tuo appartamento, distante dal resto del mondo, morirai.
Ma, meravigliose ragazze pro ana/mia, continuate a desiderare l’anoressia e a scambiarvi consigli sui vostri blog su come fare a non mangiare, d’accordo??!...
(*) Giusto per mettere i puntini sulle “i”… (e, al di là del post ironico, in questa nota sono seria) Il fatto che ci sia l’amenorrea che comunemente accompagna il sottopeso marcato, non significa che non si possa rimanere comunque incinta dopo un rapporto sessuale. L’amenorrea, infatti, è l’assenza di mestruazioni… non l’assenza di ovulazione! Ergo, se anche non avete il ciclo, potreste comunque essere ancora in grado di ovulare, e dunque un rapporto sessuale compiuto senza prendere le dovute precauzioni può comunque determinare una gravidanza. E, naturalmente, al di là del discorso della gravidanza, non occorre certo che vi dica io quant’è importante, per ovvi motivi di malattie sessualmente trasmissibili, prendere le dovute precauzioni ogni qualvolta si ha un rapporto sessuale, vero??!...