Come gli alchimisti trasformavano il ferro in oro… voi potete trasformare l’oscurità in luce. Siete tutte benvenute.

giovedì 22 ottobre 2009

Domanda #1: Il ruolo della psicoterapia

La 1^ domanda cui rispondo, nell’ordine in cui mi sono state poste, è quella di Lety. Mi sto riferendo a:

“Che ruolo ha giocato la psicoterapia frontale (1:1) nel tuo percorso di ricovero, nel momento in cui hai avuto gli strumenti necessari per percorrere la strada del ricovero cercando di adottare quanto meno possibile i comportamenti disfunzionali dell’anoressia? Inoltre, dato che hai più volte scritto che attualmente ti segue solo una dietista, pensi di ricominciare prima o poi a fare psicoterapia?”

Per rispondere a questa domanda, è necessario che faccia una premessa: sono passata per le mani di diversi psicoterapeuti prima di trovare la persona “giusta” per me. “Giusta” è una parola grossa, ma al momento non ne trovo una più adeguata. Diciamo che ho cambiato diverse volte prima di trovare una persona con la quale mi sono seriamente impegnata per mettere su una terapia costruttiva e funzionale. Forse era lei ad essere la persona “giusta” per me, più probabilmente ero io che, a quel punto, avevo acquisito la determinazione necessaria per lavorare su me stessa e sull’anoressia.

In ogni caso, ho seguito una psicoterapia con questa persona per circa 3 anni. Quando ho iniziato la odiavo profondamente, poi ho cominciato a trovarla fastidiosa, poi a tollerarla ed infine, eventualmente, ad esserle grata per lo spazio che mi aveva offerto per lavorare su me stessa. Durante i 5 ricoveri in centro specializzato per DCA che ho fatto, inoltre, ho sempre seguito una terapia di gruppo. In entrambi i casi, è stata una psicoterapia concentrata sul “problema-anoressia”, anche se ho comunque avuto modo, soprattutto nella terapia individuale, di allargare lo spettro d’azione ad altri ambiti della mia vita, al fine di cercare di capire quali fossero i molteplici fattori d’insorgenza e mantenimento dell’anoressia, al fine di poter spezzare il circolo vizioso.

Ad ogni modo, tornando alla domanda, la psicoterapia frontale è stata per me utile anche in quanto modo di sapere che lì avevo una via d’uscita, uno sbocco. Nel momento in cui mi sono sentita in grado di “camminare unicamente sulle mie gambe”, ho smesso di andare dalla psicoterapeuta una volta la settimana, e ho cominciato a dilazionare gli appuntamenti: ci andavo un paio di volte al mese, o anche più raramente. Così facendo, sapevo che se mi fossi trovata di fronte ad una difficoltà – alimentare, relazionale, personale, etc… - avrei comunque avuto un appuntamento con la psicoterapeuta nel futuro, per quanto lontano, e quindi un’occasione per parlarne. Questo mi ha permesso di imparare a modulare l’ansia e di poter essere, nel giro di un po’ di tempo, completamente indipendente dal suo aiuto: ero capace di vivere con me stessa e di prendermi cura di me, ma sapevo che se avessi avuto una ricaduta o necessità del suo aiuto, lei sarebbe stata comunque lì.

Penso che la psicoterapia individuale abbia un’importanza fondamentale nel momento in cui siamo disponibili a lavorare su noi stesse nell’intraprendere il percorso di ricovero, perché fornisce importanti spunti ed armi per poter combattere ancora più efficacemente contro l’anoressia.

A proposito della psicoterapia, inoltre, ho scritto molto anche QUI… suggerisco vivamente una lettura a te e a chiunque non avesse ancora avuto modo di leggere questo post.

Riguardo all’idea di poter riprendere personalmente una psicoterapia, sì, è un’opzione che sto seriamente valutando. Mi sono già procurata i numeri telefonici di qualche terapeuta della mia zona, e credo proprio che presto proverò ad iniziare un nuovo percorso psicoterapeutico. Sono molto curiosa di vedere cos’altro posso scoprire lavorando su me stessa, e voglio darmi altre occasioni per riconoscere i miei limiti e provare a superarli: sicuramente il farlo affiancata da una persona competente mi aiuterà a mantenermi concentrata e a non disperdere le energie. Inoltre, se una psicoterapia può permettermi di scoprire nuove armi per combattere contro l’anoressia… bè, sono qui per questo! E se uno psicoterapeuta può darmi una mano nel farlo, non posso che dire che è il benvenuto. In fin dei conti, l’unico modo per iniziare a percorrere nuove strade è… iniziare a farlo!

Se avete altre domande, continuate a postarle QUI. Una alla volta, risponderò a tutte!

23 commenti:

sorridente ha detto...

Sicuramente il riuscire a scavarsi dentro è un ottimo aiuto per affilare per bene le armi e combattere contro i mostri che ci fanno stare male.
baci

Vele/Ivy ha detto...

Certo che il ruolo degli psicoterapeuti è veramente importante e implica molte responsabilità. A volte incontrare la persona giusta al momento giusto può essere letteralmente vitale.

--->Sissi<--- ha detto...

ciau veggie..lo sò che è come mi dici tu..
ma ho paura di affrontarlo non sò se ci riusciro..cmq mio padre chiama da 3 gg ma trova sempre occupato, al centro..=(
un pò sn curiosa di vedere cs mi dicono, cosa fanno..quello si!
bacio

Pagliuzza ha detto...

Ehi che piacere risentirti :D Mi travesto da infermiera "sexy".. nn c'entra niente kn halloween ma c sn delle ragazze che vengono a ballare kn me (amiche di amici) che si vestono cosi e hanno tanto insistito che m vestissi anche io cosi.. mi sa che sembrerò 1infermiera balena :( 1bacino..

SRIJPB ha detto...

Ciao veggie...io ho provato ad andare da una psicoterapeuta...però non riuscivo a parlare...spiaccicavo una parola ogni quarto d'ora...e mi sembrava tanto di far perdere tempo...che fare?!?anche perchè è difficile parlare con estranei di se stessi guardandoli negli occhi(per modo di dire xk non l'ho mai nemmeno guardata in faccia nemmeno una volta)alla fine non sono più andata...ho paura che possa accadere nuovamente una situazione terribile del genere...

Anonimo ha detto...

Grazie per la pronta risposta, cara! Ti avevo posto questa domanda perchè ero un po' in dubbio con la psicoterapia, ma posso dire che leggere le tue parole ha chiarito molte perplessita e fatto luce su aspetti che non ero riuscita ad ammettere neanche a me stessa, perciò ti ringrazio davvero.
Spero che la tua nuova psicoterapia andrà a meraviglia, anche se a giudicare da quello che ho "visto" sinora non ne ho dubbi...

Lety

evaluna ha detto...

Io ho tentato, in tanti anni di DCA, di ricorrere alla psicoterapia, piu' di una volta: non sono stata fortunata, nessuno e' mai riuscito a mettermi a mio agio al punto di aprirmi e svelarmi senza reticenze.
Ho continuato poco convinta per un po', poi ho mollato.
Tutte le volte.
Commettendo l'errore di pensare: posso farcela anche da sola, invece che insistere nella ricerca di qualcuno piu' adatto a me.
Da sola ce l'ho fatta a sconfiggere il sintomo delle abbuffate e relative purificazioni, ma in realta' il mio disturbo alimentare ha semplicemente cambiato volto.
Pur contando su delle risorse inaspettate, perche' mi chiudo in me stessa e cancello il resto del mondo per qualche giorno, e poi di fronte alla gioia causata anche da piccole cose, rinasco.
Cio' non elimina comunque il problema che c'è alla base, e di fronte all'idea di superarlo da sola, getto le armi.
Perche' continuerei solo a sbattere la testa contro il muro, come dici tu, invece di voltargli le spalle e tornare nella giusta direzione, quella che porta all'amore verso me stessa, non l'amore malato che distrugge, quello sano che ricostruisce...
Mandero' silenziosamente in quel posto la persona che mi ha etichettata come anoressica...lo farei anche a voce alta, se non rischiassi il posto di lavoro.
Grazie per la tua infinita comprensione e pazienza...hai energia da vendere, anche se sei uno scricciolo!
Ti voglio bene

fiordimagnolia ha detto...

Io sono in terapia da anni, e posso dire che senza aver fatto un percorso terapeutico io non sarei qui a raccontare le cose o a scrivere. Prima di trovare il mio psicologo e la mia psichiatra l'anno successivo, ero stata da altre persone.. incompetenti. Se non fosse stato per una pia professoressa delle superiori, io non avrei mai e poi mai conosciuto il mio psicologo perchè non mi fidavo assolutamente di chi mi aveva voltato le spalle nel momento di bisogno (perchè c'è anche questa gente). Trovare il terapeuta "giusto" credo che sia di fondamentale importanza.. bisogna che si crei un rapporto di fiducia reciproca e senza feeling non si va da nessuna parte. In questi anni ho potuto capire tante cose, superarne altre.. senza una valida spalla forse non avrei mai notato certe sfumature, certi punti. Sono andata vicina più di una volta a togliermi dai piedi, ma grazie a loro sono qui, e sono contenta di esserci!
Un abbraccio grande Veggie.. grazie per le parole che mi lasci..

Anonimo ha detto...

Ribadisco quel che ho già affermato altrove: la psicoterapia è una gran cazzata. Se con il termine “psicoterapia” si indicano le sedute da idioti di strizzacervelli e strinzi in cmaine bianco, sono tutte puttanate. La psicoterapia una se la fa da sola, mettendosi davanti a se stessa e guardandosi dentro davvero, dicendosi la verità. I deficienti che pretendono di metterti una schifosa etichetta addosso e di sapere tutto di te solo perché hanno dato nome a un sintomo, sono evidentemente solo dei lobotomizzati. Sputargli in faccia e togliersi dai coglioni, ecco cosa ho fatto. Ecco cosa bisogna fare. Ovvio che bisogna lavorare su noi stesse, altrimenti si rimane impantanate in questo mare di merda dell’anoressia. Ma DA SOLE. Senza scassacazzi tra le palle.

Jonny

Wolfie ha detto...

Allora, premetto che io sto seguendo una psicoterapia da diversi anni (quasi 3 e mezzo), e sostanzialmente quoto quel che ha scritto fiordimagnolia! Vado dalla psicologa 2 volte la settimana, 2 incontri di un’ora ciascuno, e mi aiuta molto, perché quando mi sento giù, quando sento che sto per ricadere o comunque per commettere un passo falso, so che c’è lei pronta a sostenermi… o anche semplicemente a lasciarmi lo spazio per parlare e per sfogarmi di quello che mi fa stare male. E quando commetto qualche sbaglio, lei è sempre molto positiva e propositiva, e mi aiuta ad elaborare strategie per riprendermi al meglio. Mi aiuta inoltre a ragionare su me stessa e a fare introspezione dandomi preziosi input.
Vorrei però aggiungere che anch’io, come Veggie, fiordimagnolia, e probabilmente molte altre di voi, non ho trovato questa psicologa al primo tentativo: ho dovuto cambiare diverse persone per trovare quella con cui riuscissi finalmente ad aprirmi. Quindi, il mio consiglio dato veramente a cuore aperto è: se non avete ancora trovato la persona con cui riuscite a parlare e che riesce ad aiutarvi, continuate a cambiare e a tentare fino a che non la troverete! Perché quando la troverete vi accorgerete che davvero stabilendo una sinergia con quella persona potrete arrivare a fare tantissimo! Quindi non scoraggiatevi anche se le delusioni fanno male, lo so per esperienza, e andate sempre avanti, e continuate a cercare e a provare!
Uno SMACK a tutte!

Aileen ha detto...

Get up è parte di me in questo ultimo periodo..sono sempre li che ascolto quella canzone :D Oppure "hold", o "stand in the rain", o "we live" o ..-scoperta dal tuo video *-*-"it's on".
O che bravi che sono..sanno darmi la forza e la giusta carica per affrontare la giornata.
E come sempre, ti ringrazio, le tue parole riguardo alla mia ricaduta mi aiutano, come sempre..come tutto ora, sto cercando un appiglio a tutto per cercare di capire davvero se è il "non mangiare" che voglio.

Ti abbraccio, A.

Milly Ray ha detto...

Io non ho mai intrapreso una psicoterapia. La qualità (che in questi casi pretendo) la consideravo economicamente troppo costosa e mai avrei chiesto un aiuto finanziario... specialmente ai miei, a cui attribuivo un ampio grado di responsabilità. Però ho parlato via mail tutti i giorni per una annetto circa con una amico più grande di me, una persona molto sensibile e molto matura che pur non essendo uno psicoterapeuta era comunque in grado di farmi riflettere e di aiutarmi a pormi delle domande fondamentali. C'è comunque da dire che tranne alcuni periodi più critici, il mio problema è rimasto sempre sotto "soglia"... per cui potevo pure provare a cavarmela senza uno specialista, come infatti ho fatto. Ma c'è voluta una valanga di autoanalisi e autocritica e una gran bella rivoluzione di tutto il mio modo di vivere. Sono stata fortunata, ho letto libri e mi sono documentata sulla cosa, ma potevo non cavarmela... ho avuto la fortuna di essere riuscita a procurarmi i mezzi giusti.
Quel mio amico aveva, al tempo, una ragazza che soffriva di DCA, a cui stava molto vicino, cercando di capirla nel profondo. SEi mesi dopo la fine della loro storia... ci siamo messi insieme io e lui. :-)

Darksecretinside ha detto...

Eccomi..........
Io credo che il supporto di un psicoterapeuta sia fondamentale, durante tale percorso.
Ma ancor di più lo è, il trovare la persona (prima del medico) giusto.
Per giusto, intendo, idoneo a sè.
Una persona preparata di competenza e basta è davvero poco a volte, quando poi, non nasce l'empatia che porta il paziente o la paziente ad intraprendere un cammino così importante.
Alcuni anni fa, mi sono rivolta ad una USL per fare un percorso di terapia (tralascio i motivi) Mi hanno assegnato una donna con la quale è bastato presentarci per respingerci a vicenda....
Ho rinunciato all'istante e lì, ho compreso quanto poi uno/a non vale l'altro/a.

Un abbraccio tesoro!

Anonimo ha detto...

Ciao Veggie! Come stai?
Hai proprio ragione sull'importanza di conoscere noi stessi ed è un'ottima idea la tua!Tu hai il coraggio di metterti in gioco, sei una combattente al 100 per cento (fai anche karate!) e questo è fondamentale! Da quando sono iniziati gli incontri con la psichiatra, mi sono resa conto di quanto poco sappia di me, del mio carattere un pò contraddittorio e delle mie emozioni. Lei mi ha chiesto che cosa provassi prima di un'abbuffata e io le ho risposto che sento un grande vuoto, prima di una restrizione invece una grande rabbia, mentre il pensiero che se fallisco tanto c'è il suicidio ( pensiero mai messo in atto)mi dà sollievo. Quando mi ha chiesto se c'è qualche evento che fa scatenare l'abbuffata non ho saputo rispondere perchè apparentemente nulla, nel senso che spesso i casini che combino con il cibo non seguono per forza una brutta giornata o qualcosa del genere. Scavando più a fondo sono venuti fuori degli aspetti del mio carattere del cavolo che vuole che tutto sia sempre perfetto,che le emozioni siano sotto controllo(ad esempio piango raramente e quando lo faccio mi sento una scema).. Ci ho pensato su e in effetti è vero, la mia vita deve essere sempre programmata al dettaglio,dal cibo alle azioni e i problemi alimentari sono solo la punta dell'iceberg.. Mi vergognavo un pò a dirle che l'altro ieri sono andata letteralmente in panico perchè mia nonna mi aveva preparato, oltre al cibo che avevo programmato, anche una sogliola impanata (gonfia d'olio fra l'altro ma non giustifica una reazione del genere), però, se voglio essere aiutata devo dirle tutto.. Ma secondo te devo smettere di scrivere diari alimentari? Da due anni li sto scrivendo ovunque, appena ho un pezzo di carta in mano!!
Ti mando un bacio grande... Aisling

nube ha detto...

Brava! vedrai che scoprirai un sacco di cose nuove su te stessa! con la psicoterapia,soprattutto se lo psicoterapeuta è di orientamento psicodinamico,veramente non si finisce mai di scoprire...poi, come dici tu,allargare lo spettro è sinonimo di crescita interiore.E' un grande passo quello di rivolgere il focus sulla tua vita anzichè quasi solo sul problema anoressia...Ed è un passo che si compie spontaneamente.In bocca al lupo allora!!

Ana. ha detto...

Ciau Carissima. Grazie per Il commentino. Grazie per essere con me.
:)
Un bacio.

Veggie ha detto...

@ sorridente – Io ne sono profondamente convinta… e spero che lo saranno tante altre ragazze…

@ Vele/Ivy – Sì… ed è proprio per questo che non bisogna smettere mai di cercare la persona “giusta”… perché c’è… e sta solo a noi avere la forza e la pazienza di cercarla per scovarla… e allora potremo veramente dare un grosso aiuto al nostro percorso e alla nostra lotta…

@ Sissi – Bè, la curiosità è già un’ottima molla… Fai un tentativo, di sicuro non ci perdi niente… E non aver paura a mollare il freno a mano, perché solo così puoi iniziare a correre davvero… Ti abbraccio, piccola…

@ Pagliuzza – sarai l’infermiera più bella in circolazione, ne sono sicurissima!! Divertiti, mi raccomando, eh!... E non lasciare che il DCA ti faccia pensare cose distorte, perché sono tutte bugie… Un baciotto!...

@ SRIJPB – Secondo me (parere ovviamente parziale e da “esterna” che non ha vissuto la tua situazione…) quella psicoterapeuta non era la persona giusta per te… Te lo dico perché anche a me è capitato, di fronte a certe psicoterapeute, di sentirmi esattamente come hai descritto tu… e allora ho mollato subito la terapia con loro, perché mi sono resa subito conto che se non riuscivo ad aprirmi non sarei riuscita ad arrivare da nessuna parte; non avrebbero potuto aiutarmi a lavorare su me stessa. Così, ho cambiato. Che è quello che, secondo me, dovresti fare anche tu… Se con quella persona non ti sei trovata bene, perché forzare la mano? Sarebbe controproducente… cerca qualcun altro senza perdere tempo! Del resto, DCAmoci (^__^) la verità: molto probabilmente ti ricapiterà una situazione del genere… anzi, quasi di sicuro… perché trovare la persona “giusta” è tremendamente difficile… ma non devi arrenderti per questo, anzi… devi riprovare, e riprovare, e riprovare ogni volta fino a che non ti troverai di fronte alla persona con cui riuscirai ad aprirti con naturalezza… e sarà quella la persona che potrà tenerti per mano nella strada della psicoterapia.

@ Lety – Troppo buona, tesoro… Io lo spero… Grazie a te per la domanda e per le tue parole… Un abbraccio forte…

@ evaluna – Hai ragione, sei stata sfortunata… E non sai quanto mi dispiace leggerlo… Perché sono proprio i terapeuti che non riescono ad instaurare un dialogo con le pazienti che ti fanno scoraggiare, ti fanno pensare che sei tu ad essere sbagliata, e ti fanno passare la voglia di lottare e di cercare altro… Ma adesso che hai questa consapevolezza… adesso che sai che ci sono cose che non possiamo superare da sole… e non perché siamo stupide, o deboli, o chissà cosa, ma semplicemente perché sono cosa troppo grandi per una persona da sola… adesso puoi ricominciare la tua ricerca. Certo, da sole possiamo fare anche passi grandi ed importanti… ma se non c’è un pavimento solido che li sostiene, arriveremo poco lontano… Puoi prenderti cura ti te stessa, invece, perché non è mai troppo tardi… e farti aiutare… Tentando e ritentando, anche un milione di volte, finché non troverai la persona “giusta” per te… perché quella persona esiste… devi solo avere il coraggio e la pazienza di continuare a cercarla…
Grazie a te per le tue parole, per i tuoi commenti, e per continuare a leggermi… Un abbraccio fortissimo dal tuo “scricciolo” preferito…

Veggie ha detto...

@ fiordimagnolia – Grazie mille per la tua testimonianza… veramente preziosissima. Condivido molto di quello che dici… Certo, siamo solo noi le artefici del nostro destino, ma è indubbio che avere un supporto giusto possa essere veramente importantissimo nella strada che stiamo percorrendo… Ovvio, le musate sono inevitabili… ma le tue parole dimostrano che quel che è più importante è non arrendersi e darsi sempre un’altra possibilità… perché potrebbe essere quella decisiva… Un abbraccio forte, e grazie per le tue parole…

@ Jonny – Potrebbe essere una remotissima eventualità, per carità, non discuto, ma… Hai mai pensato, semplicemente, di non aver trovato la persona “giusta” per te? Hai mai pensato di poter fare almeno un altro tentativo? Siamo tutte umane… capita di ferire gli altri anche senza volerlo… E certo le persone con cui hai avuto a che fare probabilmente ti hanno ferita molto profondamente se arrivi a scrivere certe cose… Ma non negare mai a te stessa un’altra possibilità, nel momento in cui ti sentirai pronta a farlo… Perché se gli altri ti hanno ferito, non per questo tu devi continuare a ferire te stessa…

@ Wolfie – Grazie anche a te per la tua testimonianza… è sempre bello leggere il tuo coraggio e la tua positività… Sei di grande supporto ogni volta che ti leggo… GRAZIE…Ti auguro di riuscire a trarre sempre il meglio dalla psicoterapia, che ti aiuti a combattere una volta per tutte il tuo DCA… ma sono certa che con la tua forza e la tua determinazione ci riuscirai sicuramente… Un bacione!

@ Aileen – E’ vero, trovo che molte delle canzoni dei “Superchick” siano un vero toccasana… positive e propositive, ti danno davvero la carica… Io ne ho fatto una sorta di “compilation”, e ogni volta che mi sento un po’ giù metto uno dei loro CD, la loro musica nello stereo, ed è davvero magica… Ma non mi devi ringraziare sempre, ci mancherebbe altro!... Spero che tu stia un po’ meglio, adesso… Dici che ti chiedi se è davvero il “non mangiare” che vuoi… ma nel momento in cui ti permetti di farti questa domanda, secondo me hai già la risposta… Ti abbraccio…

@ Milly – Allora deve essere proprio una persona speciale… ^^” Sai io credo che, a modo loro, anche gli amici riescano a farti fare tanta psicoterapia… perché sono una sorta di specchio, che però ci rimanda un’immagine di noi più reale che non quella che abbiamo noi di noi stesse… La cosa più importante credo sia, a prescindere dalle lauree, la capacità di chiedere aiuto e avere una persona che ci vuole bene e a cui vogliamo bene per aggrapparci… e per darci una mano a combattere…

@ DarkSecretInside – Sono perfettamente d’accordo con te… L’intesa è molto più fondamentale della competenza… prima deve instaurarsi quella, sennò la psicoterapia non procede… E tu hai fatto benissimo a non proseguire un percorso con una persona che non sentivi “giusta” “a pelle”… Ricordati però che, se in futuro dovessi aver bisogno, devi sempre darti la possibilità di cercare… perché esiste la persona “giusta” per te… devi solo avere la pazienza di scovarla…

Veggie ha detto...

@ Aisling – Dici che da quando hai iniziato gli incontro con la psichiatra ti sei accorta di sapere poco di te stessa… bè, penso sia così un po’ per tutte… perché certe cose ce le nascondiamo… sono difficili da accettare, e allora preferiamo “mettere la testa sotto la sabbia”… non è che quelle cose non le sappiamo, è solo che preferiamo non vederle, e allora finiamo per dimenticarle… Bè, penso che la psicoterapia sia utile ed importante proprio per questo: per permetterci di tirare fuori e di affrontare quello che nascondiamo a noi stesse. Dici che io ho coraggio, ma mi sembra proprio che sia esattamente lo stesso coraggio che traspare da te nel momento in cui ti metti in gioco in questa psicoterapia che stai seguendo… Perciò, continua a scavare. Scava dentro di te ma senza fretta, senza porti obiettivi troppo ambiziosi, che sennò poi ti viene l’ansia da prestazione e mandi tutto a puttane… semplicemente, con l’aiuto della psichiatra, prova a guardarti pian pianino dentro, e vedi quello che riesci a tirare fuori. Ogni piccola cosa è un’arma importante di questa battaglia, un’arma che ti permetterà di affrontare il DCA in maniera più consapevole e, dunque, più mirata. Le sensazioni sono le cose più difficili da descrivere, quindi non ti devi preoccupare se non hai saputo rispondere alla sua domanda… ci vuole tanto tempo per decodificare un’emozione, ancora di più per capire cosa ci sta a monte dell’emozione, cosa l’ha innescata… Settimane, mesi, pure anni… Ma se continui a cercare, vedrai che sul lungo termine troverai tutte le risposte… perché quelle sono già dentro di te, aspettano pazientemente che tu le porti alla luce… E sappi comunque che non ti devi vergognare di niente di quello che dirai alla psichiatra: anzi, ogni piccola cosa che le dirai sarà utile ed importante al tuo processo di ricovero. Ogni cosa che le dirai sarà un sassolino che accatasterai da una parte. E che vuoi che sia, un sassolino? – mi chiedereai tu. E’ vero, un sassolino non è niente… ma tanti sassolini insieme fanno una scogliera.
Mi chiedi dei diari alimentari… Premetto che non ne ho mai tenuto uno, a parte una volta, per una settimana, quando avevo 15 anni, perché me lo chiese espressamente la dietista… Comunque, secondo il mio parere (sottolineo: secondo il mio parere, quindi non prendere quello che sto per scrivere per oro colato…) tenere un diario alimentare è molto controproducente. Perché ti costringe a fissare l’attenzione sul cibo, e fissare l’attenzione alimenta l’ossessione e i pensieri distorti. Provare per credere. Ti faccio un esempio banale: se tu ascoltassi tutti i giorni la stessa canzone per 50 volte, non ti verrebbe poi spontaneo canticchiarla, o comunque avere la musica e le parole di quella canzone sempre in testa? Ma se smettessi di ascoltarla per un anno, a poco a poco occuperebbe sempre meno posto nella tua testa e finiresti per non ricordarti più neanche le parole… Ecco, io penso che valga esattamente la stessa cosa per i diari alimentari. Se ti ci fissi, ti martellano in testa. Se li smolli, pian piano l’ossessione legata strettamente al cibo si attenua fino a scomparire… In ogni caso, ti consiglio di parlarne anche con la psichiatra e di sentire cosa ti dice lei: così magari hai un altro parere (e un parere ben più autorevole del mio!) su cui ragionare…
A proposito… Lo sai qual è la cosa buffa del volere programmare la vita al dettaglio? L’ho scoperto anch’io da poco… Che è impossibile… perché la vita va come vuole, per quanto possiamo programmarla, è soltanto un programma illusorio che ci facciamo noi, una finzione di controllo della situazione, perché la vita di per sé sfugge ad ogni possibilità di controllo, gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo… Perciò, sai qual è l’unica forma di controllo? Non avere nessun controllo. E lasciarsi sorprendere dalla vita e dalle emozioni.
Un bacione anche a te…

Veggie ha detto...

@ nube – Ne sono certa anche perché, come ho scritto proprio in questo post, ho già fatto una psicoterapia e mi è stata veramente utile ed importante, quindi non dubito che anche la prossima di questo tipo potrà esserlo! Scusami per l’ignoranza, ma… cosa significa che lo psicoterapeuta è di orientamento psicodinamico??

@ Ana. – Grazie a te, tesoro… Io con te ci sono sempre, anche da lontano, lo sai vero?!... Ti abbraccio stretta…

nube ha detto...

Scusa se ho usato un termine specifico,però,visto che ho letto che hai già affrontato un percorso di psicoterapia(e con successo,mi pare),pensavo che questo genere di psicoterapeuta fosse il più indicato per te adesso.Non esiste un unico indirizzo psicodinamico,per cui è inutile elencarli tutti.Ciò che li accomuna è il fatto di trarre origine dalla psicoanalisi.So che certe persone reagiscono negativamente davanti a questa parola,forse perchè non la conoscono bene.Comunque si lavora sulle associazioni,sui significati simbolici,sui sogni.Lo psicoterapeuta utilizza lo strumento dell'interpretazione,fondamentale è il transfert,per cui il fulcro della terapia è la relazione stessa(infatti non è semplice trovare la persona "giusta").Il discorso si allarga dal qui ed ora, dal sintomo,al tuo passato,alle tue prime relazioni,alla presa di coscienza di ciò che finora è stato sommerso nel tuo inconscio.Ciò può anche essere doloroso.Per esempio,in altre forme di psicoterapia,come quella cognitivo comportamentale,la relazione non è così importante ai fini della terapia,ma ci si concentra sul sintomo,esito di distorsioni cognitive,sull'utilizzo di strategie di coping per modificare il comportamento disfunzionale.Ora,non esiste psicoterapia migliore o peggiore,dipende tutto dal soggetto,da te,dalla situaziione in cui stai vivendo.Mi sembra che dal momento in cui una persona riesca a correggere il proprio comportamento alimentare non si debba fermare,bensì andare alla ricerca di significati più profondi.Spero di aver aggiunto qualcosa tra le tante cose che già sai,buona settimana!

Annarita ha detto...

Brava Veggie. Questo rispondere ai quesiti che ti sono posti, analizzando e capitalizzando la tua esperienza è un aiuto concreto.

Leggendo il tuo blog, mi sto facendo un'idea realistica dell'anoressia nella speranza che possa essermi utile nell'essere di aiuto a qualche eventuale caso che potrebbe capitarmi a scuola.

Grazie!

Un bacione a tutte

Veggie ha detto...

@ nube – Ti ringrazio tantissimo per le info! Sai, io di psicologia non me ne intendo molto, anche perché studio in un altro ramo (Medicina)… per quanto riguarda la scelta dello psicoterapeuta, infatti, non intendendomene, mi sono sempre basata unicamente sull’affinità stabilita con la persona… Anch’io sono perfettamente d’accordo con te sul fatto che non bisogna fermarsi a correggere le abitudini alimentari… quella, in un certo senso, è la cosa più facile da fare… ma non è che la punta dell’iceberg… quello che veramente bisogna andare a ricercare per continuare a combattere è un qualcosa che affonda le sue radici molto più in profondità…

@ Annarita – Con la tua sensibilità e la tua dolcezza, sono certa che saprai sfruttare al meglio tutto quello che riesci a cogliere qua!...

 
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