Come gli alchimisti trasformavano il ferro in oro… voi potete trasformare l’oscurità in luce. Siete tutte benvenute.
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venerdì 20 dicembre 2013

Suggerimenti natalizi

Per alcune persone, il periodo pre-natalizio racchiude in sè un qualcosa di veramente magico: è il preludio di feste in famiglia e tra amici, progetti mirabolanti per il capodanno, scambio di regali a manetta, dolci caratteristici e musica di stagione. Ma per chi ha un DCA, che sia l’anoressia, la bulimia, il binge o un DCAnas, il Natale può rappresentare un qualcosa di piuttosto stressante.

Come ogni anno perciò, essendo questo il mio ultimo post pre-natalizio, voglio provare a scrivere alcuni suggerimenti che potrebbero aiutarvi ad alleviare la pressione del Natale, e a trascorrere con un pochina più di serenità questa giornata che può non essere proprio facilissima.

1) Organizzatevi. Se i vostri amici hanno in programma di fare qualcosa di particolare per Natale, non rinunciate a parteciparvi solo perchè ne siete ostacolate dal vostro DCA. Piuttosto, chiedete a chi ha organizzato l’evento gli orari dello stesso, cosa verrà cucinato, chi saranno i partecipanti, etc. In questo modo, saprete cosa aspettarvi e l’ansia diminuirà. In alternativa, fate la prima mossa: organizzate il ritrovo con gli amici a casa vostra, così potrete mangiare seguendo il vostro “equilibrio alimentare”, e allo stesso tempo non dovrete rinunciare alla compagnia.

2) Spostate il discorso. Spesso e volentieri durante il pranzo/la cena di Natale la gente tende a parlare di argomenti quali il cibo che state mangiando, il cibo in generale, le diete, i propositi per l’anno nuovo, etc. Quando perciò sentite che la conversazione di sta facendo triggering, provate a spostare il discorso su altri lidi, tirando in campo altri argomenti di conversazione che non abbiano niente a che fare con tutto ciò che può riecheggiare anche solo alla lontana il DCA.

3) Non rimanete a tavola. È piuttosto comune, alla fine del pasto, rimanere seduti a tavola a chiacchierare. Ma il fatto che sia tradizione, non significa che è un obbligo. Perciò, sparecchiate la tavola e continuate a chiacchierare e celebrare in un’altra stanza, magari davanti ad un videogioco o guardando un film. Questo può aiutarvi ad allontanare l’attenzione dal cibo, prendendo così le distanze dai pensieri negativi, e a divertirvi in altro modo con le persone che vi stanno intorno.

4) Fatevi dare una mano. Se insieme a voi a Natale è presente qualcuno che sa del vostro DCA, parlate con lui/lei di quelle che sono le vostre difficoltà in maniera tale che questa persona possa supportarvi ed aiutarvi durante tutto l’arco della giornata.

5) Non focalizzatevi sul cibo, focalizzatevi sulle persone. Anziché fissarvi su quello che avete nel piatto, provate a distrarvi conversando con chi vi sta accanto: in questo modo l’idea del cibo si allontanerà, e una volta finito di pranzare/cenare potrete dedicarvi a cose certo più piacevoli, che vi facciano stare bene.

6) Ignorate i menagrami. Ci sarà sempre quella cugina/zia/cognata/suocera/nonna[inserire grado di parentela] antipatica ed acida che si divertirà a calpestare la vostra sensibilità ignorando le vostre difficoltà e sbandierando ai quattro venti cose come: “Ma come mai mangi così poco/tanto?”, “Guarda come sei dimagrita/ingrassata dall’anno scorso!”, “Non vorresti un altro po’ di quello/di quell’altro?”. Okay, frasi del genere non aiutano affatto chi ha un DCA. Perciò, quando qualcuno salta fuori con commenti di questo tipo, ignoratelo. Fate finta di non aver sentito, evitate di rispondere (che tanto con persone di questo tipo qualsiasi cosa diciate sarà usata contro di voi), dirottate il discorso su altre tematiche, e ricordate sempre che chi si esprime così, oltre a mancare completamente di tatto, non dice mai niente di vero né di importante.

7) Guardate il Natale in prospettiva. Vi suggerisco di prendere un foglio di carta e, con un pennarello, dividerlo in 12 parti identiche che rappresentano i 12 mesi dell’anno. Ogni mese, dividetelo poi in settimane, ed ogni settimana dividetela in giorni. Poi prendete un pennarello evidenziatore, e colorate la casellina che corrisponde al 25 Dicembre. Sembra molto piccola, non è vero?! Così diventa decisamente più maneggevole.

8) Non dimenticate che si tratta di un solo giorno. Per quanto terribile e durissimo il vostro Natale possa essere, tenete sempre a mente che si tratta di un giorno solo. Passa e finisce. Più velocemente di quel che possiate credere. E se anche col cibo non va come vorreste, se anche non riuscite a seguire il vostro “equilibrio alimentare” (in eccesso o in difetto), non preoccupatevi: il lavoro di mesi non viene certo compromesso da un singolo giorno. Anche perché il nostro corpo è dotato di un’ottima capacità di omeostasi, per cui tende a minimizzare ogni alterazione dall’ordinario, perciò, non vi preoccupate: non succederà assolutamente niente.

Se c'è qualcos'altro che vi è stato utile per gestire bene la giornata di Natale in passato e, se vi va, aggiungete qualche altro consiglio, qualcosa che voi avete trovato utile, nei commenti… e fatemi sapere com’è andata.

BUON NATALE!!  

(grazie ad Ilaria che mi ha fornito questa simpaticissima immagine natalizia!!)

venerdì 26 aprile 2013

Ansia, cibo e necessità di controllo

Recentemente ho letto un articolo inerente la relazione che intercorre tra fobie e la necessità di controllo. Una delle componenti-chiave della fobia è l’ansia, la paura di perdere il controllo. Cosa potrebbe succedere se fossi chiusa dentro uno spazio molto ristretto e non potessi uscire? – si chiede la persona claustrofobica. O, nel caso dell’anoressia: cosa potrebbe succedere se io non restringessi sistematicamente l’alimentazione? Cosa potrebbe succedere se non facessi sempre la stessa attività fisica tutti i giorni?, e così via…

Il controllo è in realtà un sentimento qualitativo, sì, ma attraverso il DCA lo trasformiamo in un qualcosa di quantitativo: dose di cibo assunto, entità di attività fisica svolta, B.M.I., taglia dei vestiti… Il punto è che, in realtà, la nostra spasmodica ricerca di controllo è strettamente connessa alla ricerca di un sollievo dall’ansia. Il pensiero di base è: se riesco a controllare alla perfezione tutto ciò che riguarda il cibo e l’attività fisica, allora mi sentirò come se tutto nella vita potesse andare bene. 

Salvo poi ovviamente il rendersi conto che questo “andare tutto bene” è un’utopia, e che le cose non vanno dritte a prescindere dal nostro comportamento alimentare. Ma la sensazione di controllo che l’anoressia comunque c’infonde è tale che continuiamo ad ancorarci ad essa anche quando sappiamo quanto possa essere deleteria per noi.

Io penso – per quella che è stata la mia esperienza personale, si capisce, lungi da me il voler fare di tutta l’erba un fascio – che l’aspetto fondamentale di un DCA sia proprio la mania di avere il controllo. La necessità di avere la sensazione di avere il controllo, vero o illusorio che sia, è la base di tutto. Ma non è tutto, ovviamente. Perché spesso l’anoressia non nasce soltanto come un qualcosa che si sente il bisogno di controllare, ma anche come un modo per provare a sentirci più a nostro agio con noi stesse. Il tutto diventa poi un serpente che si morde la coda: più andiamo avanti nella malattia, più sentiamo che il controllo ci sfugge, più strettamente cerchiamo di controllare l’alimentazione per evitare di essere soverchiate dall’ansia.

L’ansia è un altro elemento molto importante nel contesto di un DCA. Non è tanto correlata al cibo in sé, quanto a tutto il resto: alla vita stessa, così ansiogena che bisogna per forza ricorrere ad una strategia di coping. Occorre inoltre sempre tener presente il fatto che i DCA hanno un effetto sia psicologico, sia neurochimico: il ridurre l’introito alimentare limita la produzione di quei neurotrasmettitori che fomentano l’ansia, e i comportamenti rituali di checkup danno l’illusione di avere il pieno controllo su ogni singolo aspetto della propria vita.

Paradossalmente, più ci s’inoltra nell’anoressia, più la vita diventa difficile. Questo ci spinge a impegnarci ancora di più in questa via distruttiva per mantenere il senso di controllo che il DCA ci dà. L’avere un senso di controllo riduce lo stress.

Una delle cose che più stressa le persone è sentire di non avere il controllo. Quando perdiamo il controllo, attuiamo elaborate ginnastiche mentali per auto-convincerci che abbiamo il controllo, o per evitare di compiere azioni che potrebbero portarci a perdere il controllo. Molte di queste sono ascrivibili al “pensiero magico”: se vado sulla cyclette per mezz’ora, andrà tutto bene. Manterrò il controllo, il mio peso rimarrà stabile, e sarà tutto okay. Oppure: se riesco a restringere l'alimentazione in questo modo, posso controllare tutto e quindi niente mi coglierà impreparata. Cose del genere diventano mantra inconsci che ci ripetiamo più e più volte, arrivando ad organizzare sempre di più la nostra vita in funzione delle stesse.

Quel che dovremo fare, perciò, è imparare ad affrontare face-to-face i nostri veri problemi. Soltanto confrontandoci con quello che ci mette ansia e ci spaventa, possiamo renderci conto che il controllo è sopravvalutato. Inoltre, ironicamente, dato tutto il controllo che abbiamo dato prova di possedere con l’anoressia, possiamo utilizzare lo stesso per mantenerci dritte sulla strada del ricovero: non abbiamo forse dimostrato di avere un controllo così forte da permetterci di fare tutto ciò che vogliamo??!...

Dunque, in conclusione, l’anoressia non è una malattia del cibo, è una malattia del controllo. È anche una malattia dell’ansia, della paura, dello stress, di tutti i problemi assolutamente individuali e personali che ognuna di noi ha e che momentaneamente non riesce ad affrontare se non con quest’erronea strategia di coping. Un DCA è un insieme di tante cose, in fondo, per cui penso che l’unico semplice modo per spiegare cos’è un DCA sia il dire che è… complicato.

venerdì 21 dicembre 2012

15 idee per superare il Natale

Dato che, a dispetto delle profezie Maya, il mondo non è finito, ecco che si avvicina anche per quest'anno il Natale, una giornata non troppo facile da attraversare per chi ha un DCA. Poiché il Natale rappresenta indubbiamente un momento ansiogeno, come si può cercare di venire a patti con lo stress e con l’ansia che si prova nel dover vivere una situazione simile? Come tutti gli anni, voglio provare a darvi qualche piccolo suggerimento al riguardo, nella speranza che possa esservi anche solo un po’ utile…

1. Programmate. Se avete in programma di andare a trovare vostri amici o vostri parenti, pianificate in anticipo quella che potrebbe essere la situazione in cui andrete a trovarvi, in maniera tale da cercare di evitare stress e ansia extra. Se dovete pranzare con i vostri famigliari, potete pure far presente loro in anticipo che vi darebbe fastidio ricevere commenti sul vostro DCA o sulla vostra alimentazione durante il pranzo di Natale, e che dunque sono pregati di non farne.

2. Mangiate regolarmente. A prescindere da quello che possono fare le persone che vi stanno intorno, cercate comunque di mangiare semplicemente seguendo il vostro “equilibrio alimentare”.

3. Fate una lista. Scrivete ciò che vi va/non vi va di fare durante la giornata di Natale. Mettere le cose per iscritto aiuta a chiarire le idee, e ad evitare così di fare cose che si potrebbero rivelare controproducenti perché rinforzanti il DCA stesso.

4. Parlate con il vostro psicoterapeuta. Discutete con lo psicologo/psichiatra che vi segue di quali sono le vostre difficoltà in merito alla giornata natalizia. Lui sarà certamente la persona più adatta per suggerirvi strategie di coping per far fronte alle vostre preoccupazioni e alle vostre ansie.

5. Trovate un supporto. State vicino ad una persona che sa del vostro DCA, di cui vi fidate e con cui potete liberamente parlare di quello che vi mette in difficoltà, al fine di evitare che il DCA riempia per intero la vostra testa con i suoi pensieri distorti, mettendovi ancora più in agitazione.

6. Preparatevi le risposte. Se sapete che avrete a che fare con qualcuno che farà commenti sgradevoli su cosa/quanto mangiate, o sul vostro aspetto fisico, preparatevi in anticipo un repertorio di risposte con cui ribattere a detti commenti.

7. Offritevi di cucinare qualcosa. Se vi dà fastidio l’idea che il pasto sia cucinato da qualcuno che non è a conoscenza del vostro DCA, cucinate voi qualcosa e portatelo da casa, così sarete più tranquille rispetto a ciò che dovrete mangiare.

8. Siate flessibili. È tremendamente difficile, lo so. Ma, per quanto possa essere complicato, occorre considerare che le cose non sono necessariamente bianche o nere, ma che esistono infinite sfumature in mezzo. Se anche durante il pranzo di Natale mangiate più di quanto vi eravate prefissate, non è certo il pranzo abbondante di un giorno che modificherà significativamente il vostro peso. E lo stesso vale se mangiate meno (ma questa non è una buona scusa per farlo!).

9. Fate qualcosa di divertente. Organizzate qualche gioco, qualche attività che possa coinvolgere tutti quanti in maniera divertente: anche solo il fare questo aiuta a distrarsi dai pensieri che l’anoressia mette in testa.

10. Confidate in qualcuno. Spiegate a qualcuno di cui vi fidate e che sarà insieme a voi durante il pranzo di Natale quali sono i vostri problemi, e permettetegli di darvi consigli su ciò che è appropriato o meno mangiare, dato che l’anoressia falsa queste percezioni.

11. Fate solo quello che vi sentite. Declinate con educazione gli inviti, se vi rendete conto che certe situazioni potrebbero fomentare comportamenti in linea con l’anoressia. Questo non significa trovarsi una scusa per evitare ogni interazione sociale con gli altri, ma semplicemente essere consapevoli se si è forti abbastanza per tollerare una certa situazione ansiogena, o se questa porterà ad una ricaduta.

12. Lasciate perdere i cibi ansiogeni. Anche se per Natale è tradizione mangiare il pandoro o il panettone, evitate di farlo se questo vi fa stare male, e continuate a mangiare in maniera regolare seguendo il vostro “equilibrio alimentare”.

13. Parlate con il vostro dietista. Chiedetegli se è possibile adattare il vostro “equilibrio alimentare” appositamente per la giornata di Natale, così da non dover mangiare in maniera differente da tutti gli altri commensali, ma inquadrando l’alimentazione di quel giorno con l’aiuto del dietista potrete comunque trovarlo meno ansiogeno.

14. Non vi focalizzate sugli errori. Situazioni particolarmente ansiogene fomentano le ricadute. E il Natale indubbiamente lo è. Perciò, non consideratevi un fallimento se non doveste riuscire a seguire il vostro “equilibrio alimentare”: è un momento difficile, nessuno vi richiede la perfezione… non chiedetevela da sole.

15. Fissate degli obiettivi. In primo luogo, in termini di positività: non concentratevi sulle ricadute, bensì su quello che siete riuscite a fare correttamente, sui progressi. In secondo luogo, in termini di progetti: anziché focalizzarvi sul cibo o sul corpo, pensate a quello che vi piacerebbe fare… e datevi la possibilità di farlo.

P.S.= Sul blog di Marta (www.spazioaiuto.it) potete trovare un post che tratta parimenti della tematica di Natale e DCA… passate a darci un’occhiata, se vi va!! ^__^

P.P.S.= Vi abbraccio strette, una ad una, e dato che credo di non aver modo di tornare su blogger prima di Natale, gli auguri ve li faccio adesso…

venerdì 23 dicembre 2011

Natale: soprav/vivere

Come sopravvivere al Natale quando si ha un DCA? Che tu sia anoressica, bulimica, o che tu sia un genitore/fratello/sorella/amico/amica di qualcuno che ha un DCA, DCAmocelo chiaramente, il Natale può essere fonte di complicazioni e di stress. E lo stress tende a peggiorare il quadro di chi ha un DCA, sia da un punto di vista alimentare, sia in termini di relazioni con gli altri.

Per prima cosa, perciò, se avete un DCA, è importante cercare di allentare la presa, ed essere consapevoli del fatto che ci saranno momenti in cui ci si sentirà completamente incapaci di esercitare il benché minimo controllo. Attraversare il Natale significa molto spesso sentirsi obbligate a fare cose che non ci va di fare, perciò è importante pianificare in anticipo dei getaway, in modo da non sentirci con l’acqua alla gola.

Se si ha un DCA, il Natale può essere terrorizzante. Perché si potrebbe essere costretto a viverlo lontano da un contesto casalingo e, quindi, protetto. Oppure può essere ansiogeno anche l’avere tutto il parentado riunito, e il dover fingere di essere felici, l’ostentare falsi sorrisi, desiderando soltanto scappare veloce, lontano e da qualche altra parte.

L’ansia a Natale è in definitiva una costante per chi ha un DCA, ma non deve rovinare questa giornata. Bisogna sempre ricordare che la comunicazione – come in qualsiasi altro giorno dell’anno – può aiutare a ridurre lo stress. Perciò, circondatevi di persone cui volete bene e con cui state bene, affinché esse stesse possano aiutarvi a superare le vostre difficoltà.

Consigli per chi ha un DCA:

• Telefonare al Numero Verde SOS Disturbi Alimentari: 800180969 per parlare delle proprie difficoltà. (Vi ricordo che potete rimanere anche anonime, non vi è richiesto d’identificarvi, quindi sentitevi libere di parlare di tutti i vostri timori).

• Pianificate in anticipo. Identificate una persona supportiva che possa starvi vicino durante la giornata (vuoi fisicamente, vuoi telefonicamente), e che sapete essere pronta in ogni momento ad ascoltare le vostre ansie. Parlateci immediatamente, non appena sentite che le cose si stanno mettendo male.

• Parlate con i vostri familiari (o comunque con le persone con cui trascorrete la giornata natalizia) del vostro DCA, e spiegategli cosa dovrebbero fare, come dovrebbero comportarsi, per non farvi venire troppa ansia.

• Pianificate le visite a casa di familiari e amici, e provate ad immaginare cosa potrebbe succedere in questi contesti. Pensate a cosa potrebbero dirvi, e a quali risposte potreste dargli.

• Se trascorrete il Natale a casa, pianificate il momento in cui i vostri familiari e i vostri amici possono venire a farvi visita, così sarete psicologicamente preparate al loro arrivo, e minimizzerete lo stress relativo a questi incontri. Se dovete prendere parte a un “pranzo di famiglia”, pianificate quello che mangerete magari cucinandovelo in anticipo, e se vi fa sentire più tranquille, continuate a seguire il vostro “equilibrio alimentare”.

• Se siete a mangiare a casa di amici o parenti e non avete la possibilità di seguire l’ “equilibrio alimentare”, contattate la persona incaricata di preparare il pasto, e chiedetegli cosa cucinerà, affinché possiate poi telefonare alla vostra dietista e chiedere quali quantità di questi cibi mangiare. Altrimenti, portate qualcosa di preparato da voi, che vi sentite di mangiare senza avere troppa ansia.

• Ricordate che, a differenza di ciò che potete pensare, non è vero che tutti gli occhi sono puntati su di voi, pronti a controllare cosa/quanto mangiate. Per lo più la gente pensa a ciò che c’è sul proprio piatto, e a chiacchierare con gli altri.

• Se qualcuno si mette a fare commenti su cosa quanto mangiate, ricordate che quelle parole non sono affatto importanti: voi seguite il vostro “equilibrio alimentare” e perciò sapete che state mangiando quel che è giusto mangiare, dunque i commenti degli altri sono insignificanti.

• Trovatevi un po’ di tempo per voi stesse – ascoltate il vostro CD musicale preferito, telefonate alla vostra migliore amica, andate a fare una passeggiata, andate a fare un giro in auto. È importante che facciate qualcosa che vi faccia star bene e vi rilassi.

• Fate presente quelle che sono le vostre difficoltà in maniera tranquilla e serena, senza fare scenate che fanno poi stare peggio sia voi sia chi vi sta intorno.

• Datevi la possibilità di vivere le vostre emozioni per quello che sono. Ricordate che non avete l’obbligo di essere felici e sorridere per tutto il tempo – nessuno si aspetta questo da voi.

• Se anche esagerate col cibo… il Natale dura un giorno. Un giorno in cui si mangia di più, nel computo totale dell’alimentazione, non cambia assolutamente niente.

Consigli per chi ha a che fare con chi ha un DCA:

• Pianificate in anticipo. Informate i vostri parenti e chi sarà presente al pranzo di Natale, che vi partecipa anche una persona con un DCA, e aiutateli a capire cosa è meglio fare/non fare, e in cosa consiste veramente un DCA. Purtroppo queste patologie sono spesso minimizzate o trattate in maniera superficiale dai media, e ciò non aiuta certo chi sta male.

• La tensione che si viene a generare nel periodo natalizio reduce l’effettiva capacità di comunicare tra i membri di una famiglia. Consapevoli di questo, cercate di conservare la calma e di comunicare in maniera diretta con chi vi circonda. Considerate che una persona che ha un DCA è molto sensibile ai segnali subliminali, quindi parlate con tranquillità e chiarezza.

• Se siete voi che avete il compito di occuparvi del cibo, chiedete alla persona che ha un DCA cosa preferirebbe mangiare.

• Non riponete irrealistiche aspettative su ciò che mangerà la persona che ha un DCA. Cercate di ricordare che ognuno si relaziona con le situazioni, le emozioni e i sentimenti in maniera differente, e che una persona che ha un DCA tende a scaricare tutto sul cibo. Perciò, non pressatele con commenti sull’alimentazione, magari dicendo di mangiare un po’ di più. Non dovete “salvare” nessuno.

• Non parlate di cibo o di diete durante il pasto, e non fate commenti sull’aspetto fisico di nessuno dei partecipanti al pranzo. Viceversa, se si deve fare un commento su una persona che ha un DCA, è meglio orientarsi su cose come: “E’ bello che anche tu sia qui”, “sei forte perché ce la metti tutta”, “sembri più felice, ora” o “ci sei mancata”. Insomma, messaggi d’affetto… che è ciò di cui tutti (e chi ha un DCA in particolar modo) hanno bisogno. Critiche, falsi pietismi, e commenti sull’aspetto fisico o sul tipo di alimentazione sono assolutamente improduttivi, anzi, persino dannosi.

• Il Natale è un giorno come tutti gli altri, e se ve lo aspettate “perfetto”, andrete incontro a grosse delusioni. Una persona che ha un DCA non “guarisce” perché è Natale, anzi, per Natale avrà ancora più problemi col cibo. Siate consapevoli di questo, e cercate di essere più supportavi possibile: lei non sta cercando di rovinare il vostro Natale, sta cercando di sopravvivere al Natale.

• Non vi focalizzate sul cibo, su quanto la persona col DCA mangia o meno, cercate semplicemente di apprezzare il tempo che potete trascorrere insieme.

Consigli per tutti quanti:

• Ascoltate le sensazioni trasmesse dal vostro corpo – imparate a dire “no” se una cosa non vi va, e “sì” se invece volete mangiarla. Il corpo sa molto meglio della testa ciò di cui ha bisogno.

• Imparate a riconoscere i segnali che il vostro corpo vi manda – ascoltare voi stesse, e non agite solo per ciò che gli altri si aspettano da voi.

• Comunicate le vostre emozioni e i vostri sentimenti. Non tenetevi dentro cose che vi fanno stare male. Parlatene con qualcuno di cui avete fiducia. Tenete un diario o un blog in cui sfogarvi. Buttare fuori le emozioni significa non inchiodarle più sul proprio corpo…

• Non cercate la perfezione: siate semplicemente voi stesse. Siate fiere di quello che siete, non perdete tempo a cercare di essere perfette… non ci riuscireste comunque, ed in ogni caso non ne vale la pena. Datevi la possibilità di essere voi stesse, anche in un giorno difficile come il Natale. Non c’è niente di meglio al mondo.

P.S.= Buon Natale a tutte, ragazze...

(Click sull'immagine per ingrandirla)

lunedì 21 dicembre 2009

Affrontare il Natale

Indubbiamente, sotto certi punti di vista, il Natale è un momento stressante per tutti. A maggior ragione può esserlo per chi ha un DCA, poiché il Natale ci mette di fronte ad una situazione indubbiamente ansiogena.

In questo post voglio perciò provare a suggerirvi qualche piccola strategia per riuscire ad affrontare il Natale senza essere vinte dall’anoressia. Come al solito, nessuna garanzia di funzionalità al 100%, semplicemente dei piccoli passi che si possono fare per provare ad aiutarci ad affrontare questa situazione difficile e stressate senza darla vinta al DCA.

È indubbiamente difficile doversi riunire con la propria famiglia al completo di fronte alla tavola da pranzo. Questa è indiscutibilmente un’ardua prova che ci si trova a dover affrontare nel momento in cui si deve mangiare di fronte ad altre persone, delle quali magari neanche tutte sanno del nostro DCA. Una situazione di questo tipo ci fa sentire esposte, fragili, osservate, colpevoli, ansiose, impaurite; e questo può farci venir voglia di piangere, di gridare, di alzarci da tavola e chiuderci nella nostra stanza, il che però finisce per peggiorare le cose e farci sentire ancora peggio a causa del senso di colpa per aver “rovinato” l’atmosfera familiare natalizia. Del resto, è estremamente difficile riuscire a tollerare la pressione delle persone che ci stanno accanto e ci osservano mangiare o commentano quello che mettiamo nel piatto.

Quindi, proviamo ad individuare quelle che sono le maggiori difficoltà e “situazioni di rischio” che caratterizzano il Natale:
- La necessità di dover mangiare insieme a tutta la famiglia
(In una situazione del genere, inevitabilmente ci saranno persone che commenteranno sul vostro aspetto fisico e su come e quanto mangiate. Questo finisce per essere incredibilmente stressante, e per condizionare il comportamento nei confronti del cibo e la percezione corporea.)
- Non essere felici e gioiose come gli altri si aspetterebbero fossimo
- Dover sottostare a quelli che sono i commenti altrui sull’aspetto fisico e sulle abitudini alimentari
- L’imbarazzo nei confronti di quello che gli altri dicono o di quello che, viceversa, non dicono, ma fanno percepire ugualmente
- La sensazione d’inadeguatezza nei confronti delle persone che ci circondato, la sensazione di essere fuori posto, e l’ansia che ne consegue

Che cos’è che possiamo fare per aiutarci?
Possiamo provare ad elaborare qualche strategia che può essere utile ad affrontare il Natale. Ovviamente siamo tutte persone diverse, quindi quello che può essere utile per una può non essere funzionale per un’altra, per questo motivo vi consiglio di fare più tentativi al fine di trovare quello che può esservi più congeniale.
- Può aiutare informare le persone con cui dovrete passare il Natale a proposito del DCA: provate a dir loro come vi fanno sentire determinati commenti sull’aspetto fisico, e quanto possono essere disfunzionali le loro osservazioni su quanto/cosa mangiate
- Provate a spiegare alle persone con cui dovrete passare il Natale, in cosa consiste veramente un DCA, dato che per lo più le persone che non l’hanno vissuto in prima persona ne hanno un’idea distorta, magari basata su quello che hanno sporadicamente sentito dire in TV, e questo non aiuta
- Provate a concentrarvi sul fatto che le opinioni altrui sono meno importanti di quello che pensate voi di voi stesse: se non assecondate il DCA e cercate di mangiare con regolarità anche a Natale, voi sapete di aver fatto la cosa giusta, quindi non curatevi dei commenti altrui
- Se siete a tavola e la conversazione comincia a diventare per voi ansiogena, provate a dirottarla subito verso altri argomenti
- Scrivetevi qualche frase positiva su dei Post-It, e metteteveli in tasca. Qualora la situazione dovesse farsi particolarmente difficile, provate a leggerli e a ripetervi la frase che c’è scritta sopra finché non l’avrete fatta vostra

Inoltre, voglio provare a darvi qualche piccolo suggerimento a proposito del pranzo e della cena di Natale.

Cosa fare prima del pasto?
Preparatevi la vostra porzione. Secondo quanto prescritto dal vostro “regime alimentare” se siete seguite da una dietista, oppure cercando di fare un pasto equilibrato che vi consenta di acquisire tutti I nutrienti necessari. Decidere quanto e cosa mangiare in anticipo può togliervi l’ansia del dovervi prendere la porzione sul momento, limitando quindi questo tipo di stress. Potrebbe essere ancora più semplice se le portate non vengono servite direttamente a tavola ma dal piano cottura, così voi potrete prendere la vostra dose prestabilita senza che nessuno possa commentare mentre la prelevate.

Cosa fare durante il pasto?
Durante il pasto può essere utile parlare di argomenti di vita comune che non hanno niente a che fare col cibo o col corpo: questo può avere il duplice vantaggio di non farvi concentrare su quello che avete nel piatto, facendovelo mangiare con più tranquillità, e di non far cadere la conversazione su argomenti per voi ansiogeni.

Cosa fare dopo il pasto?
Inevitabilmente, anche se si segue un “regime alimentare” redatto da una dietista, mangiare insieme a tutta la famiglia riunita per il Natale finisce comunque per essere stressante e per dare la sensazione di aver comunque mangiato in maniera “sbagliata”. Perciò, nel momento in cui vi alzate da tavola, provate a mettere per iscritto quali sono i vostri sentimenti, sfogandoli senza tenerveli dentro, dove vengono ingigantiti fino a farvi sentire ancora peggio. Fate qualsiasi cosa che possa distrarvi: ascoltate la musica, guardate un DVD, uscite a fare una passeggiata, telefonate ad un’amica, guardate qualche video buffo e divertente su YouTube, andate a fare un giro in auto, etc…

E anche se le cose non vanno come avreste voluto, non siate troppo severe con voi stesse: il cedimento di un giorno non è assolutamente sinonimo di un fallimento perenne. Consideratelo come un “errore di percorso”, e continuate comunque ad andare avanti senza avercela con voi stesse per quel che è successo. Se è vero che a Natale siamo tutti più buoni, allora proviamo ad esserlo anche con noi stesse…
 
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