Come gli alchimisti trasformavano il ferro in oro… voi potete trasformare l’oscurità in luce. Siete tutte benvenute.
Visualizzazione post con etichetta insieme. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta insieme. Mostra tutti i post

venerdì 27 luglio 2012

25 ragioni per cui il "ricovero" è meraviglioso

Nell’ultimo post di questo blog ho rivolto a tutte voi la medesima domanda: qual è la ragione per cui reputate positivo il percorso di ricovero dall’anoressia che state facendo? Niente goals stratosferici, solo piccoli e semplici obiettivi nella vita di tutti i giorni. 

L’obiettivo di questa domanda posta in termini così semplici e “materiali”, come certamente avrete capito, è quella di illustrare i vantaggi immediati dell’intraprendere un percorso di ricovero, non gli obiettivi a lungo termine che sembrano irraggiungibili da chi muove i suoi primi passi, ma quei traguardi che si possono raggiungere in tempo relativamente breve e che hanno ricadute positive sulla vita quotidiana.

Ringrazio perciò tutte coloro che hanno risposto tramite blog e tramite e-mail. Alcune di voi mi hanno mandato mail piuttosto lunghe, quindi ho dovuto tagliare cercando di riassumere il pensiero di ciascuna in una frase. Spero di aver centrato quello che intendevate dire.

Il risultato delle vostre risposte? Questo post.

25 RAGIONI PER CUI IL "RICOVERO" E' MERAVIGLIOSO 

1. Posso vivere con meno ansia, scoprire, fare ciò che mi passa per la testa, uscire dalla “comfort zone” del DCA (Hellie)

2. Mi permette di alleggerirmi dalle mie paure, errate convinzioni e sofferenze: via la gabbia e le catene della malattia! (M.M.) 

3. Riesco a fare un pasto decente senza masticare ogni boccone dalle 15 alle 55 volte prima di deglutire. (Signorina Anarchia) 

4. Posso concedermi di fare un errore senza pensare di essere un errore. (Ilaria) 

5. Posso uscire con gli amici, mangiare una pizza, partire senza pensare a cosa/quanto/come mangerò, andare dai parenti senza pensare a come compensare il pranzo stratosferico, partecipare alle feste come il Natale o Pasqua senza ansia a partire da una settimana prima. (Sonnen Blume) 

6. Ogni giorno che passa sembro sempre meno malata. (Comy)

7. Ho di nuovo la mia 4^ di reggiseno. Ed è sexy! (Kia) 

8. Ci sono più capelli sulla mia testa che sulla mia spazzola. (Jade)

9. Mi sento parte della mia vita: la vivo e non più la sopravvivo. Tengo i piedi a terra, ho il vento tra i capelli, e non ne ho mai abbastanza. (Sere) 

10. La mia pelle è liscia e idratata anche senza bisogno di creme. (Mirabelle-Lety) 

11. Quando mi sveglio la mattina, non è il cibo la prima cosa cui penso. (Vale) 

12. Non mi sento più in colpa se mangio più di quanto mi ero auto-imposta. (Sandy) 

13. Posso mangiare quando ho fame (ovviamente, senza esagerare…!) (Anna) 

14. Mi sono accorta che posso andare a mangiare fuori con i miei amici anche senza essere sopraffatta dall’ansia. (Milly) 

15. La mia temperatura corporea è rientrata nella norma grazie al ripristino del metabolismo: niente più mani perennemente gelide e maniche lunghe anche d’Agosto! (C.)

16. Posso trascorrere momenti meravigliosi con le persone cui voglio bene: si può andare a fare shopping, si può andare a mangiare una pizza, o qualsiasi cosa, senza che le ossessioni del DCA mi impediscano di fare tutto questo. (Wolfie) 

17. Energia! Senza bisogno di bere litri di caffè! (Shiva) 

18. Per quella che è stata la mia esperienza, mi sembra che il peso recuperato e il miglioramento delle mie prestazioni in ogni campo della mia vita siano strettamente correlati. So che qualcuno ha anche fatto uno studio su questo… pensateci. (Connie) 

19. Miglioramento della funzione ormonale --> Pubertà (2° round) -->; Frivolezza da ragazzina quattordicenne con in testa sporcaccionate da maschiaccio. E, cazzo sì, questa è veramente una buona cosa. (Jonny) 

20. La mia testa riesce a CONCENTRARSI, ad ANALIZZARE, e a CREARE di nuovo. Sentirsi meglio ed essere produttiva è quanto di più potente per rialzare l’autostima. (Stella) 

21. Dire SI al cibo consumato in maniera normale, senza più abbuffate e sensi di colpa, è come dire SI a tutte le cose belle della vita. (Elena)

22. Restringere l’alimentazione ed evitare solo certi cibi è, alla lunga, noioso e deprimente. E fa perdere un sacco di occasioni di divertimento fuori con gli amici. (Sam) 

23. Esco nuovamente di casa e posso andare in giro senza sentire gli occhi di tutti puntati su di me, posso andare al cinema, posso andare in discoteca e non sentirmi una merda mentre lo faccio. “Un altro po’ di pop corn?” “Oh, sì, perché no… se paghi tu!” (Charlie)

24. Posso indossare di nuovo una taglia normale, e i vestiti mi cadono bene e non sembra più che vada in giro portando tende da circo. (Chloe) 

25. (Perché anch’io voglio dire la mia, eh…!) Ho imparato che la vita non è solo bianco e nero, buono o cattivo, meravigliosa o terribile, e che vivere nelle aree di grigio è normale, salutare e – posso osare dirlo? – decisamente elettrizzante.

Se qualcun’altra volesse aggiungersi nel commenti… Quali sono le vostre ragioni per cui percorrere la strada del ricovero combattendo contro l'anoressia vale la pena?

domenica 13 settembre 2009

One year later...



“Realizzare questo blog non sarà impresa facile; devi essere pronta ad affrontare l’anoressia, a perseguire questa battaglia giorno dopo giorno, a supportare tutte le ragazze che si trovano nella tua stessa posizione e a rispondere a tutti commenti che le alter lasceranno sui tuoi post, che potranno anche essere difficili da accettare. Se però te la senti di procedere, ti darò il mio appoggio incondizionato”.

Così mi sono detta quando, per la prima volta, ho avuto l’idea di aprire questo spazio virtuale di lotta contro l’anoressia. Sapevo che non sarebbe stata esattamente una passeggiata, e che forse avrei potuto non riuscire a centrare il mio obiettivo. Ma la mia decisione è stata: voglio provarci comunque.

Nel complesso, sono soddisfatta di quello che finora sono riuscita a costruire, anche se ho avuto i miei momenti d’incertezza. Non è facile dare una mano a delle persone che non si conoscono, a chissà quanti chilometri di distanza, e così talvolta ho temuto di non riuscire ad essere sufficientemente supportava. Ma ho sempre cercato di fare del mio meglio e spero che questo, in un modo o nell’altro, vi sia arrivato. Spero, in definitiva, di essere riuscita a trasmettervi qualcosa, per quanto piccolo questo “qualcosa” possa essere.

Ritengo che i blog siano uno strano prodotto, una sorta di “prodotto d’intrattenimento”, perché li si può leggere superficialmente senza dargli alcuna particolare importanza, oppure possono toccarti, possono suscitarti delle emozioni, possono cambiare il tuo modo di pensare ed arricchire la tua vita… dipende tutto da chi li fruisce. Questa è ovviamente una mia opinione personale. Immagino che, per un sacco di persone che non sono mai passate attraverso un DCA, il mio blog non sia affatto utile… per me, invece, è la mia realtà dell’ultimo anno.

La persona che ha scritto questi post esiste davvero, ed è qui per tutte voi… non scordatelo mai. Potete scrivermi (veggie.any@alice.it) in qualsiasi momento, qualsiasi cosa, e state certe che risponderò a tutte.

Sono stata felice dei commenti positivi che ho ricevuto, ed anche delle rimostranze e delle critiche, e chiedo scusa se qualche volta posso aver scritto delle cose che possono essere risultate offensive per qualcuno.

Adesso credo sia arrivato il momento di continuare ad andare avanti su questa strada che ho intrapreso, con questo blog, insieme a tute voi guerriere della luce. Continuare a combattere contro l’anoressia. Perché arriva un momento nella vita in cui anche quell’anoressia che sembrava essere la panacea, la soluzione a tutte le difficoltà, abbassa la maschera e si rivela per quello che veramente è: IL PROBLEMA. E così, si comincia a fare troppa fatica a sopportarla. Ma quando si è stanchi di qualcosa, bisogna allontanarsene: chiamatela pure fuga, se volete. Secondo me richiede anch’essa un certo coraggio. E poi, ciò che conta è la consapevolezza che si tornerà ad affrontare il problema, con l’intenzione di risolverlo. Affrontarlo da un’altra parte, da un altro punto di vista, però. Combattendo.

A un anno dall’apertura di questo spazio, perciò, volevo semplicemente fare un enorme “in bocca al lupo” a tutti quante stanno lottando contro l’anoressia. Lo so che ci sono momenti difficili nella vita, ma voi potete diventare più forti e superarli. Qualunque vostro desiderio si avvererà se siete convinte di poterlo realizzare.

Vorrei trasformarmi in vento, in vento simile ad un sospiro. Un vento che aiuta a combattere le avversità, che asciuga le lacrime, lenisce la stanchezza… ecco, vorrei diventare quel tipo di vento. Vorrei giungere da tutte voi in volo, liberarvi dall’anoressia e dal dolore e donarvi la felicità. Leggete questo blog quando siete tristi, ed io sarò al vostro fianco. Leggete questo blog quando siete felici, ed io sarò al vostro fianco.

Ma poiché sono solo una ragazza, ci sono momenti in cui mi sento stanca… momenti in cui soffro a causa dell’anoressia, e sopporto in silenzio… questa è una realtà che non posso cambiare. Eppure ogni mattina mi sveglio e penso che è bellissimo avere davanti un nuovo giorno che mi aspetta, un giorno in cui rinnovare il mio impegno per lottare contro l’anoressia, un giorno nuovo di zecca e senza errori, da riempire con tutto ciò che io ed io soltanto sarò capace di creare.

Grazie a tutte voi che mi state accompagnando sulla strada del ricovero, continuiamo a stare fianco a fianco e a combattere tutte insieme, se vi va.

Vi voglio bene,

Veggie

martedì 11 agosto 2009

Pro-Ana & Pro-Ricovero

Più volte sono stata “accusata” di voler fare unicamente differenze tra le ragazze che si definiscono “pro-ana/mia”, e le ragazze che stanno combattendo contro un DCA e che sono quindi “pro-ricovero”.

Okay, sono pronta a rigirare la frittata. Anziché vagliare unicamente le differenze, vediamo adesso anche quali sono gli aspetti che accomunano ed uniscono le ragazze “pro-ana” con le ragazze “pro-ricovero”. Un fifty-fifty: quel che ci rende uguali, e quel che ci diversifica; le due facce della medaglia.

Pro-ana: Hanno problemi con il loro corpo e attuano comportamenti disfunzionali nei confronti del cibo per cercare di raggiungere una forma fisica che le permetta di stare a loro agio con loro stesse.
Pro-ricovero: Hanno problemi con il loro corpo e attuano comportamenti disfunzionali nei confronti del cibo per cercare di raggiungere una forma fisica che le permetta di stare a loro agio con loro stesse.

Pro-ana: In fondo in fondo, hanno scarsissima autostima e pensano di non essere mai giuste abbastanza.
Pro-ricovero: In fondo in fondo, hanno scarsissima autostima e pensano di non essere mai giuste abbastanza.

Pro-ana: Cercano il supporto e la conversazione con persone i cui blog trattano di DCA.
Pro-ricovero: Cercano il supporto e la conversazione con persone i cui blog trattano di DCA.

Pro-ana: Usano suddetti blog per cercare di aiutarsi a vicenda a dimagrire raggiungendo così la “perfezione”.
Pro-ricovero: Sono già dimagrite abbastanza da sapere che questo non porterà mai la “perfezione” (tutt’al più, la morte) e usano I suddetti blog per cercare di aiutarsi a vicenda a percorrere la strada del ricovero.

Dunque. L’unica differenza principale tra l’essere “pro-ana” e l’essere “pro-ricovero” è una dichiarazione d’intenti (cattive/buone intenzioni nei confronti di se stesse e, secondariamente, delle altre) e il mettere in pratica questi intenti. Una ragazza “pro-ana” può andare sui blog per cercare d’imparare qualche trucco che le consenta di perdere un altro chilo. Una ragazza “pro-ricovero” sta cercando di disimparare detti trucchi. Sta cercando di limitare i danni.

Personalmente, mi reputo “pro-ricovero”; quindi uno degli obiettivi di questo blog è cercare di formare una comunità di persone che stanno lottando contro i DCA e cercando di darsi una mano a vicenda. Naturalmente, sono apertissima alla discussione, quindi è benvenuta anche chiunque la pensi diversamente da me: finché c’è rispetto, la discussione non può che essere costruttiva.

Penso, in fin dei conti, che la principale differenza tra ragazze “pro-ana” e “pro-ricovero” sia relativa al tempo e all’esperienza. Se una ragazza “pro-ana” non muore per inedia, indubbiamente prima o poi aprirà gli occhi su quella che è la realtà e andrà incontro a un percorso di ricovero. E dov’è che la ragazze “pro-ana” possono andare nel momento in cui si rendono conto di ciò che (si) stanno facendo e lasciano i loro blog?

È dura intraprendere la strada del ricovero completamente da sole, questo fa sembrare il ricovero come un qualcosa di estremamente difficile e complesso, quasi impossibile. Persone con un DCA indubbiamente hanno bisogno di supporto. Ed è ciò che, nel mio piccolo, con questo blog, cerco di dare. C’è bisogno di qualcuno con cui poter comunicare, di qualcuno che capisca veramente cosa significa essere anoressiche perchè lo vive sulla propria pelle. Noi siamo SOLE. L’anoressia è un isolante, separa talmente tanto dal resto del mondo che si finisce per rimanere senza alcuna amicizia reale.

I blog “pro-ana” riempiono un vuoto nel cuore di molte ragazze sole, tristi e ferite che sono in lotta contro il proprio corpo.

Questo blog spera di riuscire a riempire anche solo una piccola parte del vuoto nel cuore di chi cerca di lottare contro l’anoressia, per riuscire insieme a lottare non più CONTRO il nostro corpo, ma PER il nostro corpo.

venerdì 31 luglio 2009

La strada del ricovero

La strada del ricovero è tutto quello che vorresti di buono oltre alla realtà che disegna l’anoressia.

La strada del ricovero è quando ti brillano gli occhi al solo pensiero che la tua capacità di combattere senza arrenderti possa superare i confini dell’anoressia e diventare realtà.

La strada del ricovero è forza, è vita.

La strada del ricovero è la base di oggi per un castello che vuoi costruire domani.

La strada del ricovero è ardua e difficile: l'importante è che sia la tua.

La strada del ricovero è lacrima, quando sai che è infinita; ma la strada del ricovero è credere all'infinito.

La strada del ricovero è tenersi per mano e crearsi il proprio mondo al di fuori dell’anoressia.

La strada del ricovero è lasciare le mani e capire che siamo in grado di camminare anche da sole.

La strada del ricovero è sostenerci a vicenda, perché siamo più forti quando combattiamo insieme.

La strada del ricovero è crederci sempre. È chiudere gli occhi e immaginare tutto quello che la nostra vita può essere e contenere nel momento in cui a poco a poco viene lasciato libero lo spazio occupato dal DCA. La strada del ricovero è forza d'animo per aver creduto davvero alle bugie raccontate dall’anoressia, e aver avuto la forza di ribellarsi interamente ad un delirio che d’intero non lascia più niente.


Questo è ciò che penso, guardando la strada che si apre di fronte a me, là. Per me e per tutte voi. Per tutte quelle tristi che non sorridono più e pensano di arrendersi all’anoressia. Per tutte quelle a cui manca la voglia di lottare. Per tutte quelle che ancora preferiscono ascoltare le menzogne dell’anoressia piuttosto che fare il ben più difficile passo di scegliere di affrontare la realtà. Ma anche e soprattutto per tutte quelle come noi, che hanno il coraggio di non alzare le braccia e di non arrendersi. Perché solo noi avremo vinto per sempre… camminando insieme sulla strada del ricovero.

venerdì 17 aprile 2009

Grazie Martina!

Ci sono momenti in cui le parole non bastano per esprimere ciò che si ha dentro...
Momenti in cui pensi che anche se oggi non ha fatto che piovere, non ci si può bagnare se nel cuore splende il sole...
Momenti in cui un'immagine può dire più del discorso più lungo del mondo...
Un'immgine come questa...














Martina... Grazie per questa bellissima giornata insieme.

Guardando la nostra fotografia non posso che pensare che siamo ancora in tempo per ricominciare a ridere. Siamo ancora in tempo per scrollarsi tutto e vivere. Dobbiamo solo prendere tutto il coraggio che abbiamo e ricominciare a camminare, e convincerci che combattere è davvero possibile. Quello che abbiamo passato non lo possiamo dimenticare, ma tra prendere e lasciare non si deve più aspettare, perchè il tempo che perdiamo non ce lo ridà nessuno...

Ti voglio bene...

domenica 22 febbraio 2009

Combattere insieme

Questo post è per Francesca. Sì, la Francesca del video. Che ho avuto modo d’incontrare oggi, in occasione di una mia gara di karate svoltasi nella cittadina dove abitano i suoi nonni.

Cara Francesca, oggi ha fatto brillare il sole nel mio cuore. Credo che sia una di quelle situazioni in cui le parole non bastano per esprimere quello che sento dentro. Perché ci sono i sentimenti, un qualcosa che sta nel cuore e non nella testa.
Sentimenti che si confondono con i tuoi. Tu che non mi guardi come gli altri. Io che sento di non avere niente da nascondere rispetto a quella che sono veramente. Insieme in un momento in cui ho sentito di poter essere la vera Me Stessa. Uno di quei momenti così rari da tirare fuori… che escono soltanto nel momenti in cui qualcuno tira fuori con un abbraccio quello che nascondi.

Io credo che questo sia vivere veramente. Una chiacchiera sui gradini di una palestra. Una persona che mi fa sentire a casa. Un sorriso autentico. Un’ora soltanto, ma un’ora autentica. Un’ora bella.

Tanto tempo. Troppo. Era troppo tempo che il cuore non mi batteva così forte.
Hai sorriso. E il tuo sorriso è bellissimo. Ho sentito che era un sorriso vero. Siamo state semplicemente noi stesse. Si può essere noi stesse.

Francesca, sei bellissima. Hai una bellezza interiore di cui forse neanche ti accorgi, ma che può veramente portarti tanto lontano. Sei meravigliosa, sì, magari non come avresti voluto esserlo, e forse più di quando avresti voluto esserlo.

Si può arrivare a percepire la vita, qualche volta, anche se guizza come un pesce. Noi crediamo di rincorrerla, crediamo di seminarla… poi ci giriamo distrattamente e zac!, eccola qua, un momento, poi sparisce. Eppure resta per un secondo la sua sensazione sulla pelle. Eppure resta per sempre.

Non so neanche se quello che sto scrivendo abbia senso. Lascio che le parole fluiscano senza che io le controlli, una volta tanto, facendo a meno di quel controllo che è stato pilastro di tutta la mia anoressia.

La cosa più bella è che sei reale, che esisti. Che non ti ho immaginata, non mi sono persa ad inseguire i miei pensieri dicendomi “Quanto sarebbe bello incontrare una persona capace di vedere la vera Me Stessa”.

Hai uno sguardo dolce, uno sguardo che ha un mondo da abbracciare, e allo stesso tempo combattivo, uno sguardo che non si vuol lasciar sfuggire altre occasioni.

C’è qualcosa che abbiamo in comune e che ci porteremo dentro sempre, che talvolta grida e spinge per uscire, ma che poi deve fare i conti con la nostra voglia di combattere e con tutto quello che cozza con la sua voglia di riemergere. E tu sei una di quelle cose.
Amica di etichette troppo strette, di taglie troppo strette, di corpi troppo stretti per contenere dolori e vite così grandi… Amica di sorrisi impacciati, di cremine idratanti, di onnipotenza e di battaglia… puoi cambiare la vita a un sacco di persone. Anche a te stessa. Ci vuole tempo, certo, ce ne vuole tanto, a volte sembra perfino troppo. Me lo ripeto anche io, adesso, che mi rivedo attraverso la tua forza e la tua fragilità… il nostro bisogno di leggerezza, che non può essere fisica perché niente è più pesante di un corpo che non pesa.

Quanta fatica combattere ogni giorno. Quanti sorrisi ci sarebbero tra le labbra e quante lacrime nascoste dietro gli occhi. Se solo lasciassimo loro un po’ di spazio. Se solo fossimo capaci di darcene di più. In tutti i sensi.

Francesca, grazie mille. Davvero. Non avrei mai desiderato niente di più meraviglioso di un sorriso sincero. Possiamo tenerci per mano e camminare insieme, anche se siamo lontane, un passo dopo l’altro, anche fermandoci per urlare che, accidenti, siamo stanche.

Stasera sorrido. Non resterò sveglia fino ad oltre la mezzanotte cercando di ridurre il più possibile le ore di sonno per non essere perseguitata dai miei incubi. Stanotte non ce ne saranno. Forse perchè un sogno oggi l’ho già vissuto.
Grazie mille, guerriera della luce. GRAZIE.

Ti voglio veramente tanto bene… Tanto tanto…

venerdì 13 febbraio 2009

Side by side

Mi piace tantissimo questa immagine, perchè penso descriva perfettamente il percorso che tutte noi in questo momento stiamo facendo...

Una accanto all'altra, aiutandoci a vicenda, mano nella mano, lontane eppure vicine, unite nella nostra comune lotta, continuiamo a camminare tutte insieme senza lasciare mai la presa.


















Ricordatevi sempre che è facile tagliare uno per uno mille fili, ma è praticamente impossibile tagliarli se essi sono intrecciati tra di loro, in un'unica corda...
 
Clicky Web Analytics Licenza Creative Commons
Anoressia: after dark by Veggie is licensed under a Creative Commons Attribution-NoDerivs 3.0 Unported License.