Stavo pensando a quello che mi fu detto una volta, da una terapeuta, durante il mio primo ricovero. Mi disse che non ero capace di validare i miei sentimenti.
Validare significa, come probabilmente già saprete, darsi il diritto di provare determinati sentimenti, determinati bisogni, darsi il diritto di fare determinate cose, ritenersi all’altezza di provare certe sensazioni.
Penso che la maggior parte delle persone che hanno un disturbo alimentare cerchino la validazione da parte degli altri. Aspettano cioè che siano gli altri a dirgli se possono o meno sentirsi in un certo modo, concedersi certe cose, come se la loro propria opinione non fosse abbastanza. E, in fin dei conti, è esattamente quello che facciamo: cerchiamo di essere quello che gli altri vorrebbero noi fossimo, tentando così di apparire gradite agli occhi altrui. E soltanto nel momento in cui riceviamo rassicurazioni o complimenti dagli altri, sentiamo di aver fatto un buon lavoro, come se il nostro proprio riconoscimento non fosse sufficiente. Cerchiamo dagli altri quelle conferme e quell’approvazione che non siamo autonomamente in grado di darci.
Il fatto è che le cose possono diventare incredibilmente dure e complicate se facciamo tutto per gli altri senza badare a validare noi stesse: si può finire per fare cose che non vogliamo fare affatto, accumulando così rabbia e frustrazione, solo perché gli altri si aspettano che noi le facciamo. Allora, ricordate questo: la cosa PIU’ IMPORTANTE è quel che VOI pensate, e come VOI vi sentite.
In ogni caso, per quanto mi riguarda, ho cercato di trovare un adeguato compromesso. Credo che, in fin dei conti, valga la pena di fare un tentativo; so che siamo tutte diverse e quindi non è assolutamente detto che possa funzionare per ciascuna di voi, ma certamente può essere una spinta, un primo passo, e può darvi rinforzi positivi.
Personalmente, ho pensato spesso a questa mia ricerca di validazione da parte degli altri, così mi sono accorta di una cosa: nella maggior parte dei casi, qualsiasi cosa io faccia, non è importante quanto pensi di averla fatta bene, non è importante quanto pensi di essere riuscita ad arrivare fino in fondo, non è importante quanto ci tengo, non è importante quanto impegno ci metto… m’importa solo di quello che ne pensano gli altri una volta che l’ho fatta. Ed agisco di conseguenza cercando la loro validazione. Perché io ho quest’anima un po’ da crocerossina, spesso vivo in funzione del riuscire a far felici gli altri. Vorrei essere la migliore. Sono una perfezionista estrema. E so che molte di noi lo sono.
Perciò, ecco qua. Una piccola idea che mi è venuta, e che potrebbe essere d’aiuto…
So che potrà suonare veramente strano, forse anche un po’ stupido, ma provate per alcuni minuti a pensare a voi stesse come se foste delle persone multiple ogni qualvolta sentite il desiderio di fare qualcosa che necessita di una validazione. Scrivete le vostre multiple voi stesse, se può aiutarvi (così potrete vederle più chiaramente, e non ne dimenticherete nessuna!).
Per esempio, per quanto mi riguarda, potrei scrivere:
Io la Ragazza
Io la Figlia
Io la Sorella
Io l’Amica
Io la Cosplayer
Io la Studentessa
Io la Karateka
Etc…Cercate di trovare tutto quello che potete essere, e separate le varie personalità. Lasciatele divise e diventate più di un’entità. Poi andate a considerarle ciascuna singolarmente. E provate a pensare a cosa ne penserebbero loro della cosa che state per fare, o dell’emozione che sentite di provare. Cosa ne penserebbe Io l’Amica? Cosa ne penserebbe Io la Studentessa? Etc… E’ un po’ come se la validazione venisse da qualcun altro… anche se in realtà sta comunque venendo da voi stesse, perché quei frammenti non sono altro che parti di voi. E, credetemi,VOI siete l’essenza delle vostre validazioni, perciò è ovvio e naturale che la vostra opinione sia, alla fine, la più importante.
Può sembrare sciocco, eppure è una cosa diversa dal semplice pensare “Sì, penso di aver fatto bene”, dacché in realtà il soggetto di “penso” è “io”, e in noi c’è l’implicita convinzione di non valere abbastanza da poter dare un giudizio di questo tipo. Perciò, rendendo l’ “io” delle personalità multiple, in alcuni casi potreste sentirvi meglio. Nella peggiore delle ipotesi, potrebbe essere un buon modo per fare pratica e per cercare di distaccarsi dall’opinione altrui… pur restandone, in un certo senso, aderenti. E facendo questo, potreste cominciare ad apprezzarvi di più, e ad accettare meglio quelli che sono i vostri pensieri o le vostre opinioni, senza affannarvi a respingerli sono perché “agli altri potrebbero non piacere” o perché “gli altri non si aspetterebbero mai pensieri del genere da parte mia”. Autostima, ragazze!! Più facile a dirsi che a farsi, lo so…
… ma un tentativo vale sempre la pena, no?! Non si può mai sapere quanta strada potremmo percorrere se riusciamo a fare il primo passo…
In bocca al lupo a tutte quante!