Come gli alchimisti trasformavano il ferro in oro… voi potete trasformare l’oscurità in luce. Siete tutte benvenute.

mercoledì 7 ottobre 2009

Scegliere il ricovero

L’anoressia non è altro che una bugia che ci raccontiamo, perché è più facile che non dirci la verità. In fin dei conti, convivere con il sintomo, per quanto questo possa essere disagevole, è più facile che trovare il coraggio di darsi la possibilità d’iniziare a percorrere la strada del ricovero. Distruggere è sempre più facile che costruire.

Ma, ragazze, volete davvero vivere il resto della vostra vita in balia dell’anoressia? In fin dei conti, avete ancora la possibilità di fare una scelta: potete scegliere la strada della luce, l’unica scelta che vi garantirà un futuro.
Certo, sarà dura e sarà difficile, è una strada in salita ed è ardua da percorrere. Ci saranno inevitabilmente delle ricadute, ma non dovete sentirvi delle fallite per questo: siamo umane, ci è concesso di sbagliare, e non c’è niente di male in questo; anzi, una ricaduta può aiutare a mettere a fuoco dov’è che c’è stato l’errore, al fine di non ripeterlo una seconda volta. L’importare è trovare la forza di rialzarsi e di andare avanti nonostante tutto.

Il vero obiettivo nella vita non è quello di apparire differenti – cambiando il nostro corpo, ma quello di apparire differenti – cambiando la nostra consapevolezza e maturando come persone. Noi non siamo il nostro corpo, e men che meno la nostra immagine corporea!!

Voi non siete un mero involucro, ragazze… voi siete VOI STESSE. E non c’è niente di meglio al mondo, perché siete meravigliose, brillanti come stelle, fantasiose, intelligenti, simpatiche, speciali. E questo si avvicina molto più alla perfezione di qualsiasi altra cosa.

Lo so, uscire dal loop dell’anoressia è estremamente difficile, rompere il circolo vizioso dei pensieri è arduo, ma sappiate che non state combattendo da sole: anch’io sto percorrendo la strada del ricovero, e giorno dopo giorno lotto per impedire all’anoressia di avere di nuovo la meglio su di me. Certo, sono consapevole che non se ne andrà mai del tutto dalla mia testa, ma a poco a poco sto imparando strategie di coping che mi permettano di affrontare i miei problemi senza dovermi rifugiare dell’abbraccio dolce e al contempo soffocante dell’anoressia.

Pensateci, ragazze: l’anoressia via ha veramente dato tutto quello che vi aveva promesso? Vi ha veramente fatto ottenere ciò che desideravate? Non credo. Abbiamo solo questo corpo, abbiamo solo questa vita: cerchiamo di prenderci cura di noi stesse, senza bisogno di morire per vivere, perché l’anoressia non ci farà mai essere quello che desideravamo, non esaudirà mai le sue promesse.

La strada del ricovero è dolceamara, ma nel momento in cui si decide di percorrerla si affibbia un bel calcione all’anoressia. Quell’anoressia che sembrava essere tutta la nostra vita, l’unica cosa che ci definiva, a poco a poco viene ad essere sostituita da quello che la vita E’ veramente. Certo, ci sono momenti difficili, e sono tanti, momenti in cui ci si sente perse e si ha paura ad andare avanti, perché il non sapere quello che ci aspetta incute timore. Ma va bene, dico davvero, ragazze, va bene così. Perché a volte aver paura è proprio un modo per cominciare.

23 commenti:

--->Sissi<--- ha detto...

grazie veggie, i tuoi commenti come al solito mi danno un sacco di forza =')
Io ci stò provando a non mollare, ci stò provando..però ho paura di non farcela..perchè i pensieri malati, per quanto io possa metterli a tacere, ci sono e mi perseguitano..
ma cmq spero che col passare del tempo le cose andranno sempre meglio..
grazie mille bacio ^^

Leda ha detto...

hai ragione, veggie.
ma è difficile, tremendamente ed angosciosamente difficile...
ti trovi ad un certo punto in cui non sai che cosa fare, non vuoi continuare ma forse nemmeno guarire, e rimani lì, triste, sola, prigioniera, la testa che scoppia, e non riesci nè ad alzarti da tavola sbattendo la porta e non mangiare, nè a mangiare senza trattenere lacrime, frasi velenose e tentativi di vomito...
arrivi al momento in cui sei sull'orlo dell'inferno e devi aspettare 15 giorni per avere i risultati delle analisi, 15 giorni che sembrano 15 anni, perchè tu hai solo e soltanto bisogno di aiuto, anche se sai che quando arriverà tu gli sputerai in faccia e pretenderai di continuare...
la pena del vedere la pena delle persone che ami, vorresti mangiare e farle felici ma non riesci a farlo, o meglio mangi ma poco e anche se ti stai nutrendo senti di morire...e cali e cali ancora e allo specchio ti vedi ogni giorno più grassa...
e allora ti chiedi veramente se un'uscita c'è o se tutto non è altro che un lungo sogno autunnale...

Balua ha detto...

... se non ti sbrighi a farlo tu, raccolgo io tutti i tuoi post in un libro.. e non ti do nemmeno i diritti d'autore!!

.. davvero.. scherzi a parte .. fai una raccolta e proponila a qualche editore.. oppure divolgala tramite e-book..

.. potresti farti aiutare da qualche associazione che combatte i disturbi alimentari, magari dividendo il ricavato..

.. con le tue belle parole si possono intraprendere moltissime iniziative!!!

Anonimo ha detto...

La risposta è "No!", i disturbi alimentari non mi hanno dato quello che avevano promesso, anzi! Hanno reso la mia vita un'insieme di ossessioni, non sono più capace di gioire delle piccole cose come prima, tranne quando quella maledetta bilancia dà un peso più basso..assurdo..voglio ritrovare la ragazza di un tempo, quella che si alzava ogni mattina piena di allegria e voglia di fare, quella con un sacco di obiettivi per il futuro, capace di scrivere storie, divorare libri, fare sport ( non quello massacrante alle 6 di mattina per bruciare calorie)... dov'è finita? Come hai detto anche tu, la scuola costituisce gran parte dei miei problemi, (soprattutto per quanto riguarda le compagne di banco e la scelta del liceo scientifico,spinta da mio padre, nonostante odiassi la matematica e la fisica) ma ormai sono all'ultimo anno, ho compiuto da poco 18 anni e si tratta di resistere.. Per quanto riguarda i sistemi per non concentrarsi su ciò che si mangia, cercherò di metterli in pratica, solo che non sto andando da un dietista, i miei non sono d'accordo, mio padre dice che è solo questione di forza di volontà e mia mamma che ha anche lei problemi con il cibo e ci convive da anni non è molto entusiasta di mandarmici...Comunque sono riuscita a convincerli a mandarmi da una psicologa, domani ho la prima seduta, ti racconterò poi com'è andata...Un caldo abbraccio, anche se non ci conosciamo, attraverso i tuoi post mi sento vicina a te e la tua forza mi arriva! Aisling

Momò ha detto...

"Ma, ragazze, volete davvero vivere il resto della vostra vita in balia dell’anoressia? "

No.

Un abbraccio.

Musidora ha detto...

Non riesco a dare un nome a quello di cui soffro, anoressia o bulimia, non lo so! mi sento estranea da tutto! Del resto lo scrivo e lo scrivi spesso anche tu che le etichette sono inutili... Però davvero a me sfugge il -nemico- contro cui devo lottare... Quel nemico è in me stessa, sono me stessa, ma se lotto contro me stessa è una battaglia persa in partenza...

Spesso osservo le persone e mi chiedo se hanno accesso alla loro vita interiore, e se si, come questo non possa turbarle...

fiordimagnolia ha detto...

Ciao Veggie.. sono d'accordissimo con te.. Io soffro di disturbi alimentari da 7 anni.. alterno tra bulimia e anoressia e in questi anni ho sfinito il mio oragnismo.. In apparenza, fisicamente, sono una ragazza normale, formosa ma normale, ma dentro mi sono completamente rovinata.. sono stata ricoverata 2 volte.. nel giro di un anno circa.. e tutt'ora sono ricaduta a terra ben bene, ma le cadute ci sono.. come i bimbi che imparano a camminare..
Io cado di continuo, ma ogni caduta mi insegna un qualcosa di nuovo.. Il ricovero non è semplice, ti fai un mazzo tanto e stai da cani, ma serve.. serve in modo esponenziale! Mette in luce punti che non vedevi, ti fa capire quanto si sono distorti i pensieri nella testa.. Non sono facili da sradicare è vero e forse non se ne andranno mai del tutto, ma una cosa è certa: non voglio che la mia vita sia comandata da una malattia così avida, così meschina..
Un abbraccio..
Fiordimagnolia.. ;)

evaluna ha detto...

Sono passata per rispondere al tuo intervento sul mio blog, che non sai quanta gioia mi abbia dato,ma le parole che ti vorrei dire sono gia' racchiuse in questo tuo ultimo e incoraggiante post.
Ascolto spessissimo quella canzone che ho linkato perche' riflette in pieno il mio stato d'animo.
Ho percorso per anni una lunghissima galleria senza illuminazione, completamente buia, e non vedevo mai la fine...ma allo stesso tempo non ho mai perso del tutto la speranza di riemergere nella luce.
Ora inizio a vederla: non e' ancora vicina, e'solo un puntino in lontananza.
E non nascondo che mi incute anche un certo timore.
Ma continuo a camminare in quella direzione.
Sapendo che non sono sola, che altre come me stanno vivendo la stessa situazione e possono comprendere e dire anche un'unica, piccola parola di conforto.
Fino a quando non arrivero' a vedere solo il sole...
Un abbraccio

Michiamomari, e ha detto...

su questo post... che dire, Veggie.. viene voglia di abbracciarti fino a stritolarti. Senti, GRAZIE anche della precisazione che hai fatto sul mio blog, a proposito dei blog che nn si possono più commentare.. nn ci avevo pensato che potesse essere così!

Anonimo ha detto...

Avere paura, spesso, ci aiuta a capire cosa non va in noi..
Un abbraccio.
Pachucha.

Vele/Ivy ha detto...

E' vero, non bisogna pensare di essere solo un involucro! Ognuno è una persona unica al mondo che merita per se stessa il meglio.

Pupottina ha detto...

scegliere il ricovero è la scelta che segue quella di voler continuare a lottare per vivere bene
un abbraccio
buon giovedì ^__________^

kaorim ha detto...

ciao ascolta ho fondato un blog contro l'anoressia... protaglia46.blogspot.com, vorrei che mi aggiungessi. anche io ne ho sofferto e ne sono guarita. è dura ma ce la possiamo fare. baci Klara

Samantha ha detto...

NON HO LETTO IL POST MA VOLEVO DIRE UNA COSA KE VOLEVO DIRE DA MOLTO TEMPO....
SECONDO ME DAI DCA NON SI PUO' GUARIRE... FORSE LO SI PUò FISICAMENTE MA E' SEMPRE UNA LOTTA INTERIORE A NON RICADERE... "SEMPRE"... E QUESTO NON E' GUARIRE ANZI... E' CONTINUARE A MORIRE MA IN MODO PIU' LENTO... SI CERCA DI VIVERE MA NON SI VIVE MAI COMPLETAMENTE PERCHE' LE PAURE SORGONO SEMPRE... VORREI IL NOME DI CHI NE E' USCITO SERIAMENTE, DAVVERO SENZA PIU' RICADERE NEL CORSO DELLA VITA... SECONDO ME QUEL NOME NON ESISTE... ANORESSIA, BULIMIA, BINGE... IN UN UNICO ACRONIMO DCA... NON UNA MALATTIA, NON UNO STILE DI VITA... LA TUA VITA CHE TI PORTI DIETRO... COME DIRE SONO BONDA SONO MORA, MI TINGO I CAPELLI DI ROSSO E POI VIOLA... COSI' I CAPELLLI RESTANO SEMPRE ANCHE SE LI TAGLI, LI RADI... E' SOLO UN MODO DI VEDERE DIVERSO... COSI' SI PASSA DA BULIMIA ANORESSIA ECC... AVRAI UN MOMENTO IN CUI PENSI CHE TUTTO SIA FERMO... MA IL GIORNO DOPO ECCO CAMBIARE PETTINATURA....

NON SEGUI I COMMENTI SE VOLETE DIRMI QUALCOSA... HIEINA@HOTMAIL.IT
UN BACIO, NON CE L'HO CON NESSUNO, SONO UNO SFOGO... SOFFRO ANCHE IO

Anonimo ha detto...

Ciao... Non è facile..cavolo..è da 8 anni che ombatto,ma non ce la posso fare...o meglio non voglio farcela...una volta che mi convico di riuscire a riprendere in mano la mia Vita,sucede sempre qualcosa..come se qualcuno mi impedisse di farcela..io sono cosciente della mia malattia..sono cosciente che 42 kg x 1.73cm non mi bastano..voglio scendere scendere...e sò benissimo che se continuo così morirò..ufff stò male...non sò neanche perchè scrivo qui....Scusami...Buona fortuna...
Cate

Darksecretinside ha detto...

Hai ragione tesoro....è questo che va urlato e ribatito...
NON SIAMO L'INVOLUCRO!!!
SIAMO IL CONTENUTO!!
E L'INVOLUCRO SERVE SOLO A DAR VITA AL CONTENUTO....
NON E' GIUSTO DISTRUGGERLO...IMPEDENDOCI DI VIVERE...
Un bacione.

nube ha detto...

In realtà qualcosa si ottiene,altrimenti perchè ci si ammala? Mi riferisco al senso di sicurezza,forza, autocontrollo,al senso di autostima che cresce in maniera inversamente proporzionale alla diminuzione di peso,all'attenzione che si ottiene.Certo,in senso razionale si capisce che sono bugie,tutte lo capiamo,siamo tutte intelligenti.E' a livello inconscio o, più in generale,emotivo che le cose si complicano...Come dire,credo che esista una discrepanza notevole tra questi due livelli.Però, fino a che punto "il gioco vale la candela"?Direi che hai proprio ragione:è assai più difficile percorrere la strada del ricovero che restare nell'abbraccio della malattia.

Anonimo ha detto...

Ciao Veggie! A me il ricovero (insieme ad un percorso che ho intrappreso dentro me stessa) mi ha salvato.ora sono così felice, serena...veramente, non ne vale la pena vivere solo per avere un peso sempre più basso! La vita ha momenti bui ma quelli belli sono talmente luminosi da far splendere gli altri di luce riflessa!
1bacio
laura (pinkina di splinder)

Veggie ha detto...

@ Sissi – Sicuramente con il tempo le cose potranno andare meglio… soprattutto se tu lo vuoi… Se tu non molli e continui a lottare, vedrai che a poco a poco le cose non potranno che migliorare… Ci vuole tanto tempo e fa paura, lo so… Ma è tutta una questione di fare il primo passo: quando l’avrai fatto, ti accorgerai che non era poi così terrorizzante… e potrai spiccare il volo…

@ Leda – Un’uscita c’è sempre, se tu vuoi trovarla. Non è una bacchetta magica, non succede nel giro di pochi giorni… ma è una lotta che dura una vita… e chi combatte non può perdere. Lo so quanto è difficile… mi ci sono voluti anni, mi ci stanno volendo anni… Ma, a poco a poco, mi rendo sempre più conto che ne vale la pena… Non fare le cose per gli altri, loro possono essere d’aiuto ma non saranno mai una motivazione sufficiente… è per te stessa che devi farlo… per riconquistarti la tua vita, metro dopo metro… Lo so che è difficile decidere di combattere perché si teme di perdere quelle che, per quanto distruttive, sono comunque delle certezze… ma vale davvero la pena continuare a rimanere legate a un qualcosa che finisce per soffocarci? Anche se ti senti sull’orlo del baratro, ricordati che hai davanti sempre 2 scelte: saltare o continuare a camminare. Io ho fatto la mia scelta… e spero che sia anche la tua…

@ Balua – Io sono no-profit, Balua! No, a parte le battute… spero davvero che quello che scrivo possa essere d’aiuto… e mi piacerebbe, certo, hc ele mie parole potessero raggiungere quante più persone possibile che stanno combattendo l’anoressia… ma non potrei mai farlo per soldi… Lo faccio solo perché è quello che mi sento di fare…

@ Aisling – Innanzitutto, spero che la tua prima seduta con la psicologa sia andata bene… e ti faccio i complimenti per essere riuscita a legittimarti questo passo importante, davvero importantissimo nel tuo percorso di ricovero… E’ davvero bello leggere di questo tuo atto di coraggio… e ti auguro che questa psicologa sia la persona giusta a sostenerti e a darti una mano in questo difficile percorso… Certo, l’arma fondamentale è e sarà sempre la tua forza di volontà… ma ci sono momenti in cui, oltre a questa, è necessario un supporto specialistico… Se bastasse solo ed unicamente la forza di volontà, sarebbe molto più facile combattere contro l’anoressia, e questa malattia non sarebbe la 1^ causa di morte tra le patologie psichiatriche… Quindi, certo, la forza di volontà è ASSOLUTAMENTE ESSENZIALE… ma lo è altrettanto un adeguato supporto… Posso capire che, data la loro esperienza personale, i tuoi genitori possano non essere molto propensi all’idea di una dietista… ma tu prova a ricordargli che tu non sei loro! Se a loro una cosa è andata male, non sta scritto da nessuna parte che debba essere altrettanto anche per te… Quindi: se senti il bisogno di consultare una dietista, al diavolo quello che dicono i tuoi! Sei maggiorenne e questa è la tua vita… DEVI poter scegliere quello che ti è necessario per te stessa… Senza farti condizionare dai desideri dei tuoi genitori… perché questa vita è la TUA, non la loro. Ci sono tanti modi per combattere… se non ti arrendi, vedrai che si apriranno davanti a te tutte le strade… Non ritornerai la ragazza di prima, ma ti scoprirai un’altra personcina più bella e più splendida… perché il fuoco indurisce ciò che non distrugge… Ti abbraccio forte anch’io…

@ Momò – Ehi, Momò, benvenuta! Innanzitutto, grazie per essere passata di qua… e grazie per aver lasciato una tua traccia… Sai, credo che la tua risposta sia l’essenza di tutto… NO. Un “no” secco, deciso, definitivo. Facciamolo diventare reale. Fallo diventare reale. Ne hai tutte le potenzialità e le capacità. Tu… ce la puoi fare tranquillamente, sai?!!... Ricambio l’abbraccio…

Veggie ha detto...

@ Musidora – L’hai detto da sola, le etichette non servono… possono servire ai medici per rassicurare, tutt’al più per espletare una terapia… Ma a noi non servono. Sono inutili. Non basterebbero tutte le parole del mondo a definirci… figuriamoci una soltanto… Non è al sintomo che bisogna dare un nome… è alla sofferenza che bisogna dare una ragione. Se combatti contro te stessa, anche se vinci, perdi. Ma non devi più essere tu il bersaglio del tuo odio e della tua rabbia… tirale fuori e trasformale in emozioni sane e creative… con un talento come il tuo, non ho dubbi che tu possa riuscirci… Avere accesso alla propria vita interiore credo sia una delle cose più difficili che ci siano… ma forse riuscire a combattere il nemico che è in noi fuori di noi… bè, questo è già un buon assaggio di vita interiore…

@ Fiordimagnolia – Cara Fiordimagnolia, benvenuta! Ti capisco, sai, perché con un po’ di varianti la tua storia potrebbe essere la mia… Ci sono dentro da un po’ più di tempo, solo anoressia, 5 ricoveri… ma per il resto, le tue parole potrebbero essere le mie… Anch’io adesso sono fisicamente normale ma mi ritrovo con un corpo logorato… e mi capita di ricadere, inevitabilmente… ma, mentre all’inizio vivevo male le ricadute, adesso sto cercando di guardarne sempre il lato positivo… quello che posso imparare, quello che mi può evitare di ripetere lo stesso sbaglio… In fin dei conti, è così che s’impara, no?!... per prove ed errori… Il ricovero credo sia la cosa più dura che dovremo mai affrontare nella nostra vita, ed è ovvio che non ci sono bacchette magiche che potranno cancellare quello che abbiamo vissuto e certi pensieri dalla nostra testa… Però possiamo combatterli, combatterli ogni giorno, e questa è già una vittoria… Un abbraccio forte anche a te…

@ evaluna – I DCA finiscono inevitabilmente per essere una galleria lunghissima… un tunnel che sembra davvero infinito, e a un certo punto si comincia a temere di non riuscire a vedere mai più la luce… Ma la luce c’è… e per vederla dobbiamo solo imparare ad aprire gli occhi, pian piano… Smetterla di andare avanti inoltrandoci nelle tenebre, ma fermarci, guardarci alle spalle, tornare indietro… perché è da là che viene il riverbero di quella luce… Non abbandonare mai la speranza, che è un’arma importantissima per questo percorso… e, assieme alla speranza, tieni la forza di volontà… e non smettere mai di camminare… perché se continui a camminare, la luce la raggiungi. Prima o poi la raggiungi sicuramente. Non sei sola, no. Io sto camminando con te e, anche se da lontano, ti tengo per mano…

@ Mari – Figurati, grazie a te… Ricambio l’abbraccio stritoloso!! ^__^

@ Pachucha – E’ vero, la paura è un ottimo stimolo di riflessione… e, talvolta, è davvero salvifica… perché è proprio la paura che spinge a reagire…

@ Vele/Ivy – Noi siamo talmente tante cose che è semplicemente assurdo pensare di fermarsi all’involucro… anche perché le cose più belle e più importanti sono quelle che stanno dentro…

@ Pupottina – Sì… una scelta difficile ma necessaria… necessaria per ricominciare a vivere davvero…

@ Kaorim – Ciao Klara/Kaorim… benvenuta!! Sono appena passata dal tuo blog, e ti ringrazio per aver lasciato il tuo commento… A me va benissimo fare scambio di link, non c’è problema! E se vuoi combattere insieme ma me e alle altre ragazze… passa di qua ogni volta che vuoi! Un abbraccio forte…

Veggie ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Veggie ha detto...

@ Samantha – Questo è il discorso che ti fa fare il DCA… ma TU, Samantha, non pensi assolutamente queste cose… Le scrivi solo perché il DCA te le fa temere, e allora preferisci mettere le mani avanti… Per paura di non arrivare a niente, meglio non dare niente, ti fa dire l’anoressia… Ma questa non è la verità, e lo sai anche tu… E non è un caso se hai postato questo commento proprio qui, su questo blog… E non è uno sfogo, il tuo… Vuoi sentirti dire che quello che hai scritto non è vero… Bene, Samantha, non c’è problema: NON E’ VERO. Te lo assicuro. E’ il DCA che ti fa pensare e temere tutto questo, ma non è vero… Come non è vero che non segui i commenti… Forse non risponderai su questo blog per presa di posizione d’orgoglio, ma sono certa che tornerai a leggere… Non ti risponderei qui, se non ne fossi certa… E’ proprio perché stai male che devi alzare la testa, combattere, aiutarti e farti aiutare… Tu non meriti questo dolore… Tu puoi battere questo dolore… non è più grande o più forte di te… Sì, inevitabilmente un residuo rimarrà sempre, sarei bugiarda se ti dicessi il contrario… ma si può arrivare a vivere dominando il DCA e non essendo dominate da esso… TU puoi farcela… Leggi il post, se il DCA ti ha impedito di leggerlo… Chi ne esce veramente è chi combatte giorno dopo giorno per tutta la vita senza mai arrendersi… Non è più forte di te… e non sei sola… Io sono qui. Ti abbraccio forte…

@ Cate – Ehi, ciao Cate, benvenuta! Scusarti di cosa? Mi ha fatto piacere che tu abbia scritto, invece!... Sai chi è che cerca a tutti i costi d’impedirti di farcela? Sì, proprio lei, l’anoressia… Ma tu vuoi davvero farti battere dall’anoressia? Vuoi essere da meno di lei? Io non credo proprio… Lo so che certi momenti sono particolarmente difficili perché ti sembra che la vita si chiuda e allora hai paura ad andare avanti perché temi di non essere capace di sopportare ciò che ti aspetta… Ma in realtà sei molto più forte di quello che credi… e hai dentro di te tutta la grinta necessaria per stringere i denti e continuare a combattere… Non dire che non ce la puoi fare, sennò ti costruisci la profezia che si auto-avvera e non ce la farai sul serio… Hai scritto che “non vuoi” farcela, ma sappiamo entrambe che è una bugia… Tu, in realtà, lo vuoi con tutta te stessa… solo che hai paura di fallire, e allora preferisci non tentare neanche. È vero, se non tenti non corri il rischio di fallire… ma non corri neanche il rischio di farcela… Non smettere mai di darti una possibilità… perché anche una sola… solo quella… è quella giusta… Ti mando un baciotto!...

Veggie ha detto...

@ DarkSecretInside – Noi siamo le persone che siamo DENTRO… ma ci vuole un’interfaccia per relazionarci al mondo… perciò, quello che dovremmo cercare di fare, è aver cura di quest’interfaccia per evitare che c’impedisca ancora di esprimere tutte le nostre potenzialità…

@ nube – Il punto è che, appunto, il gioco non vale la candela. Le sensazioni positive ci sono, inutile negarlo, le tue parole sono le stesse che ho usato io su un video che ho fatto… sicuramente sono sensazioni universali e condivise… ma che (purtroppo e/o per fortuna) non sono destinate a durare… anche per il semplice fatto biologico che non si può perdere peso all’infinito senza avere conseguenze… Il gap tra emotività e razionalità ci sarà sempre… ma noi abbiamo tutta la possibilità di decidere da che parte far pendere i piatti della bilancia… Certo, rimanere nell’anoressia è più semplice… per quanto distruttiva, è comunque una sicurezza… Scegliere di combattere, invece, non offre nessuna sicurezza… ma è l’unica cosa che offre almeno una possibilità…

@ Laura – Ciao bella, grazie mille per le tue parole… Sono così stupende che meriterebbero di venire sottolineate e incorniciate… e la cosa più bella è che sono vere e sono giuste… hai perfettamente ragione… Ti abbraccio forte…

@ Annarita – Relazionarsi con l’aumento di peso è difficile soprattutto per il concreto rischio di ricadute… Ma non si può fare altro per riguadagnare la salute, quindi… tanto vale tener duro e cercare di vederla in chiave positiva, no?!...

 
Clicky Web Analytics Licenza Creative Commons
Anoressia: after dark by Veggie is licensed under a Creative Commons Attribution-NoDerivs 3.0 Unported License.